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[IxT] Notizie e notiziole (20 giugno 1998)

Non preoccupatevi, non ho intenzione di assillarvi
quotidianamente!

E’ che in questo periodo stanno capitando molte cose interessanti
in Rete. Quasi tutte si meritano almeno una breve citazione. Per cui
eccovi un sunto delle ultime novità.

Sommario:

–Geocities arriva a 2.000.000 di utenti gratuiti

–Anno 2000 preso sottogamba: regole di sopravvivenza

–Aggiornare il computer: occhio ai DVD e ai prezzi dei chip

–Quanti utenti Internet in Italia?

–Opera: mini-browser ora anche in italiano

Geocities: due milioni di siti gratuiti

Il World Report, la mailing list di Geocities, ha annunciato che
il 13 giugno scorso è stato raggiunto il traguardo di due
milioni di siti Web ospitati dal sito Geocities
(http://www.geocities.com).

Per chi non lo sapesse, Geocities è uno dei più
famosi siti di Internet che concede spazio Web gratuito (ben 10
megabyte) a chiunque. basta visitare il loro sito, iscriversi
gratuitamente e scegliersi un indirizzo (usano una metafora di città,
con strade e numeri civici). E rispettare le norme della decenza,
ovviamente (non vedono di buon occhio le foto di donnine eccetera,
insomma).

Anno 2000 preso sottogamba

Tony Blair ha istituito una commissione apposita. Molti paesi CEE
hanno già pianificato sgravi fiscali per consentire alle
aziende di aggiornare i loro sistemi contabili e gestionali per
gestire correttamente il passaggio all’anno 2000.

In Italia, silenzio.

Evidentemente in molti non si sono resi conto dell’entità
del problema. Allora eccomi con una lista di cose da fare e da non
fare intorno alla fine di dicembre 1999:

— non andare in aeroplano (i sistemi di navigazione e
localizzazione GPS non sono in grado di gestire correttamente l’anno
2000 e possono quindi dire al pilota che si trova a New York mentre
sta andando a sbattere contro la torre Eiffel).

— non telefonare per fare gli auguri a mezzanotte (c’e’ il
rischio che la telefonata vi venga conteggiata come se fosse iniziata
nel 1999 e finita nel 1900, con conseguenze — come dire —
imprevedibili sulla bolletta)

— comperare candele: non si sa se i sistemi di gestione e
temporizzazione dell’ENEL sono stati collaudati per funzionare
durante il cambio di anno da 1999 a 2000

— non prendere ascensori o andare in palazzi dove gli allarmi
sono a tempo, ad esempio banche eccetera. Molti dei loro sistemi di
controllo non sono in grado di capire che dopo 99 viene 00 e possono
quindi lasciarvi bloccati.

— il 31 dicembre, farsi fare una stampa del saldo dei propri
conti correnti. Se il primo gennaio 2000 la banca andrà in
tilt, voi avrete la prova del vostro saldo.

— prelevate e tenete a disposizione parecchi contanti. I Bancomat
potrebbero non funzionare. Idem gli uffici postali.

— non tenete in casa molti surgelati: la corrente potrebbe
mancare a lungo!

Non sto facendo il catastrofista. All’estero si sono resi conto da
un pezzo che l’anno 2000 è un problema serio. Combinato poi
con il passaggio all’euro, è ancora più preoccupante.

Per dirne una, la CNN segnala che le società erogatrici di
energia (le loro ENEL, insomma) hanno testimoniato di fronte a una
commissione del Senato USA che si stanno adoperando per risolvere il
problema del cambio di anno a quattro cifre, ma che non possono
garantire che il primo gennaio 2000 non ci sarà un immenso
blackout.

Per dirne un’altra, il Sole 24 Ore ha segnalato che le Poste
italiane già ora non riescono a gestire i Bancomat (usati per
certi pagamenti) se la loro scadenza è nel 2000.

Insomma: il problema dell’anno 2000 è un fatto, non una
teoria.

Il guaio è che non tutti si rendono conto di quanto siamo
diventati dipendenti dai computer per la gestione delle cose più
essenziali, e soprattutto di quanto sia importante che questi
computer siano sincronizzati fra loro e sappiano esattamente che ore
sono. La rete cellulare GSM, ad esempio, funziona solo se tutti i
suoi computer sono assolutamente sincronizzati, altrimenti la
decodifica digitale va in tilt. Le transazioni di borsa, quelle
bancarie, le prenotazioni dei voli, i sistemi di inventariazione
delle merci dei supermercati, i pagamenti col bancomat…. tutto
dipende dalla cosiddetta “base dei tempi”. Senza quella si
blocca tutto. Internet compresa!

Aggiornare il computer: attendere prego!

Se state pensando di cambiare il processore al vostro PC,
aspettate ancora un pochino. Il 9 di giugno la Intel ha tagliato i
prezzi dei propri processori in modo massiccio (fino al 32 per
cento). Tenete d’occhio i rivenditori italiani e assicuratevi che
abbassino anche loro i prezzi.

A proposito di processori, sapevate che ci sono in giro quelli
falsi?

