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La prima donna europea comandante della Stazione Spaziale Internazionale

La prima donna europea comandante della Stazione Spaziale Internazionale

Poche ore fa il cosmonauta russo Oleg Artemyev ha trasferito il comando della
Stazione Spaziale Internazionale all’astronauta europea Samantha
Cristoforetti, che diventa così la prima donna europea a ricoprire questo
ruolo. La cerimonia di passaggio delle consegne, con il rituale affidamento di
una chiave simbolica, è stata trasmessa in diretta.

Nel video integrale, inizialmente Oleg Artemyev parla in russo, poi Samantha
prosegue in inglese e a 7:10 parla in italiano. Stando a quanto mi dicono alcuni lettori russofoni e la traduzione nel reel Instagram dell’ESA, il tubetto contiene della torta (presumo sotto forma di pasta).

L’annuncio dell’ESA
(in italiano
qui) spiega che Samantha è stata lead del segmento orbitale statunitense
(USOS) sin dall’inizio della sua missione Minerva, ad aprile 2022, e ha
supervisionato le attività nel moduli e componenti europei, giapponesi,
statunitensi e canadesi della Stazione.

Assumendo ora il ruolo di comandante, diventa la quinta persona europea a
farlo dopo Frank De Winne, Alexander Gerst, Luca Parmitano e Thomas Pesquet.

Formalmente, la nuova mansione di Samantha Cristoforetti è denominata
International Space Station crew commander (Comandante dell’equipaggio
della Stazione Spaziale Internazionale) e i suoi compiti sono descritti
dall’ESA come segue:
“Mentre sono i direttori di volo nei centri di controllo a presiedere alla
pianificazione e all’esecuzione delle operazioni della Stazione, il/la
comandante della Stazione è responsabile del lavoro e del benessere
dell’equipaggio in orbita, deve mantenere una comunicazione efficace con i
team a terra e coordina le azioni dell’equipaggio in caso di situazioni di
emergenza. Dal momento che Samantha assumerà il comando nelle ultime
settimane della sua permanenza a bordo, uno dei suoi compiti principali sarà
quello di garantire un efficace passaggio di consegne al successivo
equipaggio.”

Domani (giovedì) tre cosmonauti, Oleg Artemyev, Denis Matveev e Sergey
Korsakov, lasceranno la Stazione a bordo della loro
Soyuz MS-21, sganciandosi dal modulo Prichal alle 3:34 a.m. EDT (9:34 CET) per
atterrare in Kazakistan circa tre ore e mezza più tardi, concludendo una
missione durata sei mesi.

Samantha e i suoi compagni di missione, Kjell Lindgren, Bob Hines e Jessica
Watkins, torneranno sulla Terra a ottobre a bordo della capsula
Crew Dragon di SpaceX.

 

Fonte aggiuntiva:
NASA.

(AGGIORNATO) Le prime foto dell’EVA di Samantha Cristoforetti. Quelle vere

(AGGIORNATO) Le prime foto dell’EVA di Samantha Cristoforetti. Quelle vere

Ultimo aggiornamento: 2022/08/14 22:50.

2022/07/27 16:40. Sono state pubblicate poco fa le prime fotografie
scattate durante l’EVA del 21 luglio scorso. Dato che mostrano entrambi,
presumo che siano state scattate dall’interno della Stazione Spaziale
Internazionale. Sam indossa la tuta con le bande blu e ha sul braccio la
bandiera italiana.

Foto
iss067e191083
(credit: ESA/NASA).
Foto
iss067e191081
(credit: ESA/NASA).
Foto
iss067e191033
(credit: ESA/NASA).
Foto
iss067e191090
(credit: ESA/NASA).
Foto
iss067e191094
(credit: ESA/NASA).

2022/07/28 21:00. Sono state pubblicate altre foto:

Foto

iss067e203964

(credit: Roscosmos Sergey Korsakov).
Fotogramma tratto da video GoPro
vlcsnap-2022-07-27-09h51m49s243
(credit: ESA / NASA / Roscosmos Sergey Korsakov).
Fotogramma tratto da video GoPro
vlcsnap-2022-07-27-00h55m43s549
(credit: ESA / NASA / Roscosmos Sergey Korsakov).
Foto
iss067e204029

(credit: Roscosmos Sergey Korsakov).

Fotogramma tratto da video GoPro
vlcsnap-2022-07-27-01h46m23s303
(credit: ESA / NASA / Roscosmos Sergey Korsakov). Questa immagine dovrebbe
essere stata scatta all’interno della camera di decompressione o airlock denominato Poisk.

Molte altre foto stanno arrivando sull’account Flickr di Sam.

2022/08/14. La NASA ha pubblicato qualche altra foto dell’EVA e della
sua preparazione.

Foto iss067e203968. Sam nel modulo Poisk si prepara per l’EVA. Sullo sfondo, il collega e compagno di EVA Oleg Artemyev.
Foto iss067e204030. Artemyev (in alto) e Cristoforetti (al centro) lavorano all’esterno del modulo Nauka.
Foto iss067e203986. Sam lavora all’esterno del modulo Nauka.
Domani la prima EVA di Samantha Cristoforetti: come seguirla e cosa prevede

Domani la prima EVA di Samantha Cristoforetti: come seguirla e cosa prevede

Ultimo aggiornamento: 2022/07/22 22:00.

Domani, 21 luglio, il cosmonauta russo Oleg Artemyev e l’astronauta europea
Samantha Cristoforetti effettueranno una EVA (attività extraveicolare o
“passeggiata spaziale”), uscendo dalla Stazione Spaziale Internazionale per
effettuare alcuni lavori all’esterno della sezione russa della Stazione. Per
Samantha si tratta della prima EVA della propria carriera, ed è anche la prima
EVA di una donna europea.

Entrambi indosseranno tute russe
Orlan: quella di Artemyev sarà riconoscibile dalle bande rosse, mentre quella di
Cristoforetti sarà contraddistinta da bande blu. Usciranno dal modulo/camera
di compensazione (airlock) russo Poisk. Li assisterà,
dall’interno della Stazione, il collega russo Sergei Korsakov. Oggi (mercoledì
20 luglio) Cristoforetti e Artemyev hanno trascorso la giornata riepilogando
le procedure per l’EVA e verificando i componenti delle tute spaziali, con
l’assistenza dei cosmonauti Denis Matveey e Sergei Korsakov, che li aiuteranno
anche nelle operazioni di vestizione e svestizione.

I due partecipanti all’EVA effettueranno vari lavori, che includeranno
l’installazione di piattaforme e apparati adattatori sul modulo-laboratorio
russo Nauka. Lanceranno dieci nanosatelliti concepiti per raccogliere
dati radio-elettronici durante l’EVA e piazzeranno un braccio telescopico
Strela che collegherà i moduli russi Zarya e Poisk
per facilitare le EVA future. Inoltre lavoreranno alla preparazione del
braccio robotico europeo ERA, spostando il suo pannello di controllo esterno,
lavorando al suo isolamento e installando un adattatore temporaneo. Samantha
effettuerà anche delle verifiche di una protezione presente sul finestrino
della telecamera del braccio, per controllare che sia sufficientemente
trasparente da consentire l’uso di una luce laser per la guida degli
spostamenti e delle prese del braccio robotico.

