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Recensione: “Rivelazioni” di Massimo Polidoro

Recensione: “Rivelazioni” di Massimo Polidoro

È uscito pochi giorni fa in libreria Rivelazioni, di Massimo Polidoro, amico di lunghissima data (sin dai tempi del feed di Scienza e Paranormale su Fidonet; è lì che ci siamo conosciuti) e compagno di tante avventure nella pseudoscienza. L’ho letto in anteprima d’un fiato: è una sorta di Complottopedia, ottima introduzione a tutte le tesi di complotto e di mistero più ricorrenti nei media, con relativo sbufalamento, ma offre anche un’analisi più profonda del perché queste storie così irrazionali e assurde hanno tanto successo, oggi come in passato, insieme a una miniguida alle tecniche per non farsi fregare dai televenditori di paccottiglia pseudoscientifica.

Mi ha fatto piacere, inoltre, trovare dietro quella copertina a dire il vero un po’ inquietante (ci torno tra poco) numerose chicche, spiegazioni e tematiche che non conoscevo assolutamente: non vi anticipo nulla per non rovinarvi la sorpresa.

Il rischio di un mestiere come quello del debunker è che dopo qualche anno si scivola nel già visto e manca il brivido della novità, ma mi sono divertito a scoprire che là fuori ci sono ancora parecchi misteri che ancora aspettano di essere analizzati con la precisione chirurgica della scienza e del buon senso. Rivelazioni è edito da Piemme è disponibile su carta e come e-book.

Ho scambiato due parole online con Massimo: questo è il distillato della nostra chiacchierata.

Allora, Massimo, dopo i libri collettivi che hai curato e ai quali anch’io ho collaborato, come “11/9 la cospirazione impossibile” e “Complotti, bufale e leggende metropolitane”, esce finalmente un tuo libro interamente dedicato ai complotti svelati, compresi i complotti reali.

Come sai, sono anni che seguo questi argomenti. Avevo accumulato molto materiale e ho pensato che era giunto il momento per raccoglierlo in un unico libro.

Hai scelto il momento giusto, fra interpellanze parlamentari sulle scie chimiche e timori fasulli sui vaccini.

Esatto. Tutte queste idee, per quanto comprensibili perché nascono dalla paura e dall’umanissimo timore di trovarsi in una situazione a rischio, non sono solo idee infondate che incantano chi passa la giornata sul web, ma come ben sai possono provocare reali danni sociali.

Non vaccinare i propri figli perché si crede, sulla base di una ricerca truffaldina di un medico radiato dall’albo, Andrew Wakefield, pagato per dichiarare il falso, che possano provocare l’autismo nei bambini, può avere effetti devastanti. Chi rifiuta di vaccinare i propri figli non solo li espone al rischio di malattie che si ritenevano debellate come il vaiolo, la rabbia o il tetano, ma contribuisce alla diffusione dei virus anche nel resto della popolazione.

Alimentare paure infondate come quella per le scie chimiche, che è l’innocua condensa rilasciata dagli aerei, crea angosce ingiustificate. Senza contare che chi dirige la propria rabbia e protesta verso pericoli immaginari, distoglie l’attenzione da minacce autentiche. Ecco allora perché ho voluto capire con questo libro come nascono e si diffondono le teorie della cospirazione, oltre a indagare, e a smontare dove è il caso, alcune delle più celebri bufale.

Però non scrivi soltanto di complotti, veri o immaginari: il tuo libro ha un respiro più ampio, visto che ti sei prefisso di indagare e raccontare tutto (o quasi tutto) ciò che appare segreto. Parli infatti anche dei segreti di Leonardo e delle strane morti dei divi (non solo star come Michael Jackson o Elvis Presley, ma anche personaggi storici come Tutankhamon, Mozart, Napoleone, Hitler e altri). Parli di tesori nascosti e di codici cifrati. Ma è solo questione di smontare freddamente tutto, o dietro questo “accanimento contro il mistero” (come lo chiamano alcuni) c’è un’emozione che ti spinge?

