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Windows Vista e “Le Iene”

Windows Vista e “Le Iene”

Le Iene mordono Windows Vista

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La trasmissione televisiva Le Iene di Italia 1 mi ha invitato negli studi di Cologno Monzese (nella foto vedete la parte “rustica” che non va mai in onda; la TV è davvero tutta finzione) per un’intervista realizzata con il loro consueto stile: raffica di domande in fila, tre secondi per rispondere, montaggio serratissimo (è per questo che a volte sembra che io risponda prima che arrivi la domanda).

Io mi sono divertito molto a fare il punto su Windows Vista, nel bene e nel male (principalmente nel male). Spero si sia divertito altrettanto Fabrizio Albergati, Responsabile Windows Business Group di Microsoft Italia: la sua interVista è qui.

Le interviste delle Iene giocano molto col montaggio, per cui tenete presente che praticamente tutte le mie risposte (e, presumo, quelle date da Albergati) erano molto più articolate di quelle che sentite nel video (il programma che “confessavo” di aver scaricato era OpenOffice.org, per esempio; il film scaricato era la versione originale, quella razzista, di Fantasia).

Prendete quindi il tutto come un momento di divertimento, come si addice alla trasmissione, non certo come una guida formale alla scelta di un sistema operativo. Vale comunque la pena di notare alcuni spunti dell’intervista di Albergati:

  • Dice che Vista costa “esattamente gli stessi soldi” di XP, che costava “249 euro nella versione Professional”. 249 euro è il prezzo di XP con licenza Full (non preinstallato e non upgrade). Ma sul sito Microsoft, Vista ha una gamma di prezzi, per le versioni full, che varia da 217 euro (261 euro IVA inclusa) per la Basic a ben 475 euro (570 euro IVA inclusa) per la Ultimate (fonte). E’ una bella differenza.
  • A proposito dei 99 euro della versione Academic proposta come soluzione a basso costo, va detto che si tratta di una licenza sottoscritta dalle scuole. Forse Albergati si riferiva alla licenza per studenti: in tal caso, va ricordato che scade quando non si è più studenti è utilizzabile solo per fini domestici e non per scopo di lucro (grazie a thethousand per la verifica presso il Servizio Clienti Microsoft).
  • E’ molto interessante il dato sui PC attualmente in grado di far funzionare Vista: Albergati dichiara il 66%, ma è un dato riferito alla versione “leggera” di Vista (quella senza gli abbellimenti grafici che vedete nelle pubblicità): la versione completa di abbellimenti (Aero) è gestibile dal 22% degli attuali PC.
  • Albergati dichiara che sviluppare Vista è costato dieci miliardi di dollari.
  • Il numero alto e confusionario di versioni è dovuto a “richieste di mercato”. Si vede che il mercato al quale si rivolge Mac OS X (una versione sola, full optional) è davvero differente.

Aggiornamento: Santo cielo, sono finito su The Pirate Bay. Ho corretto la questione della licenza studenti: Microsoft, nella sua pagina relativa alla licenza, dice che la licenza stessa “non ha alcuna validità legale nel caso in cui l’utente non rientri nella definizione sottostante”. Io la interpreto come “quando non sei più studente, la licenza non è più valida”, ma il Servizio Clienti ha dichiarato a un lettore, thethousand, che “la validità della licenza rimane anche quando sono terminate [le] condizioni per l’acquisto poichè la licenza è perpetua. Come tale rimangono anche le limitazioni all’utilizzo escusivamente domestico e non per scopo di lucro”.

