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aggiornamenti software

Microsoft, 56 falle da turare subito. Fatelo

Microsoft, 56 falle da turare subito. Fatelo

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“Siamo nel 2015 e il tuo PC Windows può ancora essere fregato da una pagina web”, titola The Register. Premesso che in realtà non è un problema che affligge soltanto Windows, in effetti dovremmo chiederci come è possibile che tolleriamo computer, tablet, telefonini che possono infettarsi semplicemente aprendo una pagina Web. È come se i televisori esplodessero sintonizzandoli su un certo canale, o le lavatrici si disintegrassero inserendovi mutande di una certa marca, o le automobili cadessero a pezzi semplicemente entrando su una certa autostrada, e noi fossimo rassegnati ad accettare questo stato di cose, convinti che di meglio non si possa fare. Anzi, peggio che rassegnati: contenti di andare a comperare l’ennesimo gadget o installare l’ennesima versione di sistema operativo che continua ad avere un difetto così patetico.

Stavolta è il turno di Microsoft, che ha rilasciato ben cinquantasei correzioni di sicurezza per i propri prodotti, compreso il nuovissimo browser Edge. Ci sono rattoppi per Office, Internet Explorer e Windows 10, oltre che per le vecchie versioni di Windows (Vista, 7, 8 e 8.1). Nei dettagli tecnici di moltissime di queste correzioni viene spiegato che la falla è sfruttabile da un aggressore semplicemente convincendo l’utente a visitare una pagina web appositamente confezionata.

Almeno due delle falle turate vengono già sfruttate in questo momento dai criminali informatici per attaccare gli utenti, per cui non c’è tempo da perdere: aggiornatevi.

Firefox: trafugati dati riservati sulle sue falle, indispensabile aggiornarsi

Firefox: trafugati dati riservati sulle sue falle, indispensabile aggiornarsi

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Se usate Firefox aggiornato siete a posto, ma se ne state ancora usando versioni vecchie avete un grosso problema: qualcuno ha avuto accesso all’elenco riservato delle sue falle di sicurezza irrisolte e l’ha sfruttato per creare attacchi informatici. Per un anno intero. Ed è successo perché uno dei manutentori è stato così ingenuo da usare altrove la stessa password che usava per accedere a quest’elenco delicatissimo e se l’è fatta fregare.

L’annuncio, con PDF esplicativo, non mena il can per l’aia: Bugzilla, il sistema informatico utilizzato da Mozilla (la comunità degli sviluppatori di Firefox) per gestire le informazioni sui problemi di sicurezza del popolarissimo browser, è stato violato. L’aggressore è riuscito a procurarsi un accesso all’account di un utente privilegiato di Bugzilla e ha potuto quindi consultare tutte le informazioni riservate sulle falle irrisolte in Firefox e altri software sviluppati da Mozilla. In barba alle regole basilari della sicurezza, l’utente aveva infatti riutilizzato la propria password di Bugzilla su un altro sito (non identificato nell’annuncio), che è stato violato, saccheggiandone le password.

In effetti è un metodo geniale per procurarsi tecniche d’attacco: invece di studiare il software e cercarne faticosamente le falle, basta entrare nell’account di uno sviluppatore di quel software e leggere la documentazione che descrive con precisione le vulnerabilità ancora aperte. E per entrare nell’account dello sviluppatore basta sfruttarne le imprudenze banali.

L’aggressore ha avuto accesso ai dati riservati sicuramente da settembre 2014, ma ci sono indizi che suggeriscono che l’intrusione fosse già in corso da settembre 2013. L’intruso ha consultato ben 185 falle riservate di Firefox, 53 delle quali riguardavano vulnerabilità gravi: di queste, dieci non erano state corrette pubblicamente al momento in cui sono state viste dall’aggressore. Mozilla ritiene che almeno una di queste dieci sia stata sfruttata dall’aggressore per attacchi informatici. Ne aveva parlato ai primi di agosto, senza dire nulla della violazione, annunciando che c’era una pubblicità su un sito russo che attaccava gli utenti di Firefox usando quella falla e ne rubava file sensibili per mandarli a un server situato a quanto pare in Ucraina.

Tutte le falle carpite dall’aggressore sono state risolte con la versione di Firefox 40.0.3, pubblicata il 27 agosto scorso. Se state usando questa versione, questa fuga di dati non ha effetto sulla vostra sicurezza. Se state usando versioni precedenti, datevi una mossa e aggiornatevi.

