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L’UFO di Cagliari

L’UFO di Cagliari

Ufomaniaci gabbati da saliva e carta igienica

Avete presente il video mostrato anche da Studio Aperto ieri e segnalato dall’Unione Sarda come prodigioso avvistamento ufologico? E’ una burla. Un falso. I suoi autori (creattivo.com) hanno rivelato lo scherzo e hanno dimostrato quanto sia facile fabbricare un video ufologico e quanto siano creduloni irresponsabili non solo certi ufologi dai facili entusiasmi, ma anche i media che li alimentano.

Hanno dimostrato molto chiaramente che proprio chi fa tanto lo scettico e si ostina a chiedere prove su prove quando ci sono di mezzo “versioni ufficiali” abbocca invece come un pesce, ingoiando esca, amo e galleggiante, quando gli viene proposto un documento che sembra confermare i suoi preconcetti, senza chiedere la benché minima conferma o prova e senza perdere un secondo neanche per la verifica più basilare. E purtroppo fra questa gente ci sono anche i giornalisti ai quali deleghiamo il compito di tenerci informati sulla realtà.

Complimenti agli autori della burla; vergogna per tutti quelli che ci sono cascati. Siete dei polli. Sono bastati un po’ di saliva e un velo di carta igienica appiccicato alla finestra per gabbarvi. Imparerete la lezione? Accetto scommesse.

Questo è il video pubblicato inizialmente, il 16 novembre scorso:

E questo è il video che sbufala la faccenda dopo che i media ci sono cascati:

Il servizio di Studio Aperto è qui su Mediaset.it. I dettagli dell’organizzazione della burla, con le attente scelte psicologiche che l’hanno resa efficace, sono sul blog di Creattivo.

La cosa più interessante è che stando agli autori dello scherzo, ben 53 persone li hanno contattati dicendo “di aver visto chi le luci e chi addirittura l’astronave”. Ricordatevelo la prossima volta che sentite parlare di testimonianze ufologiche.

Grazie a Replicante Cattivo e Maurizio C. per la segnalazione.

Aggiornamento (16:05)

Ho ricevuto da Creattivo le foto originali e sono in attesa del permesso di pubblicarle. Sono, come dire, molto eloquenti.

Aggiornamento (16:35)

Permesso ricevuto! Pubblicherò le foto nel corso del Disinformatico radiofonico di domattina, in onda a partire dalle 11 sulla Rete Tre della RSI.

2009/11/20: le foto originali

Ecco due dettagli dalle foto originali di Creattivo, che rivelano chiaramente come è stato ottenuto l’effetto UFO:

Speriamo che questo convinca anche gli ufomaniaci che è indispensabile esaminare sempre le foto originali prima di prendere posizione.

Ho visto un UFO (UPD 20100908)

Ho visto un UFO (UPD 20100908)

Quiz: spiegate questa foto ufologica

Buon divertimento.

Aggiornamento 2010/09/08

Visto che vi state divertendo, ecco la foto integrale originale, cliccabile per ingrandirla.

Sì, è scattata attraverso dei vetri, ma non dell’aerostazione di Orio al Serio: i vetri sono quelli del bus-navetta che porta all’aeroporto. Non c’è alcun fotoritocco. Non si tratta di pianeti o luci di lampioni o di aerei in avvicinamento: non sarebbero visibili in pieno giorno (guardate i dati EXIF per sapere l’ora dello scatto). Notate che nell’inquadratura completa la “flotilla” è ancora più estesa. La foto l’ho scattata io.

Visto com’è difficile dare la spiegazione esatta di una foto ufologica?

11:30. Complimenti a Ruggio81, che nei commenti ha finalmente azzeccato la spiegazione esatta: si tratta dei riflessi delle automobili parcheggiate all’aeroporto, come si può vedere in queste altre fotografie, che ho scattato subito dopo la precedente per mostrare la causa del fenomeno nufologico. In queste foto si vede il riflesso delle auto contro lo sfondo scuro dell’edificio che si trova sul lato opposto dell’autostrada.

E questa è una foto delle suddette auto parcheggiate. Grazie di aver giocato.

Quiz: cos’è quest’oggetto lucente nel cielo? [UPD 2010/06/24]

Quiz: cos’è quest’oggetto lucente nel cielo? [UPD 2010/06/24]

Oggetto misterioso al Maniero Digitale!

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Mettete alla prova le vostre capacità d’indagine e scoprite cos’è l’oggetto lucente di forma arrotondata che ho fotografato al Maniero Digitale stamattina mentre facevo un po’ di prove con la mia fotocamera. La foto è autentica, l’ho scattata personalmente e non è il risultato di filtri o effetti speciali digitali. Tutti gli indizi necessari per la soluzione sono nella fotografia stessa. Pubblicherò la soluzione oggi pomeriggio. Buon divertimento.

