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Arrestati per truffa sentimentale da 2 milioni di euro

Arrestati per truffa sentimentale da 2 milioni di euro

La Metropolitan Police londinese segnala un successo nella lotta contro le truffe sentimentali realizzate via Internet, come quella raccontata in una recente puntata del Disinformatico: sono stati arrestati e condannati due membri di una banda criminale che metteva a segno questo genere di inganno crudele usando metodi altamente organizzati.

I componenti della banda, nel corso di un corteggiamento online che è durato dieci mesi e nel quale avevano finto collettivamente di essere un facoltoso ingegnere in cerca di compagnia sentimentale, erano riusciti a sedurre una donna tanto da farsi mandare man mano 1,6 milioni di sterline (circa 2,2 milioni di euro o 2,4 milioni di franchi).

La particolarità di questa truffa milionaria è che la vittima ha incontrato anche di persona il finto ingegnere: il primo contatto è avvenuto online, in un sito d’incontri, a febbraio del 2014, ma poi è sfociato in un appuntamento faccia a faccia alcune settimane dopo. I due si sono frequentati, lui si è dichiarato innamorato e di voler vivere con lei, ma prima doveva risolvere un affare e per questo le ha chiesto un prestito.

La truffa era davvero ben strutturata: alla vittima è stato anche presentato un finto avvocato, e la donna si è poi recata ad Amsterdam, dove ha incontrato un garante. Anche lui era un impostore.

La vittima ha avuto dubbi più volte sull’autenticità del racconto del suo presunto innamorato, ma la polizia londinese spiega che ogni volta che lei chiedeva delle prove le veniva fornita ampia documentazione (falsa ma ben contraffatta) oppure venivano addotte delle scuse. E così, poco per volta, la donna ha versato in vari conti l’ammontare milionario.

Un’altra particolarità di questo successo londinese è che i truffatori arrestati e condannati risiedevano nello stesso stato della vittima, cosa piuttosto rara in questo genere di truffa. Di solito i truffatori stanno infatti all’estero rispetto alla vittima e questo complica enormemente le indagini. In questo caso britannico, comunque, gli arrestati sono probabilmente soltanto i manovali della banda e i capi stanno altrove.

La polizia di Londra raccomanda a tutti alcune misure di prudenza, che commento brevemente:

Non lasciatevi distrarre da storie strappalacrime: gli imbroglioni le inventano per conquistarsi la vostra fiducia e sono molto bravi a farlo. Non dimenticate che per loro questo è un lavoro a tempo pieno.

Non fidatevi di una foto: chiunque può prendere una foto di qualcun altro da Internet e usarla come falsa immagine del profilo su un social network o su un sito d’incontri. Usate la ricerca per immagini di Google o Tineye per vedere se la foto che avete ricevuto viene usata altrove: se lo è, avete la conferma della truffa, ma se non lo è non vuol dire necessariamente che tutto sia a posto.

Non spedite mai soldi a persone che non avete mai incontrato o che non conoscete molto bene: non importa quanto siano forti i vostri sentimenti verso di loro, resistete a quest’impulso molto umano, sul quale i truffatori contano moltissimo.

Mettete in dubbio tutto quello che vi dicono: i truffatori sono bravi a raccontare poco di sé e a tirar fuori informazioni personali dalla vittima. Fate controlli incrociati e non rivelate dettagli personali come per esempio le vostre coordinate bancarie.

Non tenete segreta la vostra relazione: spesso i truffatori chiedono alla vittima di non parlare ad altri del legame sentimentale, dicendo che devono mantenerlo segreto per ragioni personali, ma è soltanto una scusa per evitare che ne parliate con qualcuno che vi possa mettere in guardia contro il rischio di truffe.

Se sospettate che qualcuno vi voglia truffare, smettete subito di comunicare: bloccate la mail e i messaggi provenienti dal vostro interlocutore e segnalate il caso alla polizia.

Fonti aggiuntive: The Register.

Sicurezza: minacce legali da Pro.Sat.Studio, ma è il solito tranello virale

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “fabio.degius****” e “emc2”.

