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Promemoria: la mail dell’hacker che sa la tua password

Promemoria: la mail dell’hacker che sa la tua password

Ultimo aggiornamento: 2018/07/26 21:50.

Dalle segnalazioni che mi stanno arrivando, sta ancora circolando vivacemente la truffa della mail di un sedicente hacker che dice (in inglese) di avere la vostra password e di avervi ripreso in video mentre guardavate un sito pornografico.

La mail inizia di solito con “I will directly come to the point. I do know [password] is your password.
Most importantly, I am aware about your secret and I have evidence of
this.”

Alcune testate affermano che si tratterebbe di attacchi mirati “a imprenditori e figure istituzionali” (Il Fatto Quotidiano; Corriere della Sera), ma è sbagliato: la mail sta arrivando a persone di tutti i generi e non è affatto un fenomeno limitato all’Italia, come spiega Ticinonews.ch citando il caso di una giovane ticinese che non è né imprenditrice né figura istituzionale.

È una truffa. Non cascateci. Non c’è nessun video ricattatorio, ma solo un bluff. Se volete saperne di più e decidere cosa fare senza panico, leggete il mio articolo completo.

Il 26 luglio sono state diffuse le raccomandazioni della Polizia Cantonale svizzera, riprese dal Corriere del Ticino e da Ticinonews.

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Truffe e sciacallaggi intorno alla vicenda dei ragazzi intrappolati nella caverna thailandese

Truffe e sciacallaggi intorno alla vicenda dei ragazzi intrappolati nella caverna thailandese

Gli sciacalli della Rete non sanno trattenersi di fronte a nulla: hanno saputo approfittare persino del dramma del gruppo di ragazzi rimasti intrappolati in una caverna in Thailandia che ha tenuto l’attenzione del mondo nei giorni scorsi.

Quando Elon Musk ha offerto una possibile soluzione tecnica (pagata di tasca propria) per portarli in salvo, dei truffatori hanno creato dei falsi account Twitter con la stessa icona e con nomi molto simili a quello di Musk e si sono inseriti nella conversazione online spacciandosi per lui e annunciando una svendita speciale di criptovalute: bastava mandargli da 0,1 a 5 bitcoin per avere in cambio, rispettivamente, da 1 a 50 bitcoin.

Altri truffatori hanno creato dei falsi tweet apparentemente inviati da Elon Musk nei quali offrivano un’auto elettrica Tesla a chiunque mandasse 3 bitcoin o 30 Ethereum.

Si tratta, naturalmente, di raggiri: nessuno regala niente per niente, e chi manda criptovalute in risposta a questi annunci li sta in realtà mandando direttamente nei portafogli digitali dei truffatori. Ma nella massa dei milioni di seguaci di una celebrità ci sono sempre persone ingenue o vulnerabili che non si accorgono che i tweet sono falsi e credono ciecamente a qualunque dichiarazione apparentemente fatta dai propri personaggi preferiti, come racconta l’esperto di sicurezza Graham Cluley, che ne mostra altri esempi.

Un’altra forma di sciacallaggio riguarda la ricerca di visibilità sui social network. Il collega debunker David Puente segnala una pagina Facebook che ha pubblicato un falso video delle operazioni di soccorso dei ragazzi intrappolati e ha ottenuto “in appena 5 ore oltre 100 mila visualizzazioni e quasi 4 mila condivisioni”. In realtà il video si riferisce a un’esercitazione avvvenuta nel 2010 in Francia. A quanto pare i quattromila utenti che hanno condiviso il video non si sono chiesti come mai in Thailandia si parlassero tutti in francese.

Consiglio pratico: non usate le funzioni dei social network per condividere questi annunci e questi video, neanche per segnalarli con indignazione ad amici o colleghi, perché fate il gioco di questi sciacalli. Se volete mettere in guardia contro queste truffe, usate uno screenshot o descrivetele senza linkarle o incorporarle, in modo da non regalare loro maggiore visibilità e importanza nelle statistiche dei social network.

Al telefono con i truffatori del falso “servizio clienti Microsoft”

Al telefono con i truffatori del falso “servizio clienti Microsoft”

Stamattina mi hanno chiamato (di nuovo) i truffatori che fingono di essere il servizio clienti di Microsoft. Li ho tenuti al telefono per otto minuti, poi hanno ceduto dalla disperazione.

