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Artemis II, sesto giorno di volo

CET = ora dell’Europa centrale (CEST). MET = tempo trascorso dal decolloLe distanze espresse in miglia usano le statute miles (non le miglia nautiche) salvo diversa indicazione.

Da sinistra: Jeremy Hansen, Christina Koch, Reid Wiseman e Victor Glover.

L’equipaggio di Artemis II è stato svegliato con la canzone Good Morning di Mandisa e TobyMac mentre si trovava a circa 30.300 km (18.830 miglia) dalla Luna. A 4 giorni, 16 ore e 19 minuti dal decollo, ha ricevuto un messaggio speciale registrato dall’astronauta Jim Lovell, protagonista delle missioni lunari Apollo 8 e Apollo 13, prima della sua morte nel 2025.

“Hello, Artemis II! This is Apollo astronaut Jim Lovell. Welcome to my old neighborhood! When Frank Borman, Bill Anders, and I orbited the Moon on Apollo 8, we got humanity’s first up-close look at the Moon and got a view of the home planet that inspired and united people around the world. I’m proud to pass that torch on to you — as you swing around the Moon and lay the groundwork for missions to Mars … for the benefit of all. It’s a historic day, and I know how busy you’ll be. But don’t forget to enjoy the view. So, Reid, Victor, Christina, and Jeremy, and all the great teams supporting you – good luck and Godspeed from all of us here on the good Earth.”

Alle 19.56 del 6 aprile (CET) Artemis II ha raggiunto e iniziato a superare il record di distanza di esseri umani dalla Terra che era stato stabilito da Lovell, Haise e Swigert nel 1970 con Apollo 13. Jeremy Hansen: “As we surpass the furthest distance humans have ever traveled from planet Earth, we do so in honoring the extraordinary efforts and feats of our predecessors in human space exploration. We will continue our journey even further into space before Mother Earth succeeds in pulling us back to everything that we hold dear. But we most importantly choose this moment to challenge this generation and the next to make sure this record is not long-lived”.

Alle 00:44 del 7 aprile (CET) come previsto, la navicella Orion ha perso le comunicazioni con la Terra perché ha iniziato a passare “dietro” la Luna. I segnali radio sono stati infatti bloccati dall’interposizione della Luna fra Orion e la Terra. Victor Glover, pilota di Orion, ha salutato con queste parole: “As we prepare to go out of radio communication, we’re still going to feel your love from Earth. And to all of you down there on Earth and around Earth, we love you, from the Moon. We will see you on the other side”.

Alle 1:00 del 7 aprile (CET) Orion ha raggiunto la distanza minima dalla Luna: circa 6545 chilometri (4067 miglia) dalla superficie. In quel momento viaggiava a circa 5051 km/h (3139 miglia orarie) rispetto alla Luna. La velocità rispetto alla Terra al momento è riportata dalla NASA come 60.863 miglia orarie, ma si tratta di un refuso.

Alle 1:02 del 7 aprile (CET) gli astronauti hanno stabilito il nuovo record di distanza dalla Terra: 406.771 km (252.756 miglia), sei chilometri in più rispetto alla distanza calcolata in precedenza. In questo momento è iniziato il loro viaggio di ritorno verso la Terra.

Alle 1:25 del 7 aprile (CET) l’equipaggio ha visto “sorgere” la Terra da dietro la Luna. In realtà questo movimento è stato prodotto dal fatto che la navicella si sposta nello spazio. Sono ripresi i contatti radio con la Terra.

Alle 2:35 del 7 aprile (CET) la Luna si è interposta per circa un’ora tra Orion e il Sole, creando una sorta di eclissi artificiale che ha consentito agli astronauti di effettuare osservazioni e riprese della corona solare e di numerosi fenomeni lunari, come per esempio gli impatti di meteoroidi (hanno riferito di aver scorto alcuni bagliori improvvisi compatibili con gli effetti di questi impatti) e il sollevamento della polvere superficiale lunare a causa delle forze elettrostatiche. La loro distanza notevole dalla Luna (alcune migliaia di chilometri) ha consentito loro di osservare l’intero emisfero sorvolato, a differenza di quanto fecero gli astronauti Apollo, che passarono a un centinaio di chilometri dalla superficie lunare e quindi ne videro solo una parte.

Registrazione del passaggio nelle vicinanze della Luna.

Intorno alle 8 CET (2 pm EDT), durante la circumnavigazione della Luna, l’equipaggio di Artemis II ha chiamato il Controllo Missione proponendo dei nomi provvisori per due crateri lunari ai quali non era ancora stato assegnato. Per un piccolo cratere situato a nord-ovest del Bacino Orientale hanno proposto il nome Integrity, in onore della navicella che li sta trasportando; per un altro cratere situato a nord del precedente hanno proposto il nome Carroll, quello della moglie del comandante Reid Wiseman, scomparsa il 17 maggio 2020 dopo una battaglia contro il cancro. Questo cratere è a volte visibile dalla Terra. A fine missione la NASA invierà richiesta formale all’Unione Astronomica Internazionale, che ha il compito di assegnare nomi agli oggetti astronomici e ai loro elementi geologici.

Il comandante di Artemis II, Reid Wiseman, in una foto insieme alla moglie, Carroll Taylor Wiseman.

Dopo la fine delle osservazioni lunari alle 3:20 CET del 7 aprile (9:20 pm del 6 aprile EST), gli astronauti hanno ricevuto le congratulazioni del presidente Trump, hanno parlato con il direttore della NASA Jared Isaacman e hanno risposto ad alcune domande provenienti dai social network.


Questa sera, alle 19:25 CET, Orion uscirà dalla sfera d’influenza gravitazionale della Luna, quando si troverà a 66.098 km (41.072 miglia) dalla Luna.