Rivenditori senza scrupoli hanno infatti messo in circolazione
processori Pentium II da 266 MHz spacciandoli per la versione a 300 e
rotti MHz, che costa circa 200.000 lire in più. Basta un abile
ritocco della serigrafia sul processore e il gioco è fatto.

Per verificare se un chip è autentico c’e’ però il
programma ctP2Info, prelevabile gratuitamente da
http://www.heise.de/ct/p2info.

Se state pensando di aggiornarvi per avere un lettore di DVD,
tenete presente la magagna seguente: i dischi DVD non sono
universali.

E’ l’idiozia del decennio. Immaginate di andare in Germania e
comperare un CD musicale introvabile in Italia. Tornate a casa e
scoprite che non potete suonarlo perché il vostro lettore di
CD è italiano. Bene, i DVD funzionano esattamente così.

Ma non stavamo entrando in Europa?

In breve, lo standard DVD ha introdotto la cosiddetta “codifica
mondiale”, dividendo il pianeta in sei regioni. Sono poi
possibili ulteriori suddivisioni (la Warner, ad esempio, ha diviso
l’Europa in tre aree linguistiche). I lettori di DVD sono a loro
volta costruiti con un loro “codice” interno. Insomma,
esistono lettori italiani, lettori americani, lettori tedeschi e così
via. I dischi DVD funzionano soltanto se suonati su un lettore che ha
la codifica corrispondente (grosso modo, su un lettore italiano
potete suonare e vedere solo DVD italiani, e così via).

Morale della favola: con i DVD siete costretti a comperare
soltanto i titoli che la casa di distribuzione decide di pubblicare
nel vostro paese. Sono finiti i tempi in cui si andava all’estero per
trovare film altrimenti irreperibili in Italia.

A meno che…

I lettori di DVD per computer possono forse scavalcare questa
limitazione. Il concetto è semplice. Un lettore di DVD
“normale” è una scatola non modificabile, come un
videoregistratore. Ma un lettore DVD per computer è collegato
a un processore che può eseguire programmi: l’essenza della
modificabilità.

Non credo sia impossibile, per un buon hacker, creare un programma
(corredato magari da qualche istruzione per maneggiare opportunamente
un saldatore) che alteri il codice geografico del lettore per
renderlo compatibile con i DVD esteri.

Sto seguendo la questione e vi terrò aggiornati: nel
frattempo, meditate bene prima di acquistare un lettore DVD. Sul
mercato italiano sono disponibili DIECI film della Warner. E basta.

(Alcuni dati sono tratti dal Sole 24 Ore del 19 giugno 1998)

Ma quanti siamo in Italia?

Annosa domanda: quanti sono gli utenti di Internet in Italia?
Tutto dipende da cosa si intende per “utente”. A seconda
del criterio usato, cambia il totale degli utenti.

Ad esempio, se basta collegarsi a Internet almeno una volta al
mese, allora in Italia ci sono 2.600.000 utenti. Questo è il
dato annunciato dall’Osservatorio Internet Italia della Sda Bocconi.
L’osservatorio alchera dice 2.508.000, ma grosso modo le cifre
coincidono.

Se però pensiamo che ci voglia un po’ più di
assiduità per essere considerati “utenti”, il numero
scende parecchio. I due istituti di ricerca stimano rispettivamente
770.000 e 800.000 utenti che si collegano tutti i giorni a quasi.

(fonte: il Sole 24 Ore del 19 giugno 1998)

Opera anche in italiano

Ne parlerò prossimamente in un articolo sulla Gazzetta, ma
voi che siete iscritti alla mailing list “Internet per tutti”
lo potete sapere in anteprima: è finalmente disponibile la
versione italiana di Opera, il mini-browser che sta su un dischetto.

Non sono sponsorizzato dai norvegesi di Opera Software, ma come
avrete notato ho un debole per questo programma. Con una sola mossa
elimino i problemi di partigianeria (e’ meglio Netscape o Explorer?)
e quelli di spazio (vuoi mettere 1,4 mega contro 60 e passa?).

Sono sempre stato un minimalista del software e Opera fa al caso
mio. certo, non è gratis (dopo il mese di prova), ma le cose
miniaturizzate si pagano.

Se v’incuriosisce, Opera 3.21 in italiano puo` essere prelevato
presso http://www.promo.net/opera/italian/download.html.

Esiste in versione per Windows 95 e 98 e (cosa più
importante) anche in versione 16 bit per Windows 3.1. Così
possono navigare come si deve anche quelli che hanno computer
vecchiotti e che Netscape ed Explorer avevano relegato nel ghetto.

Fra l’altro, se siete già utenti registrati della versione
inglese o in qualsiasi altra lingua, l’aggiornamento all’italiano è
gratuito.

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] Carte di credito e siti porno (19 giugno 1998)

Un altro lettore mi chiede quanto siano sicuri gli acquisti fatti
con la carta di credito via Internet. Uno, in particolare, mi ha
raccontato che dopo aver pagato l’iscrizione a un sito a luci “un
tantino rosse” si è ritrovato sull’estratto conto della
sua carta addebiti molto più consistenti del previsto, che fra
l’altro continuano (con suo comprensibile imbarazzo).

