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Firefox 34 include videochat senza plug-in; addio Skype?

Firefox 34 include videochat senza plug-in; addio Skype?

La versione 34 di Firefox, attualmente disponibile per lo scaricamento gratuito, ha parecchie novità, fra le quali spicca in particolare la funzione Hello, che consente di fare e ricevere videochiamate via Internet direttamente all’interno del browser, senza dover quindi ricorrere ad applicazioni esterne o a plug-in.

La funzione è gratuita ed è compatibile con qualunque browser che supporta WebRTC (quindi anche Chrome e Opera) e si può usare senza dover creare account (ma avere un account Firefox offre accesso a maggiori funzionalità).

Per usare Hello, cliccate sul suo pulsante nella barra strumenti di Firefox: se non lo trovate, leggete queste istruzioni; se non bastano, digitate about:config nella barra degli indirizzi e cambiate il parametro loop.throttled a false, riavviate Firefox e rieseguite le suddette istruzioni.

Una volta attivata la funzione Hello, per avviare una conversazione si manda all’interlocutore (per esempio via mail) il link generato da Hello; l’interlocutore clicca sul link ricevuto e il gioco è fatto. I link sono riutilizzabili, e se entrambi i partecipanti hanno un account Firefox esiste anche la chiamata diretta. Tutti i dettagli sono nel blog ufficiale di Mozilla (anche qui).

L’arrivo delle chiamate audio e video direttamente all’interno del browser potrebbe essere un duro colpo per gli altri operatori di videochiamata, come Skype; se il servizio risulta semplice e affidabile, molti utenti potrebbero preferire Firefox Hello perché non comporta nessuna installazione di app aggiuntive, di cui poi occorre fare la manutenzione e l’aggiornamento.

Firefox compie dieci anni e aggiunge privacy

Firefox compie dieci anni e aggiunge privacy

Sono già passati dieci anni dal debutto del browser alternativo Firefox. È un buon momento per ricordare, soprattutto a chi si è affacciato alla Rete da poco, come stavano le cose dieci anni fa in informatica e notare quanti cambiamenti ci sono stati.

Dieci anni fa, l’unico metodo per connettersi a Internet era il personal computer e Microsoft era dominatrice quasi monopolista di questi computer. C’era la triade Windows, Office e Internet Explorer: tutto il resto era marginale. Mac e Linux erano fenomeni di nicchia, tanto che in pratica gli standard di Internet non venivano dettati dagli organismi normatori internazionali, ma da Microsoft: se un sito non era compatibile con Internet Explorer, era tagliato fuori. In sintesi, Microsoft aveva un monopolio di fatto su tre degli elementi fondamentali dell’informatica dell’epoca.

Ma il 9 novembre 2004 arrivò Firefox 1.0, un browser libero, gratuito e soprattutto disponibile per Windows, Mac OS e Linux. Fu il primo passo verso un’Internet nella quale non importava quale sistema operativo c’era sul computer. Si prese rapidamente un quarto del mercato, ma soprattutto introdusse una nuova abitudine mentale: Internet Explorer di Microsoft non era sinonimo di Internet. Oggi IE ha la metà della quota di mercato mondiale. Quel monopolio è scomparso. Grazie a Firefox, che ha fatto da apripista, sono poi arrivati gli altri browser, come Google Chrome.

L’arrivo di browser alternativi, conformi agli standard e facilmente espandibili, ha reso possibili servizi come Google Docs (nato anch’esso nel 2004), che hanno iniziato ad erodere un altro monopolio di Microsoft, quello nella creazione e gestione di documenti con Office. L’avvento di OpenOffice e LibreOffice ha fatto il resto: oggi i formati Microsoft Office sono ancora lo “standard” del settore, ma anche qui è arrivata una nuova forma mentis: Word, Excel e Powerpoint non sono sinonimi di testo, spreadsheet e presentazione. Ci sono anche altre vie, a volte migliori.

Cosa più importante, il mondo dell’hardware è cambiato: il PC non è più il centro dell’universo come lo era nel 2004. Oggi i dispositivi mobili (tablet e smartphone) superano per importanza i computer “tradizionali” e Windows non è più il sistema operativo monopolista, ma si deve accontentare di convivere con iOS e Android. Chi l’avrebbe mai detto.

Staremo a vedere cosa ci porteranno i prossimi dieci anni. L’ultima versione (la 33.1) di Firefox, intanto, ha aggiunto funzioni per una maggiore tutela della privacy, che sembra essere il nuovo campo di battaglia e di competizione: un pulsante che permette a Firefox di “dimenticare” più facilmente la cronologia di navigazione e la possibilità di effettuare ricerche usando DuckDuckGo, un motore di ricerca meno ficcanaso rispetto a Google.

Arriva Firefox 30 con la barra laterale per la Coppa del Mondo di calcio

Arriva Firefox 30 con la barra laterale per la Coppa del Mondo di calcio

Il browser Firefox è arrivato alla versione numero 30 per Windows, MacOS e Linux e per Android: offre nuove opzioni di personalizzazione dei menu e d’integrazione con i principali social network e risolve varie falle di sicurezza.

