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Attenzione agli squilli dai numeri 0088* [UPD 2008/08/18]

Attenzione agli squilli dai numeri 0088* [UPD 2008/08/18]

Squillano e riagganciano per indurvi a richiamare

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

È arrivata pochi minuti fa anche a me, sul cellulare svizzero, una chiamata dal numero 008821321340. A giudicare dalle segnalazioni che mi arrivano, si tratta di una truffa che sta dilagando. Non richiamate quel numero o altri numeri che non conoscete, specialmente se hanno il prefisso 0088213. Vi possono costare un capitale.

Il trucchetto di questa nuova truffa è estremamente semplice. Un truffatore ha attivato una linea telefonica sotto il prefisso satellitare 0088213 (Emsat) in modo che parte del costo delle chiamate ricevute venga girato a lui. Fatto questo, chiama tutti i numeri di telefono che trova, in vari paesi (ho visto segnalazioni in Svizzera, Italia, Olanda e Germania), e riaggancia subito dopo aver composto il numero: costo zero. Poi aspetta.

Inevitabilmente, molte persone, incuriosite dalla chiamata persa, di cui vedono il numero sullo schermo del telefono, richiamano per sapere chi li ha cercati. E qui scatta il salasso per chi ha ricevuto lo squillo, come potete notare per esempio nelle segnalazioni tedesche (anche se non leggete il tedesco, i numeri dopo il simbolo dell’euro sono molto eloquenti; si riferiscono all’uso di questo numero telefonico con dei dialer, ma i costi al minuto sono identici anche per gli squillini).

Come regola generale, non richiamate mai un numero che non conoscete. Se hanno bisogno davvero di contattarvi, vi richiameranno loro.

2008/08/18

La polizia cantonale svizzera ha confermato di aver ricevuto diverse segnalazioni di questa truffa telefonica, segnala Ticinonline oggi.

Truffa telefonica: disconnessione fittizia

Truffa telefonica: disconnessione fittizia

Occhio a chi vi telefona e vi minaccia di staccare la linea

Sta circolando via mail un appello che segnala il pericolo di una truffa telefonica che sembra stia funzionando fin troppo bene nel Regno Unito e che potrebbe attecchire anche altrove, per cui è meglio sapere che non si tratta di un appello bufala.

Il truffatore telefona alla vittima spacciandosi per un operatore del call center della compagnia telefonica e avvisa la vittima che è in arretrato con i pagamenti e che quindi se non paga subito gli verrà staccata la linea.

Se la vittima è riluttante, il truffatore avvisa che la linea verrà staccata subito. E in effetti quando la vittima riaggancia e poi prova a chiamare, il suo telefono è muto.

Qualche minuto dopo, il truffatore richiama e la vittima, ormai in crisi, di solito accetta di pagare e quindi comunica al malvivente i dati della propria carta di credito. Ed è questo lo scopo del truffatore. Magicamente la linea torna a funzionare, ma il danno arriverà dopo, quando la vittima si troverà la carta di credito spolpata.

Come funziona il raggiro? Chi inizia la chiamata la “tiene”, per cui il truffatore, quando avvisa la vittima che la linea verrà staccata, non riaggancia e preme il tasto di muto. La vittima non può quindi telefonare perché la linea è già impegnata. Semplice e terribilmente efficace, come racconta The Register.

Immagine Creative Commons di Ribbit Voice.

[IxT] Attentati; Live 8 scaricabile; e altro

Sapete tutti cos’è successo a Londra; alcuni lettori hanno inaspettatamente temuto che il mio silenzio di questi giorni fosse dovuto a un mio coinvolgimento di qualche genere, visto che molti pensano che io abiti da quelle parti.

In realtà ho abitato in Inghilterra fino a poco tempo fa, ma a York, a qualche centinaio di chilometri da Londra, e il mio silenzio è dovuto a tutt’altre ragioni puramente personali (a proposito, grazie a tutti coloro che mi hanno scritto a proposito di Biru, siete stati gentilissimi). Volevo soltanto tranquillizzare e ringraziare chi si è preoccupato per me.

Per evitare che Londra sia associata nella vostra memoria soltanto ai recenti attentati, vorrei segnalarvi che America Online permette di scaricare legalmente l’intera serie di concerti.

Trovare i link diretti ai singoli brani richiede qualche acrobazia, per cui sto pubblicando il tutto a puntate su Zeus News. La prima parte è qui:
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=4234&;numero=999

Le prossime parti verranno pubblicate sempre su Zeus News nei prossimi giorni.