Ne ho parlato più diffusamente nel Capitolo 10 di “Internet
per tutti”, ma il sugo è questo: una transazione con la
carta di credito fatta via Internet non è più sicura
(ne’ meno sicura) di una fatta in un qualsiasi negozio.

Infatti chi vi dice che il negoziante truffaldino non si faccia
una copia del vostro numero di carta di credito e lo usi anche lui
per visitare a scrocco un sito porno a pagamento, comprare traffico
telefonico o cambiare le gomme alla sua Ferrari?

Così come ci sono negozianti onesti e meno onesti, ci sono
siti Internet onesti e altri meno specchiati. Se acquistate via
Internet un libro da Amazon.com, o un programma dalla Microsoft, non
c’e’ di che preoccuparsi: è tutta gente che ha più da
perdere in reputazione in una eventuale causa di quanto possa
guadagnare scroccando dalla vostra carta di credito.

I siti porno a pagamento, invece, sono all’altro estremo. Non
voglio fare di tutt’erba un fascio, ma tantissimi siti porno sono
creati con l’esclusivo scopo di spillare soldi truffando con le carte
di credito. E’ gente che crea il sito, si fa pubblicità nei
newsgroup e poi aspetta che qualcuno abbocchi. Qualche mese dopo,
raccolti i numeri delle carte di credito, chiude baracca e burattini
e inizia la predazione.

Non voglio neanche fare il moralista. Beh, quasi. Vorrei solo dire
che se proprio ci tenete al materiale porno che c’e in Rete,
_non_pagatelo_. Pagare significa incoraggiare la gente che lucra
sull’umiliazione altrui. La pornografia stampata è in crisi
grazie a Internet e al suo porno gratuito e la cosa, sinceramente,
non mi dispiace affatto.

Non mi formalizzo se qualcuno vuole mostrare al pubblico le sue
attività intime (simulate o meno); ne’ mi formalizzo se
qualcuno si eccita a guardare immagini, filmati e quant’altro. Non è
questo il punto. Il punto è che secondo me non è bene
che ci siano terzi (quasi sempre legati alla malavita) che ne
traggono guadagno. E’ una forma di sfruttamento della prostituzione.
Virtuale, ma sempre sfruttamento e’. Se nessuno pagasse, nessuno si
venderebbe e nessuno obbligherebbe gli altri a vendersi.

Dicevo, dunque, non pagate per la pornografia. Non c’e’ niente nei
siti a pagamento che non si trovi gratis altrove e con facilità.
Lo so perché c’e’ fior di gente che pensa di farmi un favore
mandandomi password per i suoi siti preferiti. Grazie, amici, mi sono
documentato per i miei libri, ma ho già visto tutto (ma
proprio _tutto_) e adesso ho altro da fare nel mio tempo libero.

Ma che fare se, come nel caso del nostro malcapitato compagno di
ciberviaggio, avete già fatto l’errore di dare il vostro
numero di carta di credito a un sito porno e quello vi addebita somme
non dovute?

L’unica cosa da fare è _chiudere_ _immediatamente_ la carta
di credito. Inutile perdere tempo in reclami, cause e quant’altro.
Come fareste a far causa a una società che sta, ad esempio,
nel Delaware? Chiudete la carta di credito e basta. Una volta chiusa,
il suo numero diventa inutile per il criminale e la cosa finisce lì.
Avrete imparato la lezione, spero, e non lo rifarete più.

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] Netiquette: cosa fare se ricevete posta non diretta a voi (19 giugno 1998)

Un lettore mi segnala di aver ricevuto un e-mail che non era
sicuramente destinato a lui (anche perché il firmatario, un
certo Lorenzo, lo concludeva con “Ti mando un violento e
aggressivo bacio modello sanguisuga sulla bocca”).

Casi come questi sono tutt’altro che infrequenti. Internet, benché
concepita per motivi di difesa nucleare [almeno così si
riteneva all’epoca – Paolo, 2001
], non è affatto a
prova di errore. E’ capitato anche a me, e capiterà anche a
voi, di ricevere messaggi che non vi riguardano.

La cosa interessante è che i messaggi arrivano nella vostra
casella postale anche se sono _chiaramente_ indirizzati a qualcun
altro. Non si tratta di messaggi in cui il mittente ha sbagliato ad
immettere l’indirizzo del destinatario e ci ha messo il vostro al
posto di quello giusto: il campo “To” dell’intestazione,
infatti, riporta indiscutibilmente un indirizzo che non è il
vostro.

In altre parole, non è come sbagliare numero al telefono:
il “numero” infatti è stato composto nel modo
giusto, ed è la Rete che ha sbagliato a instradare il
messaggio.

Perché succedono queste cose? Ne ho parlato con vari
net.god (i guru della rete) e la risposta è unanime: “quando
la Luna è in Ariete, succede”. In altre parole, non lo sa
nessuno di preciso. Ma succede!