Un’altra grossa novità di Firefox 30 è la barra laterale Firefox Goal.com, che offre le notizie di calcio direttamente dal Brasile sul proprio browser, minuto per minuto, con tanto di punteggi in tempo reale.

Se state cercando di fuggire dal bombardamento mediatico-calcistico e non volete trovarvelo anche nel browser, niente panico: la barra laterale Goal.com è spenta per impostazione predefinita e si attiva soltanto se la richiedete esplicitamente cliccando questo link (per Windows, MacOS e Linux) o questo (per Android). La barra laterale ha ancora qualche problemino di maturazione, come quel biscardiano Risultadi; per fortuna si installa e disinstalla facilmente senza dover riavviare il browser.

Aggiornate Firefox: turate al volo quattro falle appena scoperte

Aggiornate Firefox: turate al volo quattro falle appena scoperte

Se usate Firefox, aggiornatelo alla nuova versione, la 28.0, che è stata pubblicata il 18 marzo: risolve quattro falle di sicurezza molto gravi, che consentivano di prendere il controllo del computer della vittima.

Le falle sono state corrette in tempi brevissimi: erano state annunciate il 13 marzo scorso, durante la gara annuale di attacco ai browser PWN2OWN che si tiene a Vancouver, in Canada. La gara offre ai migliori esperti di sicurezza l’occasione di vincere premi tutt’altro che trascurabili: gli sponsor hanno pagato 50.000 dollari a ciascuno degli specialisti che sono riusciti a superare le difese di Firefox.

Le regole del premio obbligano i vincitori a spiegare in modo riservato come hanno agito, in modo che i creatori di Firefox e degli altri browser possano correggere la falla senza divulgarla ai malfattori.

Se volete sapere che versione di Firefox state usando, guardate nei menu del browser oppure andate per esempio a Whatismybrowser.com. L’aggiornamento alla versione 28.0 è solitamente automatico, ma potete anche effettuarlo manualmente visitando Mozilla.org.

Fra l’altro, non è andata meglio agli altri browser: Internet Explorer 11, Google Chrome e Apple Safari sono tutti crollati sotto i colpi precisi degli aggressori a fin di bene. Anche le loro falle verranno corrette, si spera, altrettanto prontamente.

Disinformatico radio, il podcast di oggi

Il podcast della puntata di stamattina del Disinformatico radiofonico è pronto da scaricare. Prima che me lo chiediate: non c’è un podcast della settimana scorsa (1 marzo) perché la trasmissione ha saltato una settimana.

In questa puntata ho parlato di questi argomenti (i link portano ai rispettivi articoli con i dettagli) e anche di Dita Von Teese che ha presentato il primo vestito stampato con una stampante 3D:

Aggiornamento: Sembra che quello indossato dalla Von Teese non sia il primo vestito stampato con stampante 3D in assoluto. C’erano già questi, se si possono chiamare “vestiti”. Resta comunque una demo interessante (anche senza la Von Teese in questione).

Disinformatico radiofonico, puntata del 2013/04/12

È a vostra disposizione il podcast della puntata di venerdì scorso del Disinformatico che ho condotto per la Radiotelevisione Svizzera. Ecco i temi della puntata e gli articoli di supporto:

Facebook, messaggi a pagamento alle celebrità?

Windows XP: ancora un anno, poi niente aggiornamenti di sicurezza

Hyperlapse: video ipnotici con Google Street View

Come gestire un account Google in emergenza… o da morti

Aggiornamenti massicci per Windows, Adobe e Firefox da installare subito

Disinformatico radio, podcast del 2013/04/05

Il podcast della puntata di venerdì scorso del Disinformatico che ho condotto per la Radiotelevisione Svizzera è scaricabile qui: se seguite i feed RSS, in particolare, troverete due file, ma il primo è da ignorare. Ho parlato di Facebook Home e della sua vera convenienza, di come controllare se i plug-in di Firefox sono aggiornati, del malware trasmesso (apparentemente) tramite stampanti-scanner e dei dati sulla reale diffusione di Windows 8.

Disinformatico radio, il podcast di ieri

È scaricabile il podcast della puntata di ieri del Disinformatico radiofonico. I temi e i rispettivi articoli di accompagnamento sono questi:

Aggiornamenti e falle per Firefox, Microsoft e Acrobat

Aggiornamenti e falle per Firefox, Microsoft e Acrobat

Rattoppi e buchi un po’ per tutti, occhio ai PDF

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

È un periodo intenso di vulnerabilità e di rattoppi generali. Firefox è uscito da poco con la versione 3.0.7, che sistema cinque falle, tre delle quali erano classificate come critiche, e corregge alcuni problemi di stabilità e di gestione della memoria. I dettagli sono descritti qui sul sito ufficiale. L’aggiornamento è di norma automatico.

Anche Thunderbird, il popolare programma di posta, si rattoppa perché condivide parte del proprio codice con Firefox: i suoi utenti possono rimediare usando l’aggiornamento alla versione 2.0.0.21, per ora disponibile solo tramite scaricamento manuale ma prossimamente disponibile anch’esso in automatico.