Durante la telefonata (in inglese) emerge che sanno il mio nome e il mio indirizzo di casa, quindi la chiamata non è fatta componendo numeri a caso. Per questo ho finto di essere un totale imbecille incapace di seguire le istruzioni, così forse mi toglieranno dalle loro liste.

Inoltre è la prima volta che mi capita di sentire che la persona che inizia la chiamata passa poi la linea a un “supervisore”. L’accento indiano è piuttosto marcato. Notate anche il baccano di sottofondo, che pare quello di un call center. Sì, il gioco di parole su “give you the middle finger” quando chiedo se ha importanza quale dito uso per pigiare i tasti è intenzionale.

Se volete saperne di più sui meccanismi che stanno dietro queste truffe, potete leggere questi miei articoli: uno e due.

Non seguite mai le
istruzioni che vi danno per telefono, ma fatevi dare nomi e cognomi,
prendete nota del numero del chiamante e poi segnalate il tentativo di
truffa all’apposito servizio (vero) di Microsoft:

https://www.microsoft.com/en-us/reportascam 

MELANI, la Centrale d’annuncio e d’analisi per la sicurezza dell’informazione della Svizzera, ha predisposto una pagina informativa apposita.

La foto è opera mia e ritrae il mio gatto Ombra. Ho realizzato il video usando TunestoTube.

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Che differenza c’è fra www.аpple.com e www.apple.com? Tanta

Graham Cluley segnala un bell’esperimento: riuscite a vedere cosa c’è che non va in аpple.com? Visivamente sembra a posto, ma la A è in cirillico (U+0430) e non è la A standard (U+0061). A occhio non sembra esserci differenza, ma a livello informatico ce n’è tanta.

I criminali informatici lo sanno e sfruttano questa distinzione quasi invisibile per creare siti identici a quelli originali i cui nomi sono visivamente identici a quelli originali. Questa tecnica si chiama IDN homograph attack o attacco omografico (IDN sta per  internationalized domain name, ossia “nome di dominio internazionalizzato”), e consente di avere un sito truffaldino che si chiama xn–pple-43d.com ma che viene visualizzato come аpple.com.

Soluzione: IDN Safe, per Chrome, Firefox e Opera: un add-on che vi avvisa quando visitate un sito che usa un nome di dominio internazionalizzato e ne blocca il caricamento.

Se volete approfondire l’argomento e leggere come è possibile trasformare, per esempio, “100.00€” in un documento visualizzato sullo schermo in “200.00€” quando si stampa quello stesso documento, il testo Unicode Security Considerations di Davis e Suignard è un ottimo punto di partenza.

Due chiacchiere con “Berenice Dupons”, un truffatore sentimentale: bot o umano?

Due chiacchiere con “Berenice Dupons”, un truffatore sentimentale: bot o umano?

Ultimo aggiornamento: 2018/04/20 13:20.

L’altro ieri mi sono intrattenuto brevemente con uno dei tanti truffatori che si spacciano in chat per belle ragazze per sedurre le persone e ottenerne denaro. Stavo concludendo il salvataggio di un ragazzo che era finito nelle loro grinfie.

Ho notato che la qualità delle chat di questi truffatori è calata moltissimo rispetto al passato, tanto da dare l’impressione che non siano più gestite da persone reali ma siano almeno in parte generate da sistemi automatici.

Ecco un brano della nostra “conversazione”: le parole del truffatore sono in corsivo, mentre le mie risposte da pseudofeticista dei piedi con le fette di salame sugli occhi sono in caratteri normali.

Ciao

ciao

cómo está usted
Come state

Bene grazie!

OK cosa stai facendo bella
cosa stai facendo in questo momento
Ciao, sono Bérénice Dupons e io
Sono 34 anni, franco-italiano
e io sono un parrucchiere [manda foto non esplicita di volto di donna]

In questo momento sto guardando la tua foto. Sei molto bella. I tuoi capelli sono splendidi.

Grazie mille mi puoi inviare una tua foto
Cosa hai fatto nella vita
Essere qui, mi piacerebbe incontrarti
Sii quello
Ciao

Ciao scusa stavo lavorando. Faccio il giornalino
Giornalista

OK ma possiamo discutere ora

Certo, però non mandarmi foto adesso perché mi stanno guardando

OK vita da solo o in famiglia

Famiglia
E tu?