Il problema vero è cosa fare dei messaggi di questo tipo.
La Netiquette impone una scelta fra i seguenti comportamenti:

1. rispedire il messaggio al mittente, dicendogli che l’avete
ricevuto voi per errore di rete.

2. rispedire il messaggio al destinatario, avvisandolo che fate da
tramite e che c’e’ stato un errore di rete.

C’e’ una cosa da _non_ fare assolutamente: cancellare il
messaggio.

Ritrasmetterlo vi costa solo qualche cliccata, per cui non ci sono
scuse. Cancellarlo significa che chi l’ha mandato crede che il
messaggio sia giunto a destinazione (la Rete infatti non dà
messaggi d’errore, perché pensa di aver fatto tutto giusto).
Inoltre cancellarlo può portare a disguidi, incomprensioni e
danni morali e materiali (pensate a chi sa adesso quali sono i gusti
di Lorenzo in fatto di baci…).

Di una cosa non dovete preoccuparvi: la famigerata legge sulla
privacy. Infatti non è _assolutamente_ colpa vostra se
ricevete il messaggio e lo leggete prima di rendervi conto che non è
per voi. Rispeditelo e _poi_ cancellatelo e dimenticatevi
dell’accaduto.

A proposito di privacy, incidenti tecnici come questi devono far
riflettere sul fatto che l’e-mail non è una comunicazione
privata.

Sinceramente non mi interessa cosa dice la legge in proposito:
l’e-mail _non_ è equiparabile a una lettera e quindi il
segreto epistolare non è applicabile.

Infatti chiunque, con un minimo di competenza tecnica, può
leggere la vostra posta in transito. Ci sono poi gli errori tecnici
come quello che ho descritto, per cui la vostra posta può
diventare pubblica o finire nelle mani sbagliate.

La regola di Internet, che risale a ben prima di Mr. Rodotà
e delle demenziali conseguenze della legge italiana sulla privacy, è
molto semplice. L’e-mail _non_ è una lettera. E’ una
cartolina. E come tale va considerata: chiunque la maneggi durante il
suo viaggio la può leggere.

Se avete qualcosa di _privato_ da dire, o che diciamo non vorreste
vedere affisso in pubblico, non usate l’e-mail normale. Usate uno dei
tanti programmi di crittografia che si integrano direttamente nei
programmi di e-mail decenti (come Eudora, che offre il PGP
integrato). Usare l’e-mail non protetta per affari personali è
come scherzare col fuoco! Non dite che non vi ho avvertito.

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] Navigazione anti-mondiali di calcio (18 giugno 1998)

Tempo fa ho scritto un articolo sugli orari ottimali per trovare
Internet libera. La sostanza dell’articolo era che per navigare su
siti italiani l’orario migliore era la mattina presto.

Purtroppo non tutti hanno uno stile di vita che consente loro di
usare Internet dalle cinque alle otto del mattino. Ma per i prossimi
trenta giorni c’e’ un orario magico, nel quale il mondo intero si
assenta dalla Rete per dedicarsi a reti di un altro tipo. Ovviamente
sto parlando dei mondiali di calcio.

Se, come me, siete fra i pochi (o le poche) che non seguono il
pallone e mal sopportano i venti minuti di sport _all’inizio_ di
tutti i telegiornali (il Kosovo e il debito pubblico s’arrangino,
conta molto di più se gioca o non gioca Del Piero), beh,
approfittatene.

Infatti mentre l’intero pianeta va in catalessi di fronte al
televisore, la Rete è magicamente libera, come Milano a
ferragosto. Scorrazzate in lungo e in largo a velocità
impressionanti. Provare per credere.

Questa è un’occasione irripetibile (almeno per i prossimi
quattro anni, fino al mondiale successivo). Infatti di solito la Rete
ha zone di traffico che seguono i cicli di veglia e di sonno
dell’umanità e si spostano intorno al mondo ogni ventiquattro
ore. Non c’e’ mai un momento in cui _tutti_ dormono e quindi non
capita mai che _tutta_ la rete sia libera. Eccetto durante i
mondiali.

Per cui prendete nota degli orari delle partite e sfruttateli per
raggiungere i siti che non siete mai riusciti a visitare a causa del
troppo traffico o dei fusi orari incompatibili. E buon mondiale anche
a voi!

 

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[IxT] Statistiche su Internet in Italia (18 giugno 1998)

Dal Sole 24 Ore del 17 giugno, pagina 4, colgo e cito alcune cifre
sullo “sviluppo” di Internet in Italia. La fonte dei dati è
Assinform.

Personal computer in Italia: 5,9 milioni, pari a 10 ogni 100
abitanti

Personal computer in USA: 102 milioni, pari a 38 ogni 100 abitanti

Peso degli utenti Internet americani sul totale: 55%

Peso degli utenti Internet italiani sul totale: 0,84% (al
quattordicesimo posto, dopo il Brasile).

No comment.