I video sono di ottima qualità, con audio stereo, e per questo piuttosto pesanti (dai 50 megabyte in su), quindi è opportuno dotarsi di una connessione veloce o di moltissima pazienza.

Se trovate errori nei link, segnalatemeli scrivendo come al solito a topone@pobox.com

Terrorismo, fa più danni la paura

Alcuni giorni prima degli attentati di Londra ho scritto un pezzo sui danni che la paura e l’incompetenza causano quando c’è di mezzo il terrorismo:
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=4223

Cinema digitale

Se non avete ancora visto un film proiettato in un cinema digitale, vi consiglio di provarci con Episodio III: il film in sè può piacere o meno, e forse delude molti fan della saga di Guerre Stellari, ma non c’è migliore dimostrazione del salto qualitativo offerto dalla proiezione digitale.

Se vi interessano dati tecnici e le mie impressioni su questa tecnologia, date un’occhiata qui:
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=4219

Mac e Intel, prime info sull’hardware

Cominciano a trapelare i primi dati sul tipo di hardware che costituirà i futuri Mac basati su processore Intel. Sarà davvero possibile far girare Mac OS X su un PC qualsiasi? Improbabile ma non impossibile:
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=4212

Telefonini sugli aerei: SMS OK, telefonate no, dicono i passeggeri

Sta per cadere il divieto d’uso dei cellulari, ma gli utenti non gradiscono l’idea di trovarsi inchiodati accanto al chiacchierone di turno:
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=4208

Falla Javascript mette a rischio quasi tutti i browser

Secunia ha trovato una falla che permette a un sito ostile di far comparire nella finestra di un sito sicuro una finestra-trappola. L’articolo contiene anche un rimando alla dimostrazione (innocua) di questa tecnica di aggressione informatica:
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=4205

Curiosità: ma che cavolo dice Gandhi?

Gandhi manipolato dalla Telecom

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “u.mazzotta”, “ldebenedictis” e Sandro Cecchi.

E meno male che io sono inglese madrelingua! Non si capisce quasi niente di quello che dice Gandhi nello spot di Telecom Italia (Quicktime) firmato Spike Lee.

Bello il commento di un lettore di Zeus News:

Una pubblicità corretta… che illustra bene la qualità dei servizi proposti: infatti benché parli lentamente in inglese non si riesce a capire cosa dice.

Ecco le parole di Gandhi nello spot:

“If you want to give a message, it must be a message of ‘Love’, it must be a message of ‘Truth’. I want to capture your hearts. Let your hearts clap in unison with what I’m saying. A friend asked yesterday, “Did I believe in one world?” How can I possibly do otherwise? Of course I believe in one world”.

Traduco:

“Se volete dare un messaggio, deve essere un messaggio di amore, deve essere un messaggio di verità. Voglio catturare i vostri cuori. Lasciate che i vostri cuori battano all’unisono con quello che dico. Ieri un amico mi ha chiesto se credo in un mondo unito. Come potrei fare altrimenti? Certo che credo in un mondo unito”.

Il bello è che questo non è proprio quello che disse Gandhi. Le parole sono tratte dal discorso “One World“, tenuto il 2 aprile 1947 a Nuova Delhi, nella sessione conclusiva della Conferenza sui Rapporti Inter-Asiatici, di fronte a oltre 20.000 visitatori, delegati e osservatori.

Questo è quello che ha detto realmente Gandhi secondo la trascrizione che ho trovato online:

If you want to give a message again to the West, it must be a message of ‘Love’, it must be a message of ‘Truth’. There must be a conquest…

[applausi]

… please, please, please. That will interfere with my speech, and that will interfere with your understanding also. I want to capture your hearts and don’t want to receive your claps. Let your hearts clap in unison with what I’m saying, and I think, I shall have finished my work. Therefore, I want you to go away with the thought that Asia has to conquer the West. Then, the question that a friend asked yesterday, “Did I believe in one world?” Of course, I believe in one world. And how can I possibly do otherwise, when I become an inheritor of the message of love that these great un-conquerable teachers left for us?

Notate il rimontaggio e la mancanza di quei “to the West” (“all’Occidente”) e di “Asia has to conquer the West” (“l’Asia deve conquistare [moralmente] l’Occidente”), decisamente troppo ingombranti e fastidiosi. Bisogna ovviamente tenere presente qual è l’Occidente cui si riferisce: quello del 1947, quando l’India era ancora colonia britannica.