Questa è un’animazione che riepiloga le principali attività che verranno
svolte durante l’EVA.

Raffaele Di Palma ha riassunto e commentato
qui
le varie fasi dell‘EVA, includendo anche la lista completa delle attività
previste.

Il braccio ERA, realizzato dall’ESA, offre alla Stazione nuovi modi di
azionare apparati automatici: è in grado di effettuare molti compiti in modo
automatico o semiautomatico e può essere comandato sia dall’interno della
Stazione, sia dall’esterno. Può inoltre essere preprogrammato, oltre che
comandato direttamente.

Schema del braccio robotico ERA.
Foto del braccio robotico ERA all’esterno del modulo russo Nauka,
scattata il 5/5/2022 (Flickr).

Al centro ESTEC dell’ESA, in Olanda, gli esperti seguiranno l’EVA e il lavoro
di Samantha dal
Controllo Missione.

L’EVA inizierà formalmente alle 16:00 (ora dell’Europa centrale) e potrà
durare fino a sette ore, quindi fino alle 23 circa. La diretta streaming
inizierà alle 15:30 su
ESA Web TV. Io farò un livetweet su
Twitter (@disinformatico). 

L’Agenzia Spaziale Italiana effettuerà una
diretta streaming
su Asitv.it/media/live dalle 15:45,
con il commento di Gabriele Mascetti, responsabile unità coordinamento
scientifico e volo umano dell’ASI. I giornalisti potranno assistere in
presenza presso la sede dell’ASI a Roma, nell’Auditorium Luigi Broglio.

La NASA seguirà l’EVA dalle 9:30 EDT (15:30 ora dell’Europa centrale) su
Nasa TV, sul suo
sito e sulla sua
app.

La Stazione Spaziale Internazionale sarà visibile dall’Italia a occhio nudo
durante l’EVA dalle 21.40 alle 21.50 e dalle 23:17 alle 23:28 (dati calcolati
per il nord Italia e la Svizzera; andando verso sud gli orari slittano
lievemente). Se volete, potete calcolare gli orari esatti immettendo le vostre
coordinate geografiche in siti come
James.darpinian.com (che
mostra anche la visuale effettiva, se gli date il vostro indirizzo esatto) e
N2yo,
dal quale ho tratto il grafico qui sotto per il passaggio delle 21:40 (quando
Samantha e Artemyev saranno probabilmente ancora all’esterno).

Grazie alle ricerche dei commentatori di questo blog, segnalo le probabili
frequenze radio per ricevere direttamente le comunicazioni di Artemyev e
Cristoforetti se avete attrezzature adeguate: 121.125 e 121.74 MHz FM. Trovate maggiori info su Issfanclub.eu.

Qui sotto ho raccolto altri canali streaming che potrebbero mostrare l’EVA: ne
aggiungerò altre se ne compariranno.

Live_ISS_Stream (Ibm.com;
popout).
ISS HD Earth Viewing Experiment (Ibm.com;
popout).
Se la ISS è illuminata dal Sole, questo canale mostra le stesse immagini
dell‘ISS HD Earth Viewing Experiment ma con informazioni di localizzazione; se
la ISS è in ombra o non è a portata delle stazioni riceventi a terra, mostra
immagini preregistrate (YouTube).
NASA Public-Education (fino a 720p,
Ibm.com;
popout).
NASA TV (fino a 720p,
YouTube).
The Launch Pad (YouTube).
Roscosmos, in russo senza traduzione (YouTube).

Fonti:
ESA
(in inglese),
ESA
(in italiano),
NASA.

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donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere
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Risorse Internet dedicate alla Stazione Spaziale Internazionale

Risorse Internet dedicate alla Stazione Spaziale Internazionale

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile
donazione di
“chihiro80” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo
aggiornamento: 2016/09/02 19:45.

Visto che le uso frequentemente e mi vengono richieste altrettanto
frequentemente, riassumo qui le principali risorse online che conosco relative
alla Stazione Spaziale Internazionale. Se ne conoscete qualcuna che manca,
segnalatemela nei commenti. Le immagini sono cliccabili per ingrandirle. Alcuni
link sono ripetuti intenzionalmente in più di una categoria per facilitarne il
reperimento.

Link veloci

La pagina che state leggendo:
http://tinyurl.com/stazionespaziale.

App per Ustream:
Android,
iOS.

HDEV (vedute esterne in HD):
link Flash;
per dispositivi non-Flash,
link non-Flash oppure canale
ISS HD Earth Viewing Experiment dell’app Ustream.

Live ISS (webcam interne / vedute esterne):
link Flash;
per dispositivi non-Flash, canale Live_ISS_Stream dell’app Ustream.

NASA HDTV Public:
link Flash; per dispositivi
non-Flash, canale NASA Public dell’app Ustream.

NASA HDTV Educational:
link Flash;
per dispositivi non-Flash, canale NASA TV Educational dell’app
Ustream.

NASA HDTV Media:
link Flash; per dispositivi non-Flash, canale NASA TV Media dell’app Ustream.

Tutti gli streaming della Stazione e della NASA in una sola finestra:
qui su Complotti Lunari
oppure (per dispositivi mobili)
http://mobile.nasa.gov/content/watch-nasa-tv.

Tracciamento in tempo reale e previsione della posizione della Stazione

ISS Tracker (www.isstracker.com). Tracciamento animato con indicazione in tempo reale di quota, velocità,
latitudine e circolo di osservabilità. I valori sono espressi in chilometri o
miglia e km/h o mph. Disponibile anche una
cronologia completa delle orbite, utile per identificare passaggi della ISS dopo che sono avvenuti (per esempio
per capire se un oggetto luminoso osservato in cielo era la ISS o altro).

Heavens Above (www.heavens-above.com). Oltre alla visualizzazione standard della posizione corrente della ISS su un
mappamondo, offre anche una magnifica
visualizzazione 3D interattiva della Stazione, che mostra anche l’illuminazione della Stazione e l’orientamento dei pannelli
solari in tempo reale su un modello tridimensionale della ISS intorno al quale è
possibile girare interattivamente. Il sito offre anche previsioni per i prossimi
passaggi della ISS. Previsioni e tracciamenti sono disponibili anche per altri
oggetti orbitanti, inclusi i
brillamenti Iridium.

Astroviewer (iss.astroviewer.net). Mostra la posizione corrente della ISS sovrapposta alla mappa fisica locale
di Google e presenta la traccia (ground track) della prossima orbita
della ISS, insieme alle coordinate, alla velocità e alla quota. Permette anche
di avere previsioni dei passaggi locali per dieci giorni.