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] Libro gratis in rete (18 giugno 1998)

Spero di aver fatto cosa gradita pubblicando in Rete il testo
integrale della prima (ormai “storica”) edizione di
“Internet per tutti”. Se vi interessa leggerlo, scoprire
quanto è cambiata la rete e quanti trucchi di quattro anni fa
sono invece ancora attualissimi, visitate il mio sito al solito
indirizzo http://come.to/topone
scegliendo “Preleva gratuitamente la ‘storica’ prima edizione”
oppure, se volete andare subito al sodo, all’indirizzo seguente:

http://www.geocities.com/CapeCanaveral/1173/inet1.zip

 

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[IxT] Leggende metropolitane (ancora) (15 giugno 1998)

Ogni tanto riceverete via e-mail o leggerete nei giornali numerose
informazioni fasulle, diffuse per ridere, per ignoranza o per
incompetenza da giornalisti e buontemponi. Si chiamano “leggende
metropolitane”. Ad esempio, in questa mailing list ho parlato
recentemente del caso del Batman erotico di Siena, che _non_esiste_,
checché ne dica Panorama.

Oggi vi racconto un paio di storie analoghe che girano per la
Rete. Se le incontrate, ignoratele. Cancellatele. Qualunque cosa
facciate, vi prego, NON DIFFONDETELE. Anche se arrivano da fonte
“affidabile”.

Se proprio ci tenete a darmi una mano, rispondete al mittente in
questi termini (potete conservare questo testo e incollarlo pari pari
nella risposta, vi cedo tutti i diritti!):

Caro xxxxx, sarebbe ora che tu ti documentassi un tantino
meglio prima di diffondere notizie _false_. Infatti questa drammatica
notizia che ti sei premurato di mandarmi è fasulla. E’ una
cosiddetta “leggenda metropolitana”, che è già
stata sviscerata e affrontata un milione di volte sulla Rete. Per
documentarti potresti ad esempio iscriverti alla mailing list
INTERNET PER TUTTI, che diffonde gratuitamente notizie e curiosità
(autentiche) sul mondo della Rete.

Basta che mandi un e-mail a topone@pobox.com scrivendo
“subscribe”. Così non faresti più queste
figuracce.

Al vostro buon cuore, tanto a me non ne
viene in tasca niente.

Ma ora veniamo alla dose di oggi di leggende metropolitane,
suggeritemi dall'”Internet Tourbus” di dell'”Internet
Tourbus” di Patrick Douglas Crispen e Bob Rankin e che traduco
qui con la loro autorizzazione.

Se v’interessa l’originale, trovate le informazioni su come
riceverlo in fondo a questo articolo.

Il caso Procter & Gamble

LA LEGGENDA DICE che il presidente della Procter & Gamble (una
nota multinazionale nel campo dei prodotti per la casa) è
andato al “Donahue Show”, una sorta di ‘Maurizio Costanzo
Show’ americano, il primo marzo 1994, che che in quell’occasione ha
dichiarato pubblicamente di essere affiliato alla chiesa di Satana.

LA REALTA’ E’ QUESTA: la storia è totalmente inventata.
Secondo Phil Donahue (il Maurizio Costanzo locale, insomma), “il
presidente della Procter & Gamble non è mai andato al
Donahue Show, ne’ lo ha mai fatto nessun altro funzionario
dell’azienda. Chiunque sostenga di aver visto una trasmissione in tal
senso si sbaglia o mente. Non è mai successo!”

Pensate che la P&G ha dovuto cambiare marchio (c’erano dei
riccioli nella barba della Luna che era il loro simbolo, e questi
riccioli secondo alcuni formavano il 666, il numero di Satana) e
creare una pagina Web per smentire questa leggenda. La trovate presso
http://www.pg.com/rumor/. Fra
l’altro quelli della Procter & Gamble stanno prendendo sul serio
il problema. Fino a oggi hanno vinto più di una dozzina di
cause intentate contro le persone che avevano diffuso la falsa
notizia.

Quindi occhio quando ricevete queste notizie e le diffondete: non
è vero che “tanto male non fa”. Può farne a
voi, dato che anche in Italia esiste il reato di diffusione di
notizia falsa.

Il caso Bill Gates

LA LEGGENDA DICE che Bill Gates sta sperimentando un programma per
la gestione dell’e-mail con la collaborazione degli utenti di
Internet, e che manderà 1000 dollari e una copia di Windows 98
a chiunque rispedisca il suo messaggio.

LA REALTA’ E’ che questa burla gira in rete da novembre del 1997.
Come era falsa allora, è falsa anche adesso. Maggiori
informazioni presso http://urbanlegends.tqn.com/library/blgates.htm.
La Microsoft non ha ancora fatto causa a nessuno per questa storia,
forse perché presa da problemi legali più pressanti, ma
non è detto che non lo faccia. Avrebbe anche ottime ragioni
per farlo, dato che l’autore del messaggio si firma “Bill
Gates”.

Il caso Nike

LA LEGGENDA DICE che la Nike vi invierà un paio di scarpe
gratis per ogni paio che rispedite alla loro fabbrica per riciclarle.