Come altri lettori, anch’io stamattina ho ricevuto un’inquietante diffida, piena di errori di battitura, da una certa Simona Favini della Pro.Sat.Studio:

la scrivente società ha senganlato la presenza di continui tentativi di intrusione nei nostri Database dall’inizrizzo di posta topone@pobox.com, siete pregati di controllare lo stato di attivazione della vostra mail all’interno dei nostri archivi all’indirizzo sottostante, la mancata comunicazione all’internio del nostro sito ci vedrà costretti ad intreprendere vie legali

DETTAGLIO EMAIL: topone@pobox.com

Sistinti Saluti
PRO.SAT. STUDIO

Non rispondete a questo messaggio e non cliccate sul link che contiene: è una trappola.

Le parole “Dettaglio email [indirizzo], infatti, portano all’indirizzo http://www.melagodo.biz/prosat_db. Melagodo.biz è un noto sito-trappola, già documentato in altre occasioni in questo blog.

Visitando l’indirizzo del link (non fatelo), che fra l’altro è già bloccato dalla barra antiphishing di Netcraft, compare una scritta che parla di un “Accesso Datatbase PRO.SAT. STUDIO”. Non sembra succedere nulla, ma c’è una riga di codice molto particolare nell’HTML della pagina:

<"clsid:4F398B32-702D-4582-BFA0-F7052FC6A744" codebase="db_access.exe">

Sui sistemi Windows non adeguatamente protetti, questa riga può scaricare e tentare di eseguire un programma, db_access.exe, che l’analisi online di Kaspersky riconosce già come virus, denominandolo Trojan.Win32.Dialer.jw.

Per prevenire attacchi di questo genere, ricordate di non fidarvi mai dei link presenti nei messaggi inattesi e di fonte sconosciuta; ricordate che il mittente di un messaggio è facilmente falsificabile; e prendete opportune precauzioni, usando un antivirus ma soprattutto navigando con browser meno insicuri del solito Internet Explorer (per esempio Firefox o Opera) e con sistemi operativi meno vulnerabili di Windows.

Questo attacco ha efficacia soltanto sui sistemi Windows; gli utenti Mac e Linux e in generale di altri sistemi operativi non corrono rischi.

Se avete cliccato sul link e temete di essere infetti, non scrivetemi chiedendo aiuto: purtroppo non ho tempo per fare assistenza tecnica a tutti. Contattate uno specialista, pagatelo per disinfestare e cogliete l’occasione per riflettere sulle vostre abitudini informatiche.

Se non avete cliccato sul link, cestinate il messaggio e non preoccupatevi.

Violata la sicurezza dei Bancomat dei benzinai inglesi, utenti fregati due volte

Violata la sicurezza dei Bancomat dei benzinai inglesi, utenti fregati due volte

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “claudio.sar****” e “root74”.

Dal Regno Unito arriva una storia molto educativa a proposito della sicurezza delle transazioni elettroniche. Qualcuno ha trovato il modo di taroccare i lettori delle carte di credito e dei Bancomat dei benzinai Shell e usarli per acquisire tutti i dati delle carte, compreso il PIN. Con questa tecnica sono stati frodati circa 1,5 milioni di euro.

La truffa è talmente diffusa da aver costretto seicento dei mille distributori Shell britannici a tornare al vecchio sistema della firma, come riferisce la BBC, dopo che con tanta enfasi l’intero Regno Unito si era convertito al “Chip & PIN”, ossia alla carta di credito dichiarata “sicura” perché autenticata tramite un chip incorporato e la richiesta del PIN al posto della firma.

In realtà il sistema si è rivelato un colabrodo e ha causato maggiori danni agli utenti, perché mentre la firma è contestabile, la digitazione del PIN lo è assai meno, per cui per gli utenti è molto più difficile dimostrare di essere stati frodati e quindi si trovano derubati e impossibilitati a contestare gli addebiti fraudolenti. Doppia fregatura, insomma.

La tecnica usata è particolarmente interessante. Secondo The Inquirer, i malfattori si sono presentati presso i distributori spacciandosi per tecnici della manutenzione dei lettori di carte di credito (un classico metodo di social engineering) e hanno rimosso i lettori, reinstallandoli dopo averli modificati. I lettori così truccati registravano tutti i dati in transito, che venivano utilizzati per prelievi abusivi in altri paesi.

