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Trapelano i segreti dell’Area 51

Trapelano i segreti dell’Area 51

Ecco cos’erano alcuni degli UFO visti dai piloti di linea: veicoli dell’Area 51. Si aprono gli archivi top secret

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Molti degli avvistamenti dei piloti di linea statunitensi degli anni Sessanta hanno una spiegazione molto interessante: si trattò davvero di veicoli militari segreti provenienti dall’Area 51, in particolare l’A-12 Oxcart (foto qui accanto, tratta da Wikipedia), dal quale derivò il più famoso SR-71 Blackbird.

Tre volte la velocità del suono, quote di volo altissime, una forma assolutamente diversa da quella di qualunque altro velivolo e facilmente scambiabile per un disco volante: non c’è da stupirsi se i piloti facessero spesso rapporto su avvistamenti incomprensibili.

Ma i rapporti erano molti di più di quelli che trapelavano: di norma, infatti, i piloti venivano avvicinati dagli agenti della CIA e costretti al silenzio. Non per nascondere gli alieni, ma per non far sapere ai sovietici quali velivoli li stavano spiando, dato che l’A-12 era un ricognitore strategico fondamentalmente disarmato.

Se questa storia vera ma ai confini della fantascienza v’intriga, leggete quest’articolo del Los Angeles Times, ricco di aneddoti inquietanti raccontati dai piloti top secret dell’epoca, e andate al sito della CIA a scaricare le 1500 pagine di documenti finalmente desegretati. Poi chiedetevi cosa staranno collaudando adesso, se cinquant’anni fa volavano a Mach 3. Buona lettura.

Nufologia: l’UFO fotografato dallo Shuttle

Nufologia: l’UFO fotografato dallo Shuttle

UFO nello spazio fotografati dagli astronauti dello Shuttle?

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E’ il 1984. La missione è la STS-51A: un volo della navetta spaziale statunitense Discovery porta in orbita due satelliti per telecomunicazioni e ne riporta a terra due difettosi. Durante i lavori nello spazio, un video immortala un globo argenteo che si sposta e segue da vicino le attività degli astronauti.

Alcuni siti ufologici, come Nonsoloufo, mostrano le immagini del misterioso oggetto descrivendolo come una “sfera metallizzata che si sposta dall’angolo sinistro a quello destro dell’inquadratura”. C’è anche il video su Youtube, che mostra chiaramente le manovre effettuate dall’oggetto misterioso mentre un astronauta lavora su uno dei satelliti. E non poteva mancare l’intervento di Roberto Giacobbo e del suo Voyager, con tanto di video, segnalato da un lettore nei commenti dopo la pubblicazione iniziale di questo mio articolo.

Il video è autentico, proviene realmente dagli archivi della NASA e non è stato manipolato in alcun modo. Come si spiega?

In un modo molto banale: è una goccia d’acqua sul lato interno del finestrino dello Shuttle. La ripresa è infatti effettuata dall’interno della navetta spaziale, e in assenza di peso le gocce d’acqua, che si condensano e che spesso fluttuano in cabina dopo che gli astronauti hanno bevuto, non colano lungo il vetro come fanno sulla Terra e assumono una forma circolare, diventando in poche parole delle piccole lenti deformanti.

Infatti la colorazione argentea non è altro che il riflesso rovesciato della Terra nella goccia d’acqua.

Ma come si spiega la manovra? Anche questo è molto banale: non è la goccia a muoversi, ma la videocamera. Dato che non vengono inquadrati i bordi del finestrino, non si percepisce il movimento.

Un inganno visivo decisamente semplice, una volta spiegato, che però continua a far presa nel mondo ufologico presso chi non si prende la briga d’informarsi e vuole credere a tutti i costi. Al successo di questa storia contribuisce il fatto che siamo sempre più abituati a pensare istintivamente al ritocco digitale, dimenticandoci che esistono da sempre gli effetti visivi in-camera: quelli ottenuti direttamente sul set, durante la ripresa. Che non lasciano tracce sulla pellicola o nella memoria digitale e sono quindi ideali per farli passare per autentici.

