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[IxT] #2003-010 (4/2/2003). Shuttle: si incrina la teoria delle crepe

[IxT] #2003-010 (4/2/2003). Shuttle: si incrina la teoria delle crepe

Ho la triste
impressione che questa storia delle crepe della navetta si stia
trasformando in una bufala: non per malizia, ma seguendo il classico
copione che seguono tante analisi fatte a caldo dopo le tragedie.

La cosa che più
mi dispiace è che si stanno accavallando dichiarazioni anche
apparentemente autorevoli che però si contraddicono, per cui
vorrei fare il punto di quello che si sa veramente.

Cominciamo con
ordine: anche ammettendo che quelle che si vedono siano crepe, sono
sicuramente sulla parte superiore della navetta, non in quella
inferiore dove si sospetta sia avvenuto l’impatto al decollo e si sia
scatenato il danno che ha poi causato il disastro. Lo si capisce da
due considerazioni molto semplici: la prima è che l’intera
parte inferiore della navetta è nera (grigio molto scuro, per
essere pignoli), mentre la zona mostrata nel filmato è bianca.
La seconda è che sullo Shuttle non ci sono finestrini che
guardano sotto. Nulla a che vedere, dunque, con i danni sotto l’ala
sinistra di cui si parla tanto.

C’è poi
una terza considerazione: siccome i finestrini della navetta sono
soltanto nella cabina (guardano davanti, di lato, sopra e dietro), il
punto di vista dell’immagine deve per forza essere dalla parte
anteriore verso la coda. Pertanto quello inquadrato è il lato
destro della navetta, sul quale però non c’è
alcun sospetto di impatti che potrebbero aver causato danni. Insomma,
le “crepe” sono sicuramente situate sopra (non sotto) e sul
lato destro (anziché sul sinistro).

E veniamo alle
dichiarazioni degli esperti. Con tutto il rispetto per le persone
coinvolte, che non sono certo i primi arrivati, ci sono delle
contraddizioni piuttosto evidenti.

Ricevo infatti da
un lettore (luigi.f***o) questa nota: “Le “fessure”
dello shuttle Columbia che si vedono oggi nelle foto delle prime
pagine dei giornali di tutto il mondo non sono sull’ala. Ciò
per il semplice motivo che da nessun finestrino della navetta è
possibile vedere l’ala del veicolo. Lo ha reso noto l’ing. Andrea
Lorenzoni, responsabile dell’Agenzia Spaziale Italiana per la
International Space Station (ed ex candidato astronauta italiano)
dopo che questa circostanza è stata appena confermata dagli
esperti delle altre sei agenzie che partecipano alla realizzazione
della Iss (la stazione spaziale internazionale): oltre a Nasa e Esa,
le agenzie di Canada, Russia, Giappone, brasiliana.”

Una dichiarazione
analoga è riportata qui, come segnalatomi da “glucrezi”:

http://www.repubblica.it/online/esteri/navettatre/nasa/nasa.html

Lorenzoni ha
probabilmente ragione sul fatto che le “crepe” non sono
sulle ali, ma attenzione: lui e gli altri esperti citati si sbagliano
nel dichiarare che “da nessun finestrino della navetta è
possibile vedere l’ala del veicolo”.
Per verificarlo è
sufficiente consultare questa foto dell’archivio NASA, relativa
proprio all’ultima missione del Columbia e ripresa dai finestrini
posteriori, guardando verso il vano di carico:

http://spaceflight.nasa.gov/gallery/images/shuttle/sts-107/html/s107e05354.html

shuttle ali visibili

Attenzione,
dunque, nell’accettare ciecamente anche quello che dicono gli
esperti.

Ma allora cosa si
vede nella foto? E’ questo il problema fondamentale: nessuno ha preso
in mano un modello dello Shuttle, con il suo carico (lo Spacehab), e
ha cercato di ottenere la stessa inquadratura. Per ora ci sono solo
ipotesi, ma basterebbe questo semplice esperimento per risolvere il
problema una volta per tutte.