Fonti

Artemis II Flight Day 6: Crew Ready for Lunar Flyby, NASA

Artemis II Flight Day 6: Lunar Flyby Updates, NASA

Artemis II Flight Day 6: Crew Wraps Historic Lunar Flyby, NASA

Artemis II, quinto giorno di volo: circumnavigazione della Luna

CET = ora dell’Europa centrale (CEST). MET = tempo trascorso dal decollo. Le distanze espresse in miglia usano le statute miles(non le miglia nautiche) salvo diversa indicazione.

Gli astronauti di Artemis II sono stati svegliati con la canzone Working Class Heroes (Work) di CeeLo Green mentre si trovavano a circa 105.000 km (65.235 miglia) dalla Luna.

Il primo esperimento della loro giornata di lavoro è stato un test della tuta di sopravvivenza individuale (OCSS, Orion Crew Survival System), capace di tenerli in vita fino a sei giorni consecutivi in caso di depressurizzazione della cabina: ciascuno di loro l’ha indossata, pressurizzata, verificato la sua tenuta, simulato il posizionamento nei sedili, valutato la mobilità e la loro capacità di mangiare e bere.

Gli astronauti hanno anche ricevuto un saluto speciale dall’astronauta Charlie Duke, che volò intorno alla Luna e camminò sulla sua superficie durante la missione Apollo 16 nell’aprile del 1972. In una felice coincidenza, il modulo lunare (il veicolo di discesa) di Apollo 16 si chiamava Orion.

“Reid, Victor, Christina, and Jeremy, this is Apollo 16 astronaut Charlie Duke. John Young and I landed on the Moon in 1972 in a Lunar Module we named Orion. I’m glad to see a different kind of Orion helping return humans to the Moon, as America charts the course to the lunar surface. Below you, on the Moon, is a photo of my family. I pray it reminds you that we and America and all of the world are cheering you on. Thanks to you and the whole team on the ground for building on our Apollo legacy with Artemis. God speed, and safe travels home”.

Dettaglio della foto NASA art002e009006, 4 aprile 2026, scattata durante il quarto giorno di volo della missione Artemis II. Il polo sud lunare è in alto e si scorgono porzioni della faccia nascosta. Il Mare Orientale è sul bordo destro; gli astronauti di questa missione sono i primi a vederlo per intero con i propri occhi.
La Terra ormai lontanissima, vista attraverso uno dei finestrini della capsula Orion durante il quinto giorno della missione Artemis II.

È stata effettuata una manovra di correzione di rotta alle 5:03 CET (11:03 pm EDT). L’accensione è durata 17,5 secondi. Due manovre pianificate sono state annullate grazie alla precisione della traiettoria attuale.

L’equipaggio è entrato nella sfera d’influenza gravitazionale della Luna alle 6:41 CET di oggi 6 aprile (00:41 EDT del 6 aprile), quando si trovava a 66.098 km (41.072 miglia) dalla Luna.

Il Controllo Missione ha inviato all’equipaggio l’elenco finale delle strutture geologiche lunari da osservare e fotografare durante il flyby: si tratta di circa 30 obiettivi, fra i quali spicca il bacino del Mare Orientale, un cratere con un diametro di quasi mille chilometri che si trova a cavallo tra la faccia della Luna visibile dalla Terra e quella nascosta, ha circa 3,8 miliardi di anni e si è formato in seguito all’impatto di un oggetto molto grande.

Un altro bacino di grande interesse è quello di Hertzsprung, un cratere di quasi 650 km di diametro sulla faccia nascosta della Luna. È anch’esso il risultato di un grande impatto, ma è stato eroso progressivamente da impatti successivi. L’equipaggio confronterà i due bacini per capire meglio come si evolvono le strutture geologiche lunari nel corso di periodi lunghissimi (miliardi di anni).

Questi sono gli orari CET e EDT dei principali eventi delle prossime ore:

  • 19:56 del 6 aprile (1:56 pm del 6 aprile): l’equipaggio di Artemis II batte il record di distanza dalla Terra stabilito nel 1970 dall’equipaggio di Apollo 13 durante il suo ritorno in emergenza: 400.171 km (248.655 miglia). 
  • 20:45 (2:45 pm): inizio delle osservazioni lunari.
  • 00:44 del 7 aprile (6:44 pm del 6 aprile): interruzione prevista delle comunicazioni tra Centro di Controllo Missione e Orion mentre la navicella passa dietro la Luna. L’interruzione dura circa 41 minuti ed è simile a quelle avvenute durante le missioni Apollo. I segnali radio vengono infatti bloccati dall’interposizione della Luna. 
  • 00:45 del 7 aprile (6:45 pm del 6 aprile): la Terra “tramonta” dietro l’orizzonte lunare a causa dello spostamento di Orion intorno alla Luna.
  • 1:02 del 7 aprile (7:02 pm del 6 aprile): Orion raggiunge la distanza minima dalla Luna, a 6550 km (4070 miglia) dalla sua superficie.
  • 1:07 del 7 aprile (7:07 pm del 6 aprile): l’equipaggio raggiunge la massima distanza dalla Terra, stabilendo il nuovo record assoluto con 406.777 km (252.760 miglia). In questo momento inizia il viaggio di ritorno verso la Terra.
  • 1:25 del 7 aprile (7:25 pm del 6 aprile): la Terra “sorge” da dietro la Luna dal punto di vista di Orion. Il Centro di Controllo Missione riprende il contatto radio con gli astronauti, che vedono la parte di Terra che include l’Oceania.
  • 2:35-3:32 del 7 aprile (8:35-9:32 pm del 6 aprile): il Sole viene eclissato dalla Luna dal punto di vista dell’equipaggio.
  • 3:20 del 7 aprile (9:20 pm del 6 aprile): fine delle osservazioni lunari.
  • 19:25 del 7 aprile (1:25 pm del 7 aprile): Orion esce dalla sfera d’influenza gravitazionale lunare a 66.098 km (41.072 miglia) dalla Luna.
La diretta del passaggio nelle vicinanze della Luna.
Fonti

Artemis II Flight Day 5: Crew Starts Day with Suit Demo, NASA

Artemis II Flight Day 5: Crew Demos Suits, Readies for Lunar Flyby, NASA

Artemis II Flight Day 5: Correction Burn Complete, NASA

Artemis II, quarto giorno di volo

CET = ora dell’Europa centrale. MET = tempo trascorso dal decollo. Le distanze espresse in miglia usano le statute miles (non le miglia nautiche) salvo diversa indicazione.