17:50 – La soluzione

L’oggetto misterioso è semplicemente una goccia d’acqua che ho applicato sul vetro della finestra di casa mia e che rifrange l’immagine dell’edificio e della collina sottostante, rimpiccolendola e rovesciandola come una lente. Qui accanto vedete l’inquadratura completa originale (ho ridotto la risoluzione per non farla pesare troppo).

Come accennavo nella prima parte dell’articolo, gli indizi per trovare la soluzione c’erano tutti: l’immagine contiene i dati EXIF che identificano la fotocamera utilizzata e le caratteristiche di ripresa, cosa che di solito le foto spacciate come prova di fenomeni misteriosi non fanno (chiediamoci perché).

Questi dati EXIF rivelano che la fotocamera utilizzata è una reflex Canon EOS 550D, che ha una risoluzione di 18 megapixel. La fotografia mostrata, però, ha una risoluzione drasticamente inferiore, e questo indica che si tratta di una porzione di un’immagine più ampia. La prima cosa da chiedersi, quindi, è perché sia stata ritagliata l’immagine: forse la parte rimossa rivelava qualcosa? Infatti l’inquadratura originale rivela che la fotografia è stata scattata attraverso il vetro di una finestra chiusa.

Sempre i dati EXIF indicano che la foto è stata scattata con il diaframma molto chiuso (f/22) e un tempo di posa piuttosto lungo (1/30) e anomalo per una foto diurna. La chiusura del diaframma aumenta la profondità di campo (ossia l’intervallo di distanze fra le quali gli oggetti sono a fuoco), permettendo di avere a fuoco sia lo sfondo, sia la goccia d’acqua sul vetro.

Altri dettagli ed esempi di foto ufologiche basate su questo semplice effetto (prodotto a volte involontariamente) sono nel mio neonato blog Nufologia, dove sto man mano radunando vari esempi di fenomeni che possono essere interpretati erroneamente come immagini di veicoli misteriosi e presumibilmente extraterrestri. Lo scopo non è quello di affermare che tutte le foto di UFO sono false o frutto di errate interpretazioni, ma di mettere in guardia contro i fenomeni normali e spiegati che possono facilmente essere scambiati per UFO.

Vi è piaciuto il quiz? Troppo facile? Allora cimentatevi con la spiegazione di questa foto:

Un’ultima cosa. Dopo la pubblicazione iniziale di quest’articolo è emerso che una delle tracce della prova scritta d’italiano alla maturità in ambito tecnico-scientifico era proprio l’esistenza di forme di vita extraterrestri. E proprio oggi io ho pubblicato un articolo sugli UFO, prima che le tracce fossero note al pubblico. Sarà un caso? I fantastiosi che sostengono che io sia un prezzolato servo del Nuovo Ordine Mondiale, col compito di contrastare chi ha scoperto il segreto delle visite aliene, diranno certamente di no. E chi sono io per smentirli?

Aggiornamento (2010/06/24)

La soluzione alla seconda fotografia è che si tratta di sprite: lampi che avvengono ad alta quota e sono innescati dai temporali, al di sopra dei quali si formano, ad altezze fra i 55 e 130 chilometri. Maggiori dettagli sono (in inglese) su Space.com. Complimenti a chi ha indovinato.

Fufologia: misteriosa figura fotografata sull’Etna

Fufologia: misteriosa figura fotografata sull’Etna

Figura umanoide in tuta sull’Etna, cosa sarà mai?

Paolo Bertotti (il fototecnico del CISU con il quale ho condiviso l’incontro sull’ufologia al Festival della Scienza di Genova) mi segnala una perla della fufologia: l’ufologia più becera, quella che scambia qualunque cosa per una manifestazione aliena.

È apparsa qui su Segnidalcielo.it, come vedete dalla schermata qui accanto: l’analisi di una fotografia inviata da un lettore e scattata sull’Etna. L’immagine sarebbe una “misteriosa presenza”.

Fatemi pensare: una figura umanoide che indossa una tuta chiara, dall’aria metallica, ad alta quota sulle pendici di un vulcano, cosa sarà mai? Leggete tutto il delirio fufologico di Segnidalcielo, che addirittura esamina e poi respinge la spiegazione più ovvia, e poi divertitevi con l’inesorabile, serena critica di Photobuster di questa offesa al buon senso e all’ufologia seria.