Questo è un sistema ancora più raffinato di quello in uso in Italia sugli sportelli Bancomat, dove viene applicata una mascherina contenente un lettore supplementare e il PIN viene registrato da una microtelecamera. Col metodo inglese, né il cliente né il rivenditore hanno modo di accorgersi della frode in atto, perché tutto il meccanismo è all’interno del normale lettore. L’unico modo in cui possono accorgersi della buggeratura è verificare le credenziali di ogni persona che si presenta come tecnico della manutenzione. L’assenza, finora, di questo controllo è una falla ovvia nella catena di sicurezza, secondo i più classici criteri dell’analisi di vulnerabilità: si pensa solo alla tecnologia e si dimentica il fattore umano.

I clienti si trovavano addebiti illeciti sul proprio estratto conto, ma non riuscivano a contestarli perché risultava digitato il PIN, e le condizioni di contratto prevedono che il PIN debba essere tenuto segreto sotto la responsabilità del cliente, per cui gli addebiti (teoricamente) dovevano essere stati autorizzati dal cliente.

Il lettore per carte di credito è il punto debole tecnologico di questo tipo di transazione, perché è il luogo nel quale convergono tutti i dati del cliente (numero della carta, scadenza e PIN) e perché in molti casi non utilizza il chip presente sulla carta, come discusso su SnakeOilLabs. Proprio per questo, i lettori sono dotati di dispositivi antimanomissione, che però nel caso del modello di lettore preso di mira (un Trintech Smart5000) evidentemente non ha funzionato.

La polizia britannica ha già effettuato otto arresti nel sud dell’Inghilterra, e l’indagine continua. Nel frattempo, chiunque abbia un lettore di carte di credito nel proprio negozio farebbe meglio a diffidare di chi si presenta come tecnico alla manutenzione e a verificarne l’identità telefonando alla società di gestione dei lettori… ovviamente senza usare eventuali numeri forniti dal “tecnico”.

Tuttavia, stando ai commenti che potete leggere qui sotto, sembra che questo genere di truffa sia già sbarcato anche in Italia e che abbia forme ancora più sofisticate.

Come trovare la password di MSN e Hotmail: il metodo funziona. Ma non come promesso

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “17262” e “clauslucas”.

IMPORTANTE

Prima di scrivermi chiedendo come usare questo metodo per scoprire la password della vostra morosa che temete vi faccia le corna, del vostro capo che vi tormenta, o del vostro cane, leggete fino in fondo l’articolo.

Ricevo da un paio di giorni segnalazioni di una tecnica di phishing decisamente originale: un e-mail che promette un “metodo funzionante per trovare la password di un account MSN o Hotmail”.

L’e-mail contiene il listato top secret di un programma nel quale si devono immettere alcuni dati prima di inviarlo a un particolare indirizzo di posta, dal quale si riceverà in risposta la password che si voleva scoprire.

Ecco un esempio del messaggio:

ATTENZIONE
ECCO IL METODO FUNZIONANTE PER TROVRE LA PASSWORD DI UN ACCOUNT MSN O HOTMAIL
INVIERO’ QUESTA EMAIL SOLO A 10 PERSONE, PER NON MINARE LA SICUREZZA DI TUTTI, SOPRATTUTTO DELLA GENTE ONESTA….RITIENITI FORTUNATO

USA QUESTO SISTEMA SOLO PER COSE SERIE TIPO SE SEI STATO TRUFFATO O COSE SIMILI……
……SE CERCHI GIUSTIZIA.……

SE FAI CASINI PERO’ SONO SOLO AFFARI TUOI!!!!!