La navicella Orion continua il proprio avvicinamento alla Luna, perdendo progressivamente velocità. Contrariamente a quanto hanno scritto alcuni giornalisti, infatti, non è affatto sfuggita alla gravità terrestre, che continua inesorabilmente ad attirarla e a frenarla. L’idea che i veicoli spaziali siano esentati magicamente dalla gravità terrestre non appena arrivano nello spazio è molto diffusa nell’opinione pubblica. In realtà l’attrazione gravitazionale della Terra si estende fino alla Luna e ben oltre: è per questo, per esempio, che la Luna gira intorno alla Terra invece di andare dritta per i fatti suoi. Anche la Stazione Spaziale Internazionale è soggetta alla gravità terrestre, ma a bordo gli astronauti fluttuano perché sono in caduta libera alla stessa velocità della Stazione. Lo stesso vale per gli astronauti di Artemis II.

Questo quarto giorno della missione Artemis II è dedicato ai preparativi per il flyby, ossia il volo nelle vicinanze della Luna, previsto per lunedì 6 aprile, che durerà circa sei ore, dalle 20.45 CET (2.45 pm EDT) del 6 aprile e terminerà alle 4.40 CET del 7 aprile (21:40 del 6 aprile EDT).

La canzone di risveglio di oggi è stata Pink Pony Club di Chappel Roan. Al loro risveglio, gli astronauti si trovavano a circa 272.000 km dalla Terra e a circa 178.000 km dalla Luna.

L’astronauta canadese Jeremy Hansen e la sua collega statunitense Christina Koch hanno usato i comandi manuali di Orion per collaudarne il funzionamento nello spazio profondo, ed è stato svolto un test acustico della durata di 24 ore per aiutare i tecnici sulla Terra a caratterizzare l’ambiente acustico della capsula.

L’equipaggio ha ripassato un elenco delle zone di maggiore interesse della superficie lunare, fornito dagli scienziati specializzati della NASA. Queste zone verranno osservate dagli occhi degli astronauti, addestrati per questo scopo, e fotografate in dettaglio.

I quattro astronauti vedranno la Luna da un punto di vista molto particolare e differente rispetto alle missioni Apollo di oltre cinquant’anni fa, che sorvolarono la superficie selenica a circa 100 km di quota. Orion, nel punto di minima distanza dalla Luna, sarà invece a 4066 miglia (6543 km) e quindi un unico sguardo abbraccerà l’intero emisfero, comprese le regioni circumpolari lunari. La NASA ha pubblicato un’animazione accelerata che mostra cosa vedranno gli astronauti.

Durante il sorvolo, l’equipaggio vedrà un’eclissi di sole quando la Luna passerà davanti alla nostra stella e potrà osservare la corona solare. Gli astronauti cercheranno anche i bagliori prodotti da eventuali meteoroidi che dovessero colpire la superficie della Luna mentre la circumnavigano.

Si prevede che Orion batterà il primato di distanza dalla Terra detenuto finora dalla missione Apollo 13 e raggiungerà la distanza massima di 406.772 km (252.757 miglia), rispetto ai 400.171 km di Apollo 13.

Quando Orion passerà dietro la Luna dal punto di vista della Terra, ci sarà un’interruzione programmata delle comunicazioni di 40 minuti a partire dalle 23:47 CET (5:47 pm EDT). La Luna bloccherà infatti i segnali provenienti dal veicolo e quelli inviati dalla Terra. Lo stesso fenomeno era accaduto durante le missioni Apollo.

A bordo della navicella ci sono vari esperimenti scientifici, come AVATAR, che contiene delle cellule di midollo osseo prelevate dal sangue degli astronauti allo scopo di studiare il comportamento del sistema immunitario umano nello spazio profondo. Verranno inoltre raccolti campioni di saliva. L’agenzia spaziale tedesca DLR ha fornito sensori per rilevare le radiazioni all’interno della capsula in parallelo con i sensori della NASA. L’equipaggio indossa inoltre dei sensori da polso che rilevano vari parametri fisiologici.

Una manovra di correzione di traiettoria (outbound trajectory correction, OTC) prevista dal piano di volo è stata annullata dai controllori del volo al Centro Controllo Missione presso il Johnson Space Center della NASA a Houston perché il veicolo non ne ha bisogno e sta già seguendo la traiettoria desiderata.

Il veicolo spaziale è stato orientato in modo da rivolgere lo scarico delle acque reflue (principalmente urina) verso il Sole, nel tentativo di sturare il condotto di scarico che risulta parzialmente bloccato nonostante l’uso degli appositi riscaldatori concepiti per sciogliere eventuali blocchi di ghiaccio. Il serbatoio del sistema delle acque reflue non è ancora pieno e la toilette funziona, ma all’equipaggio è stato consigliato di usare i dispositivi di riserva per la raccolta delle urine. La causa del blocco non è ancora stata accertata, ma ha prodotto siparietti di insolita comicità e umanità, come un “You are GO for fecal use” inviato da una delle CAPCOM a terra (una delle persone che tiene i contatti diretti a voce con gli astronauti) e questo spezzone nel quale Christina Koch gioisce scherzosamente per aver ricevuto dai tecnici l’OK per un singolo uso della toilette.

