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11/9, Loose Change zittito dal copyright

Nei guai il documentario Loose Change: viola il diritto d’autore. C’è poco da gioire

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Il diritto d’autore entra come un macigno nell’arena delle ipotesi di complotto sull’11 settembre. Il popolarissimo documentario Loose Change, che sostiene varie ricostruzioni alternative degli attentati del 2001, è stato diffidato perché violerebbe il diritto d’autore. Lo riferisce The Register.

La notizia non deve suscitare entusiasmo in chi non crede alle ipotesi di complotto, perché pone il problema ben più ampio della libertà di espressione. Anche un documentario “anticomplottista”, infatti, verrebbe imbavagliato dalle medesime leggi sul copyright, rendendo di fatto impossibile la discussione e la ricerca.

I fratelli Jules e Gedeon Naudet, i documentaristi francesi che erano insieme ai pompieri di New York durante la loro tragica operazione di soccorso al World Trade Center, hanno inviato tramite i propri legali una lettera di diffida a Dylan Avery, uno dei giovani realizzatori di Loose Change, minacciando di fare causa. Loose Change è infatti una compilation di filmati e immagini provenienti da varie fonti (giornali, TV, documentari) e include circa 14 spezzoni tratti dal documentario dei fratelli Naudet. La richiesta di risarcimento minacciata è di 150.000 dollari per ciascuna violazione del diritto d’autore. Più le spese legali, s’intende.

Loose Change è stato scaricato da almeno due milioni di persone, e al momento è tuttora in vendita su DVD a poco meno di 18 dollari e scaricabile gratuitamente. Avery dichiara di averne vendute oltre 50.000 copie.

Il problema, in questo caso, non sembra tanto l’uso non autorizzato o controverso del materiale dei fratelli Naudet, quanto il lucro che ne deriva, perlomeno stando al testo della diffida legale (ora rimossa dal sito di Loose Change). Questa è una considerazione importante da fare per chiunque voglia realizzare documentari, su qualsiasi argomento, compilati partendo dal lavoro altrui: la libera distribuzione è tollerata, la vendita no.

Il riferimento al caso nostrano di Luogocomune.net e del documentario Inganno Globale è evidente, e ne ho già discusso privatamente con Massimo Mazzucco e nei forum di Luogocomune. La questione prosegue per il caso specifico, e sembra che vi sia una soluzione legale nella dottrina del fair use statunitense, ma è da vedere fino a che punto questa dottrina sia applicabile in Italia, dove la SIAE gioca ancora con i bollini. Documentaristi in erba di Internet, meditate.

Provate questo trucco di IE e preoccupatevi

Provate questo trucco di IE e preoccupatevi

Internet Explorer rivela una nuova stranezza. O vulnerabilità?

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “fulvioro*****” e “giodi”.

Come molti, anch’io sconsiglio da anni l’uso di Internet Explorer per motivi di sicurezza, e uno di questi motivi è da sempre la sua profonda integrazione in Windows: la buona progettazione, infatti, esige che il browser sia separato dal sistema operativo e sia un’applicazione come tutte le altre. L’altro motivo, come testimoniato da quello che sto per raccontarvi, è che per via di quest’integrazione IE è pieno di magagne e comportamenti imprevedibili che creano trappole assolutamente inattese, contro le quali la semplice competenza informatica non basta.

Infoworld, infatti, segnala un comportamento che ha stupito anche gli esperti di Microsoft: digitando un indirizzo in Internet Explorer 6 (e anche in IE 7 beta), può succedere che invece di visitare il sito corrispondente all’indirizzo, IE lanci un programma (magari ostile) presente nel computer.

Esempio pratico:

  • Cliccate col pulsante destro sul desktop di Windows e scegliete Nuovo > Collegamento.
  • Impostate il collegamento in modo che lanci la Calcolatrice (calc.exe).
  • Come nome del collegamento, scegliete http://www.microsoft.com.
  • Lanciate Internet Explorer e digitate http://www.microsoft.com nella barra dell’indirizzo.
  • Invece di andare al sito Microsoft, viene lanciata la Calcolatrice.

