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Il Delirio del Giorno: Elon Musk, servo degli Illuminati, vuole distruggere la Terra

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Commento inviato oggi al mio articolo Elon Musk: tecnologie fattibili e costi accettabili per colonizzare Marte:

Ocio

Il tanto celebrato Musk, visto da me in una conferenza via internet di qualche anno fa, dove lui parlava con condiscendenza di intelligenza artificiale a un audience di giovani, che poteveno-dovevano fargli delle domande,
il tutto preconfezionato, dato che erano sempre gli stessi, ha raccolto alcuni clamorosi flop, tipo la macchina Tesla3 andata fuori strada confermato dal guidatore dopo che la vettura ha “accelerato da sola” (sic),inoltre non si possono ricaricare le batterie ecc. (guai anche per Samsung che ne ha già altri) poi c’è la storia del razzo: http://www.lautomobile.aci.it/articoli/2016/09/05/guai-a-razzo-per-elon-musk.html.
Questa ostinazione di andare su Marte, il famoso volo di Icaro che si ripete, è la premessa del fatto che la terra, il bellissimo pianeta blu, dovrà essere distrutta e ‘solo un élite’ dovrà sopravvivere, il centenario progetto degli Illuminati, e se mai nelle ‘prove generali’ un po’ di gente dovrà morire, come dichiarato da Musk, (che ovviamente non parteciperà alla prima spedizione!) non tanto onestamente come nell’articolo è precisato, ma invece tanto cinicamente.
Il tutto per ora, sembra piuttosto motivato dall’insaziabile voglia di fare denaro. Usassero questi e altri quattrini piuttosto per rigenerare la terra unica per la sua vivibilità e bellezza, in quella-piccola- parte dell’universo finora esplorata.
E’ stato veramente così importante per noi lo sbarco sulla luna? Certamente l’uomo è stato sempre attratto dalle scoperte che comprendevano ovviamente dei grossi rischi ma indubbiamente utili per l’umanità, anche se spesso a costi degli altri, quindi questa sete di conoscenza è insita, ma stavolta si tratta di qualcosa di ben diverso.
Per chi si interessa a questi argomenti consiglio vivamente la lettura di ” Extraterrestri- Le radici occulte di un mito moderno- ed. Rubbettino, scritto a quattro mani dal Prf. Enzo Pennetta e dal Prf. Gianluca Marletta.

Commento mio a quanto sopra: Pennetta e Marletta, cazzata perfetta.

Tesla, primo incidente mortale con “pilota automatico” inserito

Tesla, primo incidente mortale con “pilota automatico” inserito

L’articolo è stato aggiornato estesamente dopo la pubblicazione iniziale del 2016/07/01. Ultimo aggiornamento: 2016/07/07 21:00.

Una Tesla Model S simile a quella dell’incidente.

Il 30 giugno è stato reso noto che a maggio scorso si è verificato negli Stati Uniti, in Florida, il primo incidente mortale a bordo di un’automobile (una Tesla Model S come quella mostrata qui accanto) in modalità di guida assistita.

La notizia ha comprensibilmente scosso non solo i proprietari di auto Tesla ma anche chi segue la rapida evoluzione dei veicoli a guida assistita o autonoma. Prima di saltare a conclusioni affrettate e diffondere dicerie ingannevoli è meglio riassumere i fatti noti a questo punto e correggere alcune storture (o vere e proprie bufale come quelle di Blitz Quotidiano) che stanno iniziando a circolare.

Per chi ha fretta

Joshua Brown con la sua Tesla (NYT).

– In Florida, il 7 maggio scorso un autoarticolato commerciale ha impegnato un incrocio che attraversa una superstrada a doppia carreggiata, ponendosi di traverso sulla carreggiata opposta, sulla quale sopraggiungeva un’auto Tesla Model S.

– L’auto, guidata dal quarantenne Joshua Brown, viaggiava con l’Autopilot inserito. L’Autopilot è un sistema di guida assistita (non autonoma) che mantiene l’auto in corsia e frena se rileva un pericolo, ma il conducente resta responsabile della condotta del proprio veicolo.

– Né il conducente né l’Autopilot hanno azionato i freni.