SPIEGAZIONE: INVIA IL CODICE SEGUENTE ALL’INDIRIZZO EMAIL (fai “copia e incolla”)

msn_server0018_command_root@hotmail.it

FAI LE OPPORTUNE MODIFICHE INDICATE IN ROSSO

#ifndef SPSTRING
#define SPSTRING
//#define ASK //INSERISCI IL TUO INDIRIZZO EMAIL QUI (non ha importanza a quale dominio appartiene, funziona con tutti)
//#define ASK //INSERISCI LA PASSWORD DEL TUO INDIRIZZO EMAIL QUI
//#define ASK //INSERISCI DINUOVO LA PASSWORD DEL TUO INDIRIZZO EMAIL QUI
#include <iostream.h></iostream.h>
#include <assert.h></assert.h>
#include <stdlib.h></stdlib.h>
#include <string.h></string.h>
#include <stdio.h></stdio.h>
#define DEFAULT_ALLOC 16
#define MAXLENGTH 1024

class StringTokenizer;
class String
{
friend class StringTokenizer;
protected:
unsigned len; //actual length of string
unsigned sz; //allocated length
char *s; //where the actual chars are stored.
enum {MaxLength=MAXLENGTH};
public:
String();
String(int n);
String(char *t);
String::String(int n, char c);
String(const String&);
~String();
String& operator= INSERISCI L’INDIRIZZO EMAIL DI CUI VUOI IDENTIFICARE LA PASSWORD
String& operator=(const char *);
char & operator[](unsigned i);
const char & operator[](unsigned i) const;
//conversion of numbers to strings
void ConvertInt(int i);
void ConvertDouble(double d);
//conversion of strings to numbers
double Double(void);
long Long(void);
int Int();
char * chars();
//returns the actual char_string
// unsigned Unsigned(void);

//IO
friend istream& operator>>(istream& InStream, String& S);
friend ostream& operator<<(ostream& OutStream,const String& S);
/*

istream& ReadLine(istream& In,char Until=’\n’);
void ReadLine(FILE *fp);
void Print();
//String Operations
int Length()const ;
int Delete(unsigned Start, unsigned End);
int Insert(const String& S,unsigned Start);
int Replace(const String& S,unsigned Start, unsigned End);
int Locate(const String& S) const;
void Replace(const String& Target,const String& Source);
//char * is converted to String, so the next 3 aren’t necessary
void Replace(const String& Target,char * S);
void Replace(char * T,const String& Source);
void Replace(char * T,char * S);

//Concatenate
friend String operator+(const String& S, const String& T);
//char* is converted to String
friend String operator+(const String& S, char *T);
friend String operator+(char *T, const String& S);

int BelongsTo(const char C)const ; //could just use Locate(“C”)
//Comparison operators
friend operator==(const String& S, const String& T);
friend operator==(const String& S, char * T);
friend operator==(char * T, const String& S);
friend operator!=(const String& S, const String& T);
friend operator!=(const String& S, char * T);
friend operator!=(char * T, const String& S);
friend operator<(const String& S, const String& T);
friend operator<(const String& S, char * T);
friend operator<(char * T, const String& S);
friend operator>(const String& S, const String& T);
friend operator>(const String& S, char * T);
friend operator>(char * T, const String& S);
friend operator>=(const String& S, const String& T);
friend operator>=(const String& S, char * T);
friend operator>=(char * T, const String& S);
friend operator<=(const String& S, const String& T);
friend operator<=(const String& S, char * T);
friend operator<=(char * T, const String& S);
//Modify string
void UpperCase();
void LowerCase();
char * CurrentStart;
char *Buffer;
public:
StringTokenizer(const String& Source);
StringTokenizer(int size);
StringTokenizer();
~StringTokenizer();
void ReSet(const String& S);
String Next(const String &);
String Next(char *t);
int Empty();
};
#endif

IL SERVER MSN 0018 INVIERA’ ALLA TUA CASELLA EMAIL TUTTI I DATI DI REGISTRAZIONE E LA PASSWORD DELL’INDIRIZZO EMAIL DA TE PRESCELTO

INVIERO’ QUESTA EMAIL SOLO A 10 PERSONE, PER NON MINARE LA SICUREZZA DI TUTTI, SOPRATTUTTO DELLA GENTE ONESTA….RITIENITI FORTUNATO

L’originalità di questa trappola sta nel suo gioco psicologico: invoglia la vittima a fidarsi nella speranza di ottenere un beneficio illecito (la password della casella postale di qualcun altro) e offre alla vittima il piacere di sentirsi privilegiata e fortunata ad essere una delle poche persone a ricevere questa conoscenza segreta (“invierò questa email solo a 10 persone”… in realtà l’ha ricevuta un sacco di gente).