Questo non dovrebbe succedere. Un browser non deve lanciare un programma locale quando gli si digita l’indirizzo di un sito. E’ come pigiare il clacson dell’auto e constatare con orrore che si disinnesta il freno a mano. E’ abbastanza evidente che questo comportamento può essere sfruttato da un aggressore per farvi lanciare un programma ostile di sua scelta.

Infoworld ne ha discusso con gli esperti Microsoft, che sono rimasti in maggioranza sorpresi di questo comportamento. Si è notato che si manifesta soltanto quando non viene digitato http:// prima del nome del sito, e questo fa pensare che IE faccia vari tentativi d’interpretare la digitazione dell’utente: uno di questi tentativi guarderebbe il Desktop per vedere se contiene un collegamento corrispondente alla digitazione. Se non lo trova sul Desktop, allora lo va a cercare su Internet. Ma se lo trova, lo esegue, scavalcando completamente il funzionamento atteso del browser.

Di per sé non è un pericolo grave (l’aggressore deve comunque avere già accesso al computer della vittima con qualche altro metodo), ma è un sintomo di una filosofia di progettazione che nonostante tutto non è ancora orientata realmente alla sicurezza; il fatto che questo comportamento sia presente anche nella prossima versione di IE (la 7, attualmente disponibile come beta) non promette bene per il futuro. Ogni comportamento non documentato è una possibile trappola per l’utente.

Il tuo Mac scotta? Togli il tappo!

Apple scottata dai MacBook roventi

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “eluotto” e “andrea.man***”.

Ci sono notevoli problemi di surriscaldamento nei nuovi MacBook di Apple. Diciamo pure che scottano proprio. Una delle ragioni del problema è emersa grazie al lavoro degli smanettoni, che hanno scoperto che alcuni MacBook vengono assemblati lasciando tappate le griglie di ventilazione.

Apple ha ammesso che se la ventola va in continuazione e la parte superiore e/o inferiore del laptop emette calore, è opportuno controllare la griglia di ventilazione posteriore e assicurarsi che non sia bloccata da un sottile pezzo di plastica trasparente utilizzato in fabbrica per proteggere il MacBook dalla polvere. Se è presente, va semplicemente tolto e buttato via.

A quanto pare, questa non è la causa degli analoghi problemi di calore che affliggono i MacBook Pro. Secondo alcune segnalazioni come questa e questa, per questi modelli il problema è dovuto forse a una dose assurdamente generosa di pasta termica, usata paradossalmente per dissipare il calore.

Si direbbe che la vantata qualità dei Mac abbia preso una brutta piega durante la transizione ai processori Intel. Meglio aspettare lo svezzamento, quindi, prima di investire nei nuovi modelli: per ora mi tengo stretto il mio iBook G4 12″, taroccato per gestire due monitor.

11/9, ne riparlo a Matrix (poi basta)

Stasera puntata finale di Matrix sull’11 settembre, sarò in collegamento

Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

14:30. Non c’è come promettere e promettersi di non toccare più l’argomento per restarne invischiato… Ha chiamato adesso la redazione di Matrix: alle 17.30 parto per Milano, da dove sarò in collegamento per la puntata di stasera. Non so altro. Scriverò qui i dettagli appena li avrò. Scusate se per oggi non risponderò ai commenti, sto preparando di corsa il materiale.

22:20. Eccomi rientrato alla base! La puntata di Matrix di stasera riguarda il complottismo in generale e la questione 11 settembre è relativamente marginale, per cui non aspettatevi grandi controanalisi: ho risposto a un paio di domande generiche e poi via con gli altri ospiti, come del resto ha fatto Massimo Mazzucco. Del tanto materiale preparato, e delle tante cose importanti da raccontare, non c’è stato tempo di parlare, purtroppo. Sette minuti, saluti compresi. La televisione è fatta così.

Anzi, alcune parti sono state tagliate: se riguardate la puntata, nella parte 6 io faccio un accenno a una teoria delle “mele marce” (la trovate nella trascrizione qui sotto), che però non è stata accennata prima. Nell’originale, Mazzucco aveva ipotizzato che Bush fosse all’oscuro del complotto ordito da una frangia deviata del governo o dei servizi USA (le mele marce, appunto) e aveva chiarito che essere complottisti non significa essere antiamericani, ma queste sue considerazioni sono state eliminate, per cui si ha l’impressione che io stia dicendo cose senza senso. Cosa che molti complottisti diranno comunque, ma almeno in questo caso ho un’attenuante che andava chiarita.