NASA Spot the Station (spotthestation.nasa.gov/sightings). Immettendo il proprio paese e la propria località, viene fornito un elenco
dei prossimi passaggi visibili della ISS (non sono inclusi i passaggi in pieno
giorno o in piena notte, che non consentono di vedere la ISS). Dando il proprio
indirizzo di mail si riceve un’allerta via mail quando c’è un passaggio visibile
(al mattino o alla sera).

Ny2o per ISS (www.n2yo.com/passes/?s=25544). Il sito deduce la posizione geografica dell’utente dal suo indirizzo IP ed
elenca i prossimi passaggi (visibili e/o non visibili, a scelta) per i dieci
giorni successivi. Cliccando su Map si ottiene una mappa della traccia
visibile della ISS. Il sito offre anche il tracciamento di molti altri oggetti
orbitanti.

Twisst (twisst.nl). Invia un’allerta via
Twitter quando c’è un passaggio visibile della ISS dalla località dell’utente e
visualizza su una mappa i tweet degli altri utenti iscritti al servizio.

NASA SkyWatch (spaceflight.nasa.gov/realdata/sightings/SSapplications/…). Localizzazioni passate e future della Stazione (orari espressi in GMT;
richiede Java).

Foto e video dalla Stazione (in differita)

Pictures from ISS (www.arcgis.com/apps/…). Mappa interattiva delle posizioni geografiche della ISS al momento dello
scatto delle singole fotografie pubblicate da Anton Shkaplerov, Terry Virts e
Samantha Cristoforetti.

Gateway to Astronaut Photography of Earth – Latest ISS Imagery (http://eol.jsc.nasa.gov/SearchPhotos…). Le immagini più recenti dalla Stazione, pubblicate a volte con un certo
ritardo. Si può cercare una foto in base al suo numero di riferimento
qui, oppure usando un link
diretto con la struttura
http://eol.jsc.nasa.gov/SearchPhotos/photo.pl?mission=ISS042%5Bampersand%5Droll=E%5Bampersand%5Dframe=%5Bnumero_foto%5D), mentre
qui
vengono ospitati video in time-lapse.

Samantha Cristoforetti su Flickr (www.flickr.com/photos/astrosamantha).

ESA su Flickr (www.flickr.com/photos/europeanspaceagency).

NASA2Explore su Flickr (www.flickr.com/photos/nasa2explore).

Video dalla Stazione (in tempo reale)

ISS HDEV (HD Earth Viewing Experiment) (www.ustream.tv/channel/iss-hdev-payload; link abbreviato
tinyurl.com/stazionespaziale-hdev). Quattro telecamere HD commerciali, montate a marzo 2014 in un contenitore
pressurizzato all’esterno della ISS sul modulo Columbus e puntate in varie
direzioni, trasmettono le proprie immagini in tempo reale in streaming in alta
definizione (720p) e collaudano la resistenza delle normali telecamere
all’ambiente ostile dello spazio. L’esperimento è stato realizzato e gestito da
studenti. Maggiori dettagli tecnici sono
qui su NASA.gov, qui su Eol.jsc.nasa.gov e
qui su Spaceflight101. Per
avere una finestra del browser contenente soltanto l’immagine trasmessa si può
usare
questo link
(Ustream, richiede Flash). Nella sezione Videos ci sono le registrazioni
di tutte le riprese. Per i dispositivi che non supportano Flash ci sono l’app NASA su iTunes, l’app di Ustream (Android, iOS) e
il sito Sobolev.us citato qui sotto.

HDEV non-Flash e con mini-mappa (sobolev.us/download/nasa). Le stesse immagini di ISS HDEV, ma in un formato compatibile con i
dispositivi che non supportano Flash e con l’aggiunta di una mappa in
sovrimpressione che indica la posizione attuale della ISS. L’audio non è quello
della ISS ma proviene dagli archivi storici della NASA.

HDEV con riferimenti geografici in sovrimpressione (www.satflare.com/isshd/). Visualizzazione sperimentale che sovrappone alle immagini della Terra una
pratica mappa con i contorni degli stati e numerose città del pianeta e mostra
il campo visivo delle telecamere della Stazione. Lo stesso sito offre anche una
visualizzazione 3D, ottenuta sfalsando le immagini HDEV convenzionali.

Webcam di bordo (www.ustream.tv/channel/live-iss-stream; link abbreviato
tinyurl.com/stazionespaziale-webcam). Quando a bordo è “giorno” (la ISS usa come riferimento l’ora UTC), questo
streaming in tempo reale a bassa definizione mostra spesso gli astronauti al
lavoro con il relativo audio in caso di comunicazioni da e verso Terra. Le
immagini provengono dalle telecamere montate all’interno in vari punti della
Stazione. Negli altri orari, lo stesso streaming mostra immagini in movimento
provenienti dalle telecamere montate all’esterno della Stazione. Per avere una
finestra del browser contenente soltanto l’immagine trasmessa si può usare
questo link
(Ustream). Nella sezione Videos ci sono le registrazioni di tutte le
riprese. Il sito richiede Flash. Per i dispositivi che non supportano Flash c’è
l’app di Ustream (Android, iOS),
da usare scegliendo il canale Live_ISS_Stream.

Resoconti e rapporti sulle attività tecniche e scientifiche di bordo

Space Station (blogs.nasa.gov/spacestation). Blog della Stazione, con molte foto e note tecniche sugli esperimenti
scientifici svolti a bordo giorno per giorno (in inglese).

ISS On-Orbit Status Report (blogs.nasa.gov/stationreport). Resoconti giornalieri dettagliati, posticipati di un paio di giorni, delle
attività quotidiane a bordo della ISS (in inglese).

ISS Weekly Status Report in italiano (www.astronautinews.it/tag/iss-weekly-status). Rapporti settimanali sulla situazione della ISS, tradotti in italiano.

ISS Updates (twitter.com/iss_update). Aggiornamenti e notizie sulla ISS (in inglese).

Blog, Twitter e Facebook

ISS Tracker (twitter.com/isstracker).

Astronomia pratica (twitter.com/astropratica). Preavvisi dei passaggi della ISS sull’Italia (in italiano).

Samantha Cristoforetti (twitter.com/astrosamantha;
facebook.com/ESASamanthaCristoforetti).

Terry Virts (twitter.com/astroterry).

Anton Shkaplerov (twitter.com/antonastrey).

App e giochi

Heavens Above per Android (Google Play Store). Localizzatore della Stazione.

Ustream (Android; iOS).
Video in tempo reale.

NASA App per iOS (App Store) Include le riprese in diretta di HDEV.

ISS Live per iOS (App Store).

Space Station Research Explorer (iOS;
Android).

ISS Detector (Android). Localizzatore della Stazione.

Canadarm2 Simulator (www.asc-csa.gc.ca/eng/multimedia/games/canadarm2/default.asp). Simulatore-gioco del braccio robotico della Stazione Spaziale
Internazionale.

Risorse per radioamatori

Come ascoltare la ISS (air-radiorama.blogspot.it/2011/10/ascoltiamo-la-navicella-spaziale-iss.html; in italiano).

ARISS, Amateur Radio on International Space Station (www.amsat.it/arissin.html; in italiano).

