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Aggiornamenti per Firefox, Mac OS, iOS, Adobe

Aggiornamenti per Firefox, Mac OS, iOS, Adobe

Firefox è stato aggiornato alla versione 37.0.1 per risolvere una falla di sicurezza sull’autenticazione dei siti: se ne avete una versione precedente, scaricate quella aggiornata. Il procedimento è solitamente automatico andando alla voce di menu Informazioni su Firefox, ma potete sempre andare manualmente al sito getfirefox.com.

C’è un aggiornamento importante per i possessori di iCosi (iPhone, iPad, iPod touch): iOS passa alla versione 8.3, che oltre a includere delle iconcine emoji aggiornate (funzione di cui tutti sentivamo il bisogno pressante) elimina alcuni problemi di sicurezza e di gestione dello scaricamento delle app. Per aggiornarsi basta andare in Impostazioni – Generali – Aggiornamento software mentre si è connessi a Internet.

Apple ha aggiornato anche MacOS, che arriva così alla versione 10.10.3 risolvendo vari difetti (alcuni non banali), aggiungendo l’app Foto per la gestione delle fotografie e introducendo fra le altre cose una maniera più semplice di fare la verifica in due passaggi (app Impostazioni, voce Account), importantissima per ridurre i furti di password degli account Google. L’aggiornamento si lancia, come consueto, cliccando sulla mela in alto a sinistra e poi su Informazioni su questo Mac – Aggiornamenti.


Come se non bastasse, Adobe ha aggiornato anche Reader, la propria popolarissima app di lettura di documenti in formato PDF: adesso si chiama Acrobat Reader DC

Fonti aggiuntive: Naked Security, Macitynet.it, Adobe.

Come scambiare messaggi davvero privati fra Android e iOS

Come scambiare messaggi davvero privati fra Android e iOS

I messaggi “privati” proposti da molti social network in realtà non sono affatto privati: il gestore del social network li può leggere, e vengono trasmessi via Internet senza particolari protezioni. Se volete comunicare in modo davvero privato attraverso un dispositivo digitale servono soluzioni differenti, basate sulla crittografia.

Per gli smartphone Android c’è per esempio l’app gratuita TextSecure, che consente di scambiare facilmente messaggi cifrati, soltanto con altri utenti Android della stessa app. Il sistema di cifratura usato da TextSecure è lo stesso usato da WhatsApp a partire da novembre 2014 per la versione Android, e ha il pregio importante di essere open source: il suo funzionamento e il suo codice sono liberamente ispezionabili per verificare che non contengano falle o funzioni spia. La Electronic Frontier Foundation ha compilato una tabella comparativa della sicurezza delle app di messaggistica.

TextSecure, però, non c’è per i dispositivi iOS, per cui non è possibile usarlo per fare comunicazioni cifrate fra utenti iOS e Android. Ma adesso è arrivata la versione 2.0 di Signal, un’app gratuita per iOS che offre gli stessi servizi e la stessa trasparenza di TextSecure per gli utenti di iPhone e ha il vantaggio di essere compatibile con TextSecure. Non c’è da sorprendersi: entrambi sono prodotti dalla stessa azienda, la Open Whisper Systems.

In pratica, quindi, ora è possibile comunicare in modo realmente riservato, scambiando immagini, testi e anche telefonate, fra smartphone Apple e Android: sul primo si usa Signal 2.0, sul secondo si usa TextSecure in abbinamento con RedPhone per le comunicazioni a voce.

Naturalmente la riservatezza delle comunicazioni non viene garantita soltanto dall’uso di un’app. Servono anche comportamenti sicuri: va ricordato che se qualcuno mette le mani sul vostro smartphone o quello del vostro interlocutore, o se il vostro interlocutore mostra i messaggi a qualcun altro, la sicurezza è comunque compromessa. Custodite con attenzione il vostro smartphone, insomma.

Perché le tastiere alternative per smartphone generano messaggi d’allarme?

Perché le tastiere alternative per smartphone generano messaggi d’allarme?

Credit: IphoneItalia

Rispondo brevemente alla domanda di un ascoltatore del Disinformatico che chiede come mai sull’iPhone le tastiere alternative a quella standard, come Fleksy o Sywpe o SwiftKey, fanno comparire un messaggio d’allarme secondo il quale l’uso di queste tastiere “permette allo sviluppatore… di trasmettere qualsiasi dato venga digitato, incluso ciò che è stato precedentemente immesso usando questa tastiera. Tali dati possono includere informazioni riservate come il numero della tua carta di credito o il tuo indirizzo.”


Sembra un monito di quelli tipicamente associati alle app ostili o spione, ma in questo caso è corretto anche se si tratta di app di ottima reputazione che non hanno intenti spionistici: qualunque tastiera alternativa, infatti, è ovviamente nella posizione ideale per intercettare tutto quello che viene digitato. Uno sviluppatore senza scrupoli potrebbe quindi usare una tastiera alternativa come perfetto keylogger per registrare e farsi mandare tutto quello che viene digitato.

