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Un “pianetino” (o cometa gigante) sta per attraversare il Sistema Solare. No, Nibiru non c’entra

Un “pianetino” (o cometa gigante) sta per attraversare il Sistema Solare. No, Nibiru non c’entra

Ultimo aggiornamento: 2021/06/24 16:40.

Un corpo celeste di almeno 100 km di diametro attraverserà il Sistema Solare
nei prossimi anni, passando fra l’orbita di Saturno e quella di Urano nel suo
momento di massimo avvicinamento al Sole (perielio) intorno al
28 gennaio 2031. Non c’è alcun pericolo di collisione o di altri effetti, a parte uno
spiccato interesse da parte degli astronomi per un oggetto
transnettuniano, ossia proveniente da ben oltre l’orbita di Nettuno e
quindi prezioso testimone che conserva tracce delle condizioni primitive del
Sistema Solare.

L’oggetto, denominato 2014 UN271,*
attraverserà
il piano dell’eclittica grosso modo l’8 agosto 2033, con un’inclinazione
di 95,5°. Ha un periodo orbitale di 398.692 anni. Al perielio starà
viaggiando
a 12,7 km/s: troppo veloce per qualunque sonda spaziale che vi possa
atterrare, ma forse un passaggio ravvicinato (fly-by) sarebbe
possibile.

* 2021/06/24 16:40. L’oggetto è stato definito formalmente “cometa” e gli è stato dato il nome Berardinelli-Bernstein.

La scoperta, effettuata usando i dati raccolti dall’osservatorio di Cerro
Tololo, nelle Ande, con lo strumento
DECam accoppiato al
telescopio Blanco da 4 metri, è stata
annunciata
dall’astrofisico
Pedro Bernardinelli, che lavora al progetto
Dark Energy Survey, e da G. Bernstein.

La natura di questo corpo celeste è ancora da chiarire, da quel che ho capito:
potrebbe trattarsi di una cometa gigante o di un pianeta molto piccolo, anche se si propende per un corpo cometario.
C’è ancora parecchia incertezza sulle sue dimensioni, che potrebbero essere
fra 130 e 370 km e sono stimate soltanto sulla base della sua luminosità. La sua distanza massima dal Sole è stimata in un quinto di un anno luce. In questo momento si trova a circa 3 miliardi di chilometri di distanza dal Sole (più o meno la distanza di Nettuno).

I dati del JPL Small-Body Database riguardanti 2014 UN271 sono
qui (basta immettere il
nome nella casella di ricerca) insieme a un
grafico interattivo tridimensionale della traiettoria. I dati del Minor Planet Center della NASA sono invece
qui

Come si nota dal nome, l’oggetto è stato annunciato solo ora ma è presente in
osservazioni risalenti al 2014,
analizzate
impiegando oltre 15 milioni di ore-CPU. Questa analisi ha rilevato oltre
800
oggetti transnettuniani.

Ma se, solo per ipotesi, fosse in rotta di collisione?

Visto che i calcoli escludono con grandissimo margine qualunque possibilità di collisione con la Terra o con altri pianeti, possiamo esplorare, per pura curiosità, che cosa succederebbe se un oggetto di 100 km di diametro colpisse la Terra a 12,7 km/s. Visto che cominciamo a scoprire che gli oggetti di questo genere sono numerosi e arrivano con poco preavviso (una decina d’anni, in questo caso, insufficienti per qualunque tentativo di deviazione con gli attuali mezzi spaziali), forse vale la pena di ragionarci su anche abbastanza seriamente.

Possiamo ipotizzare gli effetti dell’impatto usando il sito di simulazione dell’Imperial College di Londra: se cadesse sulla terraferma a 90°, produrrebbe un cratere transitorio di 263 km di diametro, profondo 93 km, che poi si assesterebbe a un diametro di 546 km e una profondità di 2 km. Ci sarebbe un sisma di magnitudo 11,3 della scala Richter (più forte di qualunque terremoto mai registrato). Verrebbero fusi o vaporizzati 376.000 chilometri cubi di roccia, producendo un “inverno nucleare” per oscuramento del Sole, che bloccherebbe la crescita di tutte le piante e causerebbe un crollo delle temperature planetarie.

Anche stando a 5000 km di distanza dal punto d’impatto, quattro ore e spiccioli dopo l’impatto si verrebbe investiti da un’onda d’urto atmosferica a 700 km/h, con un’intensità sonora di 101 decibel. Persino a quella distanza, crollerebbero gli edifici e si sfonderebbero i vetri, generando una nuvola di proiettili taglienti. Fino al 90% degli alberi verrebbe abbattuto. Ci sarebbe giusto il tempo di assistere all’impatto in TV e dire per bene addio ai propri cari.