Peccato che il testimone che ha scattato la foto dell’incontro ravvicinato non sia rimasto sul posto ma si sia dato alla fuga. Se fosse rimasto, magari l’essere dentro la tuta lo avrebbe minacciato con un asciugacapelli e un’audiocassetta dei Van Halen.

NUFO quiz

NUFO quiz

Oggetto misterioso in un cielo plumbeo: cosa sarà?

Ricevo da Cristian questa segnalazione di un oggetto volante non identificato, fotografato in cielo nonostante non ci fosse nulla di visibile a occhio nudo. Dice Cristian: “ero fuori in giardino a fumare una sigaretta, avevo la macchina fotografica e stavo fotografando il temporale. Non c’era nulla in cielo se non le nuvole.” Cristian ha dato il permesso per la pubblicazione della foto, di cui questa è la parte significativa.

I dati EXIF indicano che l’immagine è stata scattata alle 19:47 del 18 settembre scorso, con un tempo di 1/40 di secondo e f/2,8, ISO 800. Quanto reggerà al vostro fiuto nufologico questa nuova prova inconfutabile dell’esistenza di oggetti volanti non umani nei nostri cieli?

12:00

Complimenti per chi ha indovinato: si tratta di un pipistrello, bloccato dal flash del fotografo. La leggera scia è dovuta al fatto che il tempo di posa è stato lungo e ha catturato il movimento del pipistrello, e il fotografo non s’è accorto della sua presenza perché in luce naturale il mammifero volante era troppo scuro: è stato illuminato soltanto al momento dell’attivazione del flash.

Un visitatore artificiale dallo spazio profondo

Un visitatore artificiale dallo spazio profondo

Se un giorno arrivasse un’astronave, saremmo in grado di rilevarla?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. 

La risposta è , e la vedrebbero persino gli astrofili. Sarebbe quindi impossibile mantenere il segreto sul suo avvicinamento, come ipotizzano invece molti ufologi, anche se l’astronave fosse piccola. Lo sappiamo perché è già successo.

Non sto delirando. Le capacità di rilevamento dei tantissimi appassionati d’astronomia in giro per il mondo sono già state messe alla prova in questo senso il 3 settembre 2002.

Quel giorno, infatti, l’astrofilo canadese Bill Yeung si accorse di aver rilevato quello che inizialmente credette essere un semplice asteroide. Uno dei tanti che orbitano nello spazio. Un puntino fioco che si spostava sullo sfondo della costellazione dei Pesci, all’epoca del primo avvistamento. Altri astrofili e astronomi confermarono la sua osservazione, ma l’ipotesi dell’asteroide fu scartata molto presto.

Certo, l’oggetto era luminoso quanto un frammento di roccia interplanetaria largo circa 30 metri e si muoveva alla velocità tipica di un asteroide. Però era strano che non fosse già stato rilevato dai telescopi professionali adibiti alla ricerca automatica e continua di asteroidi: questo voleva dire che l’oggetto era arrivato poco prima dallo spazio profondo. Quindi non poteva essere un pezzo di qualche veicolo spaziale terrestre recente, perché nessun lancio spaziale aveva traiettorie compatibili e aveva lasciato in giro pezzi non catalogati così grandi. Eppure l’oggetto orbitava indiscutibilmente intorno alla Terra una volta ogni 48 giorni circa, avvicinandosi alla distanza Terra-Luna e poi allontanandosi fino al doppio di questa distanza.

Quest’orbita intorno alla Terra fu uno dei dati che stupì maggiormente gli astronomi. Non era mai successo prima che la Terra catturasse un asteroide, perché la Luna fa da “spazzina”: il suo campo gravitazionale, combinato con quello terrestre, impedisce ad altri oggetti di assumere orbite stabili intorno al nostro pianeta.

La natura dell’oggetto divenne ancora più intrigante il 12 settembre 2002, quando le osservazioni spettroscopiche indicarono che la superficie del visitatore dallo spazio profondo era sostanzialmente bianca e rivestita di metallo: specificamente di ossido di titanio. Un colore e una sostanza per nulla comuni fra gli asteroidi.

Proveniva dallo spazio profondo, non era un asteroide e non era un frammento di veicolo spaziale catalogato, e aveva una superficie chiara e metallica. Allora cos’era?

La soluzione fu semplice quanto sorprendente e dimostrò appunto le capacità di analisi e rilevamento degli astrofili e degli astronomi civili. Le osservazioni ripetute permisero di calcolare l’orbita dell’oggetto con maggiore precisione e di determinarne a ritroso la traiettoria. Risultò che l’oggetto, battezzato con la sigla J002E3, aveva orbitato intorno al Sole per 31 anni ed era stato nelle vicinanze della Terra per l’ultima volta nel 1971. Questo sembrò risolvere il mistero, perché nel gennaio del 1971 era partita dalla Terra la missione lunare Apollo 14, che aveva usato un grande razzo Saturn V la cui vernice di rivestimento era proprio bianca e a base di diossido di titanio.