Un lettore,
dipendente di una società aerospaziale che desidera restare
anonimo, mi ha segnalato questa foto:

http://www.esa.int/export/esaHS/SEMQKR39ZAD_research_1.html

spacehab

che mostra
appunto il vano di carico di un’altra missione Shuttle, contenente lo
Spacehab esattamente come il Columbia. Guardate la zona appena a
sinistra della deriva (per chi guarda), intorno all’emblema “Nasa”.
Ci sono due strutture nere filiformi, molto simili alla “crepa”
ritratta nel filmato, come si può notare in questo dettaglio:

dettaglio shuttle

Inoltre c’è
lo Spacehab, che ha una guaina termica bianca flessibile composta di
tanti pannelli quadrati, a mo’ di trapunta, che si spiegazza non poco
proprio perché è flessibile. La si vede bene in questa
foto NASA:

http://spaceflight.nasa.gov/gallery/images/shuttle/sts-107/html/s107e05353.html

guaina Shuttle

Quella guaina è
assai probabilmente la zona “ammaccata” visibile a destra
nel filmato delle crepe.

Anche gli
astronauti italiani Cheli e Guidoni hanno offerto delle spiegazioni:
entrambi dubitano che si tratti di un’immagine di un’ala, ma la
spiegazione data per la “crepa” inferiore a mio parere non
regge (sarebbe un pezzo di filo tenuto attaccato alla superficie
dello Shuttle da due pezzi di nastro adesivo). Suvvia, difficilmente
si attaccano i pezzi di filo con lo Scotch all’esterno della navetta.
Le due bande bianche hanno più l’aria di essere riflessi di
fonti luminose nel finestrino.

Resta anche il
mistero intorno all’oggetto a forma di freccia nera in alto
nell’inquadratura. Nessuna delle fonti anche ufficiali che ho sentito
l’ha saputa giustificare. Può anche darsi che sia davvero una
freccia aggiunta graficamente per indicare un dettaglio, e sfuocata a
furia di copiare e ritoccare l’immagine.

Grazie a tutti
per il materiale che mi avete mandato. Appena si sono calmate le
acque, preparo una pagina antibufala, nella speranza di scoraggiare i
complottisti che ricameranno su quella foto per anni, proprio come
per gli sbarchi lunari.

La radio a colori: truffe telefoniche con SMS e 899

Domani (5/2)
dovrei essere in diretta a Radio Rai, nel programma “La Radio a
Colori”, intorno alle 12.30: si parlerà di quei pestiferi
SMS che ti invitano a chiamare un numero dal prefisso 899 e ti
spillano cinque euro. Farò nomi e cifre. Si spera intervenga
anche Telecom.

Diritti digitali, dietrofront?

Nel frattempo,
l’informatica va avanti, e ci sono delle novità interessanti
sul fronte dei diritti digitali. Battono improvvisamente in ritirata
le principali iniziative di legge per castrare la pirateria video e
musicale e con essa i diritti dei consumatori onesti. Intanto si
scopre che i peggiori pirati si annidano proprio a Hollywood.
Qualcuno si sta svegliando?

Tutti i dettagli
qui:

http://www.apogeonline.com/webzine/2003/02/04/01/200302040101

Ciao da Paolo.

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] #2003-009 (4/2/2003). Shuttle, ci mancava solo Nostradamus; le crepe

[IxT] #2003-009 (4/2/2003). Shuttle, ci mancava solo Nostradamus; le crepe

Nella missione della prima stella
azzurra,
un figlio della terra santa tra i sette perirà,
mentre
la nave discende cielo volta celeste,
stella solitaria sparsa di
relitti.

Non poteva
mancare, nella tragedia dello Shuttle Columbia, la profezia di
Nostradamus, e non poteva fare a meno di circolare una catena di
sant’Antonio che dice “guarda, Nostradamus aveva previsto
tutto”
.

La “profezia”
è invece inventata di sana pianta. Infatti nelle opere di
Nostradamus, facilmente consultabili online per esempio presso

http://esoterism.com/nostradamus/bien2.htm

non vi è
traccia di una quartina del genere.

La versione
inglese in cui circola questa bufala di pessimo gusto è
questa:

In the mission of the first blue
star,
a child of the holy land among the seven shall perish,
as
the ship descends heavens sky,
the lone star bescattered with
wreckage.

La traduzione
italiana è opera mia, per cui potrebbero circolarne altre
varianti.

La “stella
azzurra” sarebbe la stella di Davide, simbolo dell’israeliano
Ilan Ramon, uno dei sette astronauti periti nel Columbia, e la
“stella solitaria” sarebbe il simbolo del Texas (noto come
“Lone Star State” per via della sua bandiera).