Tornando ai browser alternativi, anche chi usa Opera si deve aggiornare, alla versione 9.64, perché il browser aveva una falla che permetteva a un’immagine JPEG appositamente confezionata di mandarlo in crash, spianando la strada agli aggressori.

In casa Microsoft ci si prepara invece al consueto aggiornamento mensile, il patch Tuesday, che stavolta prevede correzioni per Windows 2000, XP e Vista, nonché Server 2003 e 2008, per via di falle che Microsoft definisce in un caso “critiche”, perché consentono l’esecuzione remota (ossia permettono a un aggressore di prendere il controllo del PC della vittima). Resta aperta la falla di Microsoft Excel che permette la stessa presa di controllo tramite un file Excel ostile.

Allegati a rischio anche per chi usa il formato PDF, e in un modo particolarmente insidioso e per ora non riparabile: Adobe Acrobat e Reader hanno una falla che sotto Windows permette di infettarsi anche senza aprire il documento infetto: è sufficiente lasciare il mouse qualche istante sopra l’icona del file PDF ostile oppure selezionarlo. La patch di correzione sarà pronta intorno all’11 marzo, secondo Adobe. Nel blog di Didier Stevens c’è un video con annotazioni tecniche che spiegano il meccanismo di azione di un esempio di PDF ostile che sfrutta questa vulnerabilità.

Firefox 1.5 fallato, ma non gravemente come sembrava

Falla in FireFox. Non è critica ma sempre meglio aggiornare

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “eversordvl”, “gennies” e “paolo.bon****”.

Packetstorm Security ha annunciato una falla nella nuova versione, la 1.5, del popolare browser alternativo gratuito Firefox (disponibile per Linux, Mac e Windows in inglese e molte altre lingue, italiano compreso). La notizia è stata riportata inizialmente con molto allarme da parte di CNet.com. Tuttavia la falla è meno grave di quanto sembrasse inizialmente, e per molti utenti semplicemente non esiste. CNet.com ha pubblicato una rettifica.

La reputazione di sicurezza di Firefox rimane quindi piuttosto solida, specialmente se confrontata con le numerose falle devastanti che persistono in Internet Explorer. È per questo che consiglio da anni di usare Firefox o Opera al posto di Internet Explorer e pubblico il pulsante di invito a Firefox in questo blog.

A proposito: se usate già Firefox, vi consiglio vivamente di aggiornarlo alla versione 1.5, che ha migliorato nettamente le proprie prestazioni. Per esempio, adesso è attivo l’aggiornamento automatico; quando chiudete e riavviate Firefox, riapre automaticamente le pagine Web che stavate consultando. Ci vuole però una piccola cautela: se usate le estensioni di Firefox (piccole applicazioni aggiuntive che ne estendono le funzioni, come la Netcraft Toolbar, utile per rivelare i siti-trappola), verificate che siano già uscite le versioni aggiornate di queste estensioni. Firefox 1.5, infatti, disabilita per sicurezza le estensioni non aggiornate, per cui potreste trovarvi con un Firefox limitato rispetto al solito. Firefox 1.5, fra l’altro, cerca automaticamente gli aggiornamenti delle estensioni. Se non sapete cosa sono le estensioni e non le usate, aggiornate Firefox senza preoccupazioni.

Tornando alla presunta falla, si tratta di un errore nel modo in cui Firefox gestisce i titoli delle pagine Web se sono estremamente lunghi. Se Firefox si imbatte in una pagina che ha un titolo (quello che compare nella barra del browser) lunghissimo, creato con questo trucchetto, può piantarsi e rifiutarsi di ripartire. Il problema riguarda soltanto la versione Windows, e non si verifica sempre. Anzi, la Mozilla Foundation, che produce Firefox, non è riuscita a ricreare il problema nonostante numerosi tentativi, e lo stesso è successo a molti utenti.

Per quanto risulta finora, il difetto (se si presenta) non causa danni all’integrità e alla stabilità del sistema operativo e quindi non dovrebbe consentire attacchi o penetrazioni del computer dell’utente. Semplicemente, Firefox si pianta. Questo non è comunque un bene, ed è opportuno che la falla venga corretta al più presto.

Se vi imbattete in questo problema, potete rimediare in vari modi, descritti dal Sans Institute:

  • Impostate Firefox in modo che non conservi la cronologia dei siti visitati: scegliete Strumenti – Opzioni – Privacy – Cronologia, poi cliccate su Svuota e impostate a zero il numero di giorni per il quale Firefox ricorda le pagine visitate.
  • Trovate e cancellate manualmente il file history.dat, nel quale viene memorizzato il titolo ostile, e riavviate Firefox; Firefox ricreerà automaticamente il file.
  • Dopo aver chiuso Firefox, modificate il file prefs.js aggiungendo questa riga:
    user_pref(“capability.policy.default.HTMLDocument.title.set”,”noAccess”);
  • Usate l’estensione Noscript.

Se vi imbattete in questo problema, segnalatelo (insieme alla vostra soluzione) nei commenti.

Ciao da Paolo.