Spero, però, che nel poco tempo disponibile sia arrivato comunque via Matrix il messaggio che volevo proporre: ossia che con il fracasso mediatico che si sta facendo in questi giorni sulle ipotesi di complotto, è facile che sia i “complottisti” sia gli “ufficialisti” vengano interpretati come due gruppi contrapposti, con grande gusto dello giornalista e dello spettatore, forse, ma con pochi risultati pratici in termini di ricerca (o verifica) della verità. Andare in televisione è divertente, ma il piccolo schermo non è l’arena più adatta per disquisire di dettagli minuziosi. Per quello c’è Internet.

A proposito: Mazzucco ha detto che i dirottatori “non avevano mai pilotato un jet”: è formalmente corretto, forse, ma ingannevole, perché fa sembrare all’ascoltatore non attento che i dirottatori fossero dilettanti allo sbaraglio. In realtà, Hani Hanjour era certificato come pilota commerciale dalla FAA; Mohamed Atta aveva l’ instrument certificate della FAA; tutti e quattro i dirottarori avevano una certificazione FAA e tutti avevano frequentato corsi di volo e usato simulatori di volo professionali. Non erano gli eredi del Barone Rosso, ma non erano certo del tutto impreparati. Ma per replicare documentatamente alle affermazioni di questo genere ci vuole il tempo di tirar fuori e controllare la documentazione, e in televisione questo tempo non c’è. Per cui lo segnalo qui.

Proprio per prevenire questo rischio di contrapposizione e di spettacolarizzazione, proseguirò le mie ricerche fuori da questo blog, riportandolo al suo tema informatico originale, e trasferendole nel mio sito-archivio (Attivissimo.net) e nella tana del lupo, ossia su Luogocomune.net. Quello è il posto giusto per esaminare e smontare (se del caso) le ipotesi di complotto, come sta già facendo con ottimi risultati uno degli esperti interpellati dalla Rai per lo speciale sul Boeing fantasma al Pentagono. Quando salta fuori qualcosa di interessante, lo segnalerò con un semplice link in questo blog.

Potreste obiettare che faccio un favore a Mazzucco portando da lui i lettori di questo blog che sono interessati all’argomento, e che magari gli farò vendere qualche copia in più del suo imminente DVD. Può darsi, ma non m’importa. Non ho iniziato queste ricerche sull’11 settembre per fare soldi o per inseguire la celebrità: erano semplicemente una piccola parte del Servizio Antibufala, e non voglio esserne fagocitato. Francamente, l’idea di essere apparso in una trasmissione che stando ai dati citati da Mediaset ha avuto una media di 937.000 spettatori e 6.160.000 contatti (qualunque cosa voglia dire) mi inquieta non poco.

Ho comunque ancora moltissimo materiale sul tema (le indagini sul WTC7, per esempio), e lo pubblicherò man mano su Attivissimo.net, segnalandolo anche qui. Ci vediamo là e su Luogocomune, se vi interessa.

E ora riprendiamo la nostra regolare programmazione…

Aggiornamento (2006/06/05)

Siccome le mie dichiarazioni a Matrix cominciano ad essere oggetto di dissezione e di citazione inesatta qua e là, ne pubblico qui la trascrizione (gentilmente realizzata in parte da SirEdward, che ringrazio) tratta dalla mia registrazione della trasmissione così com’è andata in onda, per evitare che mi si rimproveri di aver detto cose che non ho detto.

(59:00) Mentana: A Milano è collegato con noi Paolo Attivissimo…

Attivissimo: Buonasera.

M: … che a sua volta ha un suo blog in un sito Internet a lui stesso denominato, del resto, in cui fa sostanzialmente il cacciatore di bufale e va a separare quelle che sono verità, quelle che sono verità alternative, e quelle che sono la miriade di panzane più o meno interessate che circolano soprattutto su Internet, ma non solo, riguardo ai grandi fatti storici a cominciare dall’11 settembre. Allora, Attivissimo, lei tra l’altro, come Mazzucco, ci ha aiutato nella scorsa puntata di Matrix. Che cosa si può dire di quello che abbiamo sentito fino ad adesso?