La falsa profezia
ha iniziato a circolare subito dopo la notizia, l’1-2 febbraio 2003
(a seconda del fuso orario). Ulteriori conferme della falsità
dei versi sono disponibili presso Snopes.com:

http://www.snopes.com/inboxer/hoaxes/shuttle.asp

Foto della crepa, prendere con le pinze

Repubblica.it,
Rai.it, Corriere.it e sicuramente altri giornali stanno pubblicando
sui propri siti una foto che circola in Israele e che sarebbe tratta
da un filmato eseguito durante la missione del Columbia e mostrerebbe
delle “crepe” o dei danni alla superficie della navetta.

La versione del
Corriere è qui:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2003/02_Febbraio/03/crepe.shtml

crepe shuttle

Consiglio di
prendere con estrema cautela queste immagini, perché mi
sembrano presentate in modo estremamente affrettato e superficiale,
alla ricerca dello scoop. Innanzi tutto non è assolutamente
chiaro quale parte della navetta sia inquadrata: tenendo presente che
i finestrini sullo Shuttle guardano davanti, verso il muso, in alto e
verso il vano di carico (aperto durante la missione), non si capisce
come sia possibile un’inquadratura come quella mostrata.

Secondo
Corriere.it, “lo scatto è stato ricavato a partire
dalle riprese di una telecamera che si trovava a bordo della
navicella, e che è stata utilizzata in occasione di una
telefonata tra il primo ministro israeliano Ariel Sharon e il
colonnello Ilan Ramon… durante la conversazione, Ramon ha voluto
condividere con Sharon lo spettacolo della Terra vista dallo spazio.
La telecamera allora ha inquadrato il Pianeta e parte dello Shuttle,
compresa l’ala sinistra e quelle che oggi sembrano essere due lunghe
fessure.”

Può darsi
che sia invece un’inquadratura dello Spacehab, il modulo-laboratorio
situato nel vano di carico; sto raccogliendo foto e dettagli sullo
Spacehab (ho già visitato il relativo sito), e ci sono
strutture simili a quella mostrata nella foto, comprese delle
coperture termiche che sono intenzionalmente flessibili e quindi
fatte per ripiegarsi accartocciandosi. La crepa è comunque
un’anomalia.

Non si capisce,
inoltre, cosa sia quell’oggetto nero che sembra sporgere dalla
superficie: non è un normale componente della superficie
esterna dello Shuttle, dato che la navetta non può avere
sporgenze non aerodinamiche sulla superficie esterna per ovvi motivi.

So che fra voi ci
sono persone molto esperte in materia. Se avete modo di chiarire la
faccenda, ve ne sarò grato.

Ciao da Paolo.

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] #2003-008 (1/2/2003). Shuttle

Come probabilmente già sapete, la navetta Columbia si è disintegrata al
rientro nell’atmosfera. Le possibilità di sopravvivenza delle sette persone
dell’equipaggio sono minime.

I miei pensieri sono con i familiari dell’equipaggio e con tutti coloro che
verranno coinvolti da questa tragedia. Volare nello spazio è rischioso, non è
un mistero, e gli astronauti e i loro familiari affrontano questo rischio con
serena consapevolezza. Ma quando succedono gli incidenti, fa male lo stesso.

Nei prossimi giorni si leveranno molte teste parlanti a blaterare delle
possibili cause e inevitabilmente si faranno le ipotesi più assurde da parte
dei soliti incompetenti. Si parlerà della presenza di un astronauta israeliano
a bordo e di attentati, assolutamente impossibili alla quota e alla velocità a
cui stava rientrando. Si farà notare ossessivamente che l’incidente è avvenuto
proprio nella stessa settimana dell’incidente del Challenger del 1986
(il 28 gennaio) e sicuramente sentirete un sacco di altre stupidaggini,
comprese le profezie di Nostradamus.

Proprio per questo, rileggo nauseato quello che ho scritto ieri in questa
newsletter a proposito della sperimentazione dei protocolli Internet a bordo
della navetta:
“non fatevi venire il panico pensando che qualche aggressore possa prendere
il controllo dello Shuttle e farvelo cadere in testa.”

Vorrei tanto non aver scritto queste parole ora diventate così infelici.

A nessuno venga il dubbio, neppure per un momento, che questa sperimentazione
possa aver avuto un ruolo nel disastro e che un “hacker”, nel senso deteriore
ormai consolidato di questo termine, possa aver influito sui sistemi di bordo
durante il rientro. Spero solo di non aver suggerito un’altra ipotesi di
complotto a qualche mentecatto.

Ciao da Paolo.