Devo dire che è bello che il problema più grande incontrato finora da una complicatissima missione umana verso la Luna sia un malfunzionamento della toilette (Ars Technica).

Nel corso della giornata, il sistema di comunicazione laser di Orion ha superato i 100 gigabyte di dati trasmessi. Questo sistema, denominato Optical Communications System o OCS, affianca i normali apparati di radiocomunicazione e usa un terminale montato all’esterno della capsula Orion per inviare un segnale laser a luce infrarossa verso la Terra. Questo sistema consente di inviare molti più dati rispetto ai sistemi radio tradizionali. L’immagine qui sotto è stata inviata usando questo OCS.

Durante la giornata sono stati scattati dei selfie spaziali: l’equipaggio si è affacciato ai finestrini mentre una delle telecamere esterne fotografava il veicolo. Queste immagini verranno trasmesse a Terra in maggiore qualità nei prossimi giorni.

Sui social network è diventata virale una sequenza, ripresa e trasmessa in diretta dalle telecamere interne di Orion, nella quale l’astronauta Victor Glover era a torso nudo e indossava solo dei pantaloncini durante le attività di igiene personale, che avvengono nell’unico spazio disponibile a bordo, senza tendine o altro. La NASA ha interrotto la trasmissione quasi subito, ma Glover ha fatto in tempo a mostrare involontariamente al mondo un fisico di tutto rispetto.

Fonti: NASA; NASA.

Artemis II, terzo giorno di volo

CET = ora dell’Europa centrale. MET = tempo trascorso dal decollo. Le distanze espresse in miglia usano le statute miles (non le miglia nautiche) salvo diversa indicazione.

4 aprile, 2:50 CET (2g 2h 15m MET). L’equipaggio di Artemis II, a bordo della navicella Orion denominata Integrity, si trova all’incirca a metà strada fra la Terra e la Luna, a 204.000 km dalla Terra, e procede a 5160 km/h.

Gli astronauti hanno dormito e fatto colazione, provvedendo all’igiene personale e agli esercizi di mantenimento della forma fisica. Hanno effettuato vari esperimenti, fra cui una simulazione di intervento di rianimazione cardiopolmonare (CPR), particolarmente impegnativa in assenza di peso, visto che chi la pratica non può sfruttare il proprio peso per applicare forza.

Il volo “dietro” la Luna è previsto per il 6 aprile.

Schema della situazione attuale, vista da sopra il polo nord terrestre.

I quattro membri dell’equipaggio hanno effettuato riprese con le GoPro di bordo e con i telefonini di cui sono dotati, ma soprattutto hanno usato una Nikon D5 per scattare fotografie assolutamente straordinarie della Terra, come questa, che va osservata con attenzione e capita in dettaglio.

Foto NASA art002e000192.

La foto mostra la Terra vista attraverso i finestrini della capsula Orion: in alto si vede la grande distesa bruna dell’Africa settentrionale, con uno scorcio dell’Europa (in particolare Spagna e Portogallo), e in basso (a ore 4) c’è l’Antartide. Ma la caratteristica più straordinaria di questa foto non è immediatamente evidente. È scattata mentre nell’emisfero inquadrato è notte.

La luce che illumina la Terra è quella della Luna piena. La fotocamera, una Nikon D5, è regolata con una sensibilità altissima (51200 ISO) e un tempo di posa piuttosto lungo (1/4 di secondo). Una foto del genere, ai tempi delle missioni Apollo, sarebbe stata impossibile da scattare.

È per questo motivo che si vedono le stelle e lungo i bordi della Terra si vedono il chiarore dell’atmosfera, il verde delle aurore polari e il bianco abbagliante della luce solare diffusa dall’atmosfera (in questa foto il Sole sta dietro la Terra e quella falce luminosa è la zona in cui c’è il tramonto). Per la stessa ragione sui continenti brillano delle luci: sono quelle delle città. La chiazza bianca al centro è un riflesso di una luce di bordo sul finestrino.

L’immagine è stata scattata il 3 aprile 2026 alle 00:27:39, dopo aver completato l’accensione TLI che ha lanciato Orion verso la Luna, secondo i dati EXIF pubblicati. Non so quale sia il fuso orario sul quale è impostata la fotocamera. Un’altra foto mostra la Terra nella stessa situazione ma con un tempo di posa più normale (1/15 di secondo) che produce un’immagine simile a quella vista dagli astronauti.

Queste due immagini, invece, sono foto del veicolo Orion scattate dall’esterno grazie alle GoPro montate alle estremità dei pannelli solari. Il pallino al centro dell’inquadratura nella prima foto è la Luna.

Foto NASA art002e004411, 3 aprile 2026.
Foto NASA art002e004357, 3 aprile 2026.

C’è anche questa foto magnifica della Terra, ormai lontana, vista dal finestrino dell’abitacolo di Orion.

Foto NASA art002e000191, 3 aprile 2026.

Altre immagini stupende della missione sono pubblicate presso images.nasa.gov.

11:01 CET (2g 10h 22m MET). I quattro astronauti di Orion si trovano ora a 241.600 km dalla Terra e 202.250 km dalla Luna e viaggiano a 4385 km/h.

20:20 CET (2g 19h 45m MET). Orion si trova ora a 278.410 km dalla Terra e a 172.592 km dalla Luna e procede a 3725 km/h.

Adnkronos recensisce il mio ultimo libro… con ChatGPT?