A: Mah, credo che sia molto interessante quello che ha detto Mazzucco sul fatto di ripulire, esaminare, valutare quello che è stato detto fino a questo punto e, visto che io spesso vengo definito come detective antibufala, non vorrei che si arrivasse, come dire, a dipingermi come l’avversario. Qui nessuno, credo, sta giocando a fare l’avversario, a fare una lotta…

M: Certo, certo.

A: …si tratta semplicemente di scoprire quali sono i fatti reali, se ci sono degli accostamenti errati involontari o se si tratta effettivamente di causa ed effetto, e il lavoro che fa Mazzucco è di presentare alcuni dati e io, diciamo forse da un’ottica leggermente diversa, però, cerco di valutare quanto sono esatti questi dati e, se sono esatti bene, se non sono esatti vanno corretti. Per esempio…

M: Facciamo qualche esempio?

A: Sì, per esempio, la questione della possibilità di intervistare, questa era una questione perfettamente nota. Chi indaga a fondo in queste cose conosce benissimo la storia di questa presunta intervista documentata…

[La fonte originale di questa storia è qui]

M: Il commando-troupe saudita. O arabo.

A: Sì. E’ una cosa che non stupisce particolarmente, nel senso che in sé queste cose possono succedere. Non vedo però francamente un nesso fra questa cosa specifica e la dinamica degli attentati, cioè se da qui vogliamo saltare a dire che le torri…

Galli della Loggia: Convaliderebbe l’idea…

A: …erano piene di esplosivo, è un salto logico abbastanza impegnativo.

M: Attivissimo, Attivissimo, se davvero Bush fosse stato l’oggetto di un attentato nello stesso giorno, nella stessa mattina dell’11 settembre, questo taglierebbe le unghie a ogni teoria di autocomplotto e autoattacco…

A: Si’.

M:… a meno di non pensare a un golpe anti-Bush.

GDL: Convaliderebbe l’idea che l’attacco aveva proporzioni ben maggiori di quanto ha avuto.

M: Era appunto un’azione…

GDL: proprio…

M: … e che fra l’altro non concerneva i soliti diciotto, diciannove, venti dei due commando. Però io voglio fare…

A: Infatti…

M: Prego.

A: Infatti mi piace molto questa… questa teoria abbastanza innovativa delle mele marce, ossia che in questo modo si circoscrive il numero delle persone…

[quello che avrei voluto dire, se non fossi stato interrotto, era che l’ipotesi delle mele marce ricorre in moltissime teorie di complotto (anche in quella dello sbarco sulla Luna): ha il vantaggio di circoscrivere il numero di persone che hanno consapevolmente partecipato al complotto e quindi di rendere più “piccolo” e quindi meno incredibile il complotto. Circoscriverlo, s’intende, mentalmente: perché in realtà ci vuole sempre un sacco di manovalanza per organizzare un complotto. Chi mina un grattacielo, anzi tre, deve sapere quello che sta facendo. Chi prende i passeggeri e li vaporizza deve sapere cosa sta facendo. L’altro vantaggio è che risolve il problema di giustificare l’evidente implausibilità di Bush come genio del male (o come genio di qualsiasi genere): poverino, non sapeva nulla, anzi lo volevano far fuori. Ma è sempre soltanto una teoria costruita per giustificare un’altra teoria che non ha alcun supporto probatorio.]

GDL: Altro che mele marce, però.

M: Sì, è una cassetta piuttosto voluminosa.

A: Molto voluminosa, infatti uno dei dubbi…

M: Attivissimo, veniamo però alla materia di fatto.

A: prego.

M: Secondo lei cosa non sta in piedi delle teorie alternative? Cosa sicuramente non sta in piedi?

A: Mah, penso che la cosa fondamentale, al di là di tutti i dettagli in cui spesso ci si perde in queste indagini, è l’enormità del complotto che sarebbe necessario. Cioè noi dovremmo ipotizzare che nessuno riveli mai, in tutti questi anni, il benché minimo dettaglio significativo, una prova, la cosiddetta smoking gun, che riveli cosa è andato… che c’è stato effettivamente un complotto. Pensiamo che secondo le teorie complottiste — scusate questo termine, però, per brevità, non voglio insultare nessuno, c’è chi si offende… Secondo queste teorie è stato minato un intero complesso di edifici, centodieci piani, due torri, sono stati fatti sparire degli aeroplani, sono state prese delle persone, alcune famose, Barbara Olson, per esempio, era su uno dei voli, abbiamo responsabili militari, abbiamo responsabili di grandi aziende che erano su questi voli. Tutti scomparsi? Nessuno che si svegli per fare una telefonata a un giornale e dire “No, guardi che mio marito è vivo, mia moglie è viva, è tutta una storia, ci siamo inventati tutto, mi hanno pagato per tacere, ma non ce la faccio più”. Possibile?