Solo e sto cercando un uomo per vivere la mia vita con lui e per fondare una famiglia

scusa se ti faccio una domanda intima
Perché dici “solo”? Al maschile? Sei un uomo o ti consideri uomo? Non è un problema, è solo una curiosità mia.

Scusa, ho sbagliato ma ho detto di essere in relazione con te

Ah, ho capito!
Posso farti ancora una domanda?

si

Come mai una donna bella come te non ha ancora trovato un uomo giusto?

Perché non ho ancora trovato l’uomo della mia vita

Lo so. Ma cosa cerchi in un uomo?

Sì, ma volevo che quest’uomo fosse te

Non so se posso essere l’uomo giusto.

Sì, penso che sarei con te e avessi dei figli da te, sono con te mi sono innamorato di te

mi dici cose bellissime [notare “innamorato” al maschile]

Sì, ti amo con tutto il mio cuore

mi piace tanto quando mi parli così.

Ora sono da solo. Puoi mandarmi una tua foto? Sono troppo indiscreto se ti chiedo una foto dei tuoi piedi?

Amore mio, voglio stare con te per tutta la vita [allega foto della stessa donna in bikini]

BELLISSIMA!

Grazie mille, ma mi piacerebbe essere con te per tutta la vita il mio cuore e avere figli di te

Ti prego mi piaci tantissimo fammi vedere i tuoi piedi [sto provando se riconosce parole chiave come “foto” o appunto “piedi”. “Il mio cuore” sembra una traduzione letterale dal francese]

OK, ma puoi mandarmi vivere con te il mio cuore

non ho capito

Mi piacerebbe vivere con te il mio cuore

mandami ancora una foto ti prego

Voglio vivere il mio cuore con te [altra foto in intimo, stavolta bionda. Nessuna delle foto fin qui risulta in Tineye o Google Immagini]
Il mio cuore è presente a te

Come bionda sei incredibile
cosa posso fare per incontrarti

Il mio cuore può aiutarti ad unirti a me

dimmi cosa devo fare
sono il tuo schiavo se vuoi

Il mio cuore mi piacerebbe che tu mi mandassi 600 euro per poterti unirmi al mio cuore [aha, eccoci ai soldi. Quando mi ha chiesto la mia foto, pensavo fosse un ricattatore di quelli che ti invita a mandare foto o video compromettenti e poi minaccia di pubblicarli]

come posso mandarti questi soldi?

Il mio cuore me lo puoi inviare da Western Union il mio cuore
Il mio cuore sono in viaggio, ma mi piacerebbe venire con te

Anche a me piacerebbe venire con te

Il mio cuore se io vengo domani per unirti a te, viaggeremo insieme il mio cuore, stai bene

domani? dove??

Ho il mio cuore se hai inviato la somma domani alle 10 di Western Union. Mi farò entrare nel mio cuore

Lo posso fare, ma mi devi dare le istruzioni. E ti prego di mandarmi una foto dei tuoi piedi. Sono sicuro che sono bellissimi. Li voglio baciare.

Le risposte del truffatore sono incoerenti e sgangherate: risponde bene alla richiesta di foto, ma evita di rispondere a domande più articolate. La ripetizione ossessiva di “il mio cuore” è quasi comica.

A questo punto la perla per la quale è valsa la pena di intrattenere questa conversazione.

Ok, il mio cuore ti manderà, ma ha coordinato il mio cuore
nome berenice
Cognome, ingannando
Città Abidjan
Paese, Costa d’Avorio
codice postale, 225
Il mio cuore mi manderà la somma ha il mio cuore

Schermata (la foto è reperibile in Tineye e Google Immagini):

Quando finalmente smetto di ridere, proseguo:

Tu abiti in Costa d’avorio?

Nessun grano che sto facendo affari in Costa d’Avorio, il mio cuore
Il mio cuore voglio stare con te

Però 600 euro sono tanti. Mandami ancora una foto, ti prego.