 

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[IxT] #2003-001 (5/1/2003). Tasse sui CD vergini, Raeliani, Bill e il Parlamento, e Chioccioline

— Approvata la tassa sui CD vergini

— Internet spegne 20 candeline

— Bill Gates in visita al Parlamento italiano, strane coincidenze

— Speciale Antibufala: i Raeliani hanno davvero clonato. Le
bufale

— Chioccioline: telefonini, decimo pianeta, Linux numero due al
mondo

Approvata la tassa sui CD vergini

Ricordate l’appello (autentico) contro la tassa sui CD vergini?

http://www.attivissimo.net/antibufala/afdigitale.htm

Un lettore (sergino75)
mi segnala che Il Sole 24 ore del 24 dicembre 2002, pagina 13,
riporta questa informazione: “Il decreto legislativo sul
diritto d’autore dispone l’aumento da 0,01 a 0,23 euro della quota
sui cd vergini che deve essere versata dai produttori dei supporti
delle case discografiche a compenso dei minori ricavi che sono
provocati per le imprese dalle copie pirata”
.

Sergino75 mi ha cortesemente inviato una scansione dell’articolo,
ma sarebbe interessante mettere le mani sul testo originale della
legge, in modo da poterlo aggiungere al dossier antibufala e fare due
conti e ragionamenti sulla stupidità del provvedimento (una
tassa che punisce anche chi, come me, usa i CD vergini per fare il
backup dei propri dati e di certo non per piratare artisti SIAE) e
vedere quali altri supporti sono colpiti dalla tassa (si era parlato
persino di memory stick per videogame e memorie per fotocamere, sulle
quali è obiettivamente difficile concepire che si memorizzino
brani musicali).

Purtroppo le mie ricerche presso Governo.it, Interlex.it,
Ilsole24ore.com e Italiaoggi.it non hanno trovato nulla. Ho letto il
testo della legge finanziaria 2003, ma non ho visto alcun riferimento
al rincaro dei CD. Probabilmente ho la vista annebbiata dalle
indigestioni di focaccia che sto facendo (in questi giorni sono in
Italia).

Se qualcuno può darmi una mano, è ben accetta!

Internet spegne 20 candeline

Piccola nota storica: il primo gennaio 1983, ARPANET, il
predecessore di Internet, abbandonò il protocollo NCP (niente
a che vedere con un omonimo di Novell) in favore del protocollo
TCP/IP che adotta tuttora. Per gli addetti ai lavori, questo arcano
dettaglio tecnico è la data di nascita della Rete così
come la conosciamo.

Ci vollero poi altri dieci anni perché Internet sbarcasse
seriamente in Italia: i primi abbonamenti ai privati furono
commercializzati nel 1993. Prima di allora, l’accesso era riservato
alle grandi aziende e agli istituti universitari.

Considerato che le basi del TCP/IP furono gettate negli anni
Settanta, è un bel traguardo di longevità in un settore
come quello tecnologico in cui ciò che funziona è già
obsoleto prima di essere messo in vendita, e testimonia la
lungimiranza e la solidità del lavoro fatto dai padri di
Internet.

Buon compleanno Internet, dunque!

Bill Gates in visita al Parlamento italiano, strane
coincidenze

Bill Gates dovrebbe far visita al Parlamento italiano a fine
gennaio, stando a The Inquirer:

http://www.theinquirer.net/?article=6891

Il governo italiano aveva previsto un emendamento alla Finanziaria
2003 che sembrava indicare un interesse serio verso l’ipotesi di
adottare il software libero nell’amministrazione pubblica, facendo
risparmiare a noi contribuenti una bella badilata di soldi in licenze
software, sulla scia di provvedimenti analoghi adottati da altri
paesi europei ed extraeuropei, fra cui Giappone, Norvegia, Germania,
Finlandia, Corea, Thailandia, Filippine, Francia, Messico, Taiwan,
Cina e Regno Unito.

Ahimè l’emendamento è misteriosamente scomparso, e
per una curiosa coincidenza Bill Gates viene di persona in visita al
Parlamento a breve distanza di tempo da questa scomparsa. Sarebbe un
caso fortuito se si trattasse di un evento singolo, ma siccome capita
sistematicamente che zio Bill faccia visita a un paese proprio quando
quel paese annuncia di voler mollare Microsoft, come è
successo in India recentemente e nei mesi scorsi in Perù

http://www.apogeonline.com/webzine/2002/07/24/01/200207240102

direi che parlare di coincidenza è una pia illusione; pare
più plausibile una vistosa operazione di lobbying,
assecondata dal desiderio di compiacere l’ospite illustre, tipico
della peggior forma di ospitalità fantozziana
.