M: Questo per i negazionisti assoluti, per quelli che possono sostenere, ma lo si dice dello sbarco in America, ehm, sulla Luna, lo si dice di tante cose…

A: Esatto.

M: Ecco, i negazionisti assoluti francamente non hanno qui… è inutile parlarne, no?

[No, non è inutile parlarne, perché queste tesi sono incluse nei documentari che Matrix ha presentato e sono presenti nei “quaranta punti” del congresso dei complottisti di Chicago, che sono stati presentati a inizio puntata e che io non ho sentito perché ero in viaggio per Milano. Punti che, stranamente, non contengono alcun riferimento all’ipotesi del Boeing fantasma al Pentagono. Non ci credono più neppure i complottisti?]

M: Chi però sostiene che ci sono delle smagliature nelle versioni ufficiali lo fa con un suffragio di prove, indizi, argomenti meno risibile, ecco, da tenere seriamente in considerazione.

A: Sì.

M: Allora le faccio una domanda contraria. Nelle tesi ufficiali, cosa c’è che invece è difficile da sostenere fino in fondo?

A: Molto poco. Ci sono alcuni aspetti…

[Pensavo di elencare questi aspetti a fine risposta, dopo il preambolo qui sotto, ma non c’è stato verso; comunque sono il caso Odigo (alcuni dipendenti di questa ditta ricevettero tramite cercapersone un avvertimento di natura non meglio precisata), il presunto passaporto di uno di dirottatori trovato al WTC, e la distribuzione dei rottami nel Volo 93]

A: …diciamo che, come capita spesso in queste situazioni, più documentazione si ha a disposizione e meno è facile creare un complotto, perché la documentazione permette di avere tanti punti di vista, tante informazioni. Nessuno per esempio seriamente ipotizza che gli aerei che hanno colpito le torri gemelle siano stati degli ologrammi – ho sentito anche questa nelle mie ricerche – siamo tutti penso d’accordo… (che si tratta di aerei di linea… )

Mentana: (sì, andiamo sulle cose di sostanza), su quello… tra persone intelligenti, no?

A: Le cose…

M: Persone intelligenti come, per tacere di altri, come Cardini o Galli Della Loggia si possono dividere sulla verità ufficiale o sulle smagliature della verità ufficiale, non discuteranno certo di ologrammi o… o di finti voli caduti, ecco.

A: Certo.

M: Stiamo però alle tesi meno… meno azzardate.

A: Ecco, credo però che… le tesi meno azzardate ipotizzano che siano stati sostituiti degli aerei. Questa è una cosa tecnicamente fattibile, però ricadiamo sempre nello stesso problema: perché fare tutta questa cosa?

M: E sull’aereo che ha colpito il Pentagono?

A: Eh… anche qui: le prove documentali sono abbastanza schiaccianti, cioé (se noi prend…)

M: (secondo lei) secondo lei c’è una prova schiacciante per ciascuno degli aspetti fondamentali dell’11 settembre? Ovvero: il buco nella difesa aerea, eh… l’attacco alle torri, il crollo delle torri e della famosa torre numero 7, eh… l’attacco al Pentagono e il volo con gli eroi, il volo che è andato a (precipitare) …

A: Sì, sì.

M: …in una zona non abitata?

A: La prova schiacciante credo che sia…

M: Su questo le tesi ufficiali sono corroborate da un apparato probatorio sufficiente?