In sintesi: sarebbe un evento difficilmente sopravvivibile, e i sopravvissuti probabilmente non sarebbero entusiasti del mondo nel quale si ritroverebbero. Forse è il caso di pensare alla prevenzione. Ma questa è un’altra storia.

Fonti aggiuntive:
Emily Lakdawalla, Phil Plait.

 

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Antibufala preventiva: mistero astronomico risolto, niente catastrofe

Dopodomani 16/6 alle 17.00 ora italiana uscirà una notizia di astronomia che non piacerà ai fufologi e
ai catastrofisti acchiappaclic. Un mistero menagramo eliminato grazie alla
scienza.

Per ora la notizia è sotto embargo: mi limito a preannunciarla qui in modo che
rimanga traccia del fatto che io e tanti altri colleghi ne eravamo già al
corrente.
Ho già pronto l’articolo che racconta tutti i dettagli.

Abbattere definitivamente stupide teorie allarmiste agisce bene sull’essere
sereni. 

2021/06/16 17:10. Embargo finito, il mio articolo è online qui.

Betelgeuse sta per esplodere? No

Betelgeuse sta per esplodere? No

Prima che questa storia della stella gigante Betelgeuse che sarebbe in procinto di esplodere come supernova approdi nei media generalisti e scateni l’ennesima ondata di paura insensata e di marketing catastrofista, ecco un po’ di fatti.

In sintesi: non c’è alcun motivo scientifico per dire che l’esplosione di questa stella è imminente. Se anche lo fosse, sarebbe comunque innocua.

Betelgeuse è una stella nella costellazione di Orione: è la “spalla” sinistra (per chi guarda) della figura umana molto schematica che la costellazione rappresenta (è indicata dalla freccia nell’immagine su Wikipedia). È un colosso: rispetto al nostro Sole, ha una massa venti volte maggiore e un diametro circa mille volte più grande. Se si trovasse al posto del Sole, la Terra e Marte sarebbero al suo interno. Ed è centomila volte più luminosa del Sole: nonostante si trovi a circa 640 anni luce di distanza, è nona nella top ten delle stelle più luminose nel cielo terrestre.

Si sa che Betelgeuse avrà vita breve per via delle sue dimensioni e della sua natura, ma quando gli astrofisici usano l’aggettivo breve intendono milioni di anni anziché miliardi. Se Astronomia.com scrive che “sta ormai per esplodere in una supernova”, non intende che avverrà domani o dopodomani. Quindi ci sono pochissime probabilità che questa stella muoia proprio nei prossimi mesi come si vocifera.

La notizia della sua fine imminente, prevista entro “settimane/mesi”, arriva invece da una fonte anonima in un blog di catastrofisti, Doomers.us, che riferisce l’avviso arrivatole da un’altra fonte anonima: il figlio che “lavora sul Mauna Kea”. Il massimo dell’affidabilità, insomma. Caso mai non bastasse, leggete questa perla contenuta nella notizia:

Quando collasserà, sarà luminosa almeno quanto la luna piena e forse luminosa quanto il sole. Per sei settimane. Quindi la gente davvero fortunata (per la quale Betelgeuse è visibile solo di notte) avrà giorni di 24 ore, tutti gli altri avranno almeno un po’ di tempo con due soli nel cielo. L’ora di luce in più dovuta all’ora legale non brucia i raccolti, ma questo potrebbe farlo.

Sì, avete letto bene: in originale dice “The extra hour of light from daylight savings time won’t burn the crops, but this might.” In altre parole, il genio che ha diffuso la notizia è convinto che l’ora legale fornisca un’ora di luce in più. Non credo serva aggiungere altro.

Ma divertiamoci un po’: e se succedesse davvero? Secondo Phil Plait, di Bad Astronomy, Betelgeuse è vicina alla fine del proprio ciclo vitale, che in quanto supergigante rossa termina con una deflagrazione colossale: una supernova. Ma quando avverrà (sempre che non sia avvenuta, visto che la sua luce ci arriva con circa 640 anni di ritardo), la distanza che la separa da noi è talmente vasta che non ne subiremo alcun effetto deleterio. Una supernova, per fare danni, deve trovarsi a non più di 25 anni luce: Betelgeuse è a 640 anni luce. Le stime indicano che quando diventerà supernova, sarà luminosa quasi quanto la luna piena: non certo come il sole, come dice la notizia-bufala.

Sarà un grande spettacolo, visibile a occhio nudo, come già avvenuto in passato per altre stelle (nell’anno 185, nel 1006, nel 1054, nel 1572 e nel 1604), ma senza conseguenze nefaste per nessuno. A parte Ford Prefect.