Resta da vedere se il governo italiano avrà abbastanza
spina dorsale da resistere alle tante lusinghe di una società
straniera già pluricondannata per concorrenza sleale:
sapevate, ad esempio, che i docenti che convincono la propria scuola
ad acquistare software Microsoft hanno gratis la licenza di Windows e
Office, un valore commerciale di circa 1000 euro?

Visti i precedenti, sarà già un trionfo se
l’amministrazione pubblica italiana saprà spuntare uno sconto
decente sulle licenze di Windows, IIS e Office come hanno fatto gli
altri paesi citati.

Speciale Antibufala: i Raeliani hanno davvero clonato. Le
bufale

Normalmente me ne starei zitto su un caso così delirante
come quello dei Raeliani, dato che la natura bufalina
dell’organizzazione è lampante (basta vedere come si veste
Rael, pare una comparsa da filmetto di fantascienza di serie B), ma
c’è un aspetto insolito della storia che credo meriti una
segnalazione.

Tutta l’attenzione dell’opinione pubblica si è concentrata
sull’annuncio di una presunta clonazione umana (o più di una)
da parte di una società controllata dai Raeliani, che ha
giustamente fatto molto scalpore e generato moltissima pubblicità.
Quello che pochi giornalisti hanno avuto l’acume di approfondire è
che lo stesso clamoroso annuncio fu fatto da un altro gruppo di
pseudoscienziati nel 1978. Se ne sono ricordati quei pignoli del
Washington Post

http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/articles/A56233-2002Dec30.html

notando che all’epoca saltò fuori, dopo tre mesi di
indagini scientifiche, che era una bufala intentata a scopo
pubblicitario (per promuovere un libro).

In altre parole, i Raeliani hanno sicuramente clonato qualcosa: la
bufala. E in tutti i suoi dettagli.

Nel caso del 1978, infatti, il presunto bambino clonato non fu mai
presentato al pubblico, adducendo “il desiderio di
proteggerlo da una pubblicità dannosa”
, e la cosa
finì nel dimenticatoio (a parte un processo che durò
tre anni e si concluse con la conferma della frode). E ora, guarda un
po’ che coincidenza, Rael ha dato ordini di non eseguire test del DNA
sul presunto neonato-fotocopia annunciato di recente, allo scopo di
“proteggere le identità dei genitori”:

http://www.cnn.com/2003/HEALTH/01/03/human.cloning/index.html

Suvvia, di cosa ha paura? Che si scopra che tutta la storia è
una bufala, e per di più stantia, costruita (proprio come
venticinque anni fa) per farsi pubblicità? Impossibile: gli
alieni sono con lui, e una razza extraterrestre super-evoluta non
affiderebbe mai il proprio Verbo a un contaballe qualsiasi, no?

Ironia a parte, l’articolo del Washington Post spiega anche alcuni
dei problemi nel verificare l’affermazione dell’avvenuta clonazione.
Non basta fare un prelievo di sangue del bambino e della madre e fare
il test del DNA per vedere se sono identici: esistono infatti “giochi
di prestigio” che si possono fare sia a livello medico (una
trasfusione integrale di sangue dalla madre al neonato, ad esempio,
li farebbe sembrare geneticamente identici), sia a livello più
banale con un po’ di destrezza nello scambiare le provette.

Oltretutto il test del DNA è particolarmente sensibile alla
contaminazione incrociata: residui minutissimi di DNA sugli strumenti
possono falsare il test. Una verifica realmente affidabile
richiederebbe test multipli, condotti da più laboratori (e di
certo non dai laboratori dei Raeliani, che sono gli ultimi di cui ci
si può fidare) e soprattutto eseguiti sotto l’occhio vigile di
prestigiatori che possano verificare che nessuno alteri o scambi il
contenuto dei prelievi. Prelievi che per evitare il trucchetto delle
trasfusioni dovrebbero essere campioni di tessuto (facilmente
acquisibili dalla bocca, senza traumi) anziché di sangue.

Un’impresa notevole, dunque, che ho la sensazione che stranamente
si deciderà di non fare adducendo scuse più o meno
patetiche, come quella di Rael quando quelli della CNN gli hanno
chiesto via satellite se si trattava semplicemente di una bella
trovata pubblicitaria: “Non sento bene, l’audio è
disturbato”
.