Immagini SSTV trasmesse dalla ISS (www.spaceflightsoftware.com/ARISS_SSTV/index.php).

Sfondi e salvaschermo

Salvaschermo per Mac OS X (sobolev.us/iss-hd-earth-viewing-experiment-screen-saver). Le immagini in alta definizione delle telecamere HDEV vengono usate come
salvaschermo.

Risorse specifiche per Samantha Cristoforetti

Friends in Space (app.friendsinspace.org). Tracciamento in tempo reale dei suoi passaggi e la possibilità di salutare
Sam virtualmente. Al sito è associato un account Twitter (twitter.com/Friends_InSpace).

Foto su Flickr (www.flickr.com/photos/astrosamantha).

Foto riportate sulla mappa del mondo (http://www.arcgis.com/apps/OnePane/basicviewer/index.html?appid=31b4fec136714cd6b99781cc7732a033). Include anche le foto di Terry Virts e Anton Shkaplerov.

Avamposto 42 (Avamposto42.esa.int; www.twitter.com/avamposto42;
Facebook.com/Avamposto42)
sito e profili Twitter e Facebook dell’ESA dedicati alla missione di Sam.

Pagina ufficiale di Sam sul sito dell’ESA (Samanthacristoforetti.esa.int).

Twitter. L’account personale di Sam è
www.twitter.com/astrosamantha.

Blog e diario di bordo di Samantha (plus.google.com/+SamanthaCristoforetti). Sam scrive in inglese un diario dettagliato, che viene tradotto in italiano
e pubblicato presso
Astronautinews.it.

Come contattare Samantha Cristoforetti (o altri astronauti ESA) per
interviste o partecipazioni a eventi:

l’apposita pagina di richiesta
oppure una mail ad astrocom@esa.int (relazioni pubbliche EAC, European Astronaut Centre, dell’ESA).

ESA e Roscosmos sospendono collaborazione spaziale per ExoMars; coinvolta anche in parte la Stazione Spaziale Internazionale

ESA e Roscosmos sospendono collaborazione spaziale per ExoMars; coinvolta anche in parte la Stazione Spaziale Internazionale

Ultimo aggiornamento: 2022/07/15 14:10.

Il 12 luglio l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha formalmente terminato la
collaborazione con l’agenzia spaziale russa Roscosmos per la missione marziana
ExoMars, che finora era stata soltanto sospesa. La decisione è stata presa a
causa dell’invasione russa dell’Ucraina e del perdurare della guerra.

Josef Aschbacher, direttore generale di ESA, ha
tweetato
quanto
segue:
“On a different note, today
@ESA Council addressed the ExoMars
Rover and Surface Platform mission, acknowledging that the circumstances
which led to the suspension of the cooperation with Roscosmos – the war in
Ukraine and the resulting sanctions – continue to prevail”
, aggiungendo
“As a consequence, Council mandated me to officially terminate the
currently suspended cooperation with Roscosmos on the ExoMars Rover and
Surface Platform mission. New insights on the way forward with other
partners will come at a media briefing on 20 July, details to come.”

In risposta, il suo omologo russo Dmitri Rogozin ha
annunciato
la sospensione della cooperazione russa per il braccio robotico europeo ERA
attualmente installato all’esterno della sezione russa della Stazione Spaziale
Internazionale. La dichiarazione di Rogozin è disponibile in traduzione
inglese su
Nasaspaceflight.com

 

Una delle attività principali di Samantha Cristoforetti durante la sua
attività extraveicolare insieme al collega russo Oleg Artemyev, prevista per
il 21 luglio, riguarda proprio il braccio robotico europeo, che è
indispensabile per i russi se vogliono effettuare i traslochi di alcuni loro
moduli della Stazione.

Ci sono tuttavia anche varie altre attività pianificate, descritte in
dettaglio in
questa ottima serie di tweet illustrati
di Raffaele Di Palma (che aggiunge anche
altre considerazioni e fonti), per cui non è affatto chiaro se ci saranno o meno variazioni nella EVA, e
Rogozin è ormai tristemente famoso per le sue sparate drammatiche alle quali
seguono solitamente azioni reali meno teatrali e più concrete da parte
dell’agenzia spaziale che dirige. Vi terrò aggiornati se ci saranno novità
pubblicabili. Per ora pubblico queste poche righe per smorzare eventuali
congetture da parte dei media sensazionalisti.

2022/07/14.
Eric Berger su Ars Technica
fa il punto della situazione, riassumendo le principali controversie nelle
quali Rogozin ha avuto parte di recente (non ultima, quella del rarissimo
rimprovero ufficiale della NASA, dell’agenzia spaziale canadese e dell’ESA per
l’uso russo della Stazione a scopi di propaganda politica), notando che l’agenzia di stampa russa Interfax ritiene che Rogozin verrà
rimpiazzato alla guida di Roscosmos dal vice primo ministro Yury
Borisov. 

Intanto Katya Pavlushchenko segnala che Artemyev e Cristoforetti stanno
proseguendo i preparativi per l’attività extraveicolare nonostante le
dichiarazioni di Rogozin.

Pavlushchenko ha
aggiunto
che
“They trained to transfer pressurized Orlan-MKS spacesuits from the Poisk
module to the transition compartment; performed final operations after
checking the CLU ERA camera; connected medical equipment in in the Zvezda
module; and prepared the necessary tools for the EVA”
.

2022/07/15. Sempre Katya Pavlushchenko segnala l’annuncio del Cremino
della rimozione di Rogozin dal ruolo di direttore generale di Roscosmos. Viene
sostituito da Yuri Borisov.

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Alla Fedcon, Samantha Cristoforetti fa Starbuck (Scorpion) di Battlestar Galactica dallo spazio

Alla Fedcon, Samantha Cristoforetti fa Starbuck (Scorpion) di Battlestar Galactica dallo spazio

Ultimo aggiornamento: 2022/07/13 23:40.

Dopo l’imitazione di Sandra Bullock in Gravity, l’astronauta Samantha Cristoforetti, attualmente in orbita intorno alla
Terra a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, regala ai fan di
Battlestar Galactica il cosplay di Kara Thrace, ossia Starbuck
(Scorpion nella versione italiana), e lo fa in un video trasmesso alla Fedcon,
un grande raduno di appassionati di fantascienza che si tiene annualmente in
Germania.

Trascrivo e traduco quello che dice l’astronauta dalla Cupola della Stazione:

Hello Fedcon! Sorry guys I cannot be with you this weekend, but as you can see
it’s a little bit difficult for me to get there at the moment. Some of you
might remember me for wearing a Starfleet officer uniform a few years ago, up
here in space, channeling Captain Janeway and her love of coffee, which I
share. So a big shout out to all the Star Trek cast at Fedcon this weekend.
Now I’m here for my second flight, a mission called Minerva, and I thought it
would be great to remember another great space pilot. You know, I haven’t seen
any Cylons up here — yet — but if some do show up, I know exactly who I’m
going to call: the best Viper pilot in the Colonial Fleet, Kara Thrace or
Starbuck. I even have her dog tag here. So now we finally know what happened
to her when she disappeared at the end of the show. Have a great weekend,
enjoy all the talks of my European Space Agency colleagues and friends and of
everyone else, and hopefully I will see you after my return to Earth. As we
like to say up here, see you on the other side of this space flight. So say we
all. Bye-bye!