Il mio cuore può mandarmi quanto e lo completerò per unirti al mio cuore
Il mio cuore mi ha mandato 500euro il mio cuore e io ti raggiungerò il mio amore voglio stare con te
Il mio cuore mi disconnetterà, ma mandami la somma alle 10 del mattino e verrò a unirti a te cuore mio ti amo con tutto il cuore e vorrei essere con te il mio cuore
Il mio cuore voglio stare con te per tutta la vita amore mio

la foto è bellissima. Ma se io ti mando 600 euro tu come li spenderai? Ti comprerai un bel vestito e mi manderai la foto? [provo a vedere se reagisce alla parola “foto” fuori contesto]

Sì, il mio cuore vorrei fare tutto ciò che vuoi
Il mio cuore può mandarmi la somma di fila e io ti raggiungerò nel mio cuore
Il mio cuore mi piacerebbe che se vedi il mio messaggio vai direttamente all’amministrazione per rendere il trasferimento il mio cuore
Il mio cuore mi ha mandato la somma in modo che io possa essere con te amore mio per tutta la vita, scollegherò il mio cuore sì hai levigato il mio messaggio allesir per effettuare il trasferimento e mi ha inviato la ricevuta della coda il mio cuore ti amo di tutto il mio cuore se vuoi stare con me per tutta la vita mi ha mandato la somma che verrò a raggiungerti il mio cuore

Mandami una foto dei tuoi piedi [il corteggiamento è finito, vado al sodo]

ok mio cuore [allega foto esplicita, senza piedi visibili]
Il mio cuore voglio essere con te amore mio

Hai un cirbione vagolato in chiorbe [vediamo come reagisce a parole senza senso].

Il mio cuore ti giuro che se hai inviato la somma e che mi unisco a te, ci faremo amare più volte se lo desideri
Vorrei che tu mi mandassi la somma di fila e che verrò a unirti a te nel mio cuore
Il mio cuore vuoi stare con me
il mio cuore è tuo
😘
😘
😘
Il mio cuore spero che tu faccia parte del trasferimento e se tu invii la somma andrò ad unirti a te cuore mio ti giuro di essere l’unica persona che mi dà la vita nel mio cuore
Il mio cuore 600 euro
Amore mio Ti amo con tutto il cuore Vorrei essere con te e vivere il resto della mia vita con te il mio cuore e vorrei che tu mi mandassi la somma in modo che potessi unirti a te cuore mio
Il mio cuore mi fido di te completamente e so che mi lascerai cadere nel mio cuore opaco, incrocio nel nostro amore il mio cuore
amore mio ti amo con tutto il cuore e mi piacerebbe vivere con te amore mio
❤
❤
❤
❤

Foto [vediamo se reagisce alla parola da sola]

Il mio cuore ti invierà i soldi in modo che io possa venire e unirti a te
Se hai intenzione di mandarmi la somma, dimmi se non ti è stata inviata la somma che mi ha detto, voglio stare con te
Il mio cuore ti invierà la somma o no perché voglio essere con te il mio cuore [allega foto molto esplicita]

A questo punto lascio perdere, ma “Berenice” non molla. A intervalli di tempo mi manda messaggi.

Il mio cuore se hai inviato la somma lo avrai solo per te solo il mio cuore
Il mio amore ti aspetto spero che conosca il trasferimento fai parte
Il mio cuore, se sei connesso, spero che mi manderai la somma per farmi venire a unirti al mio cuore
Il mio cuore ti amo con tutto il cuore voglio stare con te e renderti felice
Il mio cuore mi ha mandato la somma e verrò a raggiungerti il mio cuore e ho passato il resto della mia vita con te
il mio cuore
Il mio cuore spero che tu faccia il trasferimento Voglio stare con te per tutta la vita il mio cuore
Il mio cuore buona notte e fai bei sogni andrò a letto se non hai fatto il trasferimento oggi fatto domani mattina alle 10 e voglio venire con te il mio cuore e mi ha mandato la ricevuta del codice per me Puyisse andare rimosso la somma il mio cuore

Non ho idea di cosa significhi Puyisse, però Google lo trova come errore frequente di ortografia francese al posto di puisse, voce del verbo pouvoir, ossia potere (come in après un long temps d’attente a été coupée sans que je puyisse parler à ce technicien, trovato da Google).

Stamattina ho lasciato al truffatore un’ultima esca:

Ciao bellissima Berenice, ieri sono andato a Western Union ma mi hanno detto che non devo mandare soldi a te perché forse sei un truffatore. Io non so cosa fare. Aiutami.