[IxT] Antibufala: la “portability” cellulare occulta i costi delle chiamate?

Questa newsletter vi arriva grazie alle gentili donazioni di “ATMB”, “Cattolica.info” e “pavanfigo”.

Comunicazione di servizio: scusate se non mi faccio vivo molto, ultimamente. Grandi cose bollono in pentola: tutto verrà rivelato magicamente a gennaio. 🙂

Altra comunicazione di servizio: se qualcuno avesse una registrazione o anche una vaga memoria della mia apparizione mistica al programma RAI Neapolis di qualche giorno fa, mi scriva. Grazie!

Detto questo, veniamo al sodo.

Dai primi di ottobre 2004 circola in Rete un appello che lamenta l’inganno della cosiddetta “number portability (la possibilità di passare da un gestore all’altro mantenendo il vecchio numero del telefonino)”. Secondo l’appello, nessuno degli operatori cellulari italiani “spiega quanto l’adesione a macchia di leopardo a questo servizio stia costando a noi ignari consumatori”.

La teoria proposta dall’appello è che grazie alla trasferibilità del numero da un operatore all’altro, tutte le promozioni che offrono sconti per le telefonate fra utenti dello stesso operatore sono difficili da applicare correttamente. Adesso, infatti, non c’è più la corrispondenza di un tempo fra prefisso e operatore, grazie alla quale bastava guardare il prefisso per sapere se la persona che volevamo chiamare aveva il nostro stesso operatore e quindi ci costava meno chiamarla.

Secondo l’appello, insomma, “quelle telefonate che pensiamo costino poco possono in realtà costarci parecchio”, perché se ci basiamo sul prefisso possiamo facilmente credere di star telefonando a un utente che ha il nostro medesimo operatore (e quindi spendiamo meno) quando in realtà il nostro interlocutore ha un operatore diverso (e quindi ci costa molto di più).

L’appello rivela che “un modo per risparmiare, o comunque per sapere se la telefonata che stiamo per fare ci costerà poco o molto, in realtà esiste, ma” – e qui scatta l’accusa di complotto – “come è logico nessun gestore lo pubblicizza perchè è maggiore l’interesse a mantenere i propri clienti all’oscuro della cosa”.

Il modo sarebbe quello di ricordarsi un codice numerico diverso per ciascun operatore (“456 per i clienti vodafone, 4884 per i clienti tim”) da anteporre a ogni numero composto “affinchè una gentilissima e “gratuita” voce di donna ci comunichi a che gestore oggi appartiene il numero che stiamo chiamando”. L’appello non specifica se esiste un codice anche per gli operatori 3 e Wind.

L’appello non è una bufala vera e propria, ma gli manca qualche dettaglio abbastanza importante.

Il concetto di base è esatto: con l’introduzione della possibilità di cambiare gestore senza cambiare numero di telefonino, è scomparsa la tradizionale corrispondenza fra prefisso e operatore ed è quindi diventato più difficile sapere quanto si spende se si hanno sconti per le chiamate fra utenti del medesimo operatore. Due utenti con lo stesso prefisso, infatti, oggi possono appartenere a operatori differenti.

Ma questo drammatico problema si risolve in un modo molto più semplice e universale di quanto afferma l’appello. Per sapere a quale operatore telefonico (Tim, Wind, Vodafone, 3) appartiene un numero di cellulare, basta anteporre il codice numerico 456 quando componete il numero di telefonino dell’utente. È un codice unico, valido per tutti gli operatori.

Prima di essere collegati all’utente desiderato (e quindi prima di cominciare a pagare), una voce darà informazioni sull’operatore di appartenenza di quell’utente. Il servizio è gratuito e vale per tutti gli operatori cellulari.

La situazione è riassunta con chiarezza da un articolo pubblicato da Prontoconsumatore.it, che specifica che oltre al numero universale 456 alcuni operatori offrono spesso un altro numero e propongono opzioni personalizzate, descritte nell’articolo.

L’appello afferma che le informazioni sul servizio di trasparenza tariffaria sono poco pubblicizzate, ma sono comunque attualmente disponibili nelle seguenti pagine Web dei rispettivi operatori:

  • Tim
  • Vodafone
  • Wind (seguite il link e poi cliccate sulle parole “Wind Identity” nella pagina che compare)
  • 3

Un’altra inesattezza dell’appello è che si insinua che il servizio non sia gratuito, ma in realtà lo è.