Questo concetto è stato dimostrato a marzo del 2013 dal ricercatore Georgie Casey, che ha pubblicato una versione modificata di SwiftKey per Android in grado di intercettare e trasmettergli tutto quello che viene digitato sullo smartphone sul quale è installata.

L’avviso, insomma, è una precauzione standard: in realtà è molto improbabile che uno sviluppatore di buona reputazione approfitti di questa opportunità per spiare i propri clienti. Il rischio c’è, semmai, per gli utenti che insistono a craccare il proprio smartphone o a toglierne le protezioni e installare app di dubbia provenienza e scarsa reputazione, invece di restare negli app store ufficiali e limitarsi alle app popolari.

iOS 8, qualche impostazione di privacy da valutare

iOS 8, qualche impostazione di privacy da valutare

Se decidete di passare ad iOS 8, ci sono alcune novità sul fronte della privacy che è meglio affrontare: per esempio, la geolocalizzazione ora può essere impostata in modo da dare accesso alla propria posizione alle singole app sempre (anche quando l’app è in background), mai oppure solo quando l’app è in uso (prima era soltanto sempre o mai). Se non volete farvi tracciare da Facebook, Instagram, Google, Twitter e altre app, andate in Impostazioni – Privacy e controllate che la localizzazione per le singole app sia impostata a Mai. Potete anche disattivare tutta la localizzazione selezionando appunto Localizzazione, ma può essere una scelta troppo drastica se usate le mappe o la funzione Trova il mio iPhone/iPad.

Già che siete qui, se non volete condividere con altri la vostra posizione, andate in Localizzazione e disattivate Condividi la mia posizione. Andate anche in Localizzazione – Servizi di sistema e disattivate i servizi che non desiderate (tipicamente iAd da posizione e Condividi la mia posizione), attivate l’icona di avviso di uso della localizzazione (Icona barra di stato) e disattivate Posizioni frequenti.

Sempre in Impostazioni – Privacy, scegliete Contatti e disattivate le app alle quali non volete affidare l’elenco dei vostri contatti.

In Impostazioni – iCloud, scegliete Trova il mio iPhone/iPad  e attivatelo (se non lo è già), in modo da poter tentare di localizzare il dispositivo in caso di furto o smarrimento. In particolare, attivate l’opzione Invia ultima posizione, che manda automaticamente ad Apple la posizione del dispositivo quando la batteria è quasi completamente scarica.

Fate scadere i messaggi di iMessage, che ora contengono anche voce e video: per evitare che si accumulino sul dispositivo e ne riempiano la memoria, andate in Impostazioni – Messaggi e scegliete Conserva i messaggi, portando la durata di conservazione dei messaggi da Sempre a 30 giorni. I messaggi audio e video dovrebbero già scadere dopo due minuti, ma controllate anche quest’impostazione, che è sempre sotto Messaggi.

In Impostazioni – Safari, controllate che sia attivato Non rilevare, in modo da ridurre il tracciamento da parte delle agenzie pubblicitarie quando sfogliate il Web, e valutate se bloccare i cookie.

Per finire, evitate che vi compaiano sullo schermo messaggi privati o potenzialmente imbarazzanti quando lo schermo è bloccato: andate in Impostazioni – Notifiche e scegliete, per tutte le app elencate, di disattivare Vedi in Blocco schermo, di attivare Nessuno e di disattivare Mostra anteprime.

Arriva iOS 8, che fare?

Arriva iOS 8, che fare?

Due giorni fa Apple ha reso disponibile la versione 8 del sistema operativo iOS usato dai suoi telefonini, tablet e lettori musicali. Ecco una miniguida su cosa fare per evitare problemi nell’installare questo aggiornamento, che è gratuito, offre varie migliorie ed è importante anche sul versante della sicurezza.

Prima di tutto controllate che il vostro iDispositivo sia compatibile: iOS 8 funziona sui modelli di iPhone a partire dal 4S incluso, sugli iPad dalla versione 2, su tutti gli iPad Mini e sugli iPod Touch di quinta generazione. Tuttavia può essere un po’ lento e pesante sui modelli meno recenti fra quelli che ho elencato.

Dovreste ricevere automaticamente un avviso che l’aggiornamento è disponibile, ma se volete potete andare a Impostazioni – Generali – Aggiornamento software. Se il vostro dispositivo è compatibile con iOS 8, vedrete l’opzione per scaricarlo. In alternativa potete provare l’aggiornamento usando iTunes su un computer.