– La Tesla ha colpito la fiancata del rimorchio dell’automezzo commerciale, privo di barriere laterali anti-intrusione, ed è passata sotto il rimorchio stesso. L’abitacolo dell’auto è stato tranciato.

– L’auto ha proseguito la propria corsa uscendo di strada, attraversando una recinzione e finendo in un campo, fermandosi contro un palo dell’elettricità.

– Il conducente è morto sul luogo dell’incidente.

– Il conducente del camion, il sessantaduenne Frank Baressi, accorso sul luogo dove si è fermata l’auto, ha dichiarato di aver udito, ma non visto, quello che ha descritto come “un film di Harry Potter sullo schermo dell’auto”. Tesla Motors ha sottolineato che lo schermo dell’auto non è in grado di riprodurre video. È possibile che si sia trattato di un audiolibro, che il conducente della Tesla ascoltava abitualmente in auto, come si nota nel suo canale Youtube.

– Nella Tesla sono stati trovati un lettore DVD e un laptop, ma entrambi erano spenti (Reuters).

– Il conducente del camion e una testimone affermano che la Tesla viaggiava ad alta velocità: secondo la stima della testimone, oltre 136 km/h.

– Per un destino amaro, Brown era noto nel mondo delle auto a guida assistita perché recentemente aveva pubblicato un video nel quale mostrava come la sua Tesla aveva sterzato autonomamente per evitare un camion che gli stava tagliando la strada nel cambiare corsia in autostrada. Il video era stato segnalato anche da Elon Musk, CEO di Tesla Motors.

– Tesla Motors, in una nota di cordoglio, ha annunciato di aver notificato l’incidente immediatamente alla National Highway Traffic Safety Administration, ente che si occupa della sicurezza stradale, e di aver appreso il 29 giugno che l’NHTSA ha avviato una “valutazione preliminare” sul funzionamento dell’Autopilot durante l’incidente.

– Per chi ha paura che le Tesla e in generale le auto a guida autonoma o assistita siano un pericolo, non va dimenticato che i sistemi di guida assistita sono degli ausilii di guida. La pericolosità di una Tesla dipende dal suo conducente, non dall’auto.

I fatti in dettaglio

Secondo quanto è emerso fin qui, l’auto stava procedendo lungo una superstrada a doppia carreggiata (divided highway), la US 27, vicino a Williston, in Florida, con l’Autopilot (sistema di guida assistita, non autonoma) inserito. Sulla carreggiata opposta una motrice con rimorchio ha svoltato a sinistra per impegnare un incrocio che attraversa la superstrada; il mezzo pesante ha attraversato la carreggiata sulla quale procedeva la Tesla, presentandosi perpendicolarmente all’auto che stava sopraggiungendo.

Il luogo è quello mostrato al centro nella cartina qui sotto. Il camion era sulla carreggiata situata a nord e procedeva verso ovest; la Tesla era sulla carreggiata sud e si dirigeva verso est, come mostrato dalle frecce. La strada che attraversa verticalmente la superstrada, al centro dell’immagine, è la NE 140th Court.

Questo è lo schema pubblicato dalla Florida Highway Patrol dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo e diffuso dal New York Times:

Secondo i dati forniti da Tesla Motors né il sistema di guida assistita né il conducente hanno azionato i freni. L’auto si è infilata di traverso sotto il rimorchio del camion, la cui parte inferiore ha tranciato la parte superiore dell’abitacolo dell’auto. Il conducente della Tesla, il quarantenne Joshua Brown, è morto sul luogo dell’incidente. Questo è il suo necrologio.

Il giorno dopo la prima diffusione della notizia, un servizio della rete televisiva ABC (video) ha mostrato le prime immagini dell’auto distrutta. L’auto si è fermata vicino all’abitazione di Bobby Vankavelaar, autore della foto mostrata qui sotto, intervistato dalla ABC nel suddetto servizio.

Credit: Bobby Vankavelaar / ABC

Questa è una panoramica che ho creato assemblando le immagini del servizio della ABC per capire dove si trovavano i resti dell’auto al momento delle riprese: sono nella zona cerchiata, a circa 270 metri dal punto della collisione, che è nell’angolo superiore sinistro della vista dall’alto offerta da Google Maps. Confrontando il rapporto di polizia con le immagini, sembra che nelle riprese i resti siano ancora nel luogo in cui l’auto si è fermata inizialmente.

