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Arriva per tutti Fortnite per Android. Quello vero: occhio alle imitazioni

Arriva per tutti Fortnite per Android. Quello vero: occhio alle imitazioni

La versione Android del popolarissimo gioco Fortnite è stata finora disponibile soltanto su invito, e questo ha generato un mercato nero di compravendita di inviti e di false versioni di Fortnite che in realtà contenevano malware.

Ora basta avere uno smartphone Android compatibile e andare a Fortnite.com/android per avere la versione beta del gioco. È consigliabile avere Android 8.0 o superiore ed è necessario avere uno degli smartphone elencati qui.

Come sempre, fate attenzione ai tentativi di truffa e di furto degli account: proteggetevi usando l’autenticazione a due fattori (presso Epicgames.com/2FA) e seguendo le istruzioni: nel vostro account, scegliete la sezione Password e sicurezza, e poi scegliete se attivare un’app di autenticazione (per esempio Google Authenticator, LastPass, Microsoft Authenticator o Authy) oppure ricevere un codice di autenticazione via mail. Dovreste ricevere una danza in premio.

Limitare il tempo di gioco su iPhone, iPad e dispositivi Android

Limitare il tempo di gioco su iPhone, iPad e dispositivi Android

Credit: Google.

Qualunque videogiocatore, anche adulto, sa che mentre si gioca si perde completamente la cognizione del tempo. I genitori dei videogiocatori si trovano spesso obbligati a interrompere le sessioni di gioco dei figli, che non si accorgono del tempo che trascorrono incollati allo schermo di Fortnite e simili trascurando tutto il resto.

Per chi ha un iPhone o iPad recente e aggiornato ci sono per fortuna delle soluzioni integrate, come Tempo di Utilizzo (nella sezione Impostazioni), che permettono di definire una fascia oraria e un limite di tempo che valgono per tutti i giochi. Questa impostazione è bloccabile tramite un PIN e può anche essere estesa a tutti i dispositivi Apple di famiglia.

Tempo di utilizzo ha anche il grosso vantaggio di registrare quanto tempo viene speso in ogni app, in modo da dimostrare ai figli che sono davvero passate quattro ore da quando hanno detto “smetto fra cinque minuti”. I figli si potranno rifare chiedendo ai genitori di far vedere quanto tempo hanno speso loro su Facebook e Whatsapp.

Il percorso è questo: si va nell’app Impostazioni, si sceglie Tempo di utilizzo – Utilizza codice “Tempo di utilizzo” e si imposta un PIN. In Pausa di utilizzo si può decidere di bloccare il dispositivo (salvo chiamate e app consentite) per la fascia oraria definita. In Limitazioni app si sceglie Aggiungi limitazione di utilizzo – Giochi – Aggiungi e si impostare il tempo giornaliero fisso oppure un tempo differente per ogni singolo giorno.

Per chi invece ha Android c’è invece la possibilità di installare l’app Google Family Link, che funziona in modo analogo, come descritto in dettaglio qui e qui sul sito di Google.

Archeoinformatica: Blastar, un videogioco del 1984 un po’ speciale

Archeoinformatica: Blastar, un videogioco del 1984 un po’ speciale

Blastar è un videogioco tipico degli anni Ottanta: un miscuglio semplificato di Space Invaders e Asteroid, con le astronavi degli alieni nemici che si spostano lateralmente sullo schermo e vanno colpite con i proiettili sparati dall’astronave del giocatore.

Fin qui niente di speciale; anzi, il gioco è primitivo anche per gli standard molto modesti di quell’epoca e non va confuso con il quasi omonimo Blaster per Atari. Ma se guardiamo l’età del suo creatore cominciano le sorprese: si trattava di un ragazzo di dodici anni che viveva in Sudafrica e che aveva imparato a programmare da solo leggendo un libro.

I suoi sforzi gli valsero 500 dollari, pagatigli dalla rivista PC and Office Technology che pubblicò il listato (la sequenza delle istruzioni di programmazione) affinché altri utenti potessero trascriverlo e caricarlo nei propri computer, come si usava allora: Internet era embrionale, non era aperta al pubblico e comunque nessuno aveva il modem per collegarvisi e i dischetti erano costosissimi, per cui ci si arrangiava trascrivendo i programmi a mano.

La sorpresa più grossa, però, arriva guardando il nome del ragazzino, stampato sulla rivista: Elon Musk.

L’immagine qui sopra è tratta dal libro di Ashlee Vance Elon Musk: Tesla, SpaceX, and the Quest for A Fantastic Future (2015), una cui edizione si può sfogliare qui su Issuu.com.

Che fine ha fatto quel gioco? È ancora disponibile: un ingegnere del software di Google di nome Tomas Lloret Llinares ha convertito il programma di Elon Musk in HTML5, creando una pagina Web nella quale potete giocare a Blastar con qualunque browser moderno.



Fonti aggiuntive: The Verge, Business Insider, Fortune, Wait But Why, Popular Mechanics.

Proposta di matrimonio in un videogioco

Proposta di matrimonio in un videogioco

Credit: Tyler Schultz.

Di solito i videogiochi attirano l’attenzione dei media per motivi angoscianti o sensazionalisti. Ma non questa volta.

Tyler Schultz, un uomo che vive in Florida, aveva avuto un’idea piuttosto originale per la proposta di matrimonio alla sua partner sentimentale Maddie: incorporare la proposta in un videogioco.

Secondo quanto racconta Kotaku, a maggio scorso Schultz aveva scritto un tweet alla Insomniac Games, che produce il gioco Marvel’s Spider-Man, chiedendo se era possibile inserire in qualunque punto del gioco la frase “Maddie, will you marry me?”.

L’azienda ha accettato, e quando il gioco è stato messo in commercio, pochi giorni fa, è emerso che la proposta di matrimonio era scritta a caratteri cubitali nell’insegna di un cinema davanti al quale passa Spider-Man. L’ubicazione esatta è indicata nell’articolo di Kotaku.

Ma la proposta è caduta nel vuoto: Maddie aveva infatti lasciato Tyler Schultz alcune settimane prima dell’uscita del gioco.

La Insomniac Games si è offerta di cambiare la scritta tramite una patch di aggiornamento, e Schultz ha proposto di far comparire sull’insegna il nome della nonna, non più in vita, che gli aveva regalato il suo primo fumetto dell’Uomo Ragno. Se siete utenti di questo gioco, tenetelo d’occhio e fatemi sapere se esce la patch di aggiornamento con la dedica-easter egg alla nonna.