Adesso che i buoi sono scappati, Bugzilla ha imposto l’uso dell’autenticazione a due fattori per tutti gli sviluppatori e sta limitando l’accesso ai dati più sensibili. Un po’ come mettere finalmente una serratura alla porta di casa dopo che sono passati i ladri e hanno trovato la porta aperta. Complimenti vivissimi.

Fonti aggiuntive: Ars Technica,  The Register.

Raffica di aggiornamenti di sicurezza: Flash, Chrome, Firefox, Internet Explorer, Windows

Raffica di aggiornamenti di sicurezza: Flash, Chrome, Firefox, Internet Explorer, Windows

Credit: Medieval Reactions

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Se dovete ancora avere Flash sui vostri computer, aggiornatelo alla versione più recente, ossia la 18.0.0.232: chiuderete 35 falle, molte delle quali sono classificate come gravi. Controllate la pagina di test di Adobe per verificare quale versione avete a bordo. Se vi siete stufati o volete ridurre il rischio, le istruzioni per obbligare Flash a chiedere il vostro consenso prima di eseguire il contenuto di una pagina sono qui. Scoprirete con piacere quanti pezzi di pagine Web apparentemente normali sono in realtà contenuto Flash mascherato.

Google Chrome (che contiene una propria versione auto-aggiornante di Flash) è stato aggiornato alla versione 44.0.2403.155.

Firefox ha fatto cifra tonda: l’aggiornamento più recente è la versione 40.0. Se state usando versioni precedenti, vi conviene aggiornarle. Le istruzioni per aggiornare Firefox sono qui. La nuova versione di Firefox risolve 14 falle (di cui quattro critiche, inclusa una buona fetta di Stagefright) e introduce maggiori controlli di sicurezza: per esempio, blocca i download automatici di malware identificati da Google Safe Browsing e le pagine Web contenenti “software ingannevole” (eufemismo, dettato da cautele legali, usato per indicare adware e altre forme di malware gestite da una struttura aziendale). Inoltre richiede che le estensioni siano firmate digitalmente da Mozilla; se non lo sono, ricevete un avviso.

Internet Explorer (tutte le versioni dalla 7 alla 11) va aggiornato per risolvere alcune falle definite “critiche” da Microsoft, e anche Windows 10 ha delle vulnerabilità da rattoppare. Le istruzioni dettagliate per aggiornare questi prodotti Microsoft sono qui, ma in sostanza basta usare Windows Update o lasciare che Windows provveda automaticamente. Tuttavia alcuni utenti di Windows 10, caratterizzato dall’installazione automatica degli aggiornamenti, segnalano problemi che bloccano i loro computer in un loop infinito di riavvio e reinstallazione.

Un miliardo di telefonini Android infettabili con un messaggino? OK, PANICO. Ma non troppo

Un miliardo di telefonini Android infettabili con un messaggino? OK, PANICO. Ma non troppo

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/08/01.

Angoscia in Rete per la notizia che una grave falla di sicurezza riguarda un miliardo di telefonini Android: per infettarli e/o rubarne i dati è sufficiente che ricevano un MMS appositamente confezionato. La falla, scoperta dalla società di sicurezza informatica Zimperium, è stata battezzata Stagefright (dal nome della libreria software di Android coinvolta) e colpisce tutte le versioni di Android dalla 2.2 in avanti.

Niente panico: nella maggior parte dei casi è sufficiente disabilitare la ricezione automatica degli MMS in Google Hangouts e nelle altre applicazioni e imparare a non cliccare sui link agli MMS. Per Hangouts basta andare nelle Impostazioni e disabilitare Recupera automaticamente MMS, come mostrato qui accanto. Bisogna inoltre andare nell’app Messaggi, scegliere Impostazioni e disattivare Recupero automatico nella sezione dedicata agli MMS.

Google ha già corretto la falla, ma spetta ora ai produttori di telefonini distribuire l’aggiornamento correttivo predisposto da Google, e qui sta il problema: se il vostro telefonino non è recente, probabilmente non verrà mai aggiornato e resterà perennemente vulnerabile. Va detto che finora non ci sono segnalazioni dello sfruttamento della falla da parte di criminali informatici.

