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[IxT] Un inevitabile commento su Mr. Clinton (14 settembre 1998)

L’affare Lewinski, oltre a generare un’infinita serie di
barzellette, ha dimostrato quanto sia cambiato il mondo dall’arrivo
di Internet.

Soprattutto, ha dimostrato quanto Internet sia influente in
America.

In poche ore il mondo intero si è potuto leggere (e
sbellicare) l’intero rapporto Starr, senza tagli e senza costi e
tempi di distribuzione.

A proposito, se non siete riusciti a prelevarlo dai siti
ufficiali, potete farlo ad esempio presso il sito di Repubblica
(http://www.repubblica.it).

Secondo la CNN, il 12% degli americani adulti, pari a circa 20
milioni di persone, ha usato Internet per accedere al rapporto Starr. Secondo David Webber della società di sondaggi Frank Lutz, “e’ probabilmente il numero più elevato di
persone ad aver mai usato il computer per accedere a un singolo
documento”.

Lascio stare il contenuto del rapporto (sì, l’ho letto);
dico solo che, per citare La Rochefoucauld, “il ridicolo
disonora più del disonore” (accidenti quanto sono colto,
eh?). La storia del sigaro e dell’appoggio contro la porta per via
del ginocchio dolente del presidente sono di una comicità
involontaria irresistibile.

Vorrei soltanto fare un mio commento da internettaro: soltanto
alcuni paesi stanno approfittando di Internet per crescere e
migliorarsi; tanti altri, Italia compresa, stanno languendo e si
fanno belli con operazioni di facciata. Il caso Clinton è
emblematico ed è sicuramente un punto di svolta nella storia
di Internet.

Ma considerate questo semplice fatto. Negli Stati Uniti ci sono
governo e un Congresso che non solo sanno che cos’e’ Internet;
addirittura dibattono se pubblicare o meno il rapporto Starr in rete.
Hanno competenza e cognizione di come si usa Internet.

Qui in Inghilterra tutte le norme governative e le procedure
burocratiche sono spiegate in Rete. Presso http://www.open.gov.uk
c’e’ tutto quello che serve sapere per adempiere alle varie necessità
amministrative. Ad esempio, qui ho immatricolato la mia automobile
(sì, sto emigrando, ma non temete, non vi lascio mica)
attingendo tutte le informazioni dalla Rete.

E in Italia? A quando, per fare un’analogia, la pubblicazione
online degli atti del caso Ustica? O del caso Tortora (potrei
sbagliarmi, ma mi pare che non siano reperibili in Rete)? O del caso
Marta Russo? A quando i 740 consultabili in rete (compresi quelli dei
politici)?

Per carità, i politici italiani sono troppo impegnati a
scannarsi fra loro per pensare a queste cose (“Internet? Non è
quella roba là coi pedofili?”).

Questo è uno dei (tanti) motivi per cui ho deciso di
emigrare.

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

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