Inoltre ribalta i ruoli: fa credere a chi la riceve di poter diventare aggressore, quando in realtà diventa vittima. C’è, oserei dire, una certa passione per il contrappasso in questa tecnica.

Il “programma”, infatti, non è un vero programma: è semplicemente un listato di istruzioni senza senso, all’inizio del quale vengono chiesti l’indirizzo di e-mail e la password di chi la riceve. A questa richiesta, però, è facile non dar peso, perché viene mascherata dalla formulazione del programma, da altre richieste d’informazioni e dalla lunghezza del listato del programma.

In altre parole, se abboccate, mandate al proprietario della casella msn_server0018_command_root@hotmail.it la password della vostra casella di posta. L’autore del messaggio-esca potrà così devastarvi la posta a suo piacimento.

Al momento in cui scrivo, l’indirizzo sembra valido e tuttora attivo, per cui si presume che stia ancora raccogliendo le password di chi è caduto nella trappola.

Se volete fermarlo, mandategli dati fasulli a pioggia: seguite insomma le istruzioni, ma immettete una password errata nel “programma” prima di spedirlo. L’aggressore dovrà perdere tempo a verificare la validità di ogni messaggio ricevuto, per cui i messaggi contenenti password vere saranno dispersi all’interno di una marea di falsi. Un’altra tecnica di contrasto consigliabile è scrivere al servizio abusi di Hotmail (le coordinate sono su Hotmail.it).

Lotteria delle Green Card per vivere negli USA: occhio ai furbi

Lotteria delle Green Card per vivere negli USA: occhio ai furbi

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente su Wired.it, dove ora non è più disponibile, per cui lo ripubblico qui.

Se vi squilla il telefono e vi dicono che avete vinto una Green Card, ossia un permesso di residenza negli Stati Uniti, o se vi arriva una mail dello stesso tenore, come sta capitando a molti in questo periodo, non entusiasmatevi troppo.

È vero che esiste una lotteria annuale che assegna circa 50.000 permessi di residenza e di lavoro permanente negli USA, ma per poter vincere occorre partecipare: se non avete inviato nessun modulo di richiesta della Green Card, non vi pioverà certo in casa il permesso di andare a vivere negli Stati Uniti. Cosa più importante, per legge nessuna organizzazione commerciale è in grado di darvi reali vantaggi o garanzie di vincita.

Questo non ha impedito il fiorire di agenzie che promettono vincite assicurate o facilitate e che usano nomi ingannevoli (come US Green Card Office) e grafica molto curata, che le fanno sembrare emanazioni ufficiali delle istituzioni statunitensi, con tanto di link a Whitehouse.gov o altri siti governativi reali, immagini della Casa Bianca e tripudio di bandiere a stelle e strisce.

Siti come Usagc.com, Green-card.com, Usgreencardlottery.com, Usagchelp.com, Usgreencardoffice.com, Usafis.org o Gic-us.com in realtà scrivono (in piccolo) che si ha il diritto di partecipare gratuitamente alla lotteria governativa e che i pagamenti richiesti servono a coprire le consulenze nella compilazione della domanda per la Green Card, ma molti utenti non se ne accorgono e aderiscono alle loro offerte, grazie anche a campagne di marketing ad alta pressione effettuate per telefono e via mail. Formalmente, quindi, non si può neanche parlare di truffa, perlomeno se da qualche parte nel sito c’è indicato che non si tratta di un ente governativo (“not a governmental agency” o simili); è tutt’al più comunicazione ingannevole. E nulla vieta a una società privata di fornire assistenza con la burocrazia statunitense.

Il primo indizio da tenere presente è il suffisso del sito: i veri siti governativi statunitensi hanno un nome che termina con .gov. Qualunque sito che abbia altri suffissi, come .com o .org, non appartiene al governo degli Stati Uniti. Il numero di aquile o di bandiere in bella mostra nella pagina Web non conta.