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Cinque anni fa, Steve Ballmer rideva dell’iPhone

Cinque anni fa, Steve Ballmer rideva dell’iPhone

“Noi vendiamo milioni e milioni e milioni di telefoni, Apple ne vende zero”

Steve Ballmer commentava così l’annuncio dell’iPhone nel 2007:

“Cinquecento dollari? Sovvenzionato da un contratto? Ho detto che è il telefono più costoso del mondo e non è interessante per i clienti business perché non ha una tastiera, che non ne fa una macchina valida per l’e-mail. Potrebbe vendere bene oppure no, cioè, noi abbiamo la nostra strategia, abbiamo oggi sul mercato degli ottimi dispositivi Windows Mobile. Puoi avere un telefono Motorola Q adesso per 99 dollari, è una macchina molto capace, gestisce musica, gestisce Internet, gestisce l’e-mail, gestisce la messaggistica istantanea. Per cui lo guardo e dico, beh, mi piace la nostra strategia. Mi piace molto. […] In questo momento stiamo vendendo milioni e milioni e milioni di telefoni l’anno. Apple sta vendendo zero telefoni l’anno. Fra sei mesi avranno il telefono di gran lunga più costoso di sempre sul mercato e vedremo, come si dice? Vedremo come va la concorrenza […].”

In originale: “Five hundred dollars? Fully subsidized with a plan? I said that is the most expensive phone in the world and it doesn’t appeal to business customers because it doesn’t have a keyboard, which makes it not a very good email machine. Now it may sell very well or not, you know, we have our strategy, we’ve got great Windows Mobile devices in the market today. You can get a Motorola Q phone now for 99 dollars, it’s a very capable machine, it’ll do music, it’ll do Internet, it’ll do email, it’ll do instant messaging. So I kind of look at that and I say, well, I like our strategy. I like it a lot. […] Right now we’re selling millions and millions and millions of phones a year, Apple is selling zero phones a year. In six months, they’ll have the most expensive phone by far ever in the marketplace and let’s see, what’s the expression? Let’s see how the competition goes […].”

Sappiamo com’è andata.

Google infetto? No, scivolone di Microsoft

Google infetto? No, scivolone di Microsoft

No, Google non è infetto; è l’antivirus di Microsoft che sbaglia

Da Krebs On Security

Brian Krebs segnala che l’aggiornamento di San Valentino dell’antivirus di Microsoft (Security Essentials) ha qualche problemino: crede che Google sia un sito infetto. Lo identifica come malware JS/Blacole.BW. Le segnalazioni su Microsoft Technet abbondano. Ne parla anche l’Internet Storm Center.

Microsoft ha confermato il problema e dovrebbe aver già rilasciato l’aggiornamento/correzione quando leggerete queste righe. Non vengono cancellati o isolati file essenziali, come è successo in altri casi ad altri antivirus, ma è comunque una figura imbarazzante.

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Internet Explorer verrà modificato a causa dei brevetti software

Chi di brevetti ferisce…

Secondo The Register, Microsoft modificherà il funzionamento di Internet Explorer per aggirare un brevetto software molto controverso. Il brevetto è detenuto dalla microscopica Eolas Technologies insieme alla University of California, che hanno fatto causa a Microsoft nel 1999 e hanno vinto, ottenendo una sentenza che prevede che Microsoft paghi 520 milioni di dollari più gli interessi perché Internet Explorer contiene funzioni, in particolare l’accesso ad applicazioni interattive, che violano appunto il loro brevetto.

Microsoft ha fatto ricorso in appello e il processo è stato rifatto: ora deve dimostrare che il brevetto violato non è valido, se vuole salvarsi dalla megamulta.

La validità del brevetto Eolas è molto dubbia fra gli addetti ai lavori, ma l’Ufficio Brevetti USA l’ha riesaminato a settembre e l’ha ritenuto valido, e così Microsoft se la vede brutta. Da qui la scelta di modificare IE.

Le modifiche dovrebbero arrivare a gennaio 2006 sotto forma di patch per chi ha già installato Internet Explorer. A partire dai primi mesi del 2006, invece, usciranno nuove versioni di Windows 2000 e XP che conterranno direttamente le modifiche a IE.

