[IxT] #2003-010 (4/2/2003). Shuttle: si incrina la teoria delle crepe
Ho la triste
impressione che questa storia delle crepe della navetta si stia
trasformando in una bufala: non per malizia, ma seguendo il classico
copione che seguono tante analisi fatte a caldo dopo le tragedie.
La cosa che più
mi dispiace è che si stanno accavallando dichiarazioni anche
apparentemente autorevoli che però si contraddicono, per cui
vorrei fare il punto di quello che si sa veramente.
Cominciamo con
ordine: anche ammettendo che quelle che si vedono siano crepe, sono
sicuramente sulla parte superiore della navetta, non in quella
inferiore dove si sospetta sia avvenuto l’impatto al decollo e si sia
scatenato il danno che ha poi causato il disastro. Lo si capisce da
due considerazioni molto semplici: la prima è che l’intera
parte inferiore della navetta è nera (grigio molto scuro, per
essere pignoli), mentre la zona mostrata nel filmato è bianca.
La seconda è che sullo Shuttle non ci sono finestrini che
guardano sotto. Nulla a che vedere, dunque, con i danni sotto l’ala
sinistra di cui si parla tanto.
C’è poi
una terza considerazione: siccome i finestrini della navetta sono
soltanto nella cabina (guardano davanti, di lato, sopra e dietro), il
punto di vista dell’immagine deve per forza essere dalla parte
anteriore verso la coda. Pertanto quello inquadrato è il lato
destro della navetta, sul quale però non c’è
alcun sospetto di impatti che potrebbero aver causato danni. Insomma,
le “crepe” sono sicuramente situate sopra (non sotto) e sul
lato destro (anziché sul sinistro).
E veniamo alle
dichiarazioni degli esperti. Con tutto il rispetto per le persone
coinvolte, che non sono certo i primi arrivati, ci sono delle
contraddizioni piuttosto evidenti.
Ricevo infatti da
un lettore (luigi.f***o) questa nota: “Le “fessure”
dello shuttle Columbia che si vedono oggi nelle foto delle prime
pagine dei giornali di tutto il mondo non sono sull’ala. Ciò
per il semplice motivo che da nessun finestrino della navetta è
possibile vedere l’ala del veicolo. Lo ha reso noto l’ing. Andrea
Lorenzoni, responsabile dell’Agenzia Spaziale Italiana per la
International Space Station (ed ex candidato astronauta italiano)
dopo che questa circostanza è stata appena confermata dagli
esperti delle altre sei agenzie che partecipano alla realizzazione
della Iss (la stazione spaziale internazionale): oltre a Nasa e Esa,
le agenzie di Canada, Russia, Giappone, brasiliana.”
Una dichiarazione
analoga è riportata qui, come segnalatomi da “glucrezi”:
http://www.repubblica.it/online/esteri/navettatre/nasa/nasa.html
Lorenzoni ha
probabilmente ragione sul fatto che le “crepe” non sono
sulle ali, ma attenzione: lui e gli altri esperti citati si sbagliano
nel dichiarare che “da nessun finestrino della navetta è
possibile vedere l’ala del veicolo”. Per verificarlo è
sufficiente consultare questa foto dell’archivio NASA, relativa
proprio all’ultima missione del Columbia e ripresa dai finestrini
posteriori, guardando verso il vano di carico:
http://spaceflight.nasa.gov/gallery/images/shuttle/sts-107/html/s107e05354.html

Attenzione,
dunque, nell’accettare ciecamente anche quello che dicono gli
esperti.
Ma allora cosa si
vede nella foto? E’ questo il problema fondamentale: nessuno ha preso
in mano un modello dello Shuttle, con il suo carico (lo Spacehab), e
ha cercato di ottenere la stessa inquadratura. Per ora ci sono solo
ipotesi, ma basterebbe questo semplice esperimento per risolvere il
problema una volta per tutte.
Un lettore,
dipendente di una società aerospaziale che desidera restare
anonimo, mi ha segnalato questa foto:
http://www.esa.int/export/esaHS/SEMQKR39ZAD_research_1.html

che mostra
appunto il vano di carico di un’altra missione Shuttle, contenente lo
Spacehab esattamente come il Columbia. Guardate la zona appena a
sinistra della deriva (per chi guarda), intorno all’emblema “Nasa”.
Ci sono due strutture nere filiformi, molto simili alla “crepa”
ritratta nel filmato, come si può notare in questo dettaglio:

Inoltre c’è
lo Spacehab, che ha una guaina termica bianca flessibile composta di
tanti pannelli quadrati, a mo’ di trapunta, che si spiegazza non poco
proprio perché è flessibile. La si vede bene in questa
foto NASA:
http://spaceflight.nasa.gov/gallery/images/shuttle/sts-107/html/s107e05353.html

Quella guaina è
assai probabilmente la zona “ammaccata” visibile a destra
nel filmato delle crepe.
Anche gli
astronauti italiani Cheli e Guidoni hanno offerto delle spiegazioni:
entrambi dubitano che si tratti di un’immagine di un’ala, ma la
spiegazione data per la “crepa” inferiore a mio parere non
regge (sarebbe un pezzo di filo tenuto attaccato alla superficie
dello Shuttle da due pezzi di nastro adesivo). Suvvia, difficilmente
si attaccano i pezzi di filo con lo Scotch all’esterno della navetta.
Le due bande bianche hanno più l’aria di essere riflessi di
fonti luminose nel finestrino.
Resta anche il
mistero intorno all’oggetto a forma di freccia nera in alto
nell’inquadratura. Nessuna delle fonti anche ufficiali che ho sentito
l’ha saputa giustificare. Può anche darsi che sia davvero una
freccia aggiunta graficamente per indicare un dettaglio, e sfuocata a
furia di copiare e ritoccare l’immagine.
Grazie a tutti
per il materiale che mi avete mandato. Appena si sono calmate le
acque, preparo una pagina antibufala, nella speranza di scoraggiare i
complottisti che ricameranno su quella foto per anni, proprio come
per gli sbarchi lunari.
La radio a colori: truffe telefoniche con SMS e 899
Domani (5/2)
dovrei essere in diretta a Radio Rai, nel programma “La Radio a
Colori”, intorno alle 12.30: si parlerà di quei pestiferi
SMS che ti invitano a chiamare un numero dal prefisso 899 e ti
spillano cinque euro. Farò nomi e cifre. Si spera intervenga
anche Telecom.
Diritti digitali, dietrofront?
Nel frattempo,
l’informatica va avanti, e ci sono delle novità interessanti
sul fronte dei diritti digitali. Battono improvvisamente in ritirata
le principali iniziative di legge per castrare la pirateria video e
musicale e con essa i diritti dei consumatori onesti. Intanto si
scopre che i peggiori pirati si annidano proprio a Hollywood.
Qualcuno si sta svegliando?
Tutti i dettagli
qui:
http://www.apogeonline.com/webzine/2003/02/04/01/200302040101
Ciao da Paolo.
Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.
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