Questo è il resoconto della polizia locale a proposito dell’incidente mortale:

…on May 7 at 3:40 p.m. on U.S. 27 near the BP Station west of Williston, a 45-year-old Ohio man was killed when he drove under the trailer of an 18-wheel semi. The top of Joshua Brown’s 2015 Tesla Model S vehicle was torn off by the force of the collision. The truck driver, Frank Baressi, 62, Tampa was not injured in the crash. The FHP said the tractor-trailer was traveling west on US 27A in the left turn lane toward 140th Court. Brown’s car was headed east in the outside lane of U.S. 27A. When the truck made a left turn onto NE 140th Court in front of the car, the car’s roof struck the underside of the trailer as it passed under the trailer. The car continued to travel east on U.S. 27A until it left the roadway on the south shoulder and struck a fence. The car smashed through two fences and struck a power pole. The car rotated counter-clockwise while sliding to its final resting place about 100 feet south of the highway. Brown died at the scene. Charges are pending.

I testimoni dell’incidente aggiungono dei dettagli, tutti da verificare.

Secondo quanto dichiarato dal conducente dell’automezzo alla Associated Press, la Tesla “ha trapassato il mio rimorchio così velocemente che non ho visto [il guidatore, Joshua Brown]”. Il camionista ha dichiarato inoltre alla AP di aver visto, dopo l’incidente, che sulla Tesla c’era “Harry Potter sullo schermo della TV” (“playing Harry Potter on the TV screen”), dando l’impressione che si trattasse di un film, ma ha precisato di aver soltanto udito il sonoro. Dato che lo schermo di bordo delle Tesla non può riprodurre file video (può solo mostrare le immagini della telecamera posteriore) se non viene hackerato ad alto livello, è possibile che si sia sbagliato e abbia invece sentito il sonoro di un audiolibro. La passione di Brown per gli audiolibri è documentata.

La polizia ha confermato (Reuters) di aver trovato nell’auto un lettore di DVD portatile, ma inizialmente non ha precisato se era in uso al momento dell’incidente. Il 7 luglio 2016 ha dichiarato che il lettore di DVD e il laptop trovati in auto erano entrambi spenti (Reuters).

Una testimone che stava guidando sulla stessa carreggiata della Tesla ha dichiarato di essere stata sorpassata dalla Tesla mentre lei procedeva a 85 miglia orarie (circa 136 km/h).

Il limite di velocità sulle divided highway in Florida è 65 miglia orarie (circa 105 km/h) (Florida DOT).

La National Highway Traffic Safety Administration, ente statunitense preposto alla sicurezza del traffico, esaminerà l’Autopilot della Tesla per una valutazione preliminare allo scopo di verificare che abbia funzionato “nel modo atteso”, dice Tesla Motors nell’annunciare la notizia con cordoglio, intitolandola A Tragic Loss (“Una perdita tragica”) e precisando che si tratta del primo incidente mortale di cui è a conoscenza su circa 209 milioni di chilometri percorsi dalle Tesla mentre l’Autopilot era inserito. La media statunitense su tutti i veicoli, nota la casa automobilistica, è un incidente mortale ogni 151 milioni di chilometri.

L’NHTSA, nota la BBC, ha dichiarato che “l’apertura della Valutazione Preliminare non deve essere interpretata come un’osservazione che l’Ufficio delle Indagini sui Difetti ritiene che vi sia o non vi sia un difetto nei veicoli in oggetto” (“The opening of the Preliminary Evaluation should not be construed as a finding that the Office of Defects Investigation believes there is either a presence or absence of a defect in the subject vehicles”).

Tesla Motors, sorprendentemente, afferma già ora che “né l’Autopilot né il conducente hanno notato la fiancata bianca del camion contro un cielo fortemente illuminato, per cui il freno non è stato azionato” (“Neither Autopilot nor the driver noticed the white side of the tractor trailer against a brightly lit sky, so the brake was not applied”). Il mancato azionamento del freno è presumibilmente noto a Tesla dalla telemetria inviata dall’auto (tutte le Tesla comunicano costantemente con la sede centrale), ma la certezza con la quale vengono citate come concausa le condizioni d’illuminazione sembra indicare che il mancato rilevamento di ostacoli in queste condizioni è una questione già nota a Tesla Motors. In effetti il manuale della Tesla Model S, a pagina 58-59, dice: “Forward Collision Warning cannot always detect vehicles, bikes, or pedestrians, and you may experience unnecessary, inaccurate, invalid or missed warnings for many reasons, particularly if: […] Bright light (oncoming headlights or direct sunlight) is interfering with the camera’s view”. Non ci sono informazioni in merito nel manuale della versione 7.1 di software della Model S.