Dal punto di vista degli utenti, il cambiamento dovrebbe essere comunque modesto: si ipotizza che possa trattarsi di dover cliccare un paio di volte in più per poter accedere alle applicazioni embedded, principalmente quelle in ActiveX, tramite IE.

Dettagli tecnici a parte, casi come questo dimostrano che il problema dei brevetti software non colpisce soltanto le piccole aziende di software, ma anche i colossi, e può portare il settore informatico alla paralisi. Sei anni di lite legale sono un’eternità in informatica.

Microsoft nega di aver declassato Claria nel proprio antispyware

Microsoft vuole acquistare Claria e spunta un “piccolo” conflitto di interessi

Microsoft smentisce che il proprio antispyware faccia favoritismi verso il produttore di adware Claria. A quanto pare, Microsoft è in trattativa per acquistare Claria, ma alcuni ricercatori di sicurezza hanno indicato che da quando è iniziata la trattativa, Microsoft ha declassato il livello di pericolo costituito dal software sparapubblicità di Claria.

Secondo Microsoft, si tratterebbe invece di un declassamento necerssario per essere “equi e coerenti con il modo in cui Windows Antispyware (beta) tratta il software analogo prodotto da terzi”. Mancano però esempi di chi siano questi “terzi”.

Anche se l’antispyware Microsoft si è meritato le lodi di molti per la sua qualità, quindi, è necessario diffidare di un prodotto che si presta a conflitti d’interesse.

Fonte: Slashdot

[IxT] Umorismo nei messaggi d’errore Microsoft

Qualche buontempone ha preparato una bella raccolta delle perle più divertenti del supporto tecnico online di Microsoft:
http://jill.jazzkeyboard.com/qarticles.html

Il sito è purtroppo in inglese, come lo è la maggior parte della documentazione Microsoft citata; vi cito giusto qualche chicca per stuzzicare la vostra curiosità.

Per esempio, sapevate che la calcolatrice di Windows, fino alla versione 3.11, sbagliava a fare le sottrazioni coi decimali?

Infatti secondo questo documento Microsoft, se si faceva per esempio 12,52-12,51, il risultato poteva essere “uno dei seguenti numeri inesatti: 0.00, 0.0099999999,  0.010000001.”

C’è poi il celeberrimo errore “Keyboard Error or No Keyboard Present – Press F1 to continue, DEL to enter setup”, ossia “errore di tastiera o tastiera assente, premere F1 per continuare o DEL per il Setup”, che scopro con stupore non essere una battuta: è autentico, e si verifica quando si installa una tastiera Bluetooth:
http://support.microsoft.com/?kbid=330358

E secondo quest’altro documento Microsoft il controllo ortografico italiano di Word 2000, se messo di fronte alla parola “cult”, proponeva questo messaggio (l’errore è stato poi corretto):

Si consiglia di sostituire la parola selezionata perché volgare, sostituire cult con:
sedere
[parola offensiva]
fortuna

Ma quale sarà mai questa “parola offensiva”?

Certo che pagare per avere del software del genere è un po’ una presa per il cult.

Microsoft, patch critica per baco .Lnk

Microsoft, patch critica per baco .Lnk

Riparata la vulnerabilità critica di Windows che sfrutta i file .LNK; in arrivo altri rattoppi

Microsoft ha distribuito un aggiornamento di sicurezza straordinario che corregge il modo in cui Windows, nelle versioni da XP a 7, gestisce gli shortcut (file di collegamento, di solito contraddistinti dall’estensione .LNK). Era sufficiente visualizzare l’icona di questi file per aprire le porte alle infezioni virali.