L’idea della segretezza esercita sempre un grande fascino su tutti, me compreso. Viviamo in un’epoca in cui non sembra esserci più spazio per i segreti, dove le nostre telefonate possono essere ascoltate in ogni istante, i nostri movimenti monitorati passo dopo passo grazie al GPS del telefonino, i nostri gusti e le nostre preferenze rivelate dalla navigazione e dai siti che visitiamo su Internet. E viviamo in un tempo in cui siamo letteralmente bombardati da informazioni e notizie di ogni tipo, trasmesse da ogni sorta di media, a ogni ora del giorno e della notte.

Ma nonostante sembri che tutto sia ormai a portata di mano e non resti più nulla da scoprire, i segreti non solo resistono, ma sanno ancora essere seducenti. Pensa al successo di un romanzo come Il codice da Vinci…

[mio facepalm

…che ha venduto oltre 80 milioni di copie perché prometteva di rivelare segreti “proibitissimi” sulla storia della Chiesa. Che poi si trattasse di ipotesi già note e dimostrate false poco importa: il romanzo è riuscito a scatenare polemiche, proteste e dibattiti capaci di far esplodere una curiosità straordinaria.

Come sai, io vedo quasi quotidianamente i danni che la disinformazione crea sul web e fuori dal web e cerco di contrastarla. Tu che ne pensi? La Rete, invece di diffondere il sapere, è diventata una maledizione che amplifica le cretinate?

Penso che Internet sia uno strumento eccezionale,  ma – e questa è sia la sua fortuna che la sua maledizione – è privo di filtri. Vi si può trovare di tutto, dalle ricerche più serie e scientifiche alle assurdità più clamorose. La difficoltà per chi naviga, dunque, è proprio quella di capire se si trova di fronte alle prime o alle seconde. E non è un compito facile. I personaggi carismatici, che propagandano teorie suggestive, riescono ad avere tanto seguito sia perché rispondono al diffuso bisogno di certezze, sia perché chi va in cerca di certezze difficilmente si fa cogliere dal dubbio. Trovare qualcuno che sembra avere capito tutto del mondo e ci vende la sua teoria impacchettata e infiocchettata per molti rappresenta una tentazione irresistibile perché, parafrasando Pasolini, li libera dalla necessita di affrontare da soli un mondo che altrimenti appare del tutto imprevedibile e quindi poco rassicurante.

Sì, però è preoccupante quando vedi che anche in Parlamento (non solo in quello italiano) c’è chi si beve ogni tipo di sciocchezza, come quelli che credono che il governo americano impianterebbe dei microchip sotto la pelle dei cittadini per spiarli, quelli che credono alle scie chimiche o quelli che sostengono che l’AIDS non esiste o che i vaccini fanno male.

È molto preoccupante, sono d’accordo, ma non dobbiamo pensare che in Parlamento siedano solo le persone più capaci, preparate e intelligenti della nostra società. Ci stanno coloro che vengono votati dai cittadini (o, nel Parlamento votato con l’attuale sistema elettorale, ci stanno coloro che le segreterie dei partiti hanno scelto di sistemare lì). Quindi c’è veramente di tutto, c’è la persona con la terza media, che non sa nemmeno parlare, e c’è il professore universitario. C’è l’ex modella e quello che si fa suggestionare da ogni bufala che passa per la rete. E questi, per quanto sprovveduti, sono pur sempre in buona fede. Poi, però, c’è anche chi alimenta e diffonde le false notizie perché fanno più audience o – ed è pure peggio – perché gli fanno comodo: è molto più semplice distrarre le persone con qualche paura fantasiosa, piuttosto che rimboccarsi le maniche e cercare di risolvere i tanti problemi autentici che attendono risposte.

Una delle domande che mi fanno più spesso è se l’attrazione per tutto ciò che è misterioso continuerà ancora a lungo. Io penso che sia inevitabile e anzi indispensabile. Tu che ne dici?

Sono sicuro che il mistero continuerà all’infinito a incuriosirci perché l’uomo è un animale curioso. E meno male che è così! La curiosità è la molla che ha permesso ai nostri antenati di alzarsi su due gambe per esplorare il mondo che li circondava e, quindi, di evolversi. Proprio per questo Albert Einstein diceva che la più bella esperienza che si possa provare è quella del mistero, culla dell’arte e della scienza.