Non se la caverà così a buon mercato in tribunale:
un avvocato americano, Bernard Siegel, ha infatti chiesto alla
magistratura della Florida che il bambino, se è davvero
clonato, venga tolto ai genitori (al genitore?) e affidato a un
tutore meno squinternato e irresponsabile. La richiesta è
naturalmente un modo astuto per mettere alla prova il bluff dei
Raeliani. Proprio come venticinque anni fa.

Chioccioline

Nasce col nuovo anno questa rubrichetta supplementare in cui
raccolgo le chicche e le cose interessanti che trovo in Rete e che
non commento più approfonditamente per mancanza di tempo.
Buona navigazione!

Libro antibufala MLM

E’ uscito un libro dedicato alle truffe del Multilevel Marketing,
fra cui quella del “vorresti davvero guadagnare con Internet”
che ha imperversato in Internet nei mesi scorsi e che ho già
fatto a fettine nel Servizio Antibufala
(http://www.attivissimo.net/antibufala/mlm.htm):
si intitola “Piramide d’oro – Realtà e miti del
multilevel marketing”
di R. Giovannini, D. Orecchio, editore
Avverbi, 10 euro.

E-book Microsoft bucato

Il formato dell’e-book Microsoft, il Microsoft Reader, è
stato “craccato”: si è trovato il modo di eliminarne
la protezione anticopia. La cosa era già stata fatta qualche
tempo addietro, ma in modo piuttosto brutale. Questa è una
soluzione più elegante, che dimostra ancora una volta che i
sistemi anticopia non funzioneranno mai seriamente. I dettagli (in
inglese) sono presso
http://www.pocketpcaddict.com/article.php?sid=937
e http://members.lycos.co.uk/hostintheshell

Fotofonini? Un rischio privacy

Se leggete l’inglese, c’è un bell’articolo della BBC sui
pericoli dell’onnipresenza dei telefonini con fotocamera: se le
telecamere in strada vi irritano, che farete quando qualsiasi cretino
potrà farvi un’istantanea e metterla online? E se quel cretino
si porterà il telefonino nello spogliatoio della vostra
palestra? E’ lecito portare un cellulare con fotocamera in un’aula di
tribunale e fotografare di nascosto gli imputati o le vittime?

L’articolo è presso
http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/2621745.stm

Telefonino.net, intanto, nota che si pensa di vietare appunto i
fotofonini negli spogliatoi di fitness club e palestre in
Inghilterra:

http://www.telefonino.net/cgi-bin/news.asp?n=7545

Ancora sul Decimo Pianeta

A proposito della bufala del Decimo Pianeta, anche il Cicap ha
dedicato all’omonima pubblicazione di Borriello un’analisi molto
minuziosa dei “fatti scientifici” presentati in questo
inquietante opuscolo, che prevede l’arrivo di un pianeta a maggio
2003 che sconquasserà il nostro globo terracqueo. Manco a
dirlo, i “fatti scientifici” di Borriello sono
grossolanamente sbagliati, e basta un minimo di ricerca per
verificare che lo sono. L’articolo, intitolato “Il mito del
pianeta X – Niente fine del mondo nel 2003”
, di Albino
Carbognani, è presso

http://www.cicap.org/articoli/at101155.htm

Linux diventerà il secondo sistema operativo al mondo
entro due anni

Secondo la società di consulenza IDC, Linux diventerà
nel 2003 o 2004 il secondo sistema operativo per desktop più
diffuso al mondo, scalzando da questa posizione il Mac. Al primo
posto, con larghissimo distacco, resterà Windows nelle sue
varie versioni.

http://zdnet.com.com/2100-1104-979064.html

Ancora rinvii per 3

Telefonino.net dice che il lancio del servizio UMTS di 3 in
Inghilterra slitterà di almeno due mesi e avverrà forse
a marzo.

http://www.telefonino.net/cgi-bin/news.asp?n=7551

Inoltre due fonti ben informate mi hanno confermato personalmente
che l’hardware e il software dei telefonini sono ancora in alto mare,
anche se si susseguono freneticamente gli aggiornamenti: si è
arrivati alla videochiamata con video e audio sincronizzati (cosa da
considerare un progresso, dato che prima il labiale era addirittura
sfasato rispetto alla voce), ma si è lontani dalle prestazioni
promesse, al punto che i primi clienti saranno chiaramente avvisati
che il servizio è da considerare sperimentale e tenderà
a perdere le chiamate con facilità.