La lentissima o inesistente disseminazione degli aggiornamenti, priva della gestione diretta e centrale che hanno per esempio Microsoft o Apple, è da sempre uno degli aspetti più criticabili di Android, e Stagefright ne mette bene in luce i limiti. Gli unici telefonini Android che ricevono gli aggiornamenti direttamente da Google sono i Nexus di Google; tutte le altre marche decidono autonomamente se, come e quando creare e distribuire gli aggiornamenti.

Certo, se siete avventurosi potete provare a installare un Android alternativo, come CyanogenMod, per il quale c’è già la correzione della falla. Per la maggior parte degli utenti la soluzione più fattibile, ma anche quella più consumista, è invece acquistare uno smartphone Android più recente.

Fonti: Zimperium, EFF, Androidcentral, Twilio.

Debutta Windows 10, che fare? Per ora, assolutamente nulla

Debutta Windows 10, che fare? Per ora, assolutamente nulla

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni di “robertotos*” e “gianluca.f*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2015/07/30 16:55.

Gratis, Menu Start, Cortana, Edge: queste sono le novità essenziali di Windows 10, ufficialmente disponibile per lo scaricamento da oggi. Ma se non siete affamati di novità a tutti i costi e non amate il rischio, oggi fate qualcos’altro. Lasciate che siano gli altri a farsi male per voi.

Non è una cattiveria nei confronti di Microsoft; è una regola di buon senso che vale per qualunque nuova versione di software. Per quanto sia stata collaudata in laboratorio e dagli utenti che l’hanno scaricata in anteprima, il vero banco di prova è l’installazione di massa in condizioni reali, che fa sempre saltar fuori qualche magagna.

Anche Windows 10 non sfugge a questa regola, come dimostrano i problemi di supporto alle popolari schede grafiche Nvidia o i guai con la sincronizzazione di OneDrive. Ars Technica elenca anche le incoerenze dell’interfaccia (almeno cinque stili differenti di menu, e molto altro) e critica (come fa anche The Register) il limite di 512 voci nel menu Start, per cui chi ha tante applicazioni (e con le suite di oggi, non è un numero implausibile) si trova con la casella di lancio app che non riconosce e non trova tutte le app.

C’è anche Wi-Fi Sense (Sensore Wi-Fi nella versione italiana, già presente sui Windows Phone), la controversa opzione (disattivabile, ma attiva per default) che permette di condividere automaticamente le password delle reti Wi-Fi con tutti coloro che sono nei nostri elenchi di contatti su Outlook.com, Skype o Facebook: d’accordo, la condivisione è cifrata e sono io a scegliere se attivarla la prima volta che mi collego a una specifica rete, ma perché mai dovrei voler offrire automaticamente accesso alle reti Wi-Fi che conosco, e farlo per tutti i miei contatti di Outlook o Skype o Facebook, senza poter scegliere i singoli contatti? E come nota l’esperto Brian Krebs, se affido la password della mia rete Wi-Fi a una persona che ha Wi-Fi Sense attivato (lo è per default), questa persona condividerà automaticamente la mia password con tutti i suoi contatti social, per cui anche i suoi “amici” (per me perfetti sconosciuti) potranno entrare nella mia rete Wi-Fi senza chiedermelo. Questa funzione è un disastro annunciato.

Gratis

Per chi ha già un “dispositivo idoneo” (come lo definisce Microsoft), aggiornarlo a Windows 10 sarà gratuito almeno per il primo anno. L’aggiornamento si scarica dal sito di Microsoft tramite Windows Update (e in molti casi è già stato scaricato automaticamente nei giorni scorsi): spariscono quindi molte delle complicazioni di licenza che frenavano gli utenti forse ancora più del costo delle versioni precedenti di Windows. Spariscono i CD/DVD di aggiornamento, perché Windows 10 si scarica da Internet (anche se sarà disponibile una chiavetta USB); ci sono anche le immagini ISO, che però richiedono una Product Key. La versione per telefonini di Windows 10 sarà disponibile gratuitamente per la maggior parte dei telefonini nei prossimi mesi.

Non è un gesto di disperazione: è deframmentazione del mercato. Del resto anche Apple distribuisce gratuitamente le nuove edizioni dei propri sistemi operativi. Microsoft ha bisogno di semplificare la selva di versioni di Windows ancora in uso. Moltissimi utenti sono rimasti fermi a Windows XP (nato 15 anni fa) o a Vista (che risale al 2008) o a Windows 7 (nato nel 2009) o a Windows 8 o 8.1 (2013-2014). Per esempio, Windows 7 è ancora usato dal 61% dei PC che si collegano a Internet; Windows 8 è fermo al 13%. Gli utenti non si aggiornano e questo costringe Microsoft a supportare troppe versioni dei propri prodotti, tanto che ora XP standard non riceve più aggiornamenti di sicurezza.