Ma c’era un problema con questa spiegazione. La NASA sapeva dov’erano finiti tutti i pezzi di questo missile: i primi due stadi erano ricaduti sulla Terra e il terzo era stato fatto cadere sulla Luna per effettuare studi sismologici. Il modulo lunare era sulla Luna e la capsula Apollo era rientrata sulla Terra con gli astronauti. Quindi l’oggetto non poteva provenire dall’Apollo 14.

Poi ci si rese conto che la vicinanza alla Terra nel 1971 non era necessariamente il punto d’inizio del viaggio siderale dell’oggetto, ma poteva essere semplicemente un passaggio di un veicolo spaziale ancora più vecchio, e a quel punto si trovò la soluzione: l’oggetto metallico misterioso era sì un pezzo di un missile lunare, ma non della missione Apollo 14, bensì dell’Apollo 12, il cui terzo stadio S-IVB, lungo una ventina di metri, non era stato fatto cadere sulla Luna ma era stato spedito a orbitare intorno al Sole il 15 novembre 1969. La manovra non era riuscita correttamente e il veicolo aveva assunto invece un’orbita poco stabile di 43 giorni intorno al sistema Terra-Luna, guarda caso molto simile a quella dell’oggetto misterioso, di cui si può consultare un’animazione qui sul sito Internet della NASA.

Dopo alcune orbite se ne erano perse le tracce, ma i calcoli dimostrano che lo stadio lunare vagabondo sarebbe sfuggito alla gravità terrestre nel 1971 per finire ad orbitare intorno al Sole, tornando periodicamente nelle vicinanze della Terra, dalla quale si sarebbe fatto brevemente ricatturare per poi tornare all’orbita solare. Questo complicatissimo balletto non richiede propulsione, ma avviene puramente per il gioco variabile delle attrazioni della Terra, della Luna e del Sole, e implica che l’oggetto si è di nuovo allontanato nel giugno del 2003 e tornerà a trovarci intorno al 2032.

La vicenda dell’oggetto metallico misterioso che venne a visitarci nel 2002 è quindi chiarita. Stavolta niente visitatori da altri mondi, ma sicuramente da altri tempi: il terzo stadio dell’Apollo 12 (evidenziato dalla scritta nella foto qui accanto) viaggia nello spazio da oltre quarant’anni ed è quindi un museo volante. Chissà che nel 2032 non si vada a fargli visita.

Nel frattempo ci ha dato l’occasione di mettere alla prova le nostre capacità di avvistamento, valide sia per avvisarci di eventuali asteroidi pericolosi, sia per sapere se gli extraterrestri ci vengono a trovare e i governi non ce lo dicono. Se persino gli astronomi dilettanti riescono ad avvistare un oggetto di venti metri che arriva dallo spazio oltre la Luna, è difficile che ET passi di qui senza essere visto, documentato, fotografato e calcolato pubblicamente. E gli astrofili non sanno tenere un segreto: quando vedono qualcosa, se ne vogliono vantare, sia per avere la gloria, sia per avere il diritto di battezzare l’oggetto scoperto.

Fonti: Science.nasa.gov, JPL, University of Arizona, Spaceref.com, JPL, BBC.

L’avvistamento UFO in Cina

L’avvistamento UFO in Cina

UFO cinese fa chiudere un aeroporto

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “mbjsrl” e “lucazan*”.

Nei primi giorni di luglio è stata diffusa la notizia di un avvistamento in Cina di un oggetto volante non identificato che ha avuto la peculiarità di indurre le autorità a bloccare i voli di linea. Ne ha parlato per esempio l’8 luglio il Corriere della Sera, dicendo che “Un oggetto volante non identificato ha bloccato il traffico aereo nella parte orientale della Cina. Lo riferisce l’agenzia Nuova Cina. […] L’oggetto non identificato è stato avvistato intorno alle 9 di mercoledì sera ora locale nei cieli di Hangzhou, capitale della provincia orientale cinese dello Zhejiang. L’Ufo è stato poi visto anche a Ningbo e a Wuxi, due città della stessa provincia, obbligando alla chiusura momentanea dell’aeroporto di Hangzhou.” Altre fonti (per esempio Tiscali Ultimora) hanno citato l’avvistamento nell’ambito di una serie avvenuta in Cina.