Attendo sviluppi dall’avvenente Berenice Ingannando 🙂

2018/04/20 13:20

Ho raccontato la vicenda di Berenice nella diretta del Disinformatico radiofonico di stamattina. Il truffatore non si era più fatto vivo, per cui pensavo che la cosa fosse chiusa dopo il mio messaggio riguardante Western Union. Ma poco fa “Berenice” si è rifatto vivo, con tanto di foto:

Il mio cuore ha detto loro che siamo già visti e che vuoi mandarmi dei soldi per farmi tornare e per farci vivere insieme il mio amore
Condiviso in un’altra agenzia della Western Union ha detto che conosciamo già MVU e io sono tua moglie, ma vengo in congedo in Costa d’Avorio che ho più soldi per tornare indietro e per lei mi vuoi ho mandato dei soldi per farmi tornare il mio amore ha reso possibile tutto il possibile perché voglio stare con te per tutta la vita il mio cuore

Schermata (con foto pixelizzata da me)

Il mio cuore devi far credere loro che abbiamo già visto il mio amore voglio stare con te, devi lasciare in un’altra agenzia il mio amore e dire loro che stavo venendo per partire in Costa d’Avorio e che ho più soldi per tornare a causa del suo desiderio mi hai mandato la somma il mio cuore ha fatto tutto il possibile per inviarmi la somma oggi il mio amore voglio essere con te il mio cuore
Il mio cuore ti amo con tutto il mio cuore voglio essere tu avgec per tutta la vita il mio cuore ha fatto e mi ha mandato la somma che ti unirò il mio cuore
Amore mio fatto per il nostro amore Voglio stare con te per tutta la vita

Che faccio? Vado avanti?

Il gabbator gabbato: finta “assistenza Microsoft” si fa fregare dalla vittima

Il gabbator gabbato: finta “assistenza Microsoft” si fa fregare dalla vittima

Ultimo aggiornamento: 2018/03/13 8:05.

Nella puntata precedente del Disinformatico radiofonico ho parlato del ritorno dei truffatori telefonici che si fingono rappresentanti del servizio di assistenza Microsoft per prendere il controllo dei computer delle vittime. Un lettore/ascoltatore, @acor3, mi ha segnalato questo video di Jim Browning, nel quale succede una cosa meravigliosa. L’aspirante truffatore commette un errore madornale che permette alla vittima di prendere il controllo del computer del truffatore.

Il truffatore inizia con il copione classico: chiede a Jim, la vittima, di eseguire delle istruzioni che fanno comparire sul computer una serie di messaggi di errore in realtà innocui. Questo serve solitamente per far credere alla vittima che il suo computer abbia dei problemi gravi, ma Jim è un informatico e sa che non è vero.

Fatto questo, il truffatore, che si fa chiamare Edward, chiede a Jim di installare il programma di assistenza remota Teamviewer. E qui il truffatore fa uno scivolone epico per scavalcare le limitazioni di Teamviewer.

Normalmente il truffatore dovrebbe chiedere alla vittima di dirgli il codice di accesso visualizzato da Teamviewer, in modo da poter prendere il controllo del computer della vittima. Ma stavolta il truffatore chiede alla vittima di digitare in Teamviewer i codici che consentono il controllo remoto del computer del truffatore. Lo fa per due ragioni, come spiegato nei commenti dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo: per aggirare il limite di tempo d’uso  della versione gratuita di Teamviewer e/o per eludere i filtri messi da Teamviewer sulle gestioni remote provenienti dall’India proprio per ostacolare questo genere di truffa.

Il piano del truffatore è insomma di dare alla vittima ignara delle istruzioni che permetterebbero alla vittima di comandare il computer del truffatore (ma la vittima non lo sa) e poi di dare il comando di invertire i ruoli, in modo che il computer della vittima possa essere comandato da quello del truffatore.

Ma Jim non è una vittima ignara e sa come funziona Teamviewer.

Risultato: Jim, che doveva essere la vittima, non inverte i ruoli, prende il controllo del computer del truffatore e comincia a sfogliarne il contenuto intanto che registra quello che compare sullo schermo. Vede i dati delle altre vittime del truffatore e vede il software usato dal truffatore per gestire le chiamate (non dimentichiamo che questo è un crimine organizzato): è Go Autodial.

A questo punto “Edward” capisce cosa sta succedendo e ha una reazione verbale, come dire, colorita. Interrompe la connessione, ma ormai Jim ha raccolto abbastanza dati per rintracciare la località in cui si trova il truffatore (a Noida, in India) e capire che è stato chiamato usando soltanto i dati pubblici presenti nella guida telefonica: la chiamata è stata fatta quindi del tutto a caso.