A: Sufficiente e massiccio. Credo che, più che altro, la prova schiacciante non sia una specifica cosa – uno specifico evento – quanto un metodo di lavoro, un metodo di approcciare la questione. Se noi valutiamo la massa di informazioni che abbiamo — i filmati, le fotografie, la documentazione, i verbali, le… mappe, le fotocopie, tutto — le registrazioni, e… vediamo se sono “coerenti”, non troviamo problemi di coerenza. Quindi chi fa indagini di complotto deve vedere…

[qui mi riferisco non tanto ai rapporti ufficiali (perché per un complottista sono inaffidabili per definizione), quanto alle foto e ai video pubblicamente disponibili da fonti giornalistiche, che ragionevolmente non sono stati manipolati]

M: (chiaro, chiaro. Allora… allora)

A: …deve trovare dei buchi. Finora questi buchi sono: errori di interpretazione o, spesso, manipolazioni, accostamenti piuttosto… eh, come dire… astuti, ma scorretti di quello che viene detto…

M: (Attivissimo) scusi l’uso reiterato del superlativo, ma è stato chiarissimo.

A: Prego.

M: eh… eh… abbiamo sentito Mazzucco, abbiamo sentito lei… chi vuole, chi è rimasto conquistato o interessato dalle tesi di Mazzucco ha già letto “Luogocomune.net”, chi è interessato a Attivissimo, “Attivissimo.net”, chi li segue tutt’e due, chi li leggerà tutt’e due avrà due tesi a confronto in maniera molto interessante. Grazie anche a Paolo Attivissimo…

A: Grazie a voi. (1:06)

Aggiornamento (2006/06/06)

Ho pubblicato su Attivissimo.net tutto il materiale che ho fornito alla redazione di Matrix. Sono circa 30 megabyte di video, file e foto, divisi su più pagine nella speranza di non schiantare il server. Credo che questo materiale possa essere utile per chi si avvicina alla questione complotti per la prima volta: diventa una sorta di “bigino” che spiega molte cose che i complottisti spesso omettono.

7 giugno, sono a Pavia per parlare di open source

7 giugno, sono a Pavia per parlare di open source

Il 7/6 a Pavia si parla di open source e di libertà digitali, ci sono anch’io

Sono stato invitato a parlare al Collegio Ghislieri, mercoledì 7 giugno alle 18, a proposito di software a codice sorgente aperto. L’incontro è intitolato Open source: il futuro dell’informatica? ed è organizzato da Studentipavia.it; sarà moderato dal professor Daniele Boffi, dell’Università di Pavia. L’ingresso è gratuito.

Qui accanto vedete la locandina dell’incontro. Mi affretto a precisare che nessuno dei personaggi raffigurati rappresenta le mie nobili, acutangole fattezze.

Sono a Matrix stasera

Stasera Matrix torna sull’11 settembre, ci sono anch’io

Ho appena finito una giornata frenetica di collaborazione-lampo per telefono e via Internet con la redazione di Matrix, e mi dicono che stasera va in onda una puntata dedicata all’11 settembre, nella quale verranno messe a confronto le mie ricerche e le ipotesi alternative di Luogocomune.net.

Io non sarò in studio e non ho idea di come verrà strutturata la trasmissione, né di quali saranno gli eventuali ospiti in studio.

Paranoico e antibufalaro come sono, quando mi ha scritto Mentana pensavo fosse una burla ben congegnata, persino gli header erano plausibili. Infatti erano autentici :-).

Se la cosa vi interessa, sintonizzatevi su Canale 5 intorno alle 23.20, con focaccia e birra a volontà, oppure aspettate che venga pubblicata la registrazione in streaming sul sito di Matrix.

Vignetta antibufala

Vignetta antibufala

Il ritorno di un’antica nemesi 🙂

Dopo tutti questi articoli sulle tragedie dell’11 settembre, qualcosa di molto più leggero: un crossover fra la mia passione per Star Trek e quella per le indagini antibufala. Grazie a jpupe per la vignetta! Per chi non lo sapesse, Valentin è costui.

Vignetta Sticcon

Guerre Stellari, scene tagliate: prime immagini dal DVD di Episodio III

Ain’t It Cool News segnala le prime immagini tratte dalle scene tagliate di Guerre Stellari Episodio III: Grievous uccide una Jedi di fronte a Obi-Wan Kenobi; Obi e Anakin tagliano il pavimento con le spade laser per crearsi una via di fuga; Obi e Anakin finiscono in una vasca di liquido (secondo i miei libri, è un serbatoio di carburante o simili); e Yoda arriva su Dagobah.