Il caso è particolarmente interessante perché si tratta di un avvistamento che ha avuto delle conseguenze concrete e significative, è stato effettuato da numerosi testimoni in località differenti, ed è stato pubblicato da un’agenzia di stampa sottoposta a stretta censura governativa come lo è Nuova Cina. Inoltre la notizia è stata diffusa insieme ad alcune immagini, come le due qui sotto (tratte dal britannico Daily Mail), che sembrano mostrare qualcosa di più del solito puntino sfocato e presentano invece un oggetto dotato di una struttura.

La prima fotografia (la vedete qui accanto) è molto familiare a chi fa astronomia o si occupa di tecnologia aerospaziale: è semplicemente la scia di carburante nebulizzato lasciata da un missile diretto verso lo spazio e illuminata spettacolarmente dal sole dopo il tramonto.

In questo caso il missile è stato identificato come un lanciatore Soyuz-U che trasportava un veicolo automatico Progress M-06M diretto verso la Stazione Spaziale Internazionale (i dettagli e le immagini del lancio sono su Nasaspaceflight.com). Il lancio è avvenuto il 30 giugno 2010 dal poligono di Baikonur ed è stato visto e fotografato anche da luoghi molto lontani, come il Kirghizistan. I video della separazione degli stadi del razzo mostrano chiaramente l’evoluzione della nube di carburante scaricato nell’alta atmosfera.

Video analoghi sono stati ripresi in occasione di altri lanci spaziali (per esempio a Tomsk, in Russia, il 14 settembre 2006, in Australia a giugno del 2010 o in Norvegia a dicembre del 2009). Questa parte del mistero è risolto: la fotografia si riferisce a un altro evento avvenuto in precedenza e di chiara origine tecnologica umana.

La seconda immagine presentata come accompagnamento della notizia cinese (mostrata qui accanto) è un po’ più intrigante. L’oggetto fotografato è un sigaro bianchissimo che si staglia contro il buio del cielo notturno, lascia una scia luminosa e ha nella parte superiore dei puntini chiari disposti a coppie che sembrano finestrini. Il People’s Daily Online cinese ne mostra una versione più nitida e dice che è stata scattata il 7 luglio 2010 nei cieli sopra Hangzhou.

È un’immagine impressionante e difficile da spiegare se non ci si sofferma sui dettagli tecnici. La foto, infatti, è stata scattata di notte, ma gli alberi e gli edifici sono ben visibili e leggermente mossi: chiari sintomi di una fotografia scattata con un tempo di posa lungo. L’UFO non è altro che un aereo che si sposta in cielo durante lo scatto: la sagoma lineare luminosa è prodotta dalle luci di atterraggio e i puntini sono prodotti dalle luci di posizione lampeggianti.

L’effetto è ben noto agli ufologi attenti e seri, perché si presenta spesso nelle fotografie che vengono inviate da persone che al momento dello scatto non hanno notato l’aereo e se lo trovano con sorpresa nella fotografia. Questa è un’immagine di un aereo sopra Washington, scattata nel 2005 e inizialmente presentata da Rense.com come foto di un UFO.

Un’altra foto molto spettacolare che è stata segnalata insieme all’avvistamento cinese risale invece al 2007 e fu presentata nel forum Above Top Secret, etichettandola chiaramente come “foto di un elicottero” nell’ambito di una serie dimostrativa; fu scattata a Lille, in Francia, e proviene da Wikipedia, dove è indicata ancora una volta come foto di un elicottero. Nautilus Magazine di Maurizio Decollanz ha documentato l’origine e il luogo dello scatto della foto francese.

Il fascio di luce emanato dall’oggetto è il riflettore dell’elicottero, utilizzato per illuminare gli oggetti a terra durante le perlustrazioni: una scena vista mille volte nei telefilm polizieschi. Il tempo di posa lungo (rivelato dalla visibilità degli edifici nonostante sia notte) raccoglie la luce del riflettore mentre si sposta e crea quindi l’effetto di una cortina luminosa.

In altre parole, le immagini presentate nel caso dell’avvistamento cinese non c’entrano nulla con l’avvistamento stesso e sono state prese irresponsabilmente da Internet per abbellire la notizia.