Incidenti come questo permettono di capire come lavorano questi criminali e di notare che non tutti sono dei geni del male. Vale, come sempre, la raccomandazione di non eseguire mai istruzioni date da qualcuno che vi chiama e di non credere alle sue dichiarazioni di identità: la cosa migliore è semplicemente chiudere la chiamata.

Tornano i truffatori telefonici del “servizio clienti Microsoft”

Tornano i truffatori telefonici del “servizio clienti Microsoft”

A quanto pare i truffatori del finto “servizio clienti Microsoft” sono tornati e stanno facendo il giro della Svizzera, tentando numeri telefonici a casaccio, compreso il mio.

Il 26 febbraio scorso alle 9:26 ho ricevuto una chiamata apparentemente proveniente dal numero svizzero 0487533572: una voce di donna, in inglese con forte accento indiano, mi ha avvisato che (a suo dire) il mio computer Windows era infetto, secondo il copione classico. Questa è la registrazione della chiamata. Ero in auto e quasi a destinazione, per cui non l’ho potuta trattenere a lungo.

Valgono le consuete raccomandazioni: non seguite mai le istruzioni che vi danno per telefono, ma fatevi dare nomi e cognomi, prendete nota del numero del chiamante e poi segnalate il tentativo di truffa all’apposito servizio (vero) di Microsoft:

https://www.microsoft.com/en-us/reportascam 

MELANI, la Centrale d’annuncio e d’analisi per la sicurezza dell’informazione della Svizzera, ha predisposto una pagina informativa apposita.

Soprattutto avvisate familiari e colleghi che potrebbero abboccare a questo genere di trappola.

Occhio alle mail che parlano di prenotazioni di voli FlySwiss

Occhio alle mail che parlano di prenotazioni di voli FlySwiss

Se ricevete messaggi o mail che sembrano provenire da FlySwiss, fate molta attenzione, perché si può trattare di tentativi di infettare il vostro computer con un trojan bancario denominato Retefe. Lo ha tweetato pochi giorni fa @Govcert_ch, l’account Twitter della Centrale d’annuncio e d’analisi per la sicurezza dell’informazione della Svizzera MELANI.

Lo schema della truffa è abbastanza classico, ma non manca mai di fare vittime: il messaggio-trappola parla di una prenotazione di un volo con la Swiss International Air Lines e include un allegato Word che a prima vista sembra la documentazione della prenotazione ma in realtà è infettante.

Il documento, infatti, contiene una dicitura che dice che per visualizzare il testo bisogna abilitare le macro e fornisce le istruzioni per farlo. Non è vero: abilitando l’esecuzione delle macro si attiva l’installazione del malware. Cestinate il messaggio senza aprire l’allegato e senza abilitare le macro e sarete a posto.

Retefe (documentato qui da Govcert.ch) circola almeno dal 2013 e si evolve man mano. Esiste anche in versione per Mac e Android, e usa una complessa serie di trucchi informatici per modificare la configurazione del computer e intercettare i dati delle transazioni bancarie.

Se ricevete questo genere di trappola, segnalatelo presso Antiphishing.ch.

Dietro le quinte della truffa dell’“assistenza Microsoft”

Dietro le quinte della truffa dell’“assistenza Microsoft”

Il meccanismo della truffa della finta “assistenza Microsoft” è ben conosciuto: la vittima riceve una telefonata da qualcuno che si spaccia per un tecnico di assistenza, dice che il computer della vittima è infettato e si offre di aiutare a rimuovere l’infezione.

In realtà il truffatore convince la vittima a eseguire dei comandi che infettano il computer e consentono di prenderne il controllo da remoto oppure si fa pagare profumatamente tramite carta di credito per “rimuovere” un problema che non c’è.

Alcuni ricercatori di sicurezza della Stony Brook University hanno studiato una variante di questa truffa, nella quale le vittime incappano in siti che fanno credere che il loro computer sia infettato e vengono indotte a chiamare un numero di “assistenza tecnica” in realtà gestito da truffatori. I risultati del loro studio sono molto interessanti e includono le trascrizioni dei loro dialoghi telefonici con gli “assistenti”.

Da questa ricerca emerge che i criminali riescono a incassare in media 291 dollari da ogni vittima, e seguono un copione molto preciso e dettagliato, con finezze come i complimenti alla vittima per la qualità del suo computer, che rassicurano la vittima stessa e la predispongono a pensare che valga la pena di affrontare la spesa di “disinfezione” di un oggetto così prezioso.