Ciao Fedcon! Mi dispiace, gente, di non poter stare con voi questo fine
settimana, ma come vedete è piuttosto difficile per me venire lì in questo
momento. Alcuni di voi mi ricorderanno per aver indossato un’uniforme della
Flotta Stellare alcuni anni fa, qui nello spazio, emulando il Capitano Janeway
e la sua passione per il caffè, che condivido. Per cui un grande saluto a
tutto il cast di Star Trek presente alla Fedcon questa settimana. Ora sono qui
per il mio secondo volo, una missione chiamata Minerva, e ho pensato che
sarebbe stato bello ricordare un’altra grande pilota spaziale. Sapete, non ho
visto nessun Cylon quassù — non ancora — ma se se ne presenta qualcuno, so
esattamente chi chiamare: il migliore pilota di Viper nella Flotta Coloniale,
Kara Thrace o Scorpion. Ho anche le sue piastrine qui. Per cui ora sappiamo
finalmente cosa le è successo quando è scomparsa alla fine della serie. Fate
un buon weekend, godetevi tutte le conferenze dei miei colleghi e amici
dell’Agenzia Spaziale Europea e di tutti gli altri, e spero di vedervi dopo il
mio ritorno sulla Terra. Come amiamo dire quassù, ci vediamo dall’altra parte
di questo volo spaziale. Così diciamo tutti. Ciao!

Samantha era stata ospite della Fedcon alcuni anni fa, nel 2018, insieme a
quasi tutto il cast di Battlestar Galactica (io c’ero, e ho fatto
un po’ di foto), e va notato che l’ESA partecipa regolarmente a questa convention da
vari anni con vari ospiti, conferenze scientifiche e uno stand apposito (i
dettagli sono in
questo comunicato
dell’ESA). Sarebbe molto bello vedere anche l’ASI fare qualcosa del genere per
gli eventi italiani (e in effetti qualcosa lo fa, mi segnalano nei commenti).

L’attrice Katee Sackhoff, che interpretava Starbuck/Scorpion, ha apprezzato l’omaggio:

Samantha Cristoforetti farà un’EVA il 21 luglio, con sorvolo dell’Italia alle 21:40: quello che si sa fin qui

Samantha Cristoforetti farà un’EVA il 21 luglio, con sorvolo dell’Italia alle 21:40: quello che si sa fin qui

Ultimo aggiornamento: 2022/07/11 9:25.

Le prime notizie ufficiose erano state
pubblicate
ad aprile scorso, ma adesso è ufficiale: Samantha Cristoforetti effettuerà
un’attività extraveicolare (EVA, Extra-Vehicular Activity, ossia una
“passeggiata spaziale”, insieme al cosmonauta russo Oleg Artemyev. L’attività
è denominata VKD54 (dalle iniziali di
vnekorabelnaya deyatelnost, “attività extraveicolare”) ed è prevista
per il 21 luglio prossimo. Verrà effettuata indossando tute spaziali russe
Orlan e si svolgerà
all’esterno della sezione russa della Stazione Spaziale Internazionale.

Samantha Cristoforetti con una tuta per EVA russa. Fonte:
Michal Vaclavik.

I compiti previsti per Artemyev e Cristoforetti includono del lavoro al
braccio robotico europeo ERA (la struttura articolata visibile nella foto qui
sopra) e il lancio di dieci nanosatelliti (due Tsiolkovsky-Ryazan e otto
YUZGU-55).

L’escursione potrebbe durare fino a sette ore e verrà trasmessa integralmente
da NASA TV in streaming a partire dalle 9.30 (Eastern time) del 21
luglio, mezz’ora prima dell’inizio formale dell’EVA, previsto per le 10 ET (in
Europa centrale saranno le 16).

Oleg Artemyev e Samantha Cristoforetti a bordo della Stazione.

La
programmazione di NASA TV
dice attualmente quanto segue:
“July 21, Thursday – 9:30 a.m. – Coverage of the International Space
Station Russian/European Space Agency spacewalk; spacewalk scheduled to
begin at 10 a.m. EDT; Artemyev and Cristoforetti (may last up to 7 hour)
(All Channels)”
.

Vi terrò aggiornati su eventuali dirette ESA / ASI e su come seguire l’EVA via
Internet. Sarebbe molto bello se l’EVA coincidesse con un sorvolo dell’Italia;
se fosse notturno, si potrebbe tentare l’osservazione da terra, come già
avvenuto per altre EVA; se fosse diurno, dallo spazio potrebbero arrivare
immagini davvero speciali. 

2022/07/04 16:30. L’amico Biagio Cimini mi segnala che secondo il sito
HeavensAbove la Stazione sorvolerà l’Italia il 21 luglio alle 21.40. Se l’EVA
dura le ore previste, Samantha dovrebbe “volare” nel vuoto sopra l’Italia ed
essere visibile da terra con un buon telescopio. 

2022/07/11 9:25. Raffaele di Palma ha preparato un dettagliatissimo articolo in italiano che spiega tutte le fasi dell’EVA.

Fonti aggiuntive:
Katya’s Space News;
Josef Aschbacher
(direttore generale ESA).

Samantha Cristoforetti fa il cosplay di Sandra Bullock in “Gravity”. Nello spazio

Samantha Cristoforetti fa il cosplay di Sandra Bullock in “Gravity”. Nello spazio

Pubblicazione iniziale: 2022/06/19 20:32. Ultimo aggiornamento: 2022/06/20
9:05

Poco fa Samantha Cristoforetti ha postato questa foto su Twitter dalla
Stazione Spaziale Internazionale.

Includo la
versione ad alta risoluzione
che consente di apprezzare i dettagli e l’accuratezza della ricreazione della
scena di
Gravity da parte di Samantha:

Colgo l’occasione e lo
spunto
offerto dagli amici di Astronautinews.it per ricordare la recensione tecnica
di Gravity (prima parte;
seconda parte;
terza parte) pubblicata nel 2013 da Sam, che spiega bene quanto (poco) ci sia di
realistico negli eventi descritti dal film.

Agevolo inoltre il confronto pubblicando qui il fotogramma corrispondente a
quello mostrato nella foto (è a 40:19 dall’inizio del film, se volete rivedere
la scena intera):

Ho postato un confronto diretto del fotogramma originale e della ricreazione,
con un pizzico di correzione colore per avvicinare le tinte della foto a
quelle di Gravity, e da lassù qualcuno ha apprezzato 🙂 (scusate il
refuso su directly):

Sarò all’antica, ma poter comunicare in tempo reale con una persona che sta
nello spazio continua a sembrarmi fantascienza. 