L’aggiornamento è disponibile dal 2 agosto scorso e si installa automaticamente su tutti i computer Windows che hanno attivato gli aggiornamenti automatici. Microsoft ha segnalato che l’insolita distribuzione al di fuori dei consueti aggiornamenti mensili si è resa necessaria per via dell’aumento degli attacchi che stavano sfruttando questa vulnerabilità (la CVE-2010-2568), come descritto in dettaglio dal Microsoft Malware Protection Center. Un gruppo di questi attacchi, denominato Sality, “infetta altri file (rendendo difficile la rimozione dopo l’infezione), si copia ai supporti rimovibili, disabilita la sicurezza e poi scarica altro malware” ed è “una delle famiglie più prevalenti di quest’anno”. Brasile e Stati Uniti sono i paesi maggiormente presi di mira. Un buon antivirus aggiornato dovrebbe rilevare e bloccare questo tipo di minaccia.

Il 10 agosto, il giorno del rituale patch Tuesday, Microsoft distribuirà un numero record di aggiornamenti e correzioni: ben 14 bollettini di sicurezza descrivono e risolvono 34 vulnerabilità in Windows (XP, Vista, 7 e altre versioni server), Internet Explorer, Office, SQL e Silverlight. Otto dei bollettini sono classificati come “critici” e sei sono “importanti”. Il preavviso tecnico di Microsoft è disponibile qui. Agosto non sarà un mese di riposo per chi fa manutenzione di computer.

Nuova falla in XP, è già usata dai criminali online

Nuova falla in XP, è già usata dai criminali online

Dipendente di Google in Svizzera rivela falla in Windows XP; criminali la sfruttano subito

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “p2o5” e “luca.p*”.

Tavis Ormandy, uno degli esperti di sicurezza informatica di Google che lavora in Svizzera, ha scoperto una falla molto grave in Windows XP e ha dato a Microsoft solo cinque giorni di tempo per realizzare e distribuire il rattoppo prima di annunciarne pubblicamente i dettagli nella lista Full Disclosure.

La falla, classificata con il codice CVE 2010-1885, riguarda il Centro assistenza di Windows (l’Help and Support Center) e consente all’aggressore di eseguire comandi a proprio piacimento sul computer della vittima semplicemente inducendo la vittima stessa a visitare un sito Web appositamente confezionato o a cliccare su un link in un messaggio di posta. L’attacco funziona con tutti i principali browser, compreso Internet Explorer 8 e quelli alternativi come Firefox o Chrome, ed è ancora più semplice da realizzare se il computer bersaglio ha installato Windows Media Player (che è installato automaticamente in tutte le versioni principali di Windows). Brutto affare.

La cosa non è piaciuta ad altri ricercatori di sicurezza (Graham Cluley di Sophos, Robert Hansen di SecTheory e Andrew Storms di nCircle Security, sentiti da Computerworld), che hanno ritenuto poco prudente la divulgazione dei dettagli della vulnerabilità: solitamente in questi casi si contatta Microsoft informandola con discrezione della falla scoperta, eventualmente si collabora alla sua correzione, e solo allora – quando gli utenti sono protetti – si divulgano i dettagli. Secondo Ormandy, invece, l’annuncio della falla dopo soli cinque giorni è stato necessario proprio a causa della sua gravità e perché Microsoft, a suo dire, avrebbe ignorato l’avviso se non fosse stato accompagnato da una dimostrazione funzionante.

Alcuni di questi ricercatori pensano che si tratti di una schermaglia nella guerra in corso fra Microsoft e Google: una sorta di “Vedete? Ve l’avevo detto” per giustificare la criticata scelta di Google, segnalata a fine maggio dal Financial Times, di eliminare Windows dai computer dei propri dipendenti e sostituirlo con Linux o Mac OS X, adducendo problemi di sicurezza. Non va dimenticato che Google presenterà ufficialmente il proprio sistema operativo, concorrente di Windows, entro la fine di quest’anno.