L’annuncio di Tesla Motors sottolinea anche che l’Autopilot è sperimentale (è chiaramente indicato più volte che si tratta di software beta ed è l’utente che sceglie di attivarlo), che è “una funzione di assistenza che richiede che si tengano le mani sempre sul volante” e che l’auto ricorda al conducente che deve “mantenere il controllo e la responsabilità” ed essere “pronto a intervenire in ogni momento”. In altre parole, ribadisce una cosa che molti dimenticano: l’Autopilot è soltanto un assistente di guida e non sostituisce il conducente. Le prodezze documentate su Youtube di chi toglie le mani dal volante o addirittura legge il giornale o si siede dietro sono totalmente diseducative oltre che illegali. La Tesla, almeno per ora, non è un’auto a guida autonoma, anche se il nome Autopilot forse spinge molti a pensarlo e ad abusare delle sue funzioni.

Precisazioni di Elon Musk e Mobileye

Come mai l’Autopilot non ha rilevato l’ostacolo? Questa è probabilmente la domanda che più delle altre sta turbando i proprietari di Tesla e di auto a guida assistita in generale, oltre che le case automobilistiche che producono questi veicoli. La telecamera dell’Autopilot, dice Tesla Motors, è stata ingannata dalle condizioni d’illuminazione, ma la Tesla è dotata anche di un radar: perché non è intervenuto?

Lo spiega Elon Musk, CEO di Tesla Motors in un tweet del 30 giugno: “Radar tunes out what looks like an overhead road sign to avoid false braking events”. In altre parole, il radar ha interpretato la fiancata del rimorchio (un grande rettangolo messo di traverso sopra la carreggiata) come se fosse un cartello stradale sospeso e quindi l’ha ignorato.

Mobileye, l’azienda israeliana che sviluppa alcune delle tecnologie dell’Autopilot, ha commentato l’incidente notando che “l’attuale tecnologia anticollisione, o Automatic Emergency Braking (AEB), è definita come una protezione contro le collisioni posteriori ed è progettata specificamente per questo. Quest’incidente ha riguardato un veicolo che attraversava lateralmente, cosa per la quale i sistemi AEB della generazione corrente non sono progettati per intervenire. I sistemi di Mobileye includeranno capacità di rilevamento di svolta laterale trasversale alla traiettoria [Lateral Turn Across Path] (LTAP) a partire dal 2018 e le classificazioni di sicurezza Euro NCAP la includeranno a partire dal 2020.”

Considerazioni generali

Sulla base dei fatti resi noti fin qui l’incidente sembra essere dovuto più all’attraversamento incauto della superstrada da parte del camion che all’uso di un sistema di guida assistita e non è chiaro, per ora, se l’incidente sarebbe stato evitabile, con o senza Autopilot e simili. È possibile che la velocità sostenuta e la fiducia del conducente dell’auto nell’Autopilot abbiano allungato i suoi tempi di reazione o ridotto l’attenzione, ma per ora si tratta di pura congettura.

Va notato, inoltre, che un incidente del genere difficilmente potrebbe avvenire in Europa, dove gli attraversamenti a raso delle strade a scorrimento veloce sono molto limitati se non inesistenti e dove inoltre le norme impongono ai camion di avere barriere posteriori e laterali che impediscono l’intrusione dell’auto, consentendo alle zone di collassamento programmato dell’automobile di assorbire parte dell’energia d’impatto.

La vera questione da chiarire non è tanto il funzionamento corretto dell’Autopilot, che comunque non è progettato per evitare questo genere di incidenti, dato che la guida è sempre sotto la responsabilità del conducente: è se la guida assistita, come concetto generale indipendente dalla singola marca, abbassi troppo la vigilanza del conducente, finendo per allungare i tempi di reazione perché il conducente non è attento o non interviene perché si aspetta che lo faccia l’auto.