È bello vedere che in tempi di fake news imperante e di disinformazione che appesta i social network, il giornalismo tradizionale raccoglie fieramente la sfida e si propone, giustamente, come garante della corretta informazione, del rigore professionale, della deontologia sopra ogni altro criterio.

Sto scherzando, ovviamente.

Adnkronos ha pubblicato una recensione del mio libro Ritorno sulla Luna totalmente falsa e inventata, che ha tutti i sintomi classici di un testo generato da un’intelligenza artificiale, usata oltretutto maldestramente.

La recensione è qui (copia su Archive.org). Vi consiglio di leggerla per intero, per apprezzarne lo stile così dannatamente ChatGPT-esco. È costellata di banalità e frasi trite e senza senso, che puzzano di ChatGPT lontano un miglio. “Il grandissimo interesse per il nostro enigmatico satellite ha natali millenari”: ma chi è che scrive così? E che dire della “rilevanza documentale strategica”? Cosa c’è di “strategico” in un libro che parla di missioni lunari? Sono aggettivi e sostantivi inanellati a casaccio, senza un senso logico, proprio come fa un’IA.

E poi: “il testo analizza sistematicamente migliaia di testimonianze originali”. Addirittura migliaia? E come avrei fatto? Soprattutto, dove sono nel libro?

La cosa più grave di questa “recensione” è che non è vero che “il cuore del volume è dedicato alla decostruzione delle teorie del complotto”. Non è vero che rispondo “punto per punto ai dubbi più comuni, come l’assenza di stelle nelle immagini o lo sventolio della bandiera in assenza di atmosfera”. Queste cose le ho fatte in un altro libro.

In altre parole: tutto mi fa pensare che qualcuno a Adnkronos abbia pensato bene di usare ChatGPT o simile per fabbricare in tre secondi una recensione, invece di fare il proprio lavoro e leggere il libro. Non avendolo letto, non si è accorto che la sua “intelligenza artificiale” aveva avuto un’allucinazione e aveva riassunto invece un altro mio libro, il cui contenuto, guarda caso, è interamente disponibile online e quindi accessibile a un’IA, mentre il testo di Ritorno sulla Luna non lo è.

Se qualcuno compra Ritorno sulla Luna e s’incazza perché non ci trova niente di quello che Adnkronos dice che contiene, non se la prenda con me, ma con chi pensa di fregare il proprio datore di lavoro usando un ChatGPT invece di scrivere, frega i lettori di Adnkronos rifilando loro notizie inventate, e magari crede pure di essere stato furbo. Complimenti.

Artemis II, secondo giorno di volo

CET = ora dell’Europa centrale. MET = tempo trascorso dal decollo. Le distanze espresse in miglia usano le statute miles (non le miglia nautiche) salvo diversa indicazione.

20:35 CET. A venti ore dalla partenza, il Controllo Missione a Houston sveglia gli astronauti con la canzone Green Light di John Legend. Orion si trova a 52.800 km dalla Terra, nella porzione discendente della sua orbita ellittica: sta ricadendo verso la Terra e attraversando di nuovo le fasce di Van Allen (di nuovo con buona pace dei lunacomplottisti). La giornata è relativamente tranquilla. Se tutto va bene, intorno alle 2 CET di domattina verrà effettuata l’accensione finale (TLI burn o Trans-Lunar Injection burn) che farà accelerare ulteriormente Orion e la inserirà in un’orbita fortemente ellittica che la porterà fino alla distanza della Luna.

Gli astronauti hanno tenuto una conferenza stampa in diretta dallo spazio profondo. La qualità dell’audio e del video è impressionante per chi è abituato alle immagini sgranate e all’audio quasi indecifrabile delle comunicazioni dei tempi delle missioni Apollo.

21:35 CET. Houston comunica agli astronauti il “GO” per accelerare verso la Luna. L’accensione del motore principale del modulo di servizio avverrà alle 1:49 CET (6:49 CT), quando Orion sarà a 185 km di altitudine (115 sm) e durerà 5 minuti e 55 secondi, consumando circa 500 chilogrammi di propellente. Questa accensione imposta anche la traiettoria di rientro: da questo punto in poi non sono più previste accensioni, salvo eventuali piccole correzioni di rotta. Viene confermata la data prevista per l’ammaraggio: 10 aprile.

3 aprile 00:10 CET. L’equipaggio usa per la prima volta l’apparato per esercizi ginnici di bordo (flywheel device): un oggetto grande come una valigetta che ha una massa di circa 14 chili, una sorta di vogatore con un volano che consente vari tipi di esercizi. Jeremy Hansen lo presenta in questo video. Durante la diretta dallo spazio, le immagini mostrano che quando qualcuno usa questo apparato, l’intero veicolo spaziale oscilla leggermente per reazione. Quest’oscillazione è amplificata dal fatto che le telecamere esterne sono montate all’estremità dei lunghi pannelli solari del veicolo, che sono flessibili.

1:49 (1g 1h 14m MET). Si accelera verso la Luna. I pannelli solari di Orion sono stati ripiegati in avanti per ripararli dalle sollecitazioni dell’accensione del motore principale del modulo di servizio europeo per il Trans-Lunar Injection burn. Questa accensione dura circa sei minuti e impartisce al veicolo altri 1400 km/h di velocità (867 mph), portando Orion alla velocità massima di tutto il suo viaggio, ossia circa 36.500 km/h (22.670 mph). L’accensione avviene in parte mentre Orion sorvola a circa 185 km (115 miglia) di distanza l’emisfero notturno della Terra, che in questo momento include la costa est delle Americhe, l’Oceano Atlantico, l’Africa ed Europa. Il sorvolo di Orion è teoricamente visibile anche dall’Europa [Scientific American; Time].