Fra l’altro, c’è una storia personale dietro questa foto: il collega
astronauta Scott Kelly, con il quale Samantha Cristoforetti aveva condiviso la
Stazione nel 2015, ha scritto che uno dei suoi più grandi rimpianti dell’anno
che aveva trascorso nello spazio era stato guardare Gravity insieme a
Samantha e non essere stato abbastanza veloce con la fotocamera da fotografare
Samantha che passava accanto allo schermo dopo aver fatto ginnastica. Ora
Sam ha rimediato.

Antibufala: no, la Russia non ha già deciso di lasciare la Stazione Spaziale Internazionale

Antibufala: no, la Russia non ha già deciso di lasciare la Stazione Spaziale Internazionale

Pubblicazione iniziale: 2022/04/30 22:43. Ultimo aggiornamento: 2022/05/01 13:10.

Ci risiamo. Ancora una volta, la stampa ha riportato delle dichiarazioni
politiche di Dmitri Rogozin, direttore generale dell’agenzia spaziale
russa, presentandole come dichiarazioni tecniche e fattuali. Sarebbe
anche ora di capire che oggi più che mai qualunque affermazione provenga da
fonti russe vada presa con ampio beneficio d’inventario; ma se lo si facesse,
addio titoli sensazionali.

“Ucraina, la Russia lascerà la Iss in seguito alle sanzioni” ha
titolato
ANSA, come se si trattasse di una certezza, e citando parole attribuite a
Rogozin:
“La decisione è già stata presa […] informeremo i nostri partner della
fine del nostro lavoro sull’Iss con un anno di anticipo”
.

La stessa notizia è riportata anche dal Fatto Quotidiano. Anche
Open
e la testata svizzera
La Regione hanno presentato la situazione con toni definitivi, ripetendo il virgolettato
secondo il quale “la decisione è già stata presa” [Open ha poi rettificato pubblicamente].

Ma c‘è un problema. ANSA e La Regione citano entrambe esplicitamente come fonte
Bloomberg (questo articolo
del 30 aprile 2022, quasi sicuramente, a giudicare dai contenuti), che
a sua volta cita come fonte TASS e Ria Novosti (senza fornire link; ho
chiesto a Bloomberg
di fornirlo) e precisa che le dichiarazioni sarebbero state fatte da Rogozin
durante un’intervista alla TV di stato russa (“in an interview with state TV on Saturday”).

Si tratta insomma di informazioni almeno di terza mano, attribuite a una
persona che ha già fatto sparate sensazionaliste di stampo propagandistico nel
recente passato.

La fonte originale, invece, sembra essere
questa (la TASS inglese) del 29
aprile scorso, anche
stando
ad
alcuni addetti ai lavori. Se è la fonte corretta, quella alla quale attinge Bloomberg, dice una cosa ben
diversa: dice infatti che se la Russia dovesse ritirarsi dalla Stazione
Spaziale Internazionale, darebbe un anno di preavviso (le
evidenziazioni qui sotto sono opera mia): 

“We should not hustle now declaring our stance and will carry on with our
work within the timeframe set by the government, which is until 2024,”
Rogozin said. “A decision regarding the ISS future will depend to a great
extent on the developing situation both in Russia and around it.”

He also said that if Russia decided to withdraw from the ISS project,
it would notify its foreign partners about this decision a year in
advance.

Rogozin reiterated that a package of proposals on Russia’s cooperation with
foreign partners on the ISS project after the year of 2024 was sent to
Russian President Vladimir Putin and the country’s government.

Un’altra notizia TASS, in russo e datata 29 aprile 2022, descrive un’intervista a Rogozin nella quale il direttore generale ribadisce gli stessi concetti: la Russia non ha ancora deciso cosa fare dopo il 2024 e “al momento esiste una decisione del governo russo di estendere la cooperazione con i partner fino al 2024” (tradotto tramite Google Translate, quindi segnalatemi eventuali errori). Nessun segno di “decisione già presa” di lasciare la Stazione. 

Non ho trovato altre notizie TASS che riportino dichiarazioni più recenti di
Rogozin.

Astrospace.it ha dettagli sui trattati, i progetti e gli accordi già ribaditi dai russi per i prossimi anni.

 

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Quando alla NASA girano i volani: come variare l'assetto di 420 tonnellate in orbita

Quando alla NASA girano i volani: come variare l’assetto di 420 tonnellate in orbita

Ospito con molto piacere un nuovo articolo scritto per questo blog dall’amico
Paolo G. Calisse, astronomo che ha lavorato per vari progetti come ALMA,
Simons Observatory, CTAO e primo italiano a trascorrere un anno intero al Polo
Sud, sempre lavorando come astronomo al locale osservatorio. In questo
articolo spiega bene un aspetto poco conosciuto delle attività spaziali e in
particolare della Stazione Spaziale Internazionale: come si mantiene o si
cambia l’assetto di un veicolo spaziale orbitante? – Paolo

Giroscopi e ruote di reazione

Alcune recenti dichiarazioni riguardanti la Stazione Spaziale Internazionale
(ISS) fatte da Dmitry Rogozin, capo dell’Agenzia Spaziale Russa Roscomos,
hanno suscitato un certo sconcerto tra gli appassionati del settore e nel
grande pubblico. Una delle minacce derivanti da queste dichiarazioni sarebbe
infatti quella di far rientrare la Stazione in maniera incontrollata, con la
possibile caduta di frammenti su zone abitate, in caso di esclusione della
Russia dagli accordi di collaborazione con NASA ed ESA a causa della guerra in
Ucraina.

Rogozin ha infatti affermato che in caso di perdita dell’appoggio russo alla
Stazione Spaziale Internazionale si renderà impossibile compensare la
progressiva perdita di quota dovuta all’attrito aerodinamico (che esiste anche
a 400 km dalla superficie terrestre, dove orbita la Stazione) senza l’ausilio
delle navicelle russe. Questa operazione viene detta reboost.

Già deorbitare la ISS alla fine della sua vita operativa sarà comunque
un’operazione estremamente delicata, che richiederà un’accurata
pianificazione
per scongiurare rischi per la popolazione a terra e tre veicoli spaziali per
un rientro prevedibile e sicuro. Ma nel discutere la questione l’attenzione si
è appuntata sui reboost (si vedano per esempio gli
articoli già pubblicati su questo blog). Come spiegato da Paolo Attivissimo, questo problema sarebbe eventualmente
risolvibile usando i retrorazzi di capsule USA. C’è da dire, però, che questa
operazione, se compiuta dalle navicelle USA disponibili oggi (Dragon,
Cygnus) o anche in un futuro vicino (Dream Chaser), sarebbe per ragioni di progettazione meno efficiente rispetto a quanto
possibile tramite le navicelle russe Soyuz e Progress.
Per dirla con Joel Montalbano, ISS Program Manager:

Le navicelle Cygnus sono progettate per fare il reboost, ma hanno bisogno dei
propulsori russi per il controllo dell’assetto durante questa operazione.
Così, mentre la navicella Cygnus si occuperà del reboost, i propulsori
russi della Progress saranno attivi per aiutare il controllo dell’assetto. I
propulsori della navicella Cygnus non sono abbastanza potenti da controllare
l’assetto durante il reboost.