Tesla Motors dice che le statistiche indicano “un miglioramento significativo della sicurezza rispetto alla guida puramente manuale” e anche il presidente del National Transportation Safety Board, Christopher Hart, è dello stesso avviso. Un singolo incidente in regime di guida assistita dopo 209 milioni di chilometri va confrontato con quasi 1,3 milioni di morti l’anno nel mondo a causa di incidenti automobilistici: in media 3287 al giorno. In altre parole, la guida umana causa un 11 settembre ogni giorno. Ma dato che le scelte di sicurezza vengono fatte dagli utenti usando la pancia e non la testa, questo incidente potrebbe avere conseguenze importanti sulla diffusione delle auto a guida semiautomatica e in particolare sull’immagine della Tesla. Al momento dell’annuncio dell’indagine le azioni di Tesla Motors hanno perso il 3%, dice la BBC. Successivamente hanno recuperato.

Fonti: Electrek, Ars Technica, Teslarati, BBCThe Register.

Tesla, l’interfaccia e le app spiegate in dettaglio

Tesla, l’interfaccia e le app spiegate in dettaglio

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Al convegno Tesla Revolution 2016, tenutosi a marzo scorso, Tiziano Di Valerio, utente Tesla e membro di Teslaforum.it, ha presentato una panoramica della sua esperienza come utente di una Model S, descrivendone l’interfaccia utente, basata su Linux, e la sua vasta integrazione con servizi esterni e presentando alcune delle principali app per la gestione dell’auto.

Il video del suo intervento è disponibile su Youtube (l’ho incluso qui sotto): ve lo consiglio perché è divertente e illuminante e contiene moltissime informazioni preziose. Qui sotto ho aggiunto i link alle app citate.

App ufficiale di Tesla per Model S (iOS e Android)

Visible Tesla (non ufficiale, per Mac, Windows, Linux)

Remote S for Tesla (non ufficiale, iOS e Apple Watch; recensione)

EVmote (webapp)

Teslalog (webapp)

EVE for Tesla (webapp)

Tesla: batterie innovative ma niente cariche gratis per le Model 3; causa contro le Model X

Tesla: batterie innovative ma niente cariche gratis per le Model 3; causa contro le Model X

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L’auto elettrica Model 3 di Tesla Motors (quella che ho prenotato io a scatola chiusa insieme ad altre 373.000 persone, per intenderci) non avrà inclusa nel prezzo base la carica gratuita rapida presso i “distributori” Tesla, i Supercharger, come l’hanno invece le Model S e X: la decisione fa parte delle misure per ridurre il costo base dell’auto. Già si presumeva, ma ora Elon Musk lo ha chiarito segnalando un articolo del Los Angeles Times.

Nell’incontro con gli azionisti Musk ha detto che l’accesso gratuito a vita alla rete di ricarica Tesla sarà un optional, da pagare a parte (quindi non sarà gratuito, ma prepagato). Questo consentirà di ridurre il prezzo di vendita dell’auto per chi non userà i Supercharger o li userà soltanto saltuariamente. Viaggiare a corrente elettrica con la Model 3 sarà “comunque molto economico, e molto più economico della benzina” (Bloomberg).

Il concetto di fondo, secondo Elon Musk, è che non bisogna “pensare a benzina”: abituati all’idea di andare al distributore a fare rifornimento, molti automobilisti elettrici vanno a ricaricare presso i Supercharger “perché è gratis” invece di ricaricare a casa, senza considerare che portare l’auto al Supercharger più vicino e spendere almeno un’oretta fra ricarica e viaggio per risparmiare qualche dollaro di corrente elettrica (Musk dice “cinque dollari”, ai prezzi americani) ha un costo in termini di tempo e quindi non ha senso economicamente per gli utenti, oltre che per Tesla.

Io, per esempio, ho un Supercharger a 20 minuti e 24 km dal Maniero Digitale (è sul Monte Ceneri), ma caricherò quasi sempre comodamente a casa, di notte, o al punto di arrivo (albergo, agriturismo, eccetera), per cui mi va benissimo avere uno sconto sul prezzo dell’auto e pagare il Supercharger soltanto quando lo uso. Il Supercharger locale avrà senso nei rari casi nei quali arriverò a casa con poca autonomia e dovrò ripartire poco dopo, senza avere tempo per una ricarica lenta domestica.