In ogni caso, fate una copia di sicurezza dei dati che avete sul vostro dispositivo (e nel cloud di Apple, se ne avete), collegatevi a una rete Wi-Fi fidata (non usate la connessione dati cellulare) e inoltre liberate parecchio spazio: l’aggiornamento è massiccio (quasi un gigabyte) e ha bisogno di almeno 5 gigabyte liberi per espandersi e installarsi. Tenete presente, inoltre, che se avete fatto il jailbreak, dopo l’installazione il jailbreak verrà eliminato (almeno fino a quando non ne viene scoperto uno nuovo).

Infine, se usate iCloud Drive per condividere file con un Mac o con altri iDispositivi che non sono aggiornabili a iOS 8, disattivate per ora quest’opzione all’inizio dell’installazione, altrimenti la condivisione non funzionerà sui Mac (almeno fino all’uscita della prossima versione di Mac OS, denominata Yosemite) e funzionerà soltanto sugli iDispositivi che usano iOS 8.

Fra l’altro, se avete trovato nella vostra collezione di musica il nuovo album degli U2 Songs of Innocence regalato da Apple a tutti gli utenti dei suoi dispositivi e del suo software iTunes e non desiderate averlo, visitate itunes.com/sol-remove da un computer per accedere a uno strumento di rimozione semplificata. Tenete presente che dopo il 13 di ottobre, se non scaricate nuovamente l’album, dovrete pagarlo.

iPhone, quali app consumano più dati?

iPhone, quali app consumano più dati?

Nella scorsa puntata del Disinformatico radiofonico, un ascoltatore, Paolo, ha chiesto in diretta se esiste un modo per monitorare con precisione il traffico di dati delle singole app su un iPhone. Gli avevo promesso una risposta dettagliata nella prossima puntata: eccomi qua.

Se l’iPhone (o iPad con modulo per reti cellulari) usa iOS 7 c’è una soluzione semplicissima: tutto il necessario è già installato. Infatti basta andare in Impostazioni, scegliere Cellulare e poi scorrere verso il basso fino a trovare la voce Utilizza dati cellulare per. Qui è possibile vedere l’utilizzo dei dati da parte di ogni singola app e da parte dei servizi di sistema.

In questa sezione dei menu di iOS7 è inoltre possibile azzerare il contatore dei dati (utile per vedere i consumi mensili) e bloccare la trasmissione dati per la singola app usando il selettore mostrato accanto all’app stessa. Il blocco non è possibile per i servizi di sistema: tuttavia è possible disattivare completamente la trasmissione dati su rete cellulare (usando il selettore Dati cellulare) oppure attivarla soltanto se si è sulla propria rete cellulare, evitando così le costose tariffe di roaming dati (basta usare il selettore Roaming dati).

Per chi fosse rimasto a versioni precedenti di iOS la cosa si complica un po’: è necessario usare app apposite, come My Data Manager (gratuita).

Agende Google condivise in iOS7

Agende Google condivise in iOS7

Ho comprato tempo fa un iPad 2 a prezzo stracciato (250 franchi, ossia circa 200 euro, nuovo) e sto verificando quanto la presunta e vantata intuitività d’uso dell’iPad sia puramente superficiale: vera finché fai le cose semplici, ma illusoria appena esci dal sentiero stretto del Pensiero Unico di Apple.

L’iPad 2 è un bell’oggetto, intendiamoci, vale certamente quello che l’ho pagato come accessorio per alcuni usi specifici ed è più che adeguato come sostituto del computer per l’utente non informatico, ma per me non vale il suo prezzo normale. A mio avviso, il concetto generale di tablet è troppo limitato come interfaccia (se avete dubbi in proposito, fate tre o quattro copia e incolla di testo con un tablet e poi ne riparliamo) e un dispositivo che non mi espone il suo filesystem, come fanno i tablet Apple, è per me troppo asfissiante. Ma va a gusti e non voglio fare polemica: siccome so che qualcuno mi chiederà che ci faccio io con un iPad e che ne penso, lo scrivo direttamente qui per prevenire la domanda. Fine del pistolotto.

Io sto usando l’iPad principalmente come quarto schermo (ho tre monitor, ma lo spazio su schermo non basta mai), usando la culla Apple che lo tiene quasi verticale, e durante l’uso in questa modalità ho incontrato un problema la cui soluzione non è stata affatto intuitiva per le mie limitate facoltà mentali, per cui la segnalo qui caso mai servisse.

Ciascun membro della Famiglia del Maniero Digitale ha la propria agenda su Google Calendar e la condivide (in sola lettura o in lettura/scrittura) con gli altri. Ma Calendario (l’app di iOS) non vedeva i calendari condivisi. Vedeva subito i miei (ne ho più di uno, oltre a quello pubblico), ma non quelli degli altri. L’interfaccia dell’iPad non mi dava alcuna indicazione di come risolvere il problema. Andare in Calendario – Calendari – Modifica non mi portava a nulla di utile.

Soluzione (trovata qui): andare a https://www.google.com/calendar/syncselect e selezionare i calendari altrui da includere in Calendario. Problema risolto.