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Opera smetterà di far finta di essere Internet Explorer

Secondo Opera Watch,

http://operawatch.blogspot.com/2005/07/opera-to-stop-spoofing-user-agent-as.html

il browser alternativo Opera, usato da circa 10-15 milioni di utenti, smetterà di presentarsi ai siti Web facendo finta di essere Internet Explorer come ha fatto sinora per evitare sabotaggi.

Di norma, quando Opera richiede una pagina Web, invia insieme alla richiesta il cosiddetto “user agent”, ossia una stringa di testo che identifica il browser che sta effettuando la richiesta. I dati contenuti nello user agent sono solitamente il nome del browser e la sua versione. Quest’informazione serve ai siti per presentare versioni delle proprie pagine compatibili con i vari browser ma anche per raccogliere informazioni statistiche sulla diffusione dei vari programmi di navigazione adoperati dagli utenti.

Finora, appunto, lo User Agent di Opera simulava quello di Internet Explorer, perché molti siti avevano la brutta abitudine di non accettare visitatori che usavano browser diversi da Internet Explorer (di solito “per motivi di sicurezza”, questi spiritosi), anche se Opera era perfettamente compatibile con le loro pagine. Ci sono stati addirittura alcuni casi di siti che generavano appositamente pagine difettose se si imbattevano in Opera.

Questo però causava un circolo vizioso: siccome simulava IE, Opera non risultava nelle statistiche di accesso dei siti, per cui non c’era incentivo per i creatori di siti Web a creare siti che accettassero Opera, e quindi Opera continuava ad essere costretto a simulare IE.

Ora, invece, Opera si annuncerà ai siti con la propria vera identità, ma manterrà la possibilità di fingersi Internet Explorer per i singoli siti che testardamente insistono nel voler accettare soltanto Internet Explorer.

In difesa dei videogiochi e contro le crociate puritane ipocrite

Il senatore Hilary Clinton vuole spendere 90 milioni di dollari per uno studio sugli effetti dei videogiochi sui bambini, sulla scia dello “scandalo” suscitato dalla scoperta che in un videogioco molto popolare ci sono delle scene nascoste di sesso rivelabili soltanto con opportuni codici “segreti” (ottima trovata pubblicitaria).

Nessun problema con battaglie, guerre, stragi, ammazzamenti vari, furti d’auto in grande stile… ma per favore, niente sesso! I nostri adolescenti potrebbero scoprirne l’esistenza!

The Inquirer pubblica qui un’ottima lettera in difesa del videogioco e soprattutto del buon senso, che rivela quanto siano ipocrite certe crociate contro i videogame:

http://theinquirer.net/?article=25015

Appena ho un briciolo di tempo, lo traduco e lo pubblico.