Le foto dunque non si riferiscono all’evento cinese, però l’evento c’è stato: l’aeroporto di Hangzou è stato chiuso per via dell’avvistamento, secondo l’agenzia Nuova Cina. Il sito cinese People’s Daily ha pubblicato i risultati dell’indagine: gli ufologi locali confermano che le foto circolanti non si riferiscono all’avvistamento e che le autorità non hanno pubblicato video o foto dell’UFO. L’ipotesi prevalente è che la chiusura momentanea dell’aeroporto sia stata causata dall’avvistamento, da parte degli equipaggi di due voli, delle “attività di un aereo militare o privato” che ha sconfinato e ha quindi causato un allarme di sicurezza per le attività dell’aeroporto cinese, il cui radar, aggiunge l’indagine, ha delle zone cieche.

Fra l’altro, gli ufologi cinesi hanno pubblicato un dettaglio eloquente di una delle foto circolanti insieme alla notizia:

Non ci sono prove che si trattasse di un veicolo alieno, ma chi vuole sperare che lo fosse può naturalmente continuare a farlo. L’importante è che sia chiaro che le fotografie presentate non mostrano veicoli di visitatori alieni e sono un effetto ricorrente nelle foto notturne e durante i lanci spaziali, così la prossima volta che qualcuno cerca di turlupinarci spacciando foto di questo genere per prove inconfutabili di visite extraterrestri non ci faremo imbrogliare e non compreremo i loro video e libri-bufala assortiti.

Fonti: People’s Daily Online, Gizmodo, Forgetomori, Above Top Secret, OneIndia, Youtube, CCTV, Yahoo Notizie.

UFO su Lugano, aria fritta o aria calda?

UFO su Lugano, aria fritta o aria calda?

Avvistamento UFO sopra Lugano, avete visto qualcosa?

Ticinonews.ch segnala che “sette-otto oggetti sferici di color rosso fuoco” sono stati osservati nei cieli luganesi il 7 maggio scorso alle 23.30. Secondo uno dei testimoni, che si trovava inizialmente a Piazza Castello a Lugano, gli oggetti sono rimasti visibili per più di trenta minuti e si muovevano nel cielo, apparentemente provenienti dalla direzione di Gandria. Alcuni degli oggetti “hanno sostato nel cielo alcuni istanti per poi sparire alla sua vista”.

Alcuni ufologi hanno concluso che “non può trattarsi, visto che hanno mostrato moto intelligente, di palloncini o di oggetti a noi noti”, evocando inevitabilmente l’idea che si tratti di veicoli extraterrestri. Una conclusione forse un po’ precipitosa: guardate infatti questo video, segnalatomi da Rodri e ripreso a Zurigo tra le 4 e le 5 del mattino del 27 giugno scorso: è stato presentato inizialmente come una serie di “luci misteriose” che comparivano e svanivano nel nulla, immobili nell’aria, componendo anche delle formazioni triangolari. Qui sotto ne vedete un fotogramma.

Impressionante, vero? Ma 20 Minuten Online, il sito svizzero che aveva presentato questo video ufologico zurighese, il giorno successivo ha molto correttamente pubblicato la sua spiegazione: si tratta di un volo notturno di quattro mongolfiere partite da Dübendorf. I loro piloti hanno realizzato delle magnifiche fotografie della città, visibili nell’articolo e in forma ridotta qui sotto, e causato involontariamente un allarme ufologico.

Le mongolfiere, infatti, scaldano periodicamente l’aria al proprio interno usando un bruciatore a propano che genera una fiamma molto luminosa, come si vede qui accanto. L’accensione e lo spegnimento di questa fiamma nel cielo buio sono facilmente interpretabili da un osservatore che non ha familiarità con gli aerostati come l’apparizione e sparizione di un globo luminoso che misteriosamente fluttua nell’aria.

Questo genere di volo, se osservato da terra, produce un effetto visivo del genere mostrato nella fotografia qui accanto, molto simile a quello segnalato a Lugano. Le mongolfiere sono a oltre 1000 metri di altezza e quindi è difficile scorgerne i dettagli. Orbene, una persona in mongolfiera è, si presume e si spera, un essere intelligente, per cui si presume che sia capace di impartire un “moto intelligente” al proprio veicolo (perlomeno in senso verticale) senza dover ricorrere all’aiuto degli extraterrestri. Ed è interessante notare il colore attribuito agli oggetti volanti dal testimone luganese: rosso. Per la precisione, rosso fuoco. E una mongolfiera emette ogni tanto una grande fiammata. Sarà un caso?

L’avvistamento luganese potrebbe quindi avere una spiegazione molto semplice: per sapere se è esatta o se per caso si tratta ancora più semplicemente di lanterne cinesi, o anche per escludere queste ipotesi, è importante raccogliere altri dettagli dell’evento. Quindi se avete visto o fotografato qualcosa in cielo vicino a Lugano intorno alle 23.30 del 7 maggio scorso, o se sapete di voli di mongolfiere o lanterne cinesi effettuati in zona in quell’orario, segnalatelo anche al Disinformatico, oltre che agli ufologi, visto che il sottoscritto è fra l’altro consulente per i fenomeni celesti atipici della Società Astronomica Ticinese. Non dimenticate, infatti, che gli astronomi hanno una certa familiarità con le cose che si possono vedere in cielo di notte. Magari più degli ufologi frettolosi.