Offrire Windows 10 gratuitamente è un forte incentivo alla sua adozione che fa comodo a Microsoft. Un incentivo principalmente psicologico, peraltro, dato che la pirateria di Windows esiste da sempre e comunque la stragrande maggioranza degli utenti pagava Windows in modo impercettibile soltanto quando acquistava un nuovo PC con Windows preinstallato.

Cambia radicalmente anche la strategia degli aggiornamenti di Windows: per la maggior parte degli utenti, Windows 10 installerà le nuove funzioni, gli aggiornamenti di sicurezza e le correzioni dei prodotti Microsoft automaticamente, senza preavviso e senza inviti (che vengono sistematicamente ignorati, creando vulnerabilità puntualmente sfruttate dai criminali informatici). La modalità è simile a quella delle app degli smartphone, che normalmente si aggiornano senza l’intervento dell’utente. Gli utenti professionali e aziendali possono scegliere di disabilitare questo automatismo, in modo da evitare che un aggiornamento causi incompatibilità improvvise con il software o l’hardware di lavoro. Gli aggiornamenti saranno gratuiti per tutta la vita operativa del dispositivo.

I requisiti tecnici non sembrano eccessivi: se il vostro computer, tablet o telefonino supporta Windows 8, funzionerà anche con Windows 10. I PC richiedono almeno 1 gigabyte di RAM e uno schermo con risoluzione minima di 1024 x 600, per cui certi netbook potrebbero risultare incompatibili.

Persiste anche in Windows 10 la giungla delle versioni: ce ne saranno ben sette (Home, Pro, Mobile, Enterprise, Education, Mobile Enterprise e IoT Core), anche se la maggior parte degli utenti ne incontrerà una sola, la Home, sui PC.

Menu Start

L’odiatissima interfaccia a quadrettoni di Windows 8, che ha disorientato milioni di utenti in nome di una presunta semplificazione, viene drasticamente ridimensionata. Il menu Start, che per decenni è stato il punto di partenza sicuro e familiare per tutti gli utenti, con Windows 10 torna al proprio posto, anche se con qualche funzionalità supplementare che all’inizio può distrarre.

Cortana

La risposta di Microsoft a Siri, il popolarissimo assistente vocale di Apple, è considerata potente e flessibile, perlomeno in inglese; la versione italiana avrà probabilmente bisogno di un po’ di rodaggio. A differenza di Siri, Cortana offre una personalizzazione minuziosa, a patto che le permettiate di raccogliere informazioni su tutto quello che fate (cronologia di navigazione, archivio di mail, ricerche fatte in Rete, eccetera). Inoltre, invece di nascondere le proprie funzioni di ricerca come faceva Windows 8/8.1, Windows 10 mette una bella casella di ricerca direttamente nel menu Start.

Edge

Il nuovo browser di Microsoft per ora affianca, ma non sostituisce, Internet Explorer. È veloce e leggero, e sui computer dotati di schermo sensibile al tocco permette funzioni “wow” come l’evidenziazione e l’annotazione di una pagina Web semplicemente tracciando con il dito sullo schermo un cerchio intorno al brano che interessa. Come Google Chrome, ha una propria versione integrata di Flash.

Altre chicche da sapere

Windows 10 ha la funzione Continuum: cambia aspetto in base alla configurazione del dispositivo. Per esempio, se avete uno di quei laptop con schermo staccabile, quando c’è attaccata la tastiera si offre con pulsanti e menu piccoli e facilmente cliccabili e quando usate lo schermo da solo propone tasti più grandi, più facili da centrare con le dita. Le app di posta e calendario ora non sono più legate all’uso di servizi Microsoft come Exchange e Outlook.com. Il supporto per DVD o Blu-ray va installato a parte (ricorrendo a VLC, per esempio). Carini i desktop virtuali, ma c’erano già da anni in OS X e Linux. Sarà possibile importare app scritte per Android e iOS.

Che fare?