L’indagine antibufala completa è come sempre a vostra disposizione su Attivissimo.net.

[IxT] Antibufala Update: i risultati dei test

Grazie, grazie, grazie a tutti per la quantità e la solerzia dei vostri test cellulari!

Purtroppo il tempo e la quantità di messaggi di test mi impediscono di analizzare tutte le informazioni di contorno che avete inviato, ma ecco in sintesi i risultati: non tutti gli operatori si comportano allo stesso modo.

Alcuni identificano l’operatore del numero chiamato, altri si limitano a dire che si tratta di altro operatore; alcuni inoltrano la chiamata dopo il messaggio informativo, altri no.

  • Tim non identifica l’operatore del numero chiamato e non inoltra la chiamata
  • Vodafone non identifica l’operatore del numero chiamato e inoltra la chiamata
  • 3 identifica l’operatore del numero chiamato e inoltra la chiamata
  • Wind identifica l’operatore del numero chiamato e non inoltra la chiamata

Ho pertanto aggiornato l’indagine antibufala, che è su Attivissimo.net.

Grazie ancora a tutti.

[IxT] Piccolo test telefonico; il filmato di Neapolis

Posso chiedervi un piccolo esperimento? Non sono in Italia in questo periodo, per cui non posso farlo io per voi. Si tratta della questione della “number portability” descritta in un’indagine antibufala e nella newsletter di qualche giorno fa.

Alcuni lettori mi hanno scritto dicendomi che l’indagine contiene un paio di inesattezze: io ho scritto che componendo sul cellulare il 456 seguito dal numero della persona da chiamare, si ottiene una voce che dice a quale operatore appartiene quella persona; ho anche scritto che dopo quest’informazione viene automaticamente avviata la chiamata con quella persona.

In realtà pare (e di solito i miei astuti lettori non sbagliano) che la voce non identifichi l’operatore del nostro interlocutore ma si limiti a dire se l’operatore è lo stesso che abbiamo noi, e che il servizio 456 non avvii la chiamata ma si limiti a fornire l’informazione.

Potete fare un po’ di test (tanto sono gratuiti) chiamando il 456 dal telefonino e immettendo qualche numero di cellulare di cui sapete per certo l’operatore di appartenenza, e poi scrivendomi i risultati?

Mi interessa sapere (in forma anonima, ovviamente!):

  • l’operatore che avete voi
  • l’operatore che ha il vostro interlocutore
  • che cosa vi ha detto la vocina quando avete digitato 456 + numero dell’interlocutore (se ha specificato l’operatore anche se era diverso dal vostro, o se ha semplicemente detto che il numero non è di quell’operatore)
  • se vi è stato proposto o meno di effettuare la chiamata.

Per esempio, scrivetemi “io sono un utente Tim, ho fatto 456 + il numero di un utente 3, la vocina mi ha detto… e mi ha/non mi ha collegato al numero dell’utente”.

Grazie!

A proposito del filmato di Neapolis sul convegno di Torino dedicato alle leggende metropolitane, grazie a un altro gruppo di sagaci lettori l’ho recuperato dall’archivio di Raitre. Per una curiosa coincidenza (sabotaggio?), la puntata del 17 novembre non compare nell’elenco offerto dal sito di Raitre, ma è comunque visibile in streaming con Real Player a un indirizzo “nascosto” dalla Rai.

L’indirizzo verrà probabilmente spezzato dal vostro programma di posta, per cui dovete ricomporlo a mano oppure usare i comodi link già pronti che trovate su Attivissimo.net.

Critiche sul “nuovo” videofono fisso di Telecom Italia

Nuovi modelli e vecchi difetti per i videofoni fissi

La campagna pubblicitaria di Telecom Italia per il suo nuovo videotelefono per rete fissa rasenta l’ingannevole. Le immagini sono palesemente simulate e di qualità nettamente superiore a quella reale.

