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Pronto OS X 10.8.4

Pronto OS X 10.8.4

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

È stato rilasciato qualche giorno fa (ma il mio Mac me l’ha notificato solo ieri) l’aggiornamento di OS X che porta il sistema operativo dei computer Apple alla versione 10.8.4. L’ho installato sul mio Air e sembra funzionare tutto regolarmente. L’elenco delle novità è qui e le questioni di sicurezza sono descritte qui, ma non ve le infliggo; qui vorrei soltanto segnalare un dettaglio che magari può interessare ad altri utenti Mac.

Il primo cambiamento significativo che ho notato è la scomparsa (apparente) di una utility integrata molto comoda per la gestione delle reti Wifi, ossia Wifi Diagnostics (documentata qui).

Niente panico: per riattivarla (oggi si chiama Wireless Diagnostics in inglese) si preme il tasto Opzione, si clicca sull’icona del WiFi e si sceglie Apri Diagnosi Wireless. Compare già qui una serie di info diagnostiche interessanti, ma andando avanti (e dando la password di amministratore) si può scegliere dal menu Finestra la voce Utility, che fornisce vari strumenti di analisi della connessione senza fili.

Grazie a @piergall per la dritta.

Come bloccare i banner tramite il file hosts in Mac OS X [UPD 2012/07/08]

Come liberarsi dei banner usando Mac

Da Macwrite.com.

Le istruzioni si riferiscono a Panther, ma vanno bene anche per Tiger almeno queste, che ho provato direttamente e sto usando con estrema gioia per bloccare alcuni banner che rallentano i siti che mi interessano:

  • Aprire una finestra di terminale
  • dare il comando sudo pico /etc/hosts
  • viene chiesta la password di amministratore: dargliela
  • editare il file hosts in modo che a ogni sito che si vuole bloccare corrisponda 127.0.0.1
  • salvare e chiudere il file hosts
  • attivare le modifiche digitando sudo killall -HUP lookupd

Non occorre riavviare Mac OS X né riavviare il browser.

2012/07/08

Una versione più estesa di questo mini-articolo è disponibile qui.

Stampa di poster con Mac OS X

Stampa di poster con Mac OS X

Stampare poster su fogli A4 con Mac OS X? Si può usare Tiler

R0022484In questi giorni mi sono trovato a dover stampare una mappa lunare piuttosto grande. Invece di ricorrere a un servizio di stampa su fogli di grande formato, con conseguenti costi e tempi, ho usato Tiler, un programma per Mac OS X (5 dollari), per stampare la mappa su fogli A4, che poi ho assemblato.

Tiler stampa qualunque file in formato PDF e permette di scegliere la scala esatta di stampa: basta usare l’accorgimento di definire per prima cosa un numero di pagine sufficienti ad accogliere l’immagine nella scala desiderata.

Per esempio, per stampare questa mappa in scala esatta con il mio modello del modulo lunare Apollo ho calcolato che la scala di stampa era pari al 120%. Così ho impostato la stampa su 4×6 fogli, poi sono andato nelle impostazioni di pagina di Tiler (File > Page Setup) e ho immesso 120%. Tiler ha accettato questo valore, a conferma che il numero di fogli scelto era sufficiente (altrimenti avrebbe dato una scala inferiore). Il programma tiene conto anche dei margini non stampabili dalla stampante. Il risultato è nella foto qui sopra: una mappa in scala 1:72 del luogo dell’allunaggio dell’Apollo 11. Fatta in casa, senza plotter.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “andrea.bar*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

iPad, Keynote incompatibile con Keynote per Mac

iPad, Keynote incompatibile con Keynote per Mac

Pensavate di usare un iPad per le presentazioni?

Immagine tratta da BoingBoing. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Lo pensavo anch’io. Mi sembrava un’applicazione di lavoro molto pratica dell’iPad. Ma se si leggono le recensioni tecniche invece delle pubblicità, salta fuori che Keynote, il magnifico software di presentazione di Apple (che adoro e uso), ha un problemino sull’iPad: la versione di Keynote per Mac non è compatibile con quella per iPad. Sì, avete capito bene. E non è tutto: è incompatibile anche un altro componente della suite iWork, ossia Pages (il programma di scrittura testi).

Detesto fare un altro articolo sull’iPad a così breve distanza dal precedente, ma questa secondo me è una delle magagne meno evidenti e più perniciose per chi sperava di usare quest’oggetto per lavoro (me compreso), per cui credo che vada evidenziata in un articolo apposito.

Secondo quanto segnalato da ZDNet e confermato dal le FAQ di Apple, se create una presentazione in Keynote per Mac OS X e poi la trasferite all’iPad per viaggiare leggeri, l’iPad non la usa pari pari: la converte. La conversione perde qualunque audio registrato o incorporato, tutte le note (utilissime come “gobbo”) e tutti i commenti, e i grafici 3D diventano grafici 2D. Quindi se la vostra presentazione contiene una di queste cose non esattamente trascurabili, non funzionerà correttamente sull’iPad.