I primi rilevamenti indicano che l’accensione è stata corretta. La missione Artemis II si dirige verso la Luna: è il primo veicolo con equipaggio a farlo da oltre 50 anni.

10:53 CET (1g 10h 17m MET). Orion si trova a 104.446 km dalla Terra e viaggia a 8412 km/h (2,3 km/s), in progressiva diminuzione. Era prevista una leggera correzione di traiettoria alle 00:43 CET di domani 4 aprile, ma è stata annullata in quanto non necessaria.

Schema della situazione attuale, vista da sopra il polo nord terrestre.
11.16 CET. Non è fantascienza: quella è la Luna, vista dalle telecamere esterne di Orion, in diretta streaming da oltre centomila chilometri di distanza.

17.52 CET (1g 17h 17m MET). Orion è ora a 154.000 km dalla Terra e viaggia a 6479 km/h.

Artemis II: stasera il primo tentativo di tornare intorno alla Luna con un equipaggio. Lancio riuscito

La finestra di lancio di due ore nella quale la NASA può tentare di far decollare verso la Luna il razzo gigante SLS con la navicella Orion e il suo equipaggio di quattro persone si apre alle 00.24 CET (ora dell’Europa centrale). È la prima volta dal 1972 (Apollo 17) che si tenta un’impresa come questa.

Il razzo partirà solo se tutte le delicatissime condizioni tecniche e meteo saranno soddisfatte: a bordo ci sono appunto quattro persone e nessuno vuole correre rischi superiori a quelli già intrinseci nel fatto di trovarsi in cima a un serbatoio che contiene quasi tre milioni di litri di idrogeno e ossigeno liquidi e dovrà sollevarsi da terra e accelerare fino a venticinque volte la velocità del suono e oltre.

Questo è un volo di test di un veicolo nuovo che trasporta per la prima volta degli esseri umani. Un rinvio è perfettamente possibile. Ma c’è anche la possibilità che stasera assisteremo a un lancio straordinario e spettacolare.

Questa è la traiettoria di volo prevista:

Risorse per seguire la missione

Il volo di Artemis II potrà essere seguito anche graficamente su Artemistracker.com.

Sarà inoltre possibile seguire visivamente il veicolo nello spazio attraverso i telescopi del Virtual Telescope Project.

La cronologia del primo giorno della missione viene aggiornata dalla NASA presso www.nasa.gov/blogs/missions/2026/04/01/live-artemis-ii-launch-day-updates/.

Il blog generale della missione è presso www.nasa.gov/blogs/artemis/.

La telemetria in tempo reale (tempo di missione, velocità, quota, distanza dalla Luna) è presso https://www.nasa.gov/missions/artemis-ii/arow/ (info) e nell’app della NASA (che include un indicatore che segnala dove si trova Orion rispetto all’utente).

Su Heavens Above c’è una simulazione grafica della missione.

Cronaca in tempo quasi reale

19:00. La diretta della NASA per il tentativo di lancio di oggi è disponibile su YouTube: il primo streaming coprirà il decollo, il secondo coprirà l’intera missione ed è già cominciata.

19:00. Gli astronauti sono nella sala di vestizione e stanno indossando le tute di volo (OCSS, Orion Crew Survival System).

19:30. Rituale partita a carte e foto di gruppo nella sala di vestizione.

19:50. Gli astronauti escono dal Neil Armstrong Operations and Checkout Building, dalla stessa porta dalla quale uscirono gli astronauti Apollo e Shuttle, e salutano le famiglie, con le quali sono stati in quarantena, prima di salire a bordo del furgone che li porta alla rampa di lancio.

19:58. Scortato da un mezzo blindato e da auto della polizia, il furgone con gli astronauti si incammina verso la rampa 39B, passando davanti al VAB e al centro di controllo lanci tra due ali di persone che li salutano dai bordi della strada.

20:13. Gli astronauti sono arrivati alla rampa di lancio. Attraversano a piedi la piattaforma di lancio, alla base del razzo SLS, e si fermano a contemplare il veicolo che potrebbe portarli fino alla Luna. Prendono l’ascensore per salire lungo la torre di lancio, percorrere una passerella retrattile e raggiungere la White Room, la camera di preparazione finale all’imbarco. Qui firmano la parete con un pennarello; sono i primi a farlo in questa camera, a differenza di quella della rampa 39A, che porta già moltissime firme perché è stata usata intensamente negli ultimi anni.

20:30. Gli astronauti entrano nella capsula Orion, denominata Integrity, aiutati dai tecnici. Prima entrano Wiseman e Hansen; poi Glover e Koch. Le telecamere di bordo offrono una visuale completissima della situazione.

21:30. Il portello interno della capsula è stato chiuso; quello esterno (del guscio protettivo appartenente al razzo di emergenza, Launch Abort System) rimane aperto. Gli astronauti abbassano le luci di bordo e attendono l’esito dei test di pressurizzazione della cabina.

22:30. C’è un problema con il sistema di autodistruzione d’emergenza (FTS, Flight Termination System). I tecnici ci stanno lavorando attingendo anche a componenti di test risalenti all’era Shuttle. Il conto alla rovescia prosegue comunque. L’equipaggio è sdraiato nei sedili, che sono in posizione orizzontale in questa fase della missione (i piedi sono più in alto del resto del corpo).

23:10. Il problema all’FTS è stato risolto. Il portello esterno, quello del LAS, viene chiuso.

23:30. Problema sulla temperatura di una delle batterie del LAS. Le condizioni meteo sono migliorate: ora sono positive al 90%.

2 aprile, 00:05 CET. Il problema alla batteria è stato risolto.