Ma al mistero, ed è questo il punto, è essenziale avvicinarsi con spirito critico. Farsi domande, chiedersi se qualcosa è vera o se può avere spiegazioni alternative, altrimenti si finisce per accettare tutto e credere a ogni sciocchezza solo perché ci piacerebbe che fosse vera. Chi propaganda il mistero senza fornire gli elementi per scoprire la verità alimenta la credulità ed espone i più deboli a truffe e raggiri. È contro questi propalatori di falsità che sia tu, che io che il CICAP combattiamo, non certo contro chi ci crede.

E con questo ti sei aggiudicato un posto d’onore nelle liste degli occultatori e insabbiatori care a tanti guru del complottismo. Un’ultima domanda. Abbi pazienza, ma non so resistere: mi vuoi dire com’è che hai scelto una copertina così… particolare?

A dire la verità, non è quasi mai l’autore a scegliere titolo e copertina del suo libro, ma l’editore. Editor, ufficio marketing e grafici si mettono insieme e studiano la copertina migliore per ogni libro, quella che più facilmente può catturare l’interesse del lettore. Così è stato anche nel mio caso, anche se puoi immaginare la mia reazione quando l’ho vista la prima volta…

Gìà. Io ho pensato che avessi deciso di darti al crimine per finanziare il CICAP. In effetti è un po’ malandrina. Non è la solita copertina da libro di debunking. Di certo andrà a pescare anche tra i molti che non hanno le idee chiare e che, dopo avere letto il tuo libro, potrebbero ritrovarsi un po’ meno inermi di fronte alle bufale. In effetti è a loro che dobbiamo cercare di fare arrivare le informazioni; è inutile che predichiamo ai convertiti, per così dire. Ma devo anche dire che in questi giorni sul web si sono sprecati i paragoni con il personaggio di “Mistero”, Adam Kadmon, che si presenta per l’appunto con una maschera in viso.

Vero, ma per fortuna dai commenti che ho letto ho visto che l’ironia è stata capita e apprezzata.

Miracolo. Comunque mi assicuri che non vi siete messi d’accordo?

Assolutamente! Non lo conosco e nemmeno so se esiste realmente.

Sì, certo. E poi magari scopriamo che tu e lui siete la stessa persona…

Be’, questo sì sarebbe un vero complotto!

Domani (14/6) a Volandia si parla del mistero dei cosmonauti perduti

Domani (14/6) a Volandia si parla del mistero dei cosmonauti perduti

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sabato 14 giugno alle 10:30, alla sala conferenze della sede espositiva di Volandia a Somma Lombardo (Varese), Luca Boschini presenterà il proprio libro che indaga e svela il controverso mistero dei cosiddetti “cosmonauti perduti”: gli astronauti russi che, secondo alcune tesi, sarebbero andati nello spazio, anche prima dello storico primo volo spaziale umano di Yuri Gagarin, ma sarebbero periti e quindi sarebbero stati cancellati dalla storia sovietica ufficiale.

Il libro di Luca, Il mistero dei cosmonauti perduti (acquistabile online su carta e come e-book), copre anche molti altri aspetti poco conosciuti della cosmonautica russa; ci sono sorprese e spiegazioni illuminanti sia per gli appassionati di tecnologia, sia per che predilige il lato umano di queste avventure.

Luca si è documentato a fondo, ha imparato il russo ed è andato sui luoghi e negli archivi che custodiscono la storia eroica di un programma spaziale molto meno conosciuto di quello statunitense ma altrettanto affascinante. Il libro, fra l’altro, è già noto ai lettori di questo blog perché la copertina è stata concepita e realizzata tramite un concorso online partito da qui.

Io ho avuto l’onore di scrivere la prefazione del libro e sarò lì domattina per chiacchierare con Luca e con il pubblico di questo capitolo dell’esplorazione spaziale, che finalmente possiamo conoscere senza la cortina fumogena del complottismo e delle leggende metropolitane. Sarà una bella occasione per fare tante domande a Luca e per farsi firmare dall’autore una copia del suo libro. Vi aspettiamo.