Come riconoscere un UFO, prima lezione

Come riconoscere un UFO, prima lezione

Testimoni di UFO? Andiamoci cauti

Internet è piena di racconti di persone che dicono di aver visto oggetti volanti non identificati. Molta gente che non ha dimestichezza con i processi psicologici coinvolti nella generazione di una testimonianza tende a dare a questi resoconti una patente di assoluta affidabilità. Suvvia, la gente non è stupida. Se dice di aver visto un “oggetto luminoso stazionario” nel cielo ed è tanto allarmata da chiamare la polizia, come racconta la BBC, c’è chiaramente sotto qualcosa di anomalo e inspiegabile.

Leggete questa trascrizione di una telefonata avvenuta a maggio di quest’anno fra la centrale per le emergenze della polizia gallese e un cittadino allarmato da una visione anomala, pubblicata insieme all’audio originale nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione della polizia del Galles del Sud, nel Regno Unito.

CENTRALE: Polizia del Galles del Sud, qual è la sua emergenza?
CITTADINO: Non è un’emergenza vera e propria. Devo solo informarvi che dall’altra parte della montagna c’è un oggetto stazionario molto luminoso.
CENTRALE: Va bene.
CITTADINO: Se avete un paio di minuti, potete magari scoprire cos’è? E’ lì da almeno mezz’ora, ed è ancora lì adesso.
CENTRALE: E’ lì da mezz’ora. Bene. Si trova proprio sulla montagna o è nel cielo?
CITTADINO: E’ in aria.
CENTRALE: Mando subito lì qualcuno a controllare.
CITTADINO: OK.

Poco dopo, la polizia è sul posto.

CENTRALE: Alfa Zulu 20, Alfa Zulu 20, passo.
ALFA ZULU: Alfa Zulu 20, parlate pure.
CENTRALE: Quell’oggetto nel cielo, qualcuno è riuscito a dargli un’occhiata? Passo.
ALFA ZULU: Alfa Zulu 20. Sì, si tratta della luna, passo.
CENTRALE: Grazie Alfa Zulu 20, passo e chiudo.

Con questo non voglio dire che tutti gli avvistamenti di presunti UFO sono cantonate di questo calibro: vorrei semplicemente far notare che per la gente comune, che raramente alza gli occhi al cielo e non conosce i fenomeni celesti, vedere la Luna o Venere e scambiarlo per un veicolo alieno è molto più facile di quello che sembra, anche senza supporto alcolico e senza per questo essere imbecilli (la persona che ha chiamato la polizia del Galles era sobria e si esprimeva in modo piuttosto colto). Del resto, basta che proviate a chiedere ai vostri amici e colleghi se la Luna è mai in cielo di giorno o se la faccia nascosta della Luna è sempre buia e ne sentirete delle belle.

Quindi mi raccomando: soprattutto nel caso di eventi straordinari, state in guardia contro le testimonianze non verificate e non supportate da immagini e reperti. Certi racconti che girano in Rete sembrano prove inquietanti e schiaccianti, fino a quando si va a scoprire cosa c’è dietro realmente.

Gli UFO e il Principio di Babbo Natale

Gli UFO e il Principio di Babbo Natale

UFO su Roma? Ma piantiamola con queste scemenze

Spesso agli scettici si rimprovera il fatto che non indagano tutti i video ufologici in circolazione e che a volte si rifiutano proprio di farlo, addirittura con tono annoiato. Lo stesso che sto usando io adesso per l’ennesimo video ufologico annunciato con clamore da TG5 (a 24 minuti), ADNKronos, Il Messaggero e varie altre testate: è il solito video sgranato con tre puntini indistinti su sfondo nero, girato da mano tremolante. L’avrebbero ripreso l’8 giugno scorso tre militari del 17 Reggimento di stanza a Sabaudia (Lt). Che vuol dire in pratica la Contraerea”, secondo il Messaggero

E con questo? Anche se (a quanto pare) l’hanno ripreso dei militari, rimane pur sempre una videoschifezza incomprensibile. I puntini potrebbero essere qualunque cosa: luci di aerei, lanterne cinesi, e quant’altro. In quanto alle stime di altezza (punti luminosi sospesi a circa cento metri da terra e non distanti da loro”), sono al limite del ridicolo, perché un oggetto che si trova a cento metri da terra è appena sopra le case, che quindi si dovrebbero vedere nel video. E se fosse sopra le teste degli osservatori sarebbe appunto a un centinaio di metri di distanza e quindi per essere puntiforme dovrebbe trattarsi della visita degli alieni più piccoli della storia del cosmo, perché persino un pallone da calcio a cento metri si distingue.