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Intanto i più entusiasti tifosi di Tesla stanno ipotizzando che la Model 3 avrà la guida totalmente autonoma (non semplicemente assistita come quella attuale) al debutto, ma si tratta di congetture basate sulle sue dichiarazioni (o non dichiarazioni) presso la Code Conference di ieri. Personalmente sono dubbioso, anche per gli ostacoli legali da superare, ma vedremo cosa verrà annunciato concretamente nella prossima anteprima dell’auto, che avverrà verso la fine del 2016. L’inizio della produzione è previsto attualmente per fine 2017; nel frattempo Tesla ha accumulato (negli ultimi 18 mesi) 1,2 miliardi di chilometri di dati di guida assistita, raccolti dalla sua flotta di Model S e X vendute, e accumula un altro milione di chilometri ogni sette ore circa. Impressionante, ma soprattutto un database di esperienze reali che nessun concorrente ha a disposizione (Ars Technica; The Verge e Electrek con video).

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All’incontro con gli azionisti Musk ha anche detto che Tesla e Panasonic fabbricheranno per la Model 3 un nuovo formato di cella per le batterie, il 20700, più lungo e largo del 18650 attualmente usato nelle Model S e X. Misurerà 70 x 20 mm contro gli attuali 65 x 18 mm del formato 18650. Questo aumenta il volume di circa il 33% e aumenta quindi la capacità di carica, riducendo il costo di circa il 25%. Attualmente la batteria delle S e X ha una densità di energia di 233 Wh/kg e costituisce un terzo del peso dell’intera auto, ma se la densità di energia sale fino a circa 333 Wh/kg (come previsto dai prossimi sviluppi) il peso complessivo di un’auto elettrica scende agli stessi livelli di quelli di un’auto a carburante fossile. E si parla già di arrivare a 520 Wh/kg, per cui un’auto elettrica potrebbe presto essere più leggera di un’auto tradizionale e addirittura più a buon mercato (Cleantechnica; Electrek).

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È approdata anche sui media italofoni (Repubblica, per esempio) la notizia della causa intentata contro Tesla Motors da Barrett Lyon, un proprietario californiano di una Model X da 162.000 dollari, per gravi difetti di fabbricazione. Secondo il proprietario (che è già utente soddisfatto di una Tesla Roadster e di una Model S), la portiera sul lato guidatore si chiude automaticamente addosso alla gamba del conducente se nel salire a bordo tocca per sbaglio il pedale del freno; il “pilota automatico” dell’auto la fa sbandare sotto la pioggia; le portiere anteriori (che sono automatiche) si aprono e chiudono colpendo altri oggetti invece di fermarsi; lo schermo tattile si blocca e il parcheggio automatico non funziona nella stragrande maggioranza dei casi. Il signor Lyon vuole restituire l’auto e riavere indietro i propri soldi.

La dettagliatissima telemetria delle Tesla dovrebbe chiarire le situazioni e le cause di questi malfunzionamenti, ma non è la prima volta che la Model X evidenzia dei problemi per l’eccessivo automatismo oltre che nel (mal)funzionamento delle ambiziosissime portiere posteriori ad ala di gabbiano (Courthouse News Service; Teslarati).

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Per sorridere un po’, guardate questo video, nel quale un utente Tesla si traveste da sedile e crea l’illusione che l’auto stia andando in giro da sola. Ovviamente è uno scherzo pericoloso, perché il conducente non ha le mani sul volante e non è pronto a intervenire prontamente se la guida assistita non ce la fa, ma le reazioni delle persone sono eloquentissime. Il bello è che molti pensano che siamo già arrivati alle auto che circolano senza nessuno a bordo, quando in realtà siamo ancora molto lontani da questo traguardo. Buon divertimento.

Tesla Model 3, l’auto elettrica che si vende come un iPhone

Tesla Model 3, l’auto elettrica che si vende come un iPhone

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In questo momento i dirigenti di tutte le altre case automobilistiche staranno rosicando non poco: per prenotare la Tesla Model 3, un’auto elettrica di prezzo medio (35.000 dollari negli USA) per il mercato di massa presentata in anteprima oggi, si sono formate le file fuori dai concessionari in mezzo mondo. Come per un nuovo modello di iPhone. Con la differenza che chi era in fila non tornava a casa con l’oggetto del desiderio: versava mille dollari per prenotarla e basta, e senza neanche vederla.