Il risultato di tutto questo è che è già stato segnalato il primo sito innocente nel quale è stata inserita dai criminali una forma di attacco che sfrutta la vulnerabilità divulgata da Ormandy per depositare un cavallo di Troia nei computer delle vittime. Il sito attaccato è stato ripulito e nel frattempo Microsoft ha pubblicato uno strumento di correzione che risolve temporaneamente la falla in attesa di un rattoppo formale e definitivo. Questo strumento va usato dagli utenti di Windows Server 2003 e Windows XP; chi usa Windows Vista, Windows Server 2008, Windows 2000 e Windows 7 non è a rischio. Un rischio che forse si poteva gestire un po’ meno avventatamente.

Maggiori informazioni sulla falla sono disponibili nel blog di sicurezza di Microsoft Technet.com e nell’avviso di sicurezza 2219475 della stessa Microsoft.

Apple vale più di Microsoft

Apple vale più di Microsoft

Il sorpasso di Apple: batte Microsoft e diventa la più grande società tecnologica del mondo

Nell’immaginario collettivo, Apple è il Davide che combatte contro il gigante Golia, il produttore di nicchia che si oppone al monopolista, il piccolo fabbricante di oggetti di lusso che contrasta il tentacolare grossista di prodotti di massa. Non è più così.

Ieri le oscillazioni di Borsa hanno portato il valore complessivo (più propriamente market capitalization o capitalizzazione di borsa) di Apple a 222 miliardi di dollari e quello di Microsoft a 219. Il dato è ottenuto moltiplicando il numero di azioni di una società per il valore corrente delle singole azioni. Microsoft resta dominante in termini di diffusione del proprio sistema operativo, installato su oltre il 90% dei PC del mondo, e in termini di vendite (14,5 miliardi di dollari di ricavi nell’ultimo trimestre contro i 13,5 di Apple).

Era già successo che Apple valesse più di Microsoft, a dicembre del 1989, ma da allora è passata molta acqua sotto i ponti. Negli anni Novanta l’azienda della mela rischiò di chiudere. Nel 1997 fu persino costretta ad accettare un investimento di 150 milioni di dollari dal suo rivale, che all’epoca valeva cinque volte di più di lei. Rispetto a dieci anni fa, le azioni Apple hanno decuplicato il proprio valore, mentre quelle Microsoft valgono il 20% in meno.

Una buona notizia per i sostenitori di Apple, ma un chiaro segno che è ora di mettere da parte la visione romantica del Davide contro Golia che per molto tempo ha contribuito al fascino di possedere un computer con il logo della mela.

Fonti: BBC, Reuters.

Microsoft patcha di soppiatto

Microsoft patcha di soppiatto

Le patch segrete di Microsoft

I bollettini Microsoft per gli aggiornamenti di sicurezza MS10-024 e MS10-028, pubblicati ad aprile, descrivevano soltanto una vulnerabilità classificata “importante” o “media” ma non “critica”. In realtà installava silenziosamente anche delle correzioni per due falle molto più gravi, decisamente critiche, che Microsoft non ha annunciato nonostante costituissero un rischio per molti utenti, secondo quanto rivelato da un articolo della società di sicurezza informatica Core Security.

Le falle in Microsoft Exchange e nei servizi SMTP rendevano molto semplice falsificare (fare spoofing) le risposte alle query DNS; un problema non da poco, sfruttabile per vari attacchi informatici. Soprattutto, lamenta la Core Security, il fatto di non annunciare la correzione ha impedito ai responsabili della sicurezza informatica delle aziende di conoscere la vera importanza della patch di Microsoft e quindi valutarne e pianificarne opportunamente l’introduzione. Nel bollettino c’era solo un accenno annidato nelle FAQ.

Microsoft ha risposto (per esempio a The Register) con una frase molto diplomatica e Core Security ha a sua volta ribattuto: se volete immergervi nei dettagli tecnici, li trovate su Breaking Code, che spiega anche quanto sia diffusa questa prassi di affidare agli utenti aggiornamenti che correggono vulnerabilità senza annunciarlo. Oggi, per fortuna, queste correzioni infilate di soppiatto sono smascherabili dagli esperti: se volete sapere come si fa, cercate le parole binary diffing.