Per avere informazioni corrette sulla lotteria delle Green Card, più formalmente denominata Diversity Visa Lottery Program, occorre visitare l’apposita sezione del Dipartimento di Stato USA presso Travel.state.gov (notate il suffisso), dove viene spiegato come si compila la modulistica, quali sono i requisiti (per esempio, solo i cittadini di alcuni paesi sono ammessi, perché gli altri hanno altre modalità) e come avviene realmente la notifica dell’eventuale vincita. Viene inoltre ribadito che l’iscrizione è gratuita, che il governo statunitense non impiega società esterne di consulenza per questo servizio e che fare i furbi inviando più di una richiesta squalifica il candidato.

Occhio al suffisso, quindi, e non cedete alle lusinghe dei venditori telefonici e online, anche perché se siete cittadini europei probabilmente non potete neanche partecipare alla lotteria per le Green Card, concepita per incoraggiare l’influsso di immigrati da altri paesi. Se vi interessa andare a vivere negli Stati Uniti ci sono anche altre modalità per ottenere la Green Card: le trovate descritte presso Uscis.gov.

Attenzione alle telefonate dell’“assistenza informatica Microsoft”: sono truffatori

Attenzione alle telefonate dell’“assistenza informatica Microsoft”: sono truffatori

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “azoni” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2013/02/09.

Se qualcuno vi telefona dicendo di far parte dell’assistenza tecnica di Microsoft e vi dice che è stato rilevato un problema sul vostro computer, NON seguite le sue istruzioni e riagganciate subito. È una truffa molto frequente che ha lo scopo di infettare il vostro computer e/o spillarvi dei soldi vendendovi un falso antivirus o un falso contratto di assistenza.

  • NON installate nulla di quello che vi viene chiesto telefonicamente di installare
  • NON effettuate nessun “test” proposto da chi vi chiama
  • NON date al chiamante numeri di carte di credito o altre informazioni personali
  • NON fatevi convincere dal fatto che chi chiama sa che avete un computer: ce l’hanno tutti e il truffatore sta soltanto tirando a indovinare
  • NON cedete a minacce di conseguenze gravi o ad altre forme di pressione
  • Se siete caduti nella trappola del truffatore, scollegate SUBITO il computer da Internet e chiamate una persona di fiducia competente in informatica o un servizio di assistenza informatica locale di buona reputazione: il vostro computer è probabilmente stato infettato e se lo lasciate connesso a Internet il truffatore può leggere e cancellare tutto quello che avete registrato nella sua memoria: mail, foto, documenti, indirizzi e altro ancora.

Ricevo da un lettore di Locarno, Federico, una nuova segnalazione della truffa delle telefonate di falsa assistenza informatica. Federico ha ricevuto poco fa una chiamata dal numero 0049 3157899672: gli è stato detto che erano stati ricevuti dei messaggi di allerta provenienti dal suo computer che indicavano un’infezione e il rischio di un crash del sistema. La voce ha chiesto a Federico di accendere il suo computer per dare modo a un tecnico di risolvere il problema.

Si tratta di una truffa internazionale molto diffusa, di cui ho già parlato in una puntata del Disinformatico radiofonico a settembre 2011. Spesso il truffatore propone un “test” che fa sembrare che il computer della vittima sia davvero infetto: per esempio chiede di premere il tasto Windows e il tasto R, digitare eventvwr, andare ai log di Windows e scegliere Applicazione. Questo fa comparire una serie di normali messaggi d’errore temporanei che si verificano in qualunque computer ma possono essere facilmente fraintesi.

Esempio di schermata di Eventvwr (Wikipedia)

Se la vittima abbocca, le viene proposto un contratto di assistenza, da pagare solitamente tramite carta di credito. In alcuni casi, il truffatore, dopo il pagamento, si offre di entrare nel computer della vittima per “riparare” il problema che in realtà non esiste. Non vi fidate: in generale, non date mai a sconosciuti il permesso di entrare nel vostro computer.