I ricercatori hanno scoperto che la maggior parte dei truffatori opera dall’India (85%); gli altri stanno negli USA (10%) e, stranamente, in Costa Rica (5%). Le telefonate truffaldine viaggiano prevalentemente tramite quattro servizi VoIP (Twilio, WilTel, RingRevenue e Bandwidth), i cui costi bassissimi consentono ai gestori della truffa di accettare chiamate internazionali a proprio carico.

“Mandatemi le vostre criptovalute, ve le raddoppierò”. Indovinate come va a finire

“Mandatemi le vostre criptovalute, ve le raddoppierò”. Indovinate come va a finire

Credit: Coindesk.

Se qualcuno vi chiedesse di spedirgli una banconota da cento euro e vi promettesse di mandarvene in cambio ben quattro dello stesso valore, gli credereste? Immagino di no. Eppure questo è esattamente quello che sta succedendo in questo momento su Internet, in particolare su Twitter.

Da qualche tempo si è scatenata una nuova febbre dell’oro intorno alle cosiddette criptovalute, ossia le monete virtuali come i Bitcoin, usabili per fare acquisti e ricevere pagamenti in molti siti Internet e in alcuni punti di vendita tradizionali. Molti utenti sperano di poter guadagnare grandi cifre comprando criptovalute nella speranza che aumentino ancora di valore, e in effetti questo è successo nei mesi scorsi. Chi ha comprato Bitcoin a febbraio del 2017 e li ha rivenduti a dicembre dello stesso anno, ha incassato circa venti volte il proprio investimento iniziale in pochi mesi, secondo i dati di Coindesk. Ma non c’è nessuna garanzia che questi andamenti proseguano: anzi, da dicembre 2017 a oggi il valore dei bitcoin si è dimezzato.

Questa frenesia sta producendo livelli di ingenuità davvero preoccupanti, di cui i truffatori si stanno puntualmente approfittando. La moda del momento fra questi criminali è creare un account Twitter il cui nome somiglia a quello di qualche imprenditore molto ricco, come Elon Musk o John McAfee, ma ha una grafia leggermente differente e non ha il bollino di autenticazione; da questi account annunciano che i primi che manderanno una certa somma in criptovalute riceveranno in cambio una somma raddoppiata o addirittura decuplicata.

Per rendere vagamente più plausibile questa promessa assolutamente incredibile, questi truffatori creano delle pagine Web nelle quali si possono vedere quelle che sembrano essere le somme restituite agli investitori, ma è tutto finto: infatti non tutti sanno che tutte le transazioni fatte in criptovalute sono pubblicate in un registro liberamente accessibile e verificabile, e in questo registro non c’è traccia di queste restituzioni.

Spesso questi annunci truffaldini vengono pubblicati su Twitter in una conversazione fatta dal legittimo titolare dell’account originale, che è seguitissimo, e quindi vengono visti da milioni di persone. E fra questi milioni c’è sempre qualcuno che abbocca. Lorenzo Franceschi-Bicchierai, su Motherboard, segnala il caso di uno di questi truffatori che è riuscito a farsi mandare l’equivalente di circa 35.000 dollari dagli ingenui in cerca di facili guadagni. Lo sappiamo, appunto, perché il registro delle transazioni è pubblico e quindi i movimenti sul conto virtuale del truffatore sono visibili a chiunque.

Twitter sta correndo ai ripari rimuovendo questi annunci e bloccando gli account che li pubblicano, ma i truffatori stanno reagendo a questo filtraggio con vari trucchi, come l’uso dell’alfabeto cirillico per comporre frasi in inglese. Se vedete un annuncio di questo genere, non abboccate e segnalatelo a Twitter. E se avete amici appassionati di criptovalute, avvisateli di questa nuova frontiera del raggiro.

In tutta questa vicenda resta un mistero di fondo, ossia il motivo per cui una cosa che non faremmo mai nella vita reale diventa credibile su Internet. E come in ogni febbre dell’oro reale o virtuale, c’è sempre qualcuno che guadagna sicuramente: i truffatori e i venditori di picconi.

Questo articolo è basato sul testo preparato per il mio servizio La Rete in 3 minuti per Radio Inblu del 27 febbraio 2018.