Un altro lettore mi chiede quanto siano sicuri gli acquisti fatti
con la carta di credito via Internet. Uno, in particolare, mi ha
raccontato che dopo aver pagato l’iscrizione a un sito a luci “un
tantino rosse” si è ritrovato sull’estratto conto della
sua carta addebiti molto più consistenti del previsto, che fra
l’altro continuano (con suo comprensibile imbarazzo).
Ne ho parlato più diffusamente nel Capitolo 10 di “Internet
per tutti”, ma il sugo è questo: una transazione con la
carta di credito fatta via Internet non è più sicura
(ne’ meno sicura) di una fatta in un qualsiasi negozio.
Infatti chi vi dice che il negoziante truffaldino non si faccia
una copia del vostro numero di carta di credito e lo usi anche lui
per visitare a scrocco un sito porno a pagamento, comprare traffico
telefonico o cambiare le gomme alla sua Ferrari?
Così come ci sono negozianti onesti e meno onesti, ci sono
siti Internet onesti e altri meno specchiati. Se acquistate via
Internet un libro da Amazon.com, o un programma dalla Microsoft, non
c’e’ di che preoccuparsi: è tutta gente che ha più da
perdere in reputazione in una eventuale causa di quanto possa
guadagnare scroccando dalla vostra carta di credito.
I siti porno a pagamento, invece, sono all’altro estremo. Non
voglio fare di tutt’erba un fascio, ma tantissimi siti porno sono
creati con l’esclusivo scopo di spillare soldi truffando con le carte
di credito. E’ gente che crea il sito, si fa pubblicità nei
newsgroup e poi aspetta che qualcuno abbocchi. Qualche mese dopo,
raccolti i numeri delle carte di credito, chiude baracca e burattini
e inizia la predazione.
Non voglio neanche fare il moralista. Beh, quasi. Vorrei solo dire
che se proprio ci tenete al materiale porno che c’e in Rete,
_non_pagatelo_. Pagare significa incoraggiare la gente che lucra
sull’umiliazione altrui. La pornografia stampata è in crisi
grazie a Internet e al suo porno gratuito e la cosa, sinceramente,
non mi dispiace affatto.
Non mi formalizzo se qualcuno vuole mostrare al pubblico le sue
attività intime (simulate o meno); ne’ mi formalizzo se
qualcuno si eccita a guardare immagini, filmati e quant’altro. Non è
questo il punto. Il punto è che secondo me non è bene
che ci siano terzi (quasi sempre legati alla malavita) che ne
traggono guadagno. E’ una forma di sfruttamento della prostituzione.
Virtuale, ma sempre sfruttamento e’. Se nessuno pagasse, nessuno si
venderebbe e nessuno obbligherebbe gli altri a vendersi.
Dicevo, dunque, non pagate per la pornografia. Non c’e’ niente nei
siti a pagamento che non si trovi gratis altrove e con facilità.
Lo so perché c’e’ fior di gente che pensa di farmi un favore
mandandomi password per i suoi siti preferiti. Grazie, amici, mi sono
documentato per i miei libri, ma ho già visto tutto (ma
proprio _tutto_) e adesso ho altro da fare nel mio tempo libero.
Ma che fare se, come nel caso del nostro malcapitato compagno di
ciberviaggio, avete già fatto l’errore di dare il vostro
numero di carta di credito a un sito porno e quello vi addebita somme
non dovute?
L’unica cosa da fare è _chiudere_ _immediatamente_ la carta
di credito. Inutile perdere tempo in reclami, cause e quant’altro.
Come fareste a far causa a una società che sta, ad esempio,
nel Delaware? Chiudete la carta di credito e basta. Una volta chiusa,
il suo numero diventa inutile per il criminale e la cosa finisce lì.
Avrete imparato la lezione, spero, e non lo rifarete più.
Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.