L’UMTS, insomma, all’inizio sarà molto virtuale. Qualcosa
mi dice che però i soldi chiesti ai clienti non saranno
altrettanto virtuali.

Ciao da Paolo.

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] Giochino: cinque caselle Gmail in palio

Vi interessa avere una casella su Gmail? Il servizio e’ molto bello, anche se mantengo i miei dubbi sulla sua privacy, di cui ho parlato in un articolo per APOGEOnline.

Come forse sapete, Gmail distribuisce le proprie caselle su invito, e io ne ho qui cinque. Io ho gia’ una casella Gmail, per cui ho pensato di offrirveli.

Mi sono inventato cosi’ un quizzello, valido anche per i non informatici. I primi cinque di voi che mandano la risposta esatta al mio indirizzo Gmail paolo.attivissimo@gmail.com riceveranno privatamente un invito a testa per una casella Gmail.

Il quizzello è questo:

Nel disco 4, menu Video Game & Still Galleries. Premere “10+” e “1”, oppure “11” a seconda del modello di lettore. Si illumina un rettangolo giallo. Premete “3”, aspettate la pausa, poi premete “8”.

Di cosa sto parlando?

Buona caccia, e occhio al calendario!

Mi raccomando, mandate le risposte a paolo.attivissimo@gmail.com, non al mio indirizzo solito.

[IxT] Quizzello: and the winner is…

… o meglio, “and the winners are…”, ossia i primi cinque che hanno inviato a paolo.attivissimo@gmail.com la risposta esatta sono (tra parentesi l’ora indicata da Gmail):

  • f.laura (5.17)
  • daniele (5:18)
  • a.turano (5:19)
  • buroggu (5:19)
  • fondvulc (5:20)
  • antonioa (5:20)

Sì, avete contato giusto: in realtà sono sei. Meraviglie di Gmail: diceva di avermi dato cinque inviti, ma ne è spuntato uno in più.

I vincitori hanno già ricevuto l’invito a Gmail privatamente. A tutti coloro che hanno dato la risposta giusta ma sono stati più lenti (o che sono stati traditi dai tempi di trasmissione della loro risposta), per ora vanno purtroppo soltanto i miei complimenti. Alla prossima volta!

La risposta giusta, se siete curiosi, era questa: si tratta della sequenza (autentica) di comandi da dare per rivelare un filmato nascosto, presente sui DVD della Trilogia di Guerre Stellari, la cui distribuzione è iniziata stamattina e che io, da fan, non potevo farmi mancare.

Il documentario di due ore e mezza sui dietro le quinte contiene delle chicche imperdibili per i fan.

  • Kurt Russell che provina per il ruolo di Han Solo.
  • Darth Vader che durante le riprese ha la voce di David Prowse (l’attore che era dentro il costume) e declama le battute con un fortissimo quanto esilarante accento (credo di Bristol).
  • Le scene tagliate, rifatte, rimontate, e la genesi improvvisata di alcune delle battute e delle voci più celebri della Trilogia.

Per non parlare dei film: troverete molte novità, quasi tutte in meglio (Han non spara più a Greedo per legittima difesa, come nella contestatissima “correzione” dell’Edizione Speciale), e una alla fine del Ritorno dello Jedi che potrebbe lasciarvi con la mascella pendula.

Il cofanetto è arrivato stamattina con il postino, grazie ad Amazon. Niente ressa nei negozi, niente tribolazioni per prenotarlo, e prezzo scontato. Questi sono i vantaggi degli acquisti online.

Grazie per aver giocato!

La newsletter “Internet per tutti” si sposta su Yahoo

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2016/05/24 9:20.

Aggiornamento 2016/05/24: ho smesso di pubblicare la newsletter anni fa, quando i filtri antispam sono diventati così zelanti da cestinare una buona parte dei miei invii. Se volete seguirmi, potete iscrivervi ai feed RSS di questo blog e/o seguire i miei account Twitter @disinformatico (principale) e @attivissimoLIVE (per gli eventi in diretta). 

Come avrete notato, da qualche tempo a questa parte la newsletter Internet per tutti, che riassume e avvisa dei nuovi articoli di questo blog, vi arriva a singhiozzo o non vi arriva proprio. La ragione è che Peacelink, che in questi anni ha gentilmente gestito la newsletter, è finita in alcune liste nere antispam, probabilmente anche per colpa mia (è facile che un’ondata di 12000 messaggi venga scambiata per spam).