LA REALTA’ E’ che la burla gira in Rete dall’inizio del 1998. Un
recente comunicato stampa della Nike conferma che “tutte le
offerte di questo tipo non sono scaturite dalla Mike e sono false”.

Maggiori dettagli presso http://207.87.4.130/s_release.html
e presso
http://urbanlegends.miningco.com/library/weekly/aa032598.htm.

Il bambino malato di cancro (prima parte)

LA LEGGENDA DICE che un ragazzino sta morendo di cancro e che
l’American Cancer Society donerà x centesimi per ogni persona
che riceve un messaggio che parla di questa triste storia.

LA REALTA’ E’ che questo scherzo crudele circola su Internet da
oltre un anno. L’American Cancer Society non ha avviato alcuna
attività di raccolta fondi tramite catene di Sant’Antonio.
Anzi, ha messo in rete un comunicato stampa presso
http://www.cancer.org/chain.html
in cui afferma che questa storia è una “frode”.
Altri retroscena di questa leggenda sono disponibili presso
http://urbanlegends.miningco.com/library/bljess.htm.

Il bambino malato di cancro (seconda parte)

Ecco un aggiornamento su una storia di cui ho parlato in tutti i
miei libri, compresa la terza edizione di “Internet per tutti”
(a pagina 120).

Non sono certo stato io il primo a parlarne, ne’ sarò
l’ultimo; infatti ne parlano praticamente tutti i libri su Internet.
Eppure la leggenda continua a circolare imperterrita, segno chiaro
che di “boccaloni” (gente che abbocca a qualsiasi fesseria
legga) ce n’e’ sempre in abbondanza, nel mondo virtuale come in
quello reale.

LA LEGGENDA DICE che c’e’ un bambino morente che vuole entrare nel
Guinness dei Primati per aver ricevuto il maggior numero di
cartoline. Le cartoline vanno inviate alla Make a Wish Foundation.

LA REALTA’ E’ che la Make-A-Wish (che esiste ed è un ente
benefico che si occupa di esaudire i desideri dei bambini afflitti da
malattie gravissime) è vittima di questa storia da più
di _otto _anni_. Questo ente benefico non ha niente a che vedere con
la richiesta fasulla ed è stata costretta a creare un sito
speciale per cercare di informare gli utenti di Internet della
situazione. Lo trovate presso http://www.wish.org/craig.htm.

Visto che questa è una delle leggende più durature
di Internet, ho preparato una pagina Web in italiano (quelle che cito
qui sono in inglese) presso
http://www.geocities.com/CapeCanaveral/1173/craig-shergold-appeal-true-story.html.

In breve: la storia è inizia nel 1989, quando Craig
Shergold, un ragazzo inglese di nove anni cui era stato diagnosticato
un tumore fatale al cervello, espresse il desiderio di entrare nel
Guinness dei Primati per il maggior numero di cartoline d’auguri
ricevute (come vedete, fin qui la storia è vera). Il suo
desiderio fu esaudito nel 1990, dopo aver ricevuto 16 milioni di
cartoline.

Ora Craig (che sta bene ed è stato curato) non desidera
altre cartoline. Tutta la sua storia si trova presso
http://urbanlegends.miningco.com/library/weekly/aa102997.htm.

E per oggi è tutto. Qui sotto trovate le coordinate per
iscrivervi alla versione originale inglese del Tourbus da cui ho
tratto parte di questo articolo col permesso degli autori. A presto!

=[ Tourbus Rider Information ]=
The Internet Tourbus – U.S.
Library of Congress ISSN #1094-2238
Copyright 1995-97, Rankin &
Crispen – All rights reserved
Archives on the Web at
http://www.TOURBUS.com
Join: Send SUBSCRIBE TOURBUS Your Name to
LISTSERV@LISTSERV.AOL.COM
Leave: Send SIGNOFF TOURBUS to
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Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] ICQ: pericoli per la sicurezza (6 giugno 1998)

In un recente articolo di questa mailing list (marzo 1998,
disponibile nell’archivio all’indirizzo
http://www.geocities.com/CapeCanaveral/1173/net-ml98.txt) ho parlato
di ICQ, un programma che consente di sapere e far sapere quando un
dato utente è collegato, così da poter fare chat e
tenere più facilmente i contatti fra gruppi di persone sparse
per la Rete.

Devo precisare che non uso ne’ intendo usare ICQ; anche se capisco
l’utilità di programmi di questo tipo per molti utenti che
usano Internet per scopi ricreativi, io passo già troppo tempo in
Rete per lavoro senza incollarmici anche per chiacchierare (con me la
Telecom ci perde di brutto con gli sconti per Internet già
così). Quindi non chiedetemi ragguagli al riguardo. Sorry!

Inoltre io vado in Rete sempre dalle 5 alle 8 del mattino, quando
c’e’ meno traffico, e dubito che molti di voi vogliano fare gli
stessi miei orari per il discutibile gusto di chiacchierare con me!

Detto questo, vengo al sodo. Usare ICQ può comportare
pericoli per la sicurezza della vostra identità in rete.