Aspettare. Non c’è nessuna fretta. Resistete alle lusinghe della pubblicità. Fate un backup in più dei vostri dati e portate il vostro partner a fare qualcosa di romantico, andate al cinema, spendete la giornata a fare beneficenza, restate a letto a dormire. Davvero. È solo una nuova versione di un sistema operativo, non è la cura per il cancro.

Fonti: ZDNet, TechRepublic, Ars Technica.

Anche se non v’importa di HackingTeam, i suoi trucchi sono già in mano ai criminali: meglio impostare bene Flash

Anche se non v’importa di HackingTeam, i suoi trucchi sono già in mano ai criminali: meglio impostare bene Flash

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È importante aggiornare Flash appena possibile, se lo usate, e magari disattivare la sua esecuzione automatica: oggi è una giornata ad alto rischio.

I file recentemente trafugati a HackingTeam contengono infatti un exploit, ossia un attacco, che sfrutta una vulnerabilità finora sconosciuta di Flash, catalogata come CVE-2015-5119 (informativa Adobe; informativa CERT). I criminali informatici sono stati come al solito velocissimi: hanno già integrato l’exploit nei loro attacchi, che hanno effetto su chi ha Flash fino alla versione 18.0.0.194 inclusa. L’attacco richiede semplicemente una visita a un sito Web.

Diffidate degli inviti automatici ad aggiornarvi, potrebbero essere trappole: usate invece le pagine apposite di Adobe per controllare che versione avete e scaricare la più recente, che in questo momento è la 18.0.0.203.

Per gli utenti Mac: stranamente, sul mio Yosemite il plug-in Flash nelle Preferenze di Sistema non rileva automaticamente la disponibilità dell’aggiornamento 18.0.0.203 e bisogna forzare l’aggiornamento andando sul sito di Adobe a scaricarlo.

Già che ci siete, evitate che un sito ostile vi faccia partire Flash a sorpresa: le istruzioni per Firefox, Chrome, Safari e Internet Explorer sono qui.

Aggiornamento d’emergenza per tutte le versioni di Windows, “merito” di HackingTeam

Aggiornamento d’emergenza per tutte le versioni di Windows, “merito” di HackingTeam

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/07/21 1:50.

La fuga massiccia di dati da HackingTeam continua a rivelare falle gravissime finora pubblicamente sconosciute nei componenti software più diffusi. Dopo una vulnerabilità in Windows, una in Internet Explorer e tre in Adobe Flash scoperte e risolte, stavolta è di nuovo il turno di Windows. Tutte le versioni. Niente panico: c’è già l’aggiornamento, a meno che abbiate Windows Server 2003 o Windows XP, nel qual caso siete e resterete vulnerabili.

La falla è decisamente critica e per esserne colpiti basta ricevere un documento o visitare una pagina Web contenente un font particolare. Sì, non ridete: si possono infettare i computer usando i font. E una volta che l’attacco ha avuto successo, un aggressore può usarlo per prendere il controllo completo del sistema colpito, installare programmi, vedere o modificare o cancellare dati o creare account nuovi. Se vi sembro eccessivamente catastrofico, tenete presente che sto soltanto citando testualmente il bollettino di Microsoft MS15-078.

Per ora Microsoft non ha notizia di attacchi basati su questa falla, ma è soltanto questione di tempo: tipicamente un paio di giorni, a giudicare dagli eventi analoghi più recenti. È già pronto l’aggiornamento d’emergenza, che dovrebbe installarsi automaticamente per la maggior parte degli utenti.

L’aggiornamento, rilasciato poco fa, risolve questa falla per Windows Vista, Windows 7, Windows 8, Windows 8.1, Windows Server 2008, Windows Server 2008 R2, Windows Server 2012, Windows Server 2012 R2, Windows RT e RT 8.1. Non c’è aggiornamento per Windows Server 2003 e per Windows XP, perché non sono più supportati (a meno di contratti speciali con Microsoft).

La falla è stata trovata da Mateusz Jurczyk di Google Project Zero e da Genwei Jiang di FireEye studiando i documenti di HackingTeam, secondo quanto riportato da The Register.

Aggiornamenti di sicurezza importanti per Windows, Office, Flash Player, Acrobat, Reader

Aggiornamenti di sicurezza importanti per Windows, Office, Flash Player, Acrobat, Reader

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Mettete in preventivo un po’ di tempo oggi per aggiornare i vostri computer: Microsoft ha rilasciato degli aggiornamenti importanti che tappano una cinquantina di falle di sicurezza in Windows e in altri suoi prodotti (.NET, Office, Silverlight) e Adobe ha fatto altrettanto per chiudere una ventina di vulnerabilità in Flash Player, Air, Reader e Acrobat per Windows, OS X e Linux.