“Facebook e Twitter: manuale di autodifesa” ora è un download gratuito

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “valentinacot*” e “robtras”.

Per ringraziarvi delle donazioni, degli acquisti e dell’interesse dimostrato per la mia miniguida “Facebook e Twitter: manuale di autodifesa”, vorrei offrirvi il PDF integrale del suo testo. Lo potete sfogliare qui sotto oppure scaricare gratuitamente presso Slideshare.net; resta comunque acquistabile su carta, insieme agli altri miei libri, qui su Lulu.com. Se trovate refusi o errori, segnalatemeli.

Grazie ancora a tutti! E ora sotto a lavorare alla quarta edizione, che includerà aggiornamenti e anche altri social network.

Fino a domani spedizione gratuita e 20% di sconto sui miei libri

Fino a domani spedizione gratuita e 20% di sconto sui miei libri

Se vi interessa ricevere una copia cartacea dei miei libri Facebook e Twitter: manuale di autodifesa, Luna? Sì ci siamo andati! o Moon Hoax:Debunked!, Lulu.com offre fino a domani incluso la spedizione gratuita usando il codice di promozione KINDNESS14. Da parte mia a questa promozione ho aggiunto il 20% di sconto, valido sempre fino a domani incluso.

Pronta l’edizione 2012 aggiornata di ”Luna? Sì, ci siamo andati!”

Pronta l’edizione 2012 aggiornata di ”Luna? Sì, ci siamo andati!”

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ieri, proprio mentre la capsula spaziale Dragon decollava per prepararsi ad effettuare il primo attracco di un veicolo commerciale alla Stazione Spaziale Internazionale, inaugurando una nuova fase dell’esplorazione spaziale e portando nello spazio le ceneri dell’astronauta Gordon Cooper e dell’attore James Doohan (Scotty di Star Trek), ho finito di aggiornare e ampliare il mio libro Luna? Sì, ci siamo andati!: quello che risponde ai più frequenti dubbi sugli sbarchi lunari e racconta alcune delle chicche poco conosciute di queste avventure esplorative rimaste ineguagliate a distanza di quarant’anni.

Ho aggiunto circa 14.000 parole al testo iniziale per tenere conto della nuova documentazione, sia russa sia statunitense, delle dichiarazioni e delle interviste più recenti agli astronauti e ai tecnici protagonisti delle missioni, e delle immagini offerte dalla sonda Lunar Reconnaissance Orbiter che ha fotografato in dettaglio i siti degli allunaggi. Ho incluso anche un’appendice che riepiloga tutti i dati salienti delle missioni Apollo come guida di riferimento rapido. L’elenco completo degli aggiornamenti è pubblicato qui.

Ho pubblicato questa nuova edizione simultaneamente su carta e in formato digitale: l’edizione cartacea è acquistabile su Lulu.com oppure direttamente dalle mie mani in occasione delle conferenze che tengo su questo e altri argomenti, mentre quella digitale è scaricabile gratuitamente come PDF a bassa risoluzione e come EPUB oppure a prezzo simbolico (5,40€) in formato Kindle su Amazon.it.

A distanza di due anni dal debutto, posso cominciare a fare un bilancio di questo mio primo esperimento di editoria senza editore (il libro è interamente autoprodotto ed è distribuito tramite Amazon e Lulu, senza passare per una casa editrice: sarebbe fantascienza, se non ci fosse Internet).

Dal punto di vista della libertà d’espressione, ovviamente, non c’è paragone: il libro contiene esattamente quello che scelgo io, senza limiti di lunghezza o pressioni editoriali, e senza nessun revisore troppo solerte che ne alteri il contenuto senza chiedermi se va bene. Dal punto di vista della flessibilità, l’editoria digitale vince a mani basse: aggiornamenti, revisioni e correzioni vanno online nel giro di ventiquattro ore e non c’è da aspettare una prossima (eventuale) tiratura. Tutte le copie distribuite da quel momento in poi sono già aggiornate.