Questo significa anche che se avete una presentazione con audio, note o grafici 3D, non potrete apportarvi le inevitabili modifiche dell’ultimo minuto usando l’iPad. Se lo farete, quando risincronizzerete l’iPad con il vostro Mac, la presentazione modificata avrà perso questi e altri elementi. E mi auguro che la risincronizzazione non sovrascriva la versione originale sul Mac, altrimenti chi non ha un backup recente piangerà calde lacrime.

Lo stesso vale per Pages, la cui versione iPad perde note a piè pagina e a fine testo e commenti, converte i grafici 3D in 2D, spezza le tabelle multipagina e trasforma l’indice in testo normale. Più altre delizie spiegate nelle FAQ di Pages. Nessun problema significativo di conversione, almeno stando alle FAQ corrispondenti, per Numbers (lo spreadsheet di iWork), a parte qualche font.

Niente paura: per l’iPad basta fare presentazioni senza audio, senza note, senza commenti e senza grafici 3D e tutto fila liscio. Basta scrivere documenti privi di indici, senza note a piè pagina e a fine testo, senza commenti e senza grafici 3D, e tutto va a meraviglia. In altre parole, se con l’iPad dovete giocarci, siete a posto. Se speravate di farci del lavoro serio, scordatevelo.

Ho una sola domanda: perché? Cosa ha spinto Apple a rendere incompatibili iWork per Mac e iWork per iPad? Non ditemi che è questione di potenza di calcolo o risparmio energetico, perché se una nota a piè pagina mette in crisi un iPad il ridicolo diventa inevitabile.

Ah, poi ci sono delle segnalazioni di problemi con il Wifi e con il surriscaldamento che lo blocca quando arriva a 35°C (Atlantic Wire; TheNextWeb; Zach Honig di PC Magazine, che è anche incappato nell’incompatibilità di Pages per lavoro). E c’è il fatto che se avete un Mac, per usare l’iPad dovete avere almeno la penultima versione del sistema operativo (Mac OS X 10.5, cioè Leopard); se non siete aggiornati, niente iPad, mentre gli utenti Windows sono accettati fin da Windows XP con Service Pack 3. Perché gli utenti della concorrenza sono trattati meglio di quelli Apple?

Ma a questo punto mi sembra davvero di infierire. Io ho fatto il mio dovere di segnalare le magagne, come ho sempre fatto per i prodotti di qualunque fabbricante, e anche altri (come Massimo Mantellini) hanno fatto altrettanto. A questo punto ho soltanto due parole. Caveat emptor.

Mac OS X Lion stalla sugli autosalvataggi [UPD 2011/12/08]

Mac OS X Lion stalla sugli autosalvataggi [UPD 2011/12/08]

OS X Lion, Keynote s’inceppa se non salvi prima di presentare

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Sto perdendo la pazienza con Lion. Già non mi piaceva granché, ma adesso ho notato due magagne notevoli, una delle quali è potenzialmente micidiale per chi, come me, fa presentazioni in pubblico usando Keynote.

La prima riguarda la condivisione dello schermo (Screen Sharing) che permette di monitorare da remoto un altro Mac. La uso spesso per sorvegliare dal laptop l’attività degli altri Mac del Maniero Digitale. Era la classica utility “funziona e basta” di OS X.

Ma in Lion, se sbaglio nome utente o password, la finestra di dialogo di login rimane fissa e non va mai in timeout e quindi non è possibile ritentare (in Snow Leopard, invece, lo fa). Grr.

La seconda riguarda Keynote e più in generale il sistema di salvataggio automatico introdotto in Lion. Per esempio, se aprite una presentazione Keynote e la modificate, guai a voi se non salvate prima di presentarla: OS X si blocca per interi minuti, con la sua bella pallina colorata che gira a vuoto e la presentazione incriccata a metà, e non c’è verso di andare avanti. O spegnete drasticamente e perdete tutto, oppure aspettate pazientemente che la pallina sparisca.

Se vi dovesse succedere durante una presentazione pubblica, la figuraccia è garantita (no, non mi è successo ieri, ma c’è mancato poco). E anche se non vi succede in pubblico, l’agonia di dover fermare il lavoro per vari minuti semplicemente perché avete provato a vedere se una modifica della presentazione funziona è snervante. Specialmente se state facendo i ritocchi dell’ultimo minuto che capitano sempre in una presentazione.

A quanto pare non sono l’unico che chiede un modo per disabilitare il salvataggio automatico. Non sembra che ce ne sia uno affidabile. Per cui se state pensando di migrare a Lion, o se state pensando di comperare un Mac nuovo, pensateci due volte.

Questa versione di OS X è la più Windowsosa che io abbia mai visto, nel senso peggiore del termine: piena di modifiche che in teoria vorrebbero migliorare e semplificare il modo di lavorare ma all’atto pratico finiscono per ostacolarlo.

Caveat emptor.

Aggiornamenti

2011/12/08. Apple ha rilasciato sull’App Store un aggiornamento di Keynote che corregge questo problema.