Questi aggiornamenti non sono da trascurare: tre sono stati classificati da Microsoft come “critici”, perché consentono di attaccare il computer senza che l’utente debba fare nulla di speciale. Una delle falle corrette, la MS15-044, permette l’attacco informatico semplicemente convincendo l’utente a visualizzare una pagina Web o un documento appositamente confezionato.

Per quanto riguarda il software Adobe, controllate se avete installato Flash usando questo link in italiano: se l’avete installato, verificate di avere la versione indicata nella tabella mostrata dal link. Se necessario, aggiornatevi facendo attenzione a non installare software indesiderato come per esempio Security Scan di McAfee.

Google Chrome, che include una propria versione di Flash, si aggiorna automaticamente al riavvio; in alternativa potete forzare l’aggiornamento facendo clic sulle tre barrette a destra della casella dell’indirizzo e scegliendo la voce Informazioni su Google Chrome.

Se usate Adobe Reader o Acrobat, procuratevi i rispettivi aggiornamenti. Buon divertimento.

Fonti aggiuntive: Microsoft Technet, Krebs On Security.

MacKeeper sfruttato dai criminali informatici per infettare i Mac

MacKeeper sfruttato dai criminali informatici per infettare i Mac

I criminali informatici ne inventano una nuova ogni giorno: c’è quasi da ammirarli per la loro abilità. Avete presente MacKeeper, la controversa app di sicurezza e pulizia per Mac che spande pubblicità un po’ dappertutto in Rete? Quest’app di sicurezza è stata sfruttata, ad insaputa dei suoi creatori, per infettare gli utenti.

È stato infatti segnalato un attacco che sfrutta un difetto di una versione non aggiornata di MacKeeper. La trappola funziona così: la vittima riceve una normale mail che contiene un link sul quale è invitata a cliccare con vari pretesti.

Se l’utente usa MacKeeper, il link sfrutta il suo difetto per far comparire sullo schermo un avviso falso, secondo il quale c’è un’infezione (che in realtà non esiste). L’avviso chiede la password di amministratore con la scusa di averne bisogno per poter rimuovere quest’infezione.

Se l’utente preso di mira digita la password, sul suo computer viene scaricato del software ostile creato dai criminali: a quel punto il Mac è davvero infettato e sotto il pieno controllo degli aggressori.

La casa produttrice di MacKeeper ha prontamente corretto il difetto che apriva le porte ai criminali, per cui se usate questo software assicuratevi di averne la versione più recente. Più in generale, anche se non usate MacKeeper, il Mac comunque non è invulnerabile, per cui è buona cosa installarvi un buon antivirus.

Aggiornamenti importanti per Mac e iCosi: turate 77 falle in OS X

Aggiornamenti importanti per Mac e iCosi: turate 77 falle in OS X

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Apple ha reso disponibile OS X 10.10.4, che corregge un numero davvero ragguardevole di falle in QuickTime, OpenSSL, Safari e altro ancora, che consentivano di rubare dati dagli account, vedere i database SQL, leggere i cookie ed eseguire codice da remoto, con buona pace di chi ancora crede alla favoletta pubblicitaria del Mac invulnerabile.

Update party. Credit: io.

L’aggiornamento è bello grosso (oltre 1 GB per il mio Mac Mini con Yosemite 10.10.3, più circa 170 MB per iTunes) e richiede un riavvio che tiene ferma la macchina per parecchi minuti (una decina abbondante, nel mio caso). Dovrebbe risolvere anche vari problemi di connessione di rete (viene sostituito discoveryd, DNS un po’ traballante introdotto con Yosemite), dei difetti nella gestione di alcuni monitor, alcuni problemi di Mail e Photos/Foto e include anche Apple Music, un servizio di musica in streaming a pagamento (solo i primi tre mesi di prova sono gratis), al quale per fortuna non è obbligatorio iscriversi.

Ci sono aggiornamenti anche per i dispositivi iOS, che possono scaricare la versione 8.4 e turare un po’ di falle, compresa quella della serie di caratteri che mandava in crash gli iCosi. Anche qui è incluso Apple Music.

Fonti: Ars Technica, The Register.