Il gruppo di hacker Rootshell (http://www.rootshell.com) ha
comunicato nella sua mailing list che il protocollo usato da ICQ
consente almeno quattro diverse violazioni (exploits) da parte di
burloni o malintenzionati. A dimostrazione della loro affermazione
allegano il codice sorgente di un programma che ruba le password di
ICQ. Non lo riporto qui per ovvie considerazioni di legge
antipirateria, ma è comunque reperibile in rete. Se siete
abbastanza abili da trovarlo, dovreste essere anche abbastanza saggi
da farne l’uso adatto, cioe’ nessuno.

Secondo Rootshell (che cito e traduco e che si assume la
responsabilità dell’autenticità di quanto segue), è
sufficiente lasciare attiva e collegata la vostra applicazione per
ICQ (sotto Java o Win32) perchéqualcun altro possa sottrarvi il
controllo della vostra identità ICQ, cambiandovi la password
senza conoscere la password originale.

Un pirata può così spacciarsi per voi e acquisire
informazioni su di voi dai vostri amici inconsapevoli. O fare di
peggio.

Rootshell ha avvisato Mirabilis (che gestisce ICQ) del problema,
che persiste in tutte le versioni del file DLL di ICQ fino alla 1.26
inclusa.

Suggerisco a tutti gli utenti di ICQ di _non_ usare il servizio
per scambiare informazioni delicate, sia personali, sia riguardanti
altre persone, ne’ ora ne’ in futuro. E’ una cautela che dovreste
adottare sempre e comunque in Internet, tranne quando comunicate su
canali crittografati. I curiosi (e i malintenzionati) sono sempre in
ascolto…

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] Internet via cavo elettrico (5 giugno 1998)

Nel capitolo “Visioni del futuro” accenno alle prove
condotte dalla società canadese Nortel per trasmettere dati
attraverso i cavi elettrici. Le sperimentazioni condotte fin qui
indicano la possibilità di arrivare a un megabit al secondo
anche per l’utente domestico, col vantaggio di essere sempre
collegati in rete.

Il Sole 24 Ore del 22/5/98 annuncia che l’ENEL sta sperimentando
con Nortel questo stesso sistema in Italia. Sembrebbe quindi una
previsione azzeccata. Sembrerebbe.

Tuttavia il notiziario online CNET (http://www.cnet.com) segnala
che analoghi esperimenti sono stati condotti da Norweb, una società
inglese che da quasi un anno studia il problema. La prima prova del
sistema è stata un disastro. I dati trasmessi lungo le linee
elettriche hanno cominciato a propagarsi nell’aria sotto forma di
onde radio ad alta frequenza a causa dei lampioni che, a causa delle
loro dimensioni e della forma simile a quella degli impianti radio,
hanno iniziato a comportarsi come antenne di trasmissione.

Panico immediato: questi segnali rischiano di inquinare l’intero
spettro radio e interferire con i radioamatori, i canali radio
d’emergenza, il controllo del traffico aereo e le televisioni.

Restiamo tutti sintonizzati in attesa di sviluppi. E speriamo che
l’Enel sia al corrente di questi problemi, altrimenti ci toccherà
pagare nelle nostre bollette una sperimentazione superflua.

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] TOURBUS: Batman e altre bufale via Internet (21/5/98)

Oggi vi segnalo, con l’aiuto di Bob e Patrick, due leggende
metropolitane che furoreggiano negli USA e sicuramente, con l’aiuto
di qualche buontempone e di una folta schiera di creduloni,
arriveranno presto anche in Italia, magari in versione modificata.

Già che sono in tema, in fondo a questo articolo troverete
un’altra bufala tutta italiana: il Batman erotico di Siena.

MODEM GRATIS? NON CI CASCO!

Attenzione: se ricevete messaggi secondo i quali PC Mall (o un
altro negozio d’informatica) vi ha estratto a sorte e avete vinto un
nuovo modem US Robotics 56kbps, non credeteci: è una bufala.

Il messaggio dice che se pagate le spese di spedizione il modem
sarà vostro. Tutto quello che dovete fare è dare il
vostro numero di carta di credito per pagare le spese.

MAI, MAI dare il proprio numero di carta di credito a nessuno in
questo modo! E’ uno dei più vecchi trucchi per frodarvi soldi.

Qualunque sia la provenienza del messaggio, ignoratelo. Non è
vero.

E’ una truffa. Una volta ottenuto il numero di carta di credito,
il truffatore può addebitarvi quello che gli pare, comprese
visite a siti porno a pagamento che sarà _molto_ difficile
spiegare quando compariranno nel vostro estratto conto…

Nel caso specifico il mittente era l’indirizzo
modemX2@premiumproducts.com e il messaggio diceva che la PC Mall Inc.
aveva estratto a sorte dei modem. La società esiste veramente:
PC Mall è uno dei più grandi rivenditori di computer
via Internet in USA e lo trovate presso http://www.pcmall.com/ (ovviamente non
regala modem a nessuno).