Recensione veloce: MacBook Air 2011, Mac OS X Lion

Recensione veloce: MacBook Air 2011, Mac OS X Lion

Nuovo OS X, questo Leone vuole fare un po’ troppo la chioccia

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La gatta Pallina e un MacBook Air al Maniero Digitale.

Il mio MacBook Pro 15″ del 2008 è defunto pochi giorni fa (problemi ai componenti interni dell’alimentazione, dopo tre anni di uso ininterrotto) e piuttosto che spendere per riparare una macchina obsolescente ho preferito investire in un laptop nuovo, scegliendo un ultraleggero come macchina da viaggio e per presentazioni.

Non potendo aspettare l’arrivo degli ultrabook di altre marche sui quali montare Linux e Impress di OpenOffice.org/LibreOffice, ho comperato un MacBook Air da 13 pollici con OS X 10 Lion. Queste sono le mie prime impressioni, suscettibili di aggiornamenti, sull’hardware e sul software. Non pretendo che le condividiate: prendetele solo come un mio parere basato sull’uso specifico che ne faccio io.

Hardware

L’Air 2011 è una macchina splendida: una di quelle che ti fa dire “è così che dovrebbero essere i computer”. Leggera da portare in giro, fresca (non un tostapane come il mio MacBook Pro), potente e sorprendentemente veloce. Un piacere da usare e tenere in grembo o sul tavolino del treno per essere produttivi ovunque.

Ma come, non avevo liquidato l’Air come un giocattolo per esibizionisti? Certamente, ma la versione di tre anni fa alla quale mi riferivo era tutt’altra creatura rispetto a questo Air 2011, che ha di default un disco rigido a stato solido, uno schermo con un trattamento antiriflesso sorprendente (gli ho puntato addosso per errore il puntatore laser e l’ha letteralmente assorbito, tanto che credevo che il puntatore si fosse spento), e soprattutto un prezzo e delle prestazioni molto simili al MacBook Pro equivalente. Sull’Apple Store italiano, l’Air 13″ costa 1260 euro (1349 franchi in quello svizzero), mentre il Pro 13″ base costa 1158 euro (1299 franchi nello Store svizzero). Cento euro e spiccoli di divario, mentre la differenza di prezzo, all’epoca, era di 650 euro.

Certo, per cento euro in più si ha parecchio hardware in meno: niente masterizzatore, un processore meno potente, un disco rigido meno capiente, nessuna porta Ethernet integrata e altro ancora. Ma per l’uso che ne faccio io è uno scambio vantaggioso: niente peso del masterizzatore, un processore comunque più che sufficiente per quello che devo fare (regge senza problemi il riconoscimento vocale di Dragon Dictate 2.5), un disco rigido meno delicato e vorace con la batteria (che dura almeno cinque ore con una luminosità media dello schermo).

Portarsi in giro l’adattatore USB-Ethernet (che si paga a parte) è accettabile. Due porte USB sono sufficienti per un uso mobile e lo slot per scheda SD è ottimo per riversare rapidamente foto durante viaggi e reportage. La tastiera (retroilluminata) è passabile, anche se la corsa dei tasti è comprensibilmente minima. Se l’Air avesse un modem cellulare integrato e una cornice meno spessa per lo schermo sarebbe il laptop perfetto.

Resta valida l’altra critica che feci a suo tempo al primo Air: le dimensioni. La versione da 13″ è ancora troppo grande per l’uso ultramobile, ma oggi per chi ha quest’esigenza c’è anche la versione da 11″. Io ho scelto la versione più grande perché per le presentazioni mi serve uno schermo meno piccolo di quello di un netbook.

Software

Sleep mode.

Trovo che OS X Lion sia per molti versi irritante, ma non abbastanza da spingermi a sventrare l’Air e installargli Snow Leopard (almeno per ora).

Il suo stile esasperatamente pallido, monocromatico e minimalista (in Finder e Mail, per esempio), le sue opzioni iPad-ose (LaunchPad, lo scrolling rovesciato, i default di Mail) e il suo atteggiamento da chioccia sono fastidi controbilanciati solo a malapena dall’opzione di riavvio istantaneo con le applicazioni già aperte, che trovo un vantaggio enorme per chi viaggia e si trova ad aprire e chiudere il laptop di fretta.

Anche alcuni gesti multi-touch sono un grande aiuto, specialmente su un laptop: trovo particolarmente utile il “trascina-e-seleziona” con un gesto unico (scorrimento con tre dita).

In cima alla lista delle offese all’informatica di Lion metto invece senza esitazioni lo scrolling invertito impostato di default. Da che mondo è mondo, quando faccio scorrere le dita verso il basso su un touchpad, lo schermo scorre verso l’alto, come avviene con un mouse (la metafora è che si sposta l’inquadratura del documento); in Lion, invece, l’impostazione predefinita è che se muovo le dita verso il basso, l’immagine sullo schermo scorre verso il basso. Apple lo chiama “naturale”, ma per chi viene dall’informatica e non dai telefonini o iCosi è spontaneo e naturale come asciugarsi dopo un bidet con la carta vetrata. Per fortuