Clamoroso video della costruzione dello Shuttle segreto della CIA
Come passano Capodanno un nerd e la famiglia di un nerd quando ricevono un regalo di pura nerditudine? Ora lo sapete. Buon anno!
Come passano Capodanno un nerd e la famiglia di un nerd quando ricevono un regalo di pura nerditudine? Ora lo sapete. Buon anno!
Se state lavorando da casa e il silenzio vi fa venire nostalgia dei suoni tipici di un ufficio popolato di gente che cammina, sposta la sedia, fa squillare un telefono, va a fare fotocopie o si mette a chiacchierare sottovoce, c’è una soluzione: il micro-sito Imisstheoffice.eu.
Potete scegliere il numero di colleghi, farli canticchiare o fischiettare, far cigolare le loro sedie, e anche sentirli starnutire, picchiettare sui tasti o andare a prendersi un bicchiere d’acqua. C’è anche un tavolo da ping-pong con un fortissimo effetto stereofonico. Imisstheoffice.eu è stato creato dall’agenzia creativa svizzera e tedesca Kids.
Se invece i rumori dell’ufficio sono per voi un tormento e state apprezzando il silenzio del telelavoro, ma vorreste comunque un tappeto sonoro piacevole, Lifehacker ha una collezione di suoni ambientali infinita, dal giardino giapponese alla nave dei pirati.
In ogni caso, buon divertimento e buon lavoro.
Ultimo aggiornamento: 2020/03/06 17:15.
Swisstopo, l’Ufficio Federale di Topografia della Svizzera, può sembrare a prima vista un luogo in cui regna la più mortale e tediosa serietà, necessaria per documentare fedelmente ogni più piccolo dettaglio della topografia del paese, ma in realtà ha un segreto: in molte mappe storiche sono nascoste delle sorprese grafiche, inserite dai cartografi per divertimento e spesso rimaste sconosciute per decenni.
Un articolo su Aiga.org segnala infatti che ci sono vari disegni nascosti:
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| La marmotta. |
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| Il pesce. |
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| L’uomo che si arrampica. |
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| Il ragno. |
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| Il volto. |
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| Il nudo femminile. Beh, se avete molta fantasia. Forse. |
Non si tratta, a quanto pare, di trappole antipirateria, come si usa in altre cartografie, ma di puri divertissement.
Se volete cimentarvi, provate a visitare l’archivio cronologico interattivo delle mappe svizzere: l’articolo di Aiga.org include le immagini da usare come riferimento. Se trovate questi disegni, avvisatemi nei commenti, includendo un link, così aggiornerò l’articolo.
Fra l’altro, in questo archivio potrete osservare l’evoluzione nel tempo di ogni singolo luogo: è un’occasione per scoprire la storia di una località o magari di dove sorge oggi una casa che vi sta a cuore. Buon divertimento.
Ha iniziato a circolare una diceria secondo la quale alzarsi dalla sedia o sedersi sulla sedia in ufficio fa spegnere i monitor dei computer. Una volta tanto, la diceria è fondata.
You’ve got to be shitting me…One of our office chairs turns off monitors… we couldn’t believe it, but we have it on tape.
Surprisingly, there even is a known issue for it:https://t.co/d3NKIPiyXh pic.twitter.com/E57ApzR0Mi
— Roy van Rijn (@royvanrijn) January 6, 2020
The Register segnala infatti che le poltrone regolabili con ammortizzatori a gas generano una scarica elettrostatica: impulso elettromagnetico che viene captato dal cavo video che porta al monitor, causando la perdita del sincronismo del segnale.
Il problema è talmente documentato che è specificato in alcuni manuali di monitor, come questo della Dell, che cita una ricerca sull’argomento risalente al 1993 e consiglia anche una possibile soluzione: cambiare i cavi video con altri che hanno un anello di ferrite.
L’autore della ricerca, Doug Smith, consiglia di procurarsi una radio per onde medie, sintonizzarla su una frequenza sulla quale non ci sia una stazione radio e piazzarla sotto la poltrona. Sedendosi o alzandosi, la scarica elettrostatica può essere captata dalla radio come rumore improvviso.
Vere o false? Se lo stanno chiedendo in molti, anche fra i non seguaci della saga televisiva di Lost. Sto parlando delle sei presunte pagine del copione e del call sheet (l’elenco degli attori che devono presentarsi sul set) della doppia puntata finale della serie che Macchianera ha pubblicato alcuni giorni fa, a quanto pare in anteprima planetaria (tranne il call sheet, in giro da fine aprile, secondo Gawker.com).
Lo sapremo molto presto, perché il 24 maggio prossimo verranno trasmesse le due puntate in questione, per cui non è il caso di spendere tempo in un’indagine antibufala approfondita. Le puntate andranno in onda su Sky, in Italia, in contemporanea con gli Stati Uniti (alle sei del mattino ora italiana).
Secondo varie fonti (E!Online; Flavorwire), i fogli trafugati sono plausibili per contenuto, stile e struttura, Macchianera dice di aver ottenuto conferme solide, ma le opinioni sono divise su un altro punto: sono davvero pagine del copione definitivo, o si tratta di finte pagine realizzate dai produttori di Lost e fatte trovare appositamente per far parlare del telefilm?
Dopotutto la moda di far trapelare indiscrezioni su qualcosa che si vuole vendere non è una novità. Viene il dubbio che qualcuno abbia notato quanta pubblicità gratuita è stata fatta ad Apple grazie al caso del prototipo “perduto” del prossimo iPhone e abbia pensato che con pochi fogli inviati via mail si poteva ottenere un bel po’ di promozione gratuita. Magari mi sfugge qualche dettaglio, ma la circostanza che siano stati recapitati via mail (così racconta Macchianera) a un sito italiano sembra calcolata apposta per confondere gli spettatori USA tramite la barriera linguistica.
Inoltre Carlton Cuse e Damon Lindelof, i produttori esecutivi di Lost, sono già stati accusati in passato di aver disseminato dei foiler (contrazione di false spoiler) per confondere gli spettatori eccessivamente ossessionati dalla voglia di sapere tutto in anticipo (NYDailynews) e per mantenere il segreto sugli sviluppi della serie (BuddyTv, 2006). Ammettono liberamente di inviare agli agenti di Hollywood dei copioni finti per i provini degli attori ospiti.
Quello che trovo interessante, in tutta la vicenda, è l’influsso di Internet sul mondo delle serie televisive. La concorrenza della Rete, che permette di scaricare le puntate poche ore dopo che sono state trasmesse negli Stati Uniti, ha costretto i network europei a trasmettere pressoché in contemporanea con gli USA. Sono finiti i tempi in cui bisognava avere amici o parenti in America per sapere chi aveva sparato a J.R. o ucciso Laura Palmer. Sono però finiti anche i tempi in cui i doppiatori potevano lavorare con relativa calma (i traduttori non hanno mai avuto questo lusso, ma adesso stanno ancora peggio di prima).
Oggi è diventato praticamente impossibile vedere un film o una serie televisiva senza averne già avuto online anticipazioni che alla fine ne guastano la sorpresa: per non parlare di fenomeni come Lostpedia o Lost Wikia. E poi c’è la smania di sapere subito come va a finire, il bisogno quasi morboso di avere in mano tutte le risposte e le conclusioni, perché attendere non è più tollerato.
L’avvento di Internet e delle tecnologie tascabili (telefonini, fotocamere e videocamere digitali) ha reso sempre più paranoici i produttori: oggi chiunque può pubblicare uno scoop, una foto rivelatrice rubata sul set, un’indiscrezione fatta da un attore durante una chiacchierata a cena. I copioni sono blindatissimi, così gli attori non sanno cosa sta succedendo e come devono recitare. I doppiatori lavorano senza vedere i film: hanno sullo schermo solo un cerchietto che segue e mostra le labbra dell’attore da doppiare, il resto è tutto mascherato. Siamo sicuri che sia un buon andazzo?
Ultimo aggiornamento: 2019/06/03.
James Burke è uno dei divulgatori che accese la mia passione per la scienza e la divulgazione da quando vidi, da ragazzino, la sua serie Connections (1978), realizzata per la BBC e trasmessa all’epoca dalla Radiotelevisione Svizzera. Oggi la trovate, legalmente scaricabile, qui su Archive.org (tutte le puntate, basta cambiare il numero alla fine del link).
Questa sua ripresa è diventata virale in questi giorni ed è una delle più spettacolari di Connections: nessun effetto speciale, ma solo un tempismo perfetto. E soprattutto nessuna possibilità di rifare in caso di papere.
Bella, vero? James Burke stesso, nel 2019, ha raccontato i retroscena di quella ripresa:
Discover the intricacy behind one of the best timed shots in television history with British broadcaster, James Burke.
Watch more from James Burke and @dallascampbell's in conversation at bluedot 2019 – https://t.co/i6jYG9CzX8 pic.twitter.com/0hYqig5osi
— bluedot (@bluedotfestival) October 28, 2019
Ora che ve la siete goduta, sapete notare cosa c’è che non quadra? C’è infatti un’anomalia che non toglie nulla alla spettacolarità e alla bravura della ripresa, ma che potrebbe facilmente passare inosservata proprio perché si è distratti dalla bellezza della scena. Io non me ne ero accorto finché qualcuno me l’ha fatta notare.
Trovate la soluzione nei commenti qui sotto. Se non volete spoiler, non guardateli subito.
2019/06/03. Secondo questo articolo, il decollo in questione è quello della sonda Voyager 2, il 20 agosto 1977.
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Non so per quanto durerà, ma in questo momento c’è nascosto in Youtube un videogioco classico degli anni Ottanta: Missile Command.
Se volete provarlo, seguite questa guida. Buon divertimento.
L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.
In un’epoca nella quale le dimensioni dei videogiochi e del software in generale si misurano in gigabyte, c’è ancora chi insegue la strada del minimalismo e si cimenta in sfide che sembrano impossibili: scrivere un intero videogioco in meno di mille byte. Per intenderci, mille byte sono circa sei SMS.
Se volete un termine di paragone diverso, considerate che il paragrafo che state leggendo è lungo esattamente 487 caratteri: non è un numero scelto a caso, perché è la lunghezza complessiva di un intero programma per il gioco degli scacchi, denominato BootChess e scritto da Baudsurfer, che ha finalmente battuto il record per il videogioco di scacchi più compatto del mondo dopo 32 anni: il primato precedente, 672 byte, risale infatti al 1983 e spettava a un programma per ZX-81.
Non aspettatevi che BootChess vi offra grafica iperrealistica 3D: la sua interfaccia è assolutamente minimalista (soltanto una griglia di caratteri che rappresentano i pezzi e le loro posizioni). Ma in 487 byte contiene tutte le principali regole di un gioco complesso come gli scacchi. BootChess è disponibile per Windows, Linux, OS X, DOS e BSD. Non è un campione di bravura, ma dimostra la bravura del suo creatore. E se questo genere di virtuosismo può sembrare inutile, tenete presente che ci sono ambienti, come i veicoli spaziali o i dispositivi di sicurezza delle automobili, nei quali saper essere concisi, veloci ed efficienti è assolutamente vitale.
Correzione: la prima stesura di quest’articolo indicava che il precedente detentore del record era un programma per ZX Spectrum; in realtà era per ZX-81.
Siete il tipo di persona che lavora bene soltanto quando incombe una scadenza? Lo stress stimola la vostra creatività? Dovete scrivere un testo e non avete idee? Allora ho l’app perfetta per voi.
È Themostdangerouswritingapp.com: è una pagina web nella quale potete scrivere un testo, ma attenzione: se smettete di scrivere per pochi secondi, il testo comincia a svanire e se non scrivete subito qualcosa sparisce per sempre. Non si può barare incollando del testo scritto altrove, però si può selezionare il testo scritto in quest’app e copiarlo per salvarlo altrove. Ciliegina sulla torta, se si perde il testo e si clicca su Help, non succede nulla. Non c’è nessun help.
Siamo abituati ad essere ansiosi perché temiamo che l’app di scrittura si pianti o che ci dimentichiamo di salvare, e oggi le applicazioni hanno mille funzioni di salvataggio automatico, undo, e simili: questa, invece, è una creazione leggermente sadica di Manuel Ebert, che in realtà serve a promuovere il suo software di scrittura facilitata, Squibler. Ma a volte la pubblicità, quando va controcorrente, diventa una forma involontaria d’arte.
Capita spesso di lamentarsi pubblicamente di un disservizio; lo faccio anch’io, su queste pagine digitali. Ma stavolta vorrei spendere due parole per chi invece fa bene il proprio lavoro e anzi lo fa con altruismo: una cosa che troppo sovente passa sotto silenzio, senza alcun riconoscimento. E così il mondo sembra pieno soltanto di cose negative e di storie tristi. Forse dovremmo dedicare più spazio alle cose belle e ai gesti costruttivi.
Premessa: tre anni fa ho comperato dalla Famemaster uno spettacolare modello in scala 1:100 del razzo Saturn V, da assemblare totalmente a incastro, con parti già verniciate e scritte già applicate. L’ho usato spesso nelle mie conferenze sulle missioni spaziali: alto un metro e dieci, attira subito l’interesse e rende concreto l’argomento. È bellissimo e sta accanto a me nel mio ufficio al Maniero Digitale.
Questa è la vista dal lato intero:
E questa è quella dal lato con le porzioni trasparenti:
Il modello è davvero fedele (molto più di quello della Lego, ma questa è un’altra storia), a parte un dettaglio: il terzo stadio, l’S-IVB, ha le pareti ondulate anziché lisce come erano nella realtà. Si tratta della porzione cilindrica mostrata nella foto qui sotto:
Grazie a questa recensione su Amazon ho scoperto che il difetto era stato rimediato e che la Famemaster spediva il pezzo sostitutivo ai clienti. Così ad aprile scorso ho mandato una mail all’azienda, a Hong Kong, chiedendo come avere il pezzo e offrendomi di pagarlo insieme alle spese di spedizione.
Ho ricevuto risposta dalla Famemaster, che mi ha chiesto di inviare una prova dell’acquisto e di fare una donazione di almeno 30 dollari a uno degli enti benefici indicati nella mail. Ho scelto Medici Senza Frontiere, donando qualcosina in più, e ho spedito le informazioni richieste alla Famemaster.
Oggi è arrivato per posta un pacchettino da Hong Kong, che conteneva questo:
Nel giro di mezz’ora ho smontato il terzo stadio e sostituito il pezzo. Ora va molto meglio:
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| Quello a destra sullo sfondo è un modello in scala 1:1 del guanto destro della tuta spaziale di Neil Armstrong, stampato con una stampante 3D. Ma questa è un’altra storia. |
Insomma, l’azienda mi ha dato e spedito gratis il pezzo di ricambio in cambio di una mia donazione in beneficenza. Quante aziende conoscete che si comportano così?
Ho scritto subito una mail alla Famemaster per ringraziare, mandando una foto del Saturn V aggiornato in tutto il suo splendore.
Se volete saperne di più su questo modello e su come acquistarlo e farsi mandare il pezzo correttivo, la storia completa è qui su Complotti Lunari.
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