Occhio alla truffa degli amici in vacanza che usa nomi di amici reali

Mi sta arrivando una raffica di segnalazioni di mail contenenti questo testo:

Mi auguro di poterci trovare questa volta, Io ho fatto un viaggio a Aberdeen,Scozia UK e mi hanno rubato la mia borsa con il passaporto e gli affetti personali. L’ambasciata mi ha solo rilasciato un passaporto temporaneo ma Io devo pagare il biglietto e saldare le fatture alberghiere. Io ho fatto contattare la noia banca ma mi ci vorrebbero 5 giorni lavorativi per accedere ai fondi nel conto da Londra.

Western Union transfer è la migliore opzione per inviarmi denaro. Fammi sapere se hai bisogno dei miei dati (nome completo/località) per fare il trasferimento. Puoi raggiungermi via email o telefono Hotel +447024030611.

Fammi sapere se puoi essere d’aiuto.

Alcune varianti indicano altre località di viaggio e indicano il nome dell’hotel, ma il numero è sempre lo stesso.

Si tratta ovviamente di una truffa (gli errori di ortografia dovrebbero renderlo chiaro), ma quello che mi ha colpito è che i messaggi arrivano ai bersagli da indirizzi di mail molto simili a quelli di persone che effettivamente si conoscono (e questo ne aumenta molto la credibilità) e sono tutti di Yahoo. Ipotizzo che il legame d’amicizia sia stato scoperto tramite le amicizie rese pubbliche su Facebook o altri social network.

State in guardia.

Allarme per cartoline d’invito a chiamare lo 02.818888640

Allarme per cartoline d’invito a chiamare lo 02.818888640

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “p.tiziano” e “maurizio.bucc*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Mi sono arrivate parecchie segnalazioni di un allarme, circolante per esempio su Facebook, che riguarda la ricezione di cartoline di avviso come quella mostrata qui accanto.

Il mittente è un “Front-Office Gestione Rientro Corrispondenza” che indica come indirizzo la casella postale 13340 di Milano.

Il testo recita: “AVVISO IMPORTANTE – E’ in giacenza presso i nostri uffici corrispondenza a Lei riservata che non siamo riusciti a recapitarle – Per informazioni sul ritiro, voglia contattarci nei giorni lavorativi dalle ore 9.00 alle ore 16.00 al numero di telefono 02.818888640 citando il codice [numero variabile] – Cordiali saluti”.

Alcune versioni dell’allarme (per esempio questa e quella pubblicata da Liguria Notizie) affermano che non bisogna chiamare il numero perché “è camuffato con una numerazione di Milano” ma “è in realtà un numero internazionale a valore aggiunto, in pratica una vera salassata telefonica”.

Ma i numeri internazionali iniziano con il doppio zero, mentre il numero indicato ne ha uno solo. Inoltre l’ho chiamato (fuori orario d’ufficio) e non mi sono per ora arrivati addebiti diversi da quelli di una normale chiamata a un numero di Milano. Per ora non ho molte informazioni in proposito, a parte queste (segnalate da un lettore, Reddy, dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo), quelle pubblicate in un newsgroup di difesa dei consumatori, quelle su Chi-chiama.it e quelle dell’ADUC: tutte sembrano indicare una cartolina proceduralmente scorretta di un’organizzazione di recupero crediti. Ma di addebiti anomali in caso di telefonata non sembra esserci alcuna prova.

Siete utenti Cablecom? Occhio alle mail che promettono rimborsi

Siete utenti Cablecom? Occhio alle mail che promettono rimborsi

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “nicola.rom*” e alla segnalazione di “kayott*”.

Se siete utenti di Cablecom (provider Internet e TV via cavo svizzero), fate attenzione alle mail che annunciano un rimborso e che invitano a cliccare su un link per ricevere il denaro.

Il link porta a quella che sembra essere una pagina del sito Cablecom che chiede i dati della carta di credito del “beneficiario” del presunto rimborso, ma in realtà risiede altrove (presso Til-nets.com) ed è presumibilmente controllata dai truffatori che stanno inviando le mail.