Si vede che non s’è imparato nulla dai flop precedenti. Qualcuno ricorderà l’antenato di questo videotelefono, il Nexus, classe 1996. Se lo ricordano quelli di Portel:
http://www.portel.it/rubriche/punto.asp?id=322&pg=1

Anche il Nexus, come il modello attuale, funzionava (si fa per dire) sulla normale linea telefonica. Costava 780mila lire (circa 390 euro), poi ridotte a 460 mila. Alla fine, il Nexus:

… fu ritirato dal mercato inglese per la qualità della videochiamata: gli utenti, dopo aver speso cifre importanti, si trovavano tra le mani un apparecchio inutilizzabile. Le numerose proteste costrinsero l’azienda a ritirare il prodotto dal mercato. In Italia non si arrivò a quel punto, perché il prezzo del videotelefono aveva tenuto lontani gli utenti.

La versione odierna costa 199 euro (299 una coppia) ed è disponibile anche a noleggio a poco più di 3,5 euro al mese, ma con una tariffa di chiamata dedicata (il Nexus costava come la chiamata ordinaria) di 6 eurocent/min. La qualità è:

senz’altro migliorata, il display è a colori e la telefonata non è più una sequenza di soli fotogrammi, ma inizia ad avvicinarsi all’idea di video… se compro un videotelefono immaginando che la qualità sia quella che vedo nella pubblicità televisiva, sarò senz’altro deluso dal servizio. Più trasparenza nella comunicazione significa forse meno utenti, ma più soddisfatti. Che i gestori smettano allora di pubblicizzare una qualità che non c’è: la tecnologia non può ancora offrire qualità video elevate.

Brevi dalla Rete

Brevi dalla Rete

Falla XP, roaming dati col tetto, saga iPhone4, spada laser fin troppo autentica, Google e Android orwelliani

Cominciano a diffondersi gli attacchi basati sulla falla del Centro di assistenza di Windows XP che ho segnalato un paio di settimane fa: Microsoft ha dichiarato di aver rilevato più di 10.000 computer attaccati in questo modo a partire dal 15 giugno scorso. Sono presi di mira particolarmente gli utenti in Portogallo e Russia. L’attacco si diffonde principalmente attraverso siti Web le cui pagine, dice Microsoft, sembrano generate automaticamente in modo casuale e scaricano sui computer delle vittime un vasto assortimento di cavalli di Troia, virus e strumenti per la diffusione di spam. Come già segnalato, Microsoft ha predisposto uno strumento gratuito che tura automaticamente la falla in attesa di una correzione approfondita. Gli antivirus aggiornati che identificano le pagine Web pericolose riconoscono questo attacco e permettono di evitarne le conseguenze (BBC; Punto informatico).

Da oggi (1 luglio) entra in vigore il tetto per il roaming dati negli stati dell’Unione Europea. Il nuovo regolamento (PDF in italiano) imposto dalla Commissione Europea prevede un limite di spesa per roaming dati predefinito pari a 50 euro mensili. Gli utenti possono impostare un limite differente o rinunciare a questa tutela, utilissima contro le bollette stratosferiche per chi usa la trasmissione dati all’estero. Gli operatori dovranno mandare un avviso quando gli utenti raggiungeranno l’80% del proprio limite. Scendono anche i prezzi per le chiamate vocali e gli SMS in roaming. Entro il 2015, l’UE vuole eliminare del tutto le tariffe di roaming. Nessun adeguamento, a quanto pare, in Svizzera, almeno stando al sito di Sunrise e Swisscom.

Ricezione iPhone 4: dopo i video dimostrativi dei problemi di ricezione quando si fa ponte con la mano fra le due antenne situate lungo il bordo dell’iPhone 4, arrivano i dati concreti. Anandtech usa un trucco astuto per trasformare le ingannevoli tacche del misuratore di campo in un indicatore numerico (in dBm) e scopre che fare ponte fra le antenne dell’iPhone 4 tenendolo in mano in modo normale attenua il segnale di quasi 20 dB: un’attenuazione sufficiente a causare problemi seri se il segnale della rete cellulare non è vicino al massimo, ma non tale da far cadere una chiamata quando il segnale è molto forte. Il risultato è confermato dai test di Gizmodo. Questo spiega la variabilità dei risultati delle prove empiriche: dove il segnale è forte, il telefonino “prende” lo stesso anche quando viene tenuto nel modo “sbagliato”. Dai test emerge anche un dato positivo: l’iPhone 4 è più capace del suo precedessore di mantenere una chiamata quando il segnale è molto basso (Ars Technica). Una correzione via software sarebbe possibile, secondo alcuni.