00:20. Tutti i controllori di volo danno il loro Go per il decollo. Gli astronauti annunciano di essere pronti. Inizia la fase finale del conto alla rovescia. L’orologio è fermo a dieci minuti dalla partenza in attesa del Ground Launch Sequencer, il complesso software che coordina automaticamente migliaia di operazioni di preparazione del razzo.

00:25. Inizia il Terminal Countdown. Decollo previsto per le 00:35:12 ora dell’europa centrale.

00:28. Viene ritirata la passerella di accesso alla capsula. In caso di emergenza, ora gli astronauti verrebbero messi in salvo usando il razzo d’emergenza LAS.

00:35. Il controllo viene passato al computer di bordo. Decollo! In Florida sono le 18:35.

Decollo di Artemis II. Credit: Bill Ingalls.

00:37. Sganciati i booster laterali.

00:39. Superata la quota di 100 km. Sganciate le carenature laterali del modulo di servizio. Sganciato il LAS. Reid Wiseman comunica via radio che vede la Luna dai finestrini. A sei minuti dal decollo, Artemis II viaggia già a 16.000 km/h.

00:44. Spegnimento dei motori principali dello stadio centrale, che poi si sgancia per ricadere sulla Terra disintegrandosi al rientro. Il veicolo è ora in orbita, sia pure instabile (apogeo di 2223 km, perigeo di 27 km), ed è composto dal secondo stadio ICPS, dal modulo di servizio e dalla capsula Orion. La tappa successiva è l’accensione del motore dell’ICPS per alzare il perigeo dell’orbita a 49 minuti dal decollo. Gli astronauti possono ora aprire le visiere dei loro caschi.

00:57. Inizia il dispiegamento dei pannelli solari, che si completa alcuni minuti più tardi. Il veicolo è a 558 statute miles (sm) (898 km) dalla Terra e vola con il Sole alle spalle, viaggiando a 26.000 km/h, 24 minuti dopo il decollo.

1:08. Orion è a 1572 km dalla Terra. Christina Koch è da pochi minuti la donna che ha raggiunto la massima distanza dalla Terra in tutta la storia del volo spaziale. Il primato spettava finora a Anna Menon e Sarah Gillis (entrambe statunitensi), con 1400,7 km (870.35 sm), quota raggiunta l’11 settembre 2024 a bordo di una capsula Dragon di SpaceX nel corso della missione spaziale privata Polaris Dawn. Insieme a loro c’erano Jared Isaacman (l’attuale direttore della NASA) e Scott Poteet.

1:17. Orion sta sorvolando l’Africa. I suoi pannelli solari sono ripiegati in avanti per sostenere le sollecitazioni che verranno impartite dall’accensione del motore principale dello stadio ICPS per alzare il perigeo.

1:25. Sopra il Madagascar ha luogo l’accensione del motore dell’ICPS per circa mezzo minuto per aumentare il perigeo (Perigee Raise Maneuver, PRM), ottenendo un’orbita di 2223 per 185 km (1381 per 115 sm), mentre il veicolo passa dalla notte al giorno, a circa 1300 sm (2100 km) dalla Terra. La prossima manovra sarà un’accensione di 18 minuti e 6 secondi per alzare l’apogeo (ARB, Apogee Raise Burn).

1:40. Dopo una breve perdita di contatto radio probabilmente dovuta a problemi con i sistemi di terra, le comunicazioni riprendono. I pannelli solari sono stati riportati alla posizione ottimale per la raccolta di energia solare. Koch e Hansen possono ora togliersi le tute di sopravvivenza e si occupano dei sistemi ambientali di bordo (sanitari e acqua potabile, rispettivamente); Wiseman e Glover lo potranno fare dopo l’ARB. Decidono di rinviare la rimozione delle tute di tutti e quattro. Viene accesa la toilette di bordo, ma dà problemi.

1:51. Orion annuncia l’inizio di un thermal roll: un lento rollio per esporre al sole uniformemente tutte le parti del veicolo.

2:23. ARB effettuato con successo mentre la NASA effettua una conferenza stampa, portando l’orbita a un apogeo di 70.377 km (43.730 sm).

3:00. Orion viaggia a 24.140 km/h (15.000 mph) a 5046 sm. La ventola della toilette è incagliata. Christina Koch e i tecnici sulla Terra stanno lavorando per ripararla. Finché la ventola non si sblocca, la toilette è usabile per i rifiuti solidi ma non per i liquidi. L’equipaggio prepara le soluzioni alternative, denominate CCU o Collapsible Contingency Urinal nelle comunicazioni di Artemis II, che potrebbero essere questi dispositivi (praticamente dei sacchetti high-tech).

3:35. Tre ore dall’inizio della missione. Orion è in eclissi di Sole: dal suo punto di vista, la Luna copre il Sole. Questo offre agli astronauti di osservare la corona solare. Gli astronauti si sono tolti le tute di sopravvivenza. Usano i propri smartphone (degli iPhone, mi sembra) per scattare foto personali. Effettuano una breve diretta TV con immagini dall’interno della cabina. Le telecamere esterne di Orion mostrano in continuazione immagini dell’esterno del veicolo. Per la prima volta in oltre 50 anni, delle immagini e delle comunicazioni radio di esseri umani vengono ricevute dal Deep Space Network, la rete di grandi parabole riceventi dedicate a segnali provenienti dallo spazio profondo.

3:58. Iniziano le Proximity Ops: lo stadio ICPS si separa da Orion e il pilota Victor Glover inizia una serie di manovre manuali della navicella, assistito da Christina Koch, allontanandosi di circa 100 metri e poi avvicinandosi allo stadio ICPS fino a una decina di metri. Glover diventa la prima persona al mondo a pilotare manualmente un veicolo Orion. I due veicoli spaziali volano a 15.200 km/h e si trovano a 22.700 km dalla Terra. Queste manovre servono per acquisire esperienza per i futuri attracchi tra veicoli previsti nelle missioni Artemis successive.