L’hanno fatto in centoquindicimila. In altre parole, Tesla ha ricevuto in 24 ore 115 milioni di dollari per un’auto di cui non si sapeva quasi nulla e che non verrà consegnata prima della fine del 2017 (se va bene). E dopo la presentazione il totale è salito a quasi 130.000. Mica male, come fidelizzazione del cliente.

Ecco qualche immagine tratta dalla presentazione preliminare, tenuta stamattina alle 5:30 ora italiana.

Queste, rapidamente e con riserva di correzione, sono le caratteristiche dichiarate del modello base (tratte anche dai commenti e da questo video Periscope): 215 miglia (circa 350 km) di autonomia; 0-100 km/h in 6 secondi; 1 o 2 motori elettrici; 5 posti; hardware Autopilot (per mantenimento corsia, cruise control intelligente, parcheggio automatico, eccetera) di serie, con singole funzioni attivabili come optional; 2 bagagliai; telaio in buona parte in acciaio. Nessun dettaglio sulla batteria (né kWh né tecnologia; si sa solo che sarà predisposta per la ricarica rapida con Supercharger) o sulle dimensioni d’ingombro dell’auto (anche se si sapeva già che era paragonabile a una Audi A4).

Non è detto che questo sia l’aspetto estetico finale. Si nota molto l’assenza di un cruscotto di fronte al volante, sostituito dal display centrale da 15 pollici. Poco visibile nelle mie immagini: il tetto trasparente quasi continuo, enorme.

Se la Chevrolet mantiene la parola data, la sua Bolt arriverà sul mercato prima di questa Tesla Model 3, e grosso modo allo stesso prezzo. Ma come ha detto Elon Musk nella presentazione, quello che conta non è quale marca vince, ma il fatto che smettiamo rapidamente di andare in giro con auto che emettono gas tossici. E su questo non posso che dargli ragione.

Insomma, avevano detto che le auto elettriche erano…

– troppo lente: non più (0-100 in 6 secondi non vi basta?).
– troppo brutte: non più.
– troppo limitate come autonomia: 350 km coprono quasi tutte le situazioni.
– troppo lente da ricaricare: con i Supercharger si riparte col “pieno” in 40 minuti.
– troppo care: non più, almeno per un’ampia fascia di consumatori.

E sembra l’altroieri che i complottisti andavano in giro a raccontare della congiura per boicottare l’auto elettrica; invece eccola qua, con tanto di code per prenotarla. L’avreste mai detto?

2016/04/02 15:25. È disponibile il video della presentazione.

Intanto ho “prenotato” una Model 3.

Antibufala: auto elettrica multata a Singapore perché inquina più di un’auto a benzina

Antibufala: auto elettrica multata a Singapore perché inquina più di un’auto a benzina

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2016/03/11 11:05.

Varie fonti d’informazione, come per esempio l’agenzia ANSA, hanno segnalato la bizzarra notizia di una multa di 15.000 dollari ricevuta da Joe Nguyen, un proprietario di un’auto elettrica a Singapore per inquinamento eccessivo. Addirittura, titola l’ANSA, l’auto elettrica in questione (una Tesla Model S) inquina più di un’auto a benzina di pari dimensioni.

La notizia parrebbe una bufala, ma va chiarita: sotto accusa, infatti, non sono le emissioni inquinanti dell’auto elettrica in sé (che sono sostanzalmente nulle), ma quelle della filiera di produzione dell’energia elettrica usata per caricare le sue batterie.

I calcoli della Land Transport Authority di Singapore hanno tenuto conto di questa filiera e hanno portato a un valore di emissioni di CO2 di ben 222 grammi per chilometro, di gran lunga superiore a quello di un’auto a benzina recente, e quindi non solo è saltato lo sconto sulla carissima tassa locale d’importazione delle auto, ottenuto inizialmente dal proprietario perché l’auto è elettrica, ma è anche scattata la sanzione.