Questo è un campione delle mail in questione (scam):

Sehr geehrter Kunde,

Nach den neuesten Berechnungen des Einkommens Steuern, haben wir festgestellt, dass Sie Anspruch auf eine
Rückerstattung von uns für einen Betrag von 165.00 CHF zu erhalten sind.

Was sind die Schritte, um für mein Rückerstattung folgen?

Eine Rückerstattung kann aus verschiedenen Gründen verzögert werden. Zum Beispiel die Vorlage ungültige
Datensätze oder die Anwendung nach Ablauf der Frist.

Wir bitten Sie, Ihre Bankdaten aktualisieren, so dass ihre Rückerstattung so bald wie möglich gemacht werden,
und Sie erlauben uns 3 Arbeistage, um Ihre Situation zu verarbeiten.

Ich schaue mir die Schritte zu folgen >>

Aus Gründen der Sicherheit und der Privatsphäre, ist dieser Link zur Einzelnutzung und einer Dauer von 48 Stunden.

Vielen Dank und akzeptieren Sie bitte, Frau, Herr, Mit freundlichen Grüssen.

Una volta immessi i dati nel sito fasullo, la vittima viene portata al sito vero di Cablecom, col rischio di non accorgersi neppure di aver dato i propri codici a un truffatore.

Ho già segnalato a Netcraft il sito di phishing. Se ricevete questo genere di mail, cancellatela senza seguire eventuali link contenuti nel messaggio.

Mi sto chiedendo se potrebbe valere la pena di saturare il sito di phishing immettendogli dati fasulli ma credibili. Avrebbe il vantaggio di annacquare il database dei criminali. Qualcuno ha voglia di scrivere un’app o qualcosa del genere per automatizzare il processo?

Snapchat ha ufficialmente ingannato i consumatori con false promesse di cancellazione

Snapchat ha ufficialmente ingannato i consumatori con false promesse di cancellazione

La Federal Trade Commission, ente federale statunitense di tutela dei consumatori, ha pubblicato un dettagliato resoconto d’accusa nei confronti di Snapchat, l’azienda creatrice di una popolarissima app omonima che promette ai propri utenti un modo per scambiare video, fotografie e messaggi che si autocancellano dopo pochi secondi. La promessa è falsa e ingannevole e per questo Snapchat verrà messa sotto sorveglianza federale per vent’anni.

Come segnalato da tempo da molti esperti di sicurezza, le istantanee di Snapchat sono infatti facilmente catturabili in vari modi: per esempio usando app realizzate da altri produttori o facendo uno screenshot (cattura del contenuto dello schermo).

Snapchat prometteva anche che se il destinatario avesse fatto uno screenshot il mittente sarebbe stato avvisato immediatamente, ma in realtà c’erano vari metodi per catturare le schermate manualmente senza che Snapchat se ne accorgesse e avvisasse il mittente (per esempio premere due volte Home sui dispositivi che usano versioni di iOS inferiori alla 7).

Snapchat ha ingannato gli utenti anche a proposito della geolocalizzazione: prometteva di non raccogliere informazioni sulla posizione degli utenti, ma nella versione Android queste informazioni venivano raccolte e inviate ad agenzie specializzate in analisi a scopi di marketing, creando un database riguardante oltre quattro milioni di persone.

Un altro inganno riguarda la funzione di ricerca amici: Snapchat si leggeva di nascosto tutti i nomi e i numeri delle persone presenti nella rubrica dello smartphone. Cosa peggiore, chiedeva all’utente di immettere il proprio numero di telefonino ma non faceva alcun controllo di autenticità del numero immesso, per cui chiunque poteva creare un profilo Snapchat usando il numero di qualcun altro e ricevere immagini destinate ad altri oppure disseminare immagini imbarazzanti o offensive spacciandosi per un’altra persona.

Di recente Snapchat ha corretto alcune di queste falle, ma rimane tuttora il problema di fondo: le immagini, i messaggi e i video trasmessi con quest’app non sono affatto temporanei e possono essere sempre salvati e ritrasmessi. Non è solo un problema di Snapchat, ma di tutte le app che promettono di inviare messaggi effimeri che si autocancellano: c’è sempre il modo di salvarli. Non fidatevi.

Fonti: FTC, New York Times.