Lo stadio ICPS contiene un bersaglio con un diametro di circa 60 centimetri. La distanza fra i due veicoli viene valutata visivamente, senza telemetri o altri misuratori di distanza, usando solo le dimensioni apparenti dello stadio e del suo bersaglio su uno dei monitor di Orion. Le manovre servono ad accertare il comportamento reale di Orion durante le manovre manuali di rendez-vous e di attracco.

5:00. Alla fine della serie di manovre, Orion ripiega in avanti i pannelli solari ed effettua una breve accensione automatica dei motori per allontanarsi dall’ICPS. I due veicoli sono a questo punto a circa 37.300 km dalla Terra e viaggiano a 10.600 km/h. Poi lo stadio ICPS accende il proprio motore per cambiare traiettoria e precipitare sulla Terra, disintegrandosi nell’atmosfera in una zona remota dell’Oceano Pacifico.

5:39. A cinque ore e quattro minuti dal decollo, l’ICPS rilascia quattro CubeSat a intervalli di un minuto l’uno dall’altro. I CubeSat sono piccoli satelliti realizzati da vari Paesi (Argentina, Germania, Corea e Arabia Saudita) che effettuano brevi missioni intorno alla Terra, separate dalla missione lunare di Orion. Continuano le attività per riparare la toilette, che si concludono con successo una ventina di minuti più tardi.

7:25. Gli astronauti comunicano privatamente con i medici a terra per riferire sul proprio stato di salute. Orion è a 52.500 km dalla Terra e si allontana dal nostro pianeta a 7122 km/h. Ci sono problemi con il Wi-Fi di bordo: il tablet del comandante Wiseman non riesce a collegarsi al software della NASA.

8:15. L’equipaggio è sveglio da oltre sedici ore.

Schema della complessa serie di orbite effettuate da Orion (fonte: NASA AROW).

13:06 (7:06 EDT). Houston sveglia l’equipaggio dopo un periodo di sonno di sole quattro ore, come previsto dal piano di volo. Lo fa con la chiamata di risveglio (wakeup call), che come da rituale inizia con un brano musicale scelto dai controllori del volo: in questo caso è “Sleepyhead” di Young and Sick [NASA].

Gli astronauti vengono svegliati perché devono monitorare l’ultimo evento importante del primo giorno di volo di Artemis II: una nuova accensione di 43 secondi del motore principale del modulo di servizio di Orion per aumentare il perigeo dell’orbita del veicolo spaziale. L’accensione è pianificata per le 14:04 CET, quando la navicella raggiunge la massima distanza dalla Terra secondo la sua orbita attuale. Una volta effettuata questa manovra, l’equipaggio potrà dormire per altre cinque ore; per facilitare il sonno, ha a disposizione tappi per le orecchie, mascherine per coprire gli occhi e tendine oscuranti applicabili ai finestrini.

Schema che indica il punto dell’orbita in cui Orion effettuerà l’accensione per alzare il perigeo (fonte: NASA AROW).
Nelle immagini trasmesse in diretta dalle telecamere montate esternamente a Orion la Terra è una falce sottile sospesa nel nero dello spazio.

8:35. Otto ore dopo la partenza, Orion si trova a 58.400 km dalla Terra, in un’orbita fortemente ellittica. Man mano che si allontana, perde velocità. Attualmente procede a 5900 km/h. Intanto il problema di connessione del tablet del comandante è stato risolto.

A questo punto del suo viaggio, l’equipaggio ha superato le fasce di Van Allen e non è morto, con buona pace di tutti i lunacomplottisti che per decenni hanno blaterato che era impossibile superarle. Fra l’altro, Orion le riattraverserà durante la parte discendente dell’orbita, e lo farà ancora dopo l’accelerazione finale dell’inserimento in traiettoria translunare. Chissà quale altra scemenza s’inventeranno adesso questi imbecilli per giustificare la loro arrogante ignoranza.

Appuntamenti di aprile

10 aprile – Radio Deejay – ore 12 – Partecipazione alla trasmissione Catteland con Alessandro Cattelan.

14 aprile – Canobbio (Svizzera) – Giornate progetto dedicate al cambiamento climatico: incontro con studenti di Scuola Media sui consumi energetici dell’IA.

18 aprile – Breganzona (Svizzera) – Corso di aggiornamento sull’IA e i social per consulenti di Pro Juventute.

19 aprile – Vigevano (PV), Cavallerizza del Castello – evento in definizione.

22 aprile – Milano, via Meravigli 9/b (Palazzo Emilio Turati) – 9.30-13.30 – Intervento sulle Fake News alla 1° conferenza nazionale organizzata da CONAI: Sostenibilità e giornalismo responsabile (in occasione della Giornata Mondiale della Terra).

28 aprile – Canobbio (Svizzera) – Incontro sulle Fake News con gli studenti di Scuola Media.

Auto elettriche, BYD offre ricarica 10-70% in cinque minuti

BYD ha presentato in Cina la Song Ultra EV, un’auto elettrica che stando al costruttore può essere ricaricata dal 10 al 70% in cinque minuti e al 97% in nove sulle colonnine predisposte. Ha una batteria da 68,4 o 82,7 kWh. Costa, in Cina, circa 22.000 dollari.

Uno dei principali ostacoli all’adozione delle auto elettriche, il tempo di ricarica, sembra insomma risolto, almeno a livello tecnico. E ora che i prezzi dei carburanti stanno schizzando in su per via dell’ennesima guerra scatenata da Trump, le auto elettriche diventano molto allettanti.

Fonte: Electrek

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