“UFO” nei cieli europei il 18 ottobre scorso (UPD 20091022)

“UFO” nei cieli europei il 18 ottobre scorso (UPD 20091022)

Cos’era l’oggetto misterioso visto domenica scorsa nel cielo di mezza Europa?

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Ho ricevuto dall’Italia e dalla Svizzera parecchie segnalazioni circostanziate di un fenomeno molto particolare osservato domenica scorsa, 18 ottobre, intorno alle 21.10 ora italiana: “due corpi nebulosi”, come li ha descritti un testimone, “con un enorme cerchio attorno”, hanno solcato il cielo.

Oltre alla splendida fotografia qui accanto, degli italiani Federico e Chiara Bellini, ne potete vedere altre immagini grazie a Spaceweather.com, che segnala avvistamenti immortalati in Croazia, Italia, Ungheria, Francia, Finlandia e Creta.

Il fenomeno è stato dunque reale, e poiché è stato visto contemporaneamente da luoghi così distanti si deve essere verificato a grande altezza. Naturalmente gli astrofili dotati di sistemi che registrano automaticamente e in continuazione tutto quanto avviene in cielo non si sono lasciati sfuggire l’evento. C’è una impressionante sequenza di fotogrammi ripresi ad intervalli di un minuto da due astrofili francesi, Claudine Rinner e François Kugel. Su Astrosurf.com trovate un’altra serie magnifica di immagini.

Che cos’era? La rete internazionale degli astrofili (in particolare gli amici della Società Astronomica Ticinese) e Spaceweather.com indicano che si è trattato di un effetto prodotto dallo scarico del carburante in eccesso di un razzo statunitense Atlas Centaur, partito poco prima (18.12 ora italiana) dalla base di Vandenberg in California, che ha collocato in orbita un satellite meteorologico militare, il DMSP F18 (notizia Reuters qui).

Lo scarico, avvenuto nel vuoto e in assenza di peso, ha prodotto una nube finissima di forma sostanzialmente sferica che si espandeva progressivamente. L’impressione di un cerchio è dovuta al fatto che quando si osserva una tenue nube sferica, la regione che riflette maggiormente la luce solare è quella dove lo sguardo incontra il maggior numero di particelle per porzione di cielo, cioè l’insieme delle tangenti alla sfera passanti per l’osservatore. La nube non è pericolosa, dato che il carburante del Centaur è costituito da idrogeno e ossigeno, e si è diluita in uno spazio enorme sostanzialmente al di fuori dell’atmosfera terrestre.

Ringrazio la SAT e Francesco Grassi del CICAP e Roberto per le segnalazioni.

2009/10/21: ufologi svizzeri in subbuglio

Mi è stato segnalato che ieri due giornali regionali, il Corriere del Ticino e La Regione Ticino, e Ticinonews.ch hanno parlato dell’avvistamento citando dichiarazioni degli ufologi e addirittura (nel caso de La Regione) presentando una foto di un classico disco volante, che non c’entra assolutamente nulla con il fenomeno.

Gli ufologi intervistati dalle testate hanno dichiarato che l’oggetto avrebbe compiuto “alcune manovre”, cosa che le riprese video smentiscono nettamente, e parlano di “misterioso oggetto volante”. Ma è misterioso soltanto per chi non si prende la briga d’informarsi e ragionare, e per i giornalisti che invece di contattare chi osserva il cielo per professione e con competenza consultano soltanto gli ufologi dall’entusiasmo facile.

Corso di nufologia, la soluzione

UFO? No, Red Arrows e un riflesso sulla ghiera della fotocamera

Per chi si fosse perso l’appuntamento radiofonico del Disinformatico di ieri alla Radio Svizzera di lingua italiana, la soluzione al quiz di nufologia che ho proposto è qui in coda all’articolo del quiz stesso.