Tuttavia, ripeto, i dettagli non hanno importanza. Quel che conta
è la regola generale: mai dare il proprio numero di carta di
credito a sconosciuti che vi dicono che avete “vinto”
qualcosa, basta pagare un “contributo spese”. La regola vale, beninteso, non solo
nel ciberspazio.

LE BUFALE NON MUOIONO MAI

a dimostrazione del fatto che le bufale, come le leggende
metropolitane, hanno una sopravvivenza lunghissima, ve ne riassumo
una che riguarda i veterani dell’esercito americano. Secondo questa
bufala, questi veterani possono chiedere una sorta di indennità
extra, a patto di inoltrare la relativa domanda con nome, indirizzo,
numero di matricola e mansione a una casella postale di Philadelphia.

La cosa interessante di questa bufala è che risale
addirittura alla guerra in Vietnam. Da venticinque anni continua a
viaggiare tramite tutti i mezzi di comunicazione. Ogni tanto fa
capolino anche sui giornali USA.

Se volete i dettagli, li trovate presso

http://urbanlegends.miningco.com/library/weekly/aa050698.htm

Questo è uno dei migliori siti dedicati alle bufale e alle
leggende metropolitane.

Batman erotico di Siena: non esiste

Quello che segue è farina del mio sacco e me ne assumo le
responsabilità del caso. Bob e Patrick non c’entrano.

Ricordate la notizia dell’uomo che si era vestito da Batman per
compiere acrobazie erotiche con la sua partner (legata al letto) e
nel balzo dall’armadio si era fantozzianamente sfracellato sul
pavimento, tanto che era stato necessario l’intervento dei pompieri,
chiamati dai vicini a causa delle grida della imbarazzatissima
partner?

I giornali ci si sono buttati a pesce (se mi scusate il gioco di
parole) e ci hanno ricamato teorie sulla psiche degli italiani e su
come stiamo degenerando e quanto siamo in una società
trasgressiva e malata. Sociologi si sono mobilitati a disquisire
perché uno si debba travestire da Batman piuttosto che da
Robin. Torme di giornalisti hanno frugato Siena e dintorni per sapere
chi è l’insospettabile Batman.

Tutto inutile. Infatti la storia di Batman è una leggenda
metropolitana che circola da anni in vari paesi. Si vede che qualche
credulone l’ha raccontata a un giornalista e lui ha abboccato.

Se si fossero presi la briga di visitare
http://www.urbanlegends.com/, il grande archivio delle leggende
metropolitane, alla voce “Batman” avrebbero trovato una
bella sorpresa.

Infatti la storia del Batman erotico è citata, ad esempio,
già nel 1989 dal St. Louis Post-Dispatch (“BATMAN WITH A TWIST LEAPS
INTO NOTORIETY” di Elaine Viets).

Jan Harold Brunvand, un esperto in leggende metropolitane, dice
che la storia di Batman circola da parecchio tempo. He trovato storie
analoghe in Inghilterra e in Nuova Zelanda. La prima versione risale
probabilmente al 1988, quando impazzava il film sull’uomo
pipistrello. Nelle sue numerose varianti ci sono dei concetti che non
cambiano. L’uomo immancabilmente sta fingendo di “salvare”
la sua donzella. A volte è travestito da Batman, altre da
Tarzan, da Uomo Ragno o da Superman. Il supereroe batte la testa contro il
ventilatore a soffitto o finisce KO cadendo da un armadio o da una
cassettiera.

Il Seattle Times del 21 gennaio 1990 riporta un articolo
intitolato “THE ABSURD WORLD OF TRAVEL — STRANGE BUT TRUE TALES OF
HOTEL, AIRLINE ESCAPADES” di Peter Greenberg.

Stavolta Batman è nel Massachusetts. Una guardia di
sicurezza in un hotel di Boston sente le grida di una donna
provenienti da una camera. Chiede aiuto, è intrappolata. Con
un passepartout apre la porta e trova la donna legata al letto, senza
vestiti. Per terra, a poca distanza, c’e’ il fidanzato vestito da
Batman, pancia a terra e privo di sensi.

Il Chicago Tribune del 30 gennaio 1990, in “How Batman
learned he shouldn’t fly”, di Ann Landers, racconta che una
giovane coppia sentiva delle grida agghiaccianti provenire dalla casa
dei vicini.

Dopo aver chiamato la polizia ed essersi armati di mazza da
baseball, la coppia si diresse verso la casa dei vicini per prestare
aiuto. La porta non era chiusa a chiave ed entrarono senza
difficoltà.

Seguendo le grida, trovarono la loro vicina, nuda sul letto con
mani e piedi legati. Sul pavimento c’era il marito della vicina,
privo di sensi, vestito da Batman.

Anche in Italia c’e’ chi si occupa di queste leggende e bufale.
Fra i tanti, vale la pena di citare almeno il CERAVOLC, CEntro per la RAccolta delle VOci e delle Leggende Contemporanee, Casella
postale 53, 15100 Alessandria, che ha anche un sito Internet (http://www.clab.it/cp/leggende/) e pubblica un esilarante
notiziario intitolato “Tutte storie”.

 

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