Ovviamente gestire tutta la filiera ha dei costi in termini di apprendimento e lavoro (l’impaginazione la faccio io, per esempio), ma ne vale la pena, soprattutto per un motivo: il libro resta mio. Non ho firmato nessun contratto che ne cede i diritti esclusivi a un editore che può, se gli gira, tenere il mio libro nel cassetto per dieci anni dopo la prima tiratura perché a suo parere non è più economicamente conveniente ristamparlo. C’è da sempre un conflitto di fondo fra autori ed editori: gli autori vogliono far circolare il più possibile le proprie opere, mentre gli editori vogliono controllare questa circolazione. L’autopubblicazione elimina il conflitto e mi permette di coinvolgere i lettori nel processo di produzione e revisione, fornendo un prodotto migliore per tutti.

Non posso neanche lamentarmi della resa economica, che è paragonabile a quella degli altri miei libri pubblicati tramite editori tradizionali. Con una piccola, importante differenza: le royalties degli editori tradizionali arrivano un anno dopo, mentre quelle di Amazon e Lulu arrivano nel giro di due mesi. Per chi non vive d’aria è una differenza non da poco.

Maggiori dettagli su Luna?, che presenterò di persona questo weekend a Bellaria nel corso della Sticcon, sono nell’articolo di presentazione. Buona lettura e ad astra!

Ecco il libro sui cosmonauti perduti (ed ecco le copertine)

Ecco il libro sui cosmonauti perduti (ed ecco le copertine)

È stata lunga (in parte anche per colpa mia), ma alla fine ce l’abbiamo fatta: il libro di Luca Boschini che finalmente chiarisce le teorie e le dicerie sui presunti “cosmonauti perduti” (comprese quelle dei fratelli Judica-Cordiglia) è ora disponibile sia in forma cartacea, sia come e-book.

S’intitola Il mistero dei cosmonauti perduti – Leggende, bugie e segreti della cosmonautica sovietica e lo trovate da ordinare via Internet qui su Cicap.org rispettivamente a 14,90€ e 4,99€.

Quella che vedete qui accanto è la copertina finale, scelta fra tutte quelle pervenute a Luca e realizzate per passione dai lettori del Disinformatico, come raccontato qui. Le altre copertine proposte (quelle i cui autori hanno dato il permesso) sono pubblicate qui.

Buona lettura!

Adesso smonto i complotti lunari in inglese anche su carta

Adesso smonto i complotti lunari in inglese anche su carta

Ci ho messo quasi quattro anni, ma alla fine ce l’ho fatta: ho trovato il tempo di scrivere e impaginare anche in edizione inglese il mio libro dedicato alle tesi di complotto intorno agli sbarchi sulla Luna.

Se vi interessa questa versione cartacea o avete qualche amico anglofono al quale volete regalarla, la trovate qui su Lulu.com. Tenete presente, comunque, che è disponibile anche come e-book per Kindle qui su Amazon e in versione gratuita PDF ed EPUB light (con immagini a risoluzione ridotta) sostenuta dalle donazioni.

L’edizione italiana, già in circolazione da tempo e periodicamente aggiornata, resta a disposizione qui come PDF ed EPUB light e come libro cartaceo ed e-book.

Pronta la bozza integrale di “Moon Hoax: Debunked!”

Pronta la bozza integrale di “Moon Hoax: Debunked!”

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Finalmente, dopo mesi di lavoro a singhiozzo nei pochi ritagli di tempo, ho completato la traduzione in inglese del mio libro Luna? Sì, ci siamo andati!, che risponde ai dubbi intorno allo sbarco umano sulla Luna.

Potete scaricare gratuitamente la bozza integrale (mancano soltanto alcune conversioni di misure e qualche frase va ancora snellita) in formato EPUB presso MoonHoaxDebunked.com. Se trovate errori o passaggi non chiari, segnalatemeli: la bozza è fatta proprio per questo.

AGGIORNAMENTO (2013/06/22): il link per lo scaricamento aveva smesso di funzionare ma ora è a posto.

AGGIORNAMENTO (2013/07/04): ho completato riveduto e estesamente il testo, includendo le vostre correzioni; la versione definitiva verrà pubblicata il 20 luglio, per cui ho rimosso la bozza. Grazie a tutti!