Le parole di Montalbano (Joel, non il noto commissario) sollevano un altro
problema che andrebbe affrontato in caso di un eventuale ritiro del contributo
russo dal progetto ISS: quello del mantenimento dell’assetto della ISS.

Alcuni lettori di questo blog, commentando gli articoli di Paolo, hanno
chiesto come si cambia, o si mantiene, l’orientamento della ISS. La risposta è
complessa. Infatti, a causa della massa e delle superfici molto estese in
gioco ci sono diversi effetti tendenti a creare una coppia che fa ruotare la
stazione spaziale nel corso di ogni orbita. I principali sono:

  1. Le forze mareali generate dall’attrazione della Terra sulla ISS e
    dovute al fatto che alcune componenti sono più vicine al nostro pianeta e
    altre più lontane, seppure di poco e
  2. L’attrito aerodinamico generato dal fatto che mentre la ISS ruota in
    genere in sincronia con la Terra, mantenendo sempre la stessa faccia rivolta
    verso la Terra (ovvero compiendo una rotazione lungo un asse per orbita), i
    pannelli solari inseguono il Sole, causando variazioni continue nel
    coefficiente di attrito aerodinamico.

Questi due effetti, insieme ad altri più sottili come la pressione generata
dal vento solare e le
disuniformità del campo gravitazionale della Terra nel corso
dell’orbita, causano una coppia che tende a far perdere alla Stazione
l’assetto richiesto, visto che il suo baricentro è in posizione diversa dal
centro della risultante di queste forze. Questa continua tendenza a ruotare
varia lentamente e costantemente, influenzando tra l’altro gli esperimenti in
microgravità a bordo, che hanno bisogno di condizioni e di un assetto
estremamente stabili.

Volare nel vuoto

Vediamo come questo effetto viene contrastato dal controllo a terra. È facile
immaginare che ruotare un oggetto in orbita usando i retrorazzi richieda un
notevole dispendio di propellente e, in aggiunta, produce gas di scarico che
possono danneggiare le componenti esterne della stazione. Tuttavia il
controllo d’assetto di un veicolo spaziale può essere operato in genere
mediante dispositivi che usano energia elettrica, senza richiedere l’uso di
“consumabili” a bordo. L’energia elettrica può essere infatti prodotta con
pannelli solari o in alcuni casi con i TEG, o
Thermo Electric Generator, che usano materiali radioattivi come
sorgente di energia.

Per generare le forze necessarie alla rotazione nel vuoto (senza un punto di
appoggio) si usano due tipi diversi di dispositivi: le
ruote di reazione (dall’inglese reaction wheels) e i
giroscopi. Entrambi fanno uso di masse in rotazione, ma si basano su
princìpi abbastanza diversi. I giroscopi vengono spesso ritenuti uno strumento
più utile a misurare l’assetto di un oggetto, come avviene da tempo in
aviazione, ma come vedremo possono e vengono usati da tempo anche per
modificarlo nello spazio vuoto, dove l’attrito è quasi nullo e non si può fare
uso di superfici di controllo aerodinamiche.

Consideriamo quindi il caso specifico della ISS, che con la sua massa di circa
420 tonnellate (come 10 vagoni ferroviari) ed il suo enorme momento di inerzia
dovuto alla sua grande estensione (quasi pari a quella di un campo di calcio)
è di gran lunga l’oggetto più massiccio e complicato da “spostare” mai messo
in orbita dall’essere umano. 

Fig. 1 – La Stazione Spaziale Internazionale a novembre 2021, vista dalla Crew Dragon Endeavour. Foto NASA JSC2021E064215.

Il metodo usato per il mantenimento dell’assetto dai controllori a terra è
detto TEA, o Torque Equilibrium Attitude, che potrebbe essere
tradotto con assetto in equilibrio di coppia. Questo metodo funziona
brillantemente, gestendo l’attrito aerodinamico in modo da compensare la
rotazione dovuta alla variazione di gravità e consentendo di mediare più o
meno tutte le forze in gioco nel corso di un’orbita.

Tuttavia, per esempio
durante le EVA (Extra Vehicular Activity, ovvero le attività
extraveicolari richieste per la manutenzione o per l’installazione di
dispositivi all’esterno della ISS) o il docking/undocking
(attracco/sgancio) di una navicella, la stazione spaziale deve cambiare il proprio
orientamento, per esempio per consentire alle navicelle in arrivo l’attracco
lungo la direzione di volo e non provenendo dal basso. In questi casi può
accadere che l’assetto debba essere tale da presentare una superficie molto
grande nella direzione di avanzamento. Per consentire tali rotazioni bisogna
quindi applicare un momento alla ISS e poi mantenere l’orientamento voluto in
presenza di forze e momenti più elevati. Altre situazioni che possono
determinare una coppia aggiuntiva sono per esempio l’emissione di gas
(venting), necessaria per esempio per preparare al docking le
linee di alimentazione.

Esaminiamo il funzionamento del primo di questi dispositivi usati per la
rotazione di oggetti nello spazio, le ruote di reazione. Si tratta di
nient’altro che volani, dispositivi che immagazzinano energia rotazionale
conservando il momento angolare e che possono scambiare momento per fornire
stabilità al veicolo spaziale.

Il principio di funzionamento di questi oggetti è abbastanza facile da
comprendere: se si varia la velocità di rotazione del volano, la velocità di
rotazione di un veicolo spaziale dovrà per forza di cose variare in modo da
conservare il momento angolare complessivo. Ma c’è un problema: accelerare o
decelerare una massa pesante richiede l’erogazione di notevoli quantità di
energia. Ma soprattutto, la velocità di rotazione si accumulerà, arrivando a
toccare prima o poi i limiti strutturali del dispositivo. Si dirà a questo
punto che la ruota di reazione è saturata.

Una volta raggiunta la
saturazione, si dovranno usare necessariamente i retrorazzi dell’RCS (o
Reaction Control System) per riportare a zero la velocità, con
conseguente consumo di propellente. Il problema delle ruote di reazione è
anche che queste accelerazioni e decelerazioni richiedono quantità di energia superiori di
ordini di grandezza rispetto a quelle richieste dai giroscopi, che
come vedremo si basano su un principio diverso che le rende poco pratiche
per masse come quelle della ISS.

Fig. 2 – Sistema di puntamento del Telescopio Spaziale Hubble. Ci sono sei
giroscopi (che, come una bussola, puntano sempre nella stessa direzione) e
quattro ruote di reazione. Si sono verificati diversi guasti a questi
dispositivi. È probabile che costituiscano il limite di funzionamento di
questo satellite (Credit: NASA, ESA, A. Feild e K. Cordes (STSci), e Lockheed Martin).

Un sistema alternativo impiegato per lo stesso fine è il giroscopio. Tali
dispositivi dispongono di una grossa massa rotante montata su di un telaio
(gimbal, in inglese) in grado di farne ruotare l’asse di rotazione
applicando una forza. 