Ancora iPhone4: trapelano tramite BGR le risposte predefinite dei call center Apple ai clienti che lamentano problemi di ricezione: non ammettere che esiste un difetto, consigliare di impugnare il telefono in un altro modo, dire che il problema c’è in qualunque cellulare e soprattutto non promettere una custodia gratuita (che risolve il problema). Intanto Apple pubblica un’offerta di lavoro per tre tecnici di antenne per iPad/iPhone, ma è sicuramente una coincidenza ironica. È stata avviata una class action contro Apple a causa dei problemi di ricezione. Una mail attribuita a Steve Jobs dice che “non ci sono problemi di ricezione. Restate in ascolto”; un’altra dice “Ci stiamo lavorando.” E ci sono problemi anche con il sensore di prossimità, secondo The Register.

Anche Android ha le sue magagne, ma di sicurezza. Il sistema operativo per cellulari di Google è capace di cancellare automaticamente le applicazioni dai telefonini degli utenti, come ha scoperto l’esperto di sicurezza Jon Oberheide quando Google ha rimosso dal suo telefonino un’applicazione che lui stesso aveva collocato sull’Android Market. C’è di più: sempre Oberheide ha scoperto anche che Google può installare automaticamente da remoto un’applicazione. Le implicazioni di sicurezza sono fin troppo ovvie, e l’idea di avere un telefonino del quale qualcuno può decidere e cambiare il contenuto a proprio piacimento è veramente infelice. Google dice che è la prima volta che ha usato questa funzione, cosa che conferma la sua esistenza.

Spada laser? Non proprio, ma è pericolosissima e proprio per questo irresistibile. Il laser Arctic Spyder III della Wicked Lasers è da 1 watt e causa “danni permanenti e irreversibili alla retina”. Brucia la pelle istantaneamente. Bonus: costa soltanto duecento dollari. Doppio bonus: è confezionato in un’impugnatura che somiglia tanto a quella di una spada laser di Guerre Stellari. Così tanto che la Lucasfilm ha ordinato alla Wicked Laser di cessarne la commercializzazione. Godetevi il video finché potete.

[IxT] Quei costosi castori dell’892.892

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di phoebe97, leonardo.fio**** e Marco Gremi****. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sta girando un appello che parla di “due castori, magri, ambigui, in tutine attillate rosso fiamma, un incrocio tra la Carrà e Japino, che fanno la pubblicità a un numero magico: l’892 892.” e ne segnala i costi elevati e l’ingannevolezza della pubblicità.

L’892.892 è uno dei tanti servizi informazioni che da ottobre sostituiranno il vecchio 12 e 412. Ma i prezzi sono alti, e l’appello lo segnala senza inciampare in bufale: “Nel caso migliore, dal telefono di casa, 0,12 euro di scatto alla risposta e 0,03 euro al secondo. Cinque minuti per ottenere un numero di telefono costano 0,12 + (0,03 x 300 secondi), quindi 9,12 euro. Per un’ora di conversazione paghi 108 euro!!!”

La fonte dell’appello è il blog di Beppe Grillo, in un articolo pubblicato da Grillo stesso il 17 agosto 2005.

Non è una bufala: le affermazioni dell’appello sono sostanzialmente esatte e verificabili: per esempio, il numero e il sito citato esistono, la pubblicità è onnipresente, i due “castori” sono i personaggi dello spot televisivo e del sito 892892.it, e il servizio è una delle alternative al vecchio numero 12 del servizio informazioni di Telecom Italia.

Visti i costi, il consiglio dell’appello di usare Internet per acquisire informazioni telefoniche costituisce un’alternativa valida ed economica: ci sono molti siti che offrono informazioni di questo genere:

Ce ne sono sicuramente altri: se li conoscete, segnalatemeli scrivendomi al solito indirizzo topone@pobox.com.

Chiaramente i servizi d’informazione via Internet non saranno molto utili se siete in giro e non avete a portata di mano un computer collegato alla Rete, nel qual caso i servizi come l’892.892 costituiscono una soluzione costosa ma a volte preziosa. L’importante è essere consapevoli dei costi prima di usare questi servizi.

Sull’ingannevolezza del messaggio pubblicitario della InfoNXX è in corso una causa avviata da Telecom Italia, di cui parla Pier Luigi Tolardo su Zeus News.

Da parte mia ho pubblicato un’indaginetta antibufala con molti dettagli in più rispetto alla noticina che state leggendo. Spero che la troviate utile e risparmievole!

Ciao da Paolo.