Chi si ferma al titolo della notizia ne conclude che le auto elettriche non sono affatto ecologiche come si dice, ma attenzione: nei calcoli della LTA il consumo di energia elettrica dell’auto è stato valutato a 444 Wh/km, mentre il costruttore dichiara che l’auto consuma meno della metà (181 Wh/km) secondo le stesse norme UNECE adottate a Singapore. Con questo valore dichiarato l’emissione di CO2 della filiera di generazione dell’energia ammonta a 90 g/km, ben al di sotto di quella di una berlina a benzina e tale da meritarsi un incentivo e non una multa, come ha confermato anche la stessa LTA.

Il motivo di questa valutazione raddoppiata, che falsa tutti i conti, è ignoto: il costruttore Tesla sta verificando eventuali errori di metodo, e c’è chi nota che basta un errore di conversione fra miglia e chilometri per avere risultati completamente sballati.

Elon Musk, boss di Tesla, ne ha parlato direttamente con il primo ministro di Singapore, Lee Hsieng Loong, che ha promesso di approfondire la questione, e nel frattempo l’azienda ha colto l’occasione per far notare che in ogni caso le emissioni indirette di CO2 di qualunque proprietario di auto elettrica calano ogni anno man mano che la rete elettrica diventa più pulita (all’aumentare della percentuale di energia di origine solare ed eolica, per esempio) mentre le emissioni delle auto a benzina rimangono invariate.

Adesso la Tesla entra ed esce da sola dal garage e si parcheggia da sé

Adesso la Tesla entra ed esce da sola dal garage e si parcheggia da sé

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/01/12 20:50.

Oggi Tesla ha rilasciato la versione 7.1 del software di gestione delle sue auto elettriche Model S e X. Fra le varie novità spicca la funzione Summon (chiama), che consente al guidatore di ordinare all’auto di uscire da sola dal posto dove è parcheggiata, come mostrato nei video qui sotto.

Electrek ha pubblicato le schermate dell’aggiornamento che ne spiegano il funzionamento in dettaglio: la funzione consente anche di parcheggiare l’auto, se allineata correttamente, a condizione che il conducente sia a meno di tre metri dal veicolo. La Tesla parcheggia ed esce autonomamente usando il computer di bordo e i propri sensori; il conducente può fermarla usando il telecomando. Per ragioni legali, questa funzione va usata soltanto su proprietà privata.

A parte l’effetto “wow” della funzione, è un’opzione molto utile quando capita, purtroppo spesso, di trovare il simpaticone che parcheggia dopo di te vicinissimo alla tua auto e ti impedisce di entrare o ti obbliga a contorsioni da circo. Inoltre è utile per chi ha un posto auto stretto, come me, visto che la Tesla S non è proprio un’auto particolarmente snella (2,18 m di larghezza a specchietti aperti, 1,96 m a specchietti ripiegati) e la X non è da meno.

L’aggiornamento introduce, fra l’altro, anche il parcheggio assistito negli spazi perpendicolari, l’apertura automatica della porta servoassistita del garage e limitazioni alle funzioni di sterzo automatico e guida assistita e miglioramenti al mantenimento di corsia.

Manca ancora, purtroppo, la funzione più desiderata: quella che consente di avere i circa 75.000 dollari necessari per acquistare una Tesla Model S di base (con software aggiornato) o i 90.000 dollari della Model S con la massima autonomia e il suddetto software aggiornato.

2016/01/10 23:35. Tesla ha pubblicato un annuncio ufficiale che spiega a cosa serve la funzione Summon: serve per consentire ai proprietari di prendere dimestichezza con questa novità stando su proprietà privata e per abituarli all’idea che prima o poi la loro auto elettrica “sarà in grado di guidare ovunque nel paese” per raggiungerli, “caricandosi da sola strada facendo”. Questo, insomma, è soltanto il primo piccolo passo indispensabile. Anche perché se l’auto non riesce a uscire dal garage da sola, non può certo venirvi a prendere da qualche parte.

2016/01/12 20:50. Ecco un video di una Tesla che si parcheggia da sola (con il conducente a bordo): maggiori info qui.

Segnalo anche due demo di mantenimento di corsia/carreggiata senza strisce laterali: nel secondo video notate che a 0:40 l’auto rileva il ciclista e rallenta di conseguenza. Impressionante e anche un po’ inquietante.