La differenza fondamentale rispetto alle ruote di
reazione è che
il volano, nel caso del giroscopio, ruota a velocità costante, risparmiando la quantità di energia elettrica necessaria per accelerarlo e
decelerarlo. Il risultato è un sistema di controllo dell’assetto non solo più
efficiente ma anche più preciso nel puntamento. Tecnicamente questi
dispositivi vengono indicati come CMG, o
Control Moment Gyroscopes, per indicare sia il giroscopio vero e
proprio che la piattaforma che lo contiene (vedi Fig. 3 e 4).

Fig. 3 – Un’immagine del CMG della ISS aperto durante il
commissioning a terra. I quattro volani sono contenuti all’interno
delle strutture dipinte di nero.
Fig. 4 – Un giroscopio guasto della ISS viene sostituito dagli astronauti
Soichi Noguchi e Stephen Robinson durante la missione STS-114 del 2005.
L’immagine dà un’idea delle grandi dimensioni dei volani presenti a bordo
della ISS.

Come noto, un oggetto in rapida rotazione tenderà a mantenere il proprio
asse di rotazione in direzione costante, come avviene per una trottola. Per
modificare l’assetto della ISS si applica una forza al gimbal che
supporta il volano. Questa forza produce un momento perpendicolare sia alla
forza applicata che all’asse di rotazione della massa inerziale. Ciò fa sì
che la ISS debba ruotare per conservare, ancora una volta, il momento
angolare complessivo del sistema. Si può comprenderne il principio cercando
di cambiare l’asse di rotazione di una ruota di bicicletta in rotazione, tenuta con le
mani tra le proprie braccia tese: si noterà che la ruota tenderà a
ruotare non come ci si aspetterebbe, ma in direzione perpendicolare sia alla
forza applicata che all’asse di rotazione.

Il sistema CMG della ISS è montato nel modulo Z1 Truss, il primo
elemento ad essere messo in orbita (nell’ottobre del 2000 con la missione
STS-91), che si trova approssimativamente al centro dell’intera struttura e
contiene quattro volani del peso di 98 kg l’uno, che ruotano a 6600 rpm
nominali.

Fig. 5 – Esploso della Stazione Spaziale Internazionale. L’Integrated Truss
Structure Z1
, dove è installato il CMG, è indicato dal cerchio rosso (Credit: NASA).

Quando sono in posizione neutrale (coppia nulla e posizione iniziale), gli assi di
rotazione di questi quattro grossi volani puntano verso il centro del quadrato.
Ogni volano gira in direzione contraria a quello opposto, generando in
totale una coppia nulla. Se invece si vuole far ruotare la ISS o cambiare il
suo assetto, si applica una forza al doppio gimbal sui quali sono montati i
volani in modo che la ISS ruoti nella direzione voluta. 

Due giroscopi
sarebbero sufficienti per ruotare la ISS in tutte le direzioni. Tuttavia
averne quattro permette di avere una buona ridondanza ed efficienza nel
sistema.

Fig. 6 – Funzionamento del CMG della ISS. A sinistra: i quattro volani in
posizione neutrale. Al centro: parzialmente allineati. A destra: totalmente
allineati per fornire la coppia massima disponibile.

Tutto bene, sembrerebbe, ma il problema è che prima o poi l’asse di rotazione
del CMG si allineerà con la forza applicata. A quel punto il sistema non
sarà più in grado di creare alcuna coppia e bisognerà riportare i giroscopi
nella posizione iniziale e si dirà che il CMG è saturato. A questo
punto, come già visto con le ruote di reazione, l’unica soluzione è utilizzare gli RCS, con conseguente consumo di propellente e produzione
di gas di scarico.

La desaturazione del CMG avviene più di frequente dei reboost,
soprattutto dopo operazioni come il docking (attracco) e l’undocking
(sgancio) di una navicella, o una EVA (Extra Vehicular Activity) che, come già detto,
richiedono una variazione nell’assetto della ISS, sia all’inizio che alla
fine. In più, i retrorazzi dovranno puntare nella direzione giusta
(altrimenti la ISS, invece di ruotare, cambierebbe parametri orbitali) e in
maniera estremamente precisa per non creare rotazioni non volute.

Inoltre l’intero CMG deve essere estremamente affidabile per non incorrere
mai in una saturazione completa con la ISS ancora in rotazione e per
misurare con precisione la velocità angolare. Un satellite giapponese,
Hitomi, realizzato con la partecipazione di NASA ed ESA,
andò distrutto
poco più di un mese dopo il lancio, nel 2016, a causa di una serie di
malfunzionamenti ed errori progettuali presenti nel CMG di bordo che lo
portarono a ruotare su se stesso a velocità tali da farlo disintegrare
rapidamente. È chiaro che un rischio del genere è impensabile nel caso di un
satellite con astronauti e/o cosmonauti a bordo come la ISS. Va anche
considerato che se dovessero presentarsi dei problemi al CMG mentre la ISS è
in rotazione su se stessa e fosse necessaria la desaturazione, sarebbe di
fatto impossibile per una navicella di emergenza agganciarsi o sganciarsi
dalla stazione, rendendo impossibile l’uso di retrorazzi.

Il sistema deve anche agire in “loop chiuso”, in quanto i razzi devono
modulare la coppia con precisione per non consumare inutilmente propellente
e per puntare in ogni istante nella direzione giusta. Le navicelle russe
sono connesse al sistema direttamente. Le Dragon e le altre capsule USA, non
essendo progettate per questo scopo, non sono al momento – a quanto ho
capito, ma potrei essere smentito – in grado di garantire questo loop
chiuso, il che richiederebbe una modifica progettuale importante.

Comunque sia, anche a causa della posizione dei retrorazzi su queste
navicelle, l’operazione potrebbe non risultare molto efficiente. Ovviamente
si potrebbe aggiornare una delle navicelle USA disponibili per svolgere
questo compito al meglio. Ma la posizione dei retrorazzi sarebbe difficile
se non impossibile da cambiare in un veicolo già in fase avanzata di
progetto. Nella prospettiva realistica che la ISS venga decommissionata
entro qualche anno e considerato il tempo tipico necessario per sviluppare,
testare e validare anche minimi cambiamenti in questo settore, è improbabile
che una soluzione arrivi in tempo utile.

Naturalmente questo scenario è ipotetico e resta altamente improbabile.
Dichiarazioni a parte, le operazioni della Stazione Spaziale Internazionale
continuano come al solito. Nonostante le minacce di Rogozin,
astronauti e cosmonauti rientrano tranquillamente in Kazakistan. Insieme. Anche perché se proprio si volesse arrivare a dispetti reciproci
e a voler danneggiare deliberatamente città ed infrastrutture di Paesi terzi
al conflitto lo si potrebbe fare a terra molto più semplicemente. Senza
dimenticare che, come notato da molte fonti, la Federazione Russa
danneggerebbe prima di tutto se stessa e la sua unica possibilità di accesso
allo spazio per molti e molti anni.

Paolo G. Calisse, astronomo ed appassionato di astronautica