In questi mesi ho cercato di arginare il problema attivando e segnalando i feed, ma è giunto il momento di un’azione un po’ più drastica: per chi non ha modo di accedere al Web per leggere gli articoli, ho attivato una nuova newsletter con lo stesso titolo su Yahoo Gruppi e ho sospeso la vecchia newsletter.

Se vi interessa ricevere via mail gli articoli e le segnalazioni di questo blog, iscrivetevi dunque alla nuova newsletter come segue:

  • mandate un e-mail (oggetto qualsiasi, contenuto qualsiasi) a internetpertutti-subscribe@yahoogroups.com.
  • riceverete un e-mail di conferma della richiesta. Apritelo e seguite le istruzioni (in pratica, se volete confermare l’iscrizione, rispondete al messaggio; se usate alias o redirect, cliccate sul link fornito nel messaggio).
  • Se l’iscrizione avviene correttamente, riceverete un e-mail di conferma e di benvenuto.

I messaggi della nuova newsletter sono prefissati dal consueto codice “[IxT]” per consentire l’uso dei filtri automatici per la posta.

Anche chi è già iscritto alla newsletter vecchia deve iscriversi a quella nuova per continuare a ricevere gli articoli (filtri antispam permettendo!). Non posso migrarvi io per via dei limiti di Yahoo Gruppi, resi necessari per via degli abusi commessi dagli spammer (che siano stramaledetti).

Se non vi interessa ricevere la newsletter, non dovete fare nulla.

Speriamo in bene. Tolto questo peso, potrò finalmente tornare ad occuparmi d’informatica e di bufale come si deve.

Vorrei ringraziare pubblicamente Peacelink per tutto il sostegno tecnico dato in questi anni; la migrazione non è dovuta certamente a loro inadeguatezza, ma alla scarsa selettività di molti filtri antispam centralizzati.

Antispam sempre peggio: adesso anche Symantec mi filtra, che strazio

Sta diventando sempre più difficile distribuire la newsletter. Adesso ci si mette anche Symantec, che mi dice che l’ultima newsletter (che contiene un sunto degli articoli più recenti del blog) ha “contenuti proibiti”:

Da: Administrator@[omissis].it
Oggetto: Symantec Mail Security detected prohibited content in a message sent from your address (SYM:[omissis])
Data: 7 April 2006 11:31:44 GMT+02:00
A: topone@pobox.com

Subject of the message: [IxT] Oggi sono alla Rai; Wincrash sul Mac; Basta tassa SIAE, dice BSA; redditi secondo Berlusconi; Commenti cancellati
Recipient of the message: “Ixt (Invio newsletter)”

Chissà qual è questo “contenuto proibito”… Che pena. Di questo passo, mi conviene chiudere la newsletter e dedicarmi al blog. Che ne pensate? Quale sistema usereste per avvisare i lettori della presenza di nuovi articoli, oltre all’RSS?

[IxT] Giochi sotto l’ombrellone per smanettoni

Questa newsletter vi arriva grazie alle gentili donazioni di “gian.alxs”, “mcnegroni” e “acciup”.

Se vi interessa cimentarvi in una sfida enigmistica per appassionati di sicurezza e crittografia, ho una chicca che fa al caso vostro. Si chiama Code Break, ed è un gioco offerto da PC Facile qui.

Non preoccupatevi se la prima pagina è in inglese: in basso nella pagina trovate la bandierina italiana per proseguire in lingua nazionale, e se scegliete l’italiano, i messaggi cifrati sono costituiti da parole italiane.

Non è necessario essere abbonati o registrarsi, salvo che vogliate salvare la situazione e riprendere in un momento successivo. A differenza dell’Hackme Challenge di qualche tempo addietro, proposto dallo stesso sito, stavolta le soluzioni non si possono scambiare o condividere: sono uniche per ciascun giocatore (anche se presumo che le tecniche di risoluzione siano comuni).

Buon divertimento!

P.S. Confermo quanto segnalato da molti lettori: contrariamente a quanto risultava dal mio primo test, Firefox 0.9.3 per Windows è immune alla falla segnalata ieri e disponibile nel test 12 del Browser Challenge. Il mio crash della 0.9.3 era dovuto a un’installazione un po’ stravagante. Rifacendo tutto per benino, Firefox 0.9.3 non crasha e si limita a rifiutarsi di visualizzare l’immagine assassina.