Pronti da scaricare i primi cinque capitoli di “Moon Hoax: Debunked!”

Pronti da scaricare i primi cinque capitoli di “Moon Hoax: Debunked!”

Sto traducendo e adattando in inglese il mio libro “Luna? Sì, ci siamo andati!” dedicato alle tesi di complotto lunare. Finora ho completato i primi cinque capitoli (circa metà del testo) e li ho messi a disposizione come file EPUB qui. Dato che include i capitoli sullo svolgimento di una missione lunare Apollo e sulle prove migliori del fatto che siamo andati sulla Luna, potete già usarlo per replicare ai dubbiosi anglofoni, se vi càpitano a tiro.

Se vi va di rivederlo e controllarlo, sia per eventuali refusi, sia per eventuali link interni ed esterni sbagliati, è tutto vostro: siate spietati. Il file EPUB scaricabile contiene anche i capitoli italiani corrispondenti ancora da tradurre. Segnalerò qui man mano la disponibilità degli aggiornamenti e della traduzione dei capitoli rimanenti. Buona lettura.

Il vostro computer è sostenibile? Se ne parla a Genova il 5/11

Il vostro computer è sostenibile? Se ne parla a Genova il 5/11

Sommersi dalla spazzatura elettronica: facciamo qualcosa

Siete sicuri che regalare il vostro vecchio computer a un paese del Terzo Mondo sia un gesto utile e caritatevole? Sapete che fine fanno realmente, e in che mani vanno, i telefonini mandati al “riciclaggio”? Il CO2 generato dalla fabbricazione e dall’uso dei computer è maggiore o minore di quello generato dall’intera aviazione civile mondiale?

Sono domande alle quali spesso abbiamo preferito non cercare risposta, attratti inesorabilmente dal nuovo modello di computer, telefonino, iPod, telecamera, stampante. Il mercato e il progresso tecnologico ci spingono all’innovazione continua. Ma come gestiremo la catasta di computer resi improvvisamente “obsoleti” dall’arrivo del nuovo sistema operativo ipertrofico? E’ davvero necessaria così tanta potenza di calcolo per gli usi quotidiani che facciamo del computer? Avere un PC su ogni scrivania è davvero il modo migliore per fare informatica?

Fare la cosa giusta, giusta per il portafogli ma anche per il pianeta che lasceremo in eredità ai nostri figli, non è facile. Giovanna Sissa ha scritto un libro, Il Computer Sostenibile, che fa molta chiarezza in proposito. Ne abbiamo parlato insieme al recente Linuxday di Cinisello Balsamo, e se ne parla di nuovo a Genova questo 5 novembre, alle 17.45, a Palazzo Ducale, nella Sala del Minor Consiglio.

Saranno presenti, oltre all’autrice, Andrea Ranieri (assessore alla Cultura del Comune di Genova), Maurizio Martelli (professore di Intelligenza Artificiale all’Università di Genova), Joy Marino (presidente di MIX e membro del Comitato per l’Internet Governance Forum presso il Ministero della Funzione Pubblica), Paola Girdinio (preside della Facoltà di Ingegneria e professore di Elettromagnetismo all’Università di Genova) e, in via del tutto eccezionale, il professor Serge Latouche, teorico francese della “decrescita felice”.

Io purtroppo non ci potrò essere (sarò a Mestre per un impegno precedente), ma vi consiglio di andare a sentire la presentazione: alcuni dati del libro fanno veramente riflettere sul mito dell’informatica come un’attività “ecologica”. La chiacchierata fuori onda che ho avuto in proposito con Giovanna Sissa a Cinisello è stata illuminante, e per questo il tema dell’informatica sostenibile comparirà spesso nel Disinformatico. Del resto, è una derivazione naturale della filosofia di Linux e del software libero: invece di potenziare l’hardware, si migliora il software e si levano tutti i fronzoli. E si riusa, senza per questo mortificarsi.

Per tutti i dettagli, date un’occhiata al sito del libro e al programma (PDF), che contiene l’invito.