È particolarmente patetica ADNKronos, che accompagna la notizia con un’immagine che non c’entra nulla (la vedete qui accanto) ed è assolutamente ingannevole: fa sembrare che i militari abbiano immortalato un oggetto dai contorni molto netti e che quindi si tratti di un avvistamento inequivocabile. Non c’è nessuna didascalia che indichi che la foto è di repertorio, non si riferisce a quanto visto dai testimoni, ed è oltretutto un falso dilettantesco.

Qui mi fermo, perché questa storiella non merita altro tempo, né mio né soprattutto vostro. E non la merita nessun altro video ufologico di questo genere.

Perché? Certo, molti di questi video sono falsi o sono frutto di errate interpretazioni di fenomeni normali, ma magari ce n’è uno che mostra veramente visite di veicoli extraterrestri. Perché rifiutarsi di esaminare un video? Forse per paura di scoprire di avere torto?

No. Le ragioni del rifiuto diventano molto semplici se si usa il Principio di Babbo Natale, che mi è stato suggerito da una riflessione dell’amico Francesco Grassi.

Supponiamo che venga da voi una persona che sostiene di avere un video che mostra Babbo Natale mentre consegna i regali. Quello vero, intendo; quello con le renne volanti e tutto il resto. Il video è mosso e sgranato, Babbo Natale è poco più che una chiazza bianca e rossa, non si vedono renne fluttuanti o regali che si materializzano, ma la persona insiste che stavolta, a differenza di tutti i video natalizi in circolazione, non è un genitore sovrappeso che s’è travestito ma si tratta della prova definitiva e inconfutabile dell’esistenza del corpulento nonnetto magico e vi chiede quindi di analizzare scientificamente il video, sfidandovi a dimostrare che è un falso.

Se vi rifiutaste, sareste arroganti? Dimostrereste di aver paura di scoprire che avete torto e in realtà Babbo Natale esiste?

Certo che no, e per le stesse ragioni che avreste in campo ufologico. Se davvero esistesse un uomo che vola fulmineo per il mondo la notte di Natale, si introduce nelle case e lascia dei regali sotto l’apposito albero, ne avremmo già ampia documentazione. Un fenomeno del genere non passerebbe inosservato. Qualcuno l’avrebbe visto e fotografato in dettaglio semplicemente appostandosi vicino all’albero la notte di Natale.

Allo stesso modo, se davvero ci fosse un traffico di veicoli extraterrestri sopra le nostre teste, con tutti i radar civili e militari, con tutti gli astronomi e astrofili che scrutano il cielo (ci sono telecamere automatiche che osservano la volta celeste in continuazione, a caccia di meteore), con le centinaia di milioni di telefonini, telecamere, fotocamere esistenti al mondo, saremmo riusciti a scattare qualche immagine inequivocabile.

Abbiamo moltissime immagini di eventi aerei improvvisi, come l’incidente del Concorde (foto qui accanto e altre ancora più nitide) e i transiti di meteore nell’atmosfera. Invece, in tutti questi decenni di ufologia, non abbiamo altro che puntini sgranati in riprese tremolanti. Tutte le immagini più dettagliate si sono rivelate falsi intenzionali o banali equivoci.

Di conseguenza, esaminare i video ufologici che mostrano soltanto puntini indistinti è uno spreco di tempo. Ci sono decine di fenomeni normali che possono produrre lo stesso effetto, in malafede o in buona fede, quindi un video confuso e sgranato non dimostra nulla, men che meno una visita aliena. Soltanto i video e le fotografie che mostrano dettagli meritano un’indagine.

Il Principio di Babbo Natale è dunque riassumibile come segue: Accettereste un video sgranato di un ciccione vestito di rosso perché potrebbe essere la prova dell’esistenza di Babbo Natale? No? Allora perché si dovrebbe accettare, o anche solo considerare, un’immagine ufologica confusa e sgranata come prova dell’esistenza di visite extraterrestri?

O se preferite una versione più breve: Per non credere a Babbo Natale, non è che uno deve analizzare tutti i video in cui si vede Babbo Natale che porta i regali.

Ringrazio Alessandro per la segnalazione dei link ai servizi giornalistici.