Mancano, per il momento, scene ben più clou, che so che sono state girate ma mancano dal film: il momento in cui Palpatine spiega ad Anakin chi è il suo vero padre, per esempio… come, non lo sapete?

Il DVD esce il primo novembre.

Antibufala: torna lo squillino a pagamento

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “maudanto”, “joebass2005” e “massimo.bos**”.

Sta impazzando un appello secondo il quale si pagheranno anche gli “squillini”, ossia le chiamate a vuoto fatte come segnale prestabilito (“fammi uno squillino quando arrivi a casa”). L’appello è scritto nello stile di una notizia d’agenzia ed è talvolta firmato “Vincenzo Spataro – Tech News”:

ROMA. I tre maggiori gestori di telefonia mobile italiana (wind, omnitel,tim), hanno appena annunciato che dalla mezzanotte di oggi, si pagheranno anche gli squilli effettuati con terminali radiomobili (telefonini), ad un prezzo concordato e unico per tutti i gestori, pari a 0,001 centesimi di euro.

L’amministratore di Vodafone-Omnitel, ha dichiarato che da tempo i tre gestori stavano pensando di disincentivare gli squilli, poichè pur non producendo guadagni per i gestori, sovraccaricano notevolmente la rete radiomobile rallentando le comunicazioni wireless. Il costo, per quanto irrisorio, va valutato sulla base del numero di squilli giornalieri che gli utenti oramai si scambiano abitualmente, e quindi il suo costo diventa sensibile.
“Questa iniziativa sarà valutata dall’Antitrust, come iniziativa di cartello” – ha commentato il ministro delle comunicazioni Gasparri, prontamente contattato dal nostro quotidiano – “e comunque è un indice del vento di crisi che tira sulle aziende, e che le costringe anche a prendere iniziative assolutamente antipopolari.”

Invitiamo pertanto i nostri lettori, d’ora in poi, ed in attesa di eventuali azione da parte delle associazioni di consumatori, moderare l’uso del telefonino, e degli squilli in particolare, per evitare di avere brutte sorprese sulle bollette.

Vincenzo Spataro – Tech News

Si tratta di una bufala risalente addirittura al 2003. L’indizio fondamentale della natura bufalina dell’appello è l’esiguità della somma, pari a una frazione infinitesima di euro (sono 0,001 centesimi di euro, non 0,001 euro), che anche facendo migliaia di squillini non assommerebbe mai a cifre significative.

Un altro indizio che dovrebbe rendere più evidente la bufala è la presenza di riferimenti datati (Omnitel ha cambiato nome in Vodafone), ma come al solito l’emozione impedisce di notare questi dettagli.

L’indagine antibufala completa è, come al solito, a vostra disposizione.

Ciao da Paolo.

Aggiornamento [30/11/2005]: mi è arrivata la segnalazione di un e-mail che invita a uno “sciopero” basato su questa bufala. Eccone il testo:

Come protestare
Le compagnie di telefonia mobile hanno deciso che dalla mezzanotte di stasera si pagheranno anche i nostri beneamati “squilletti”.
Affermano che questi intasano notevolmente le linee wireless e che quindi dovranno avere un costo che sarà pari ad euro 0,001 per ogni squilli effettuato.(1000 squilli scaleranno 1 euro al nostro credito)
Abbiamo deciso di protestare spegnendo tutti i cellulari nella giornata del 1 dicembre, in altre parole dalle 00: 00 del 1/12/2005 fino alle 23.59 dello stesso
Per chiamate urgenti e ripeto URGENTI si potrà accendere esclusivamente per la durata della chiamata, per poi spegnerlo dopo questa.
Per le altre chiamate si potrà andare presso cabine telefoniche o altro
Diciamo che per un giorno si puo anche fare….o vogliamo pagare anche gli squilli???????????????????
La cosa in se sarà utile perchè spegnendo i cellulari anche solo per un giorno il deficit economico
delle compagnie si farà sentire visto che in una sola giornata queste ricevono migliaia di euro da noi consumatori…

Fate girare questa e-mail a piu persone possibili e se potete anche all’estero
Grazie a tutti!! E delle grazie puramente sarcastiche alle compagnie telefoniche!!!
Non bastavano i soldi che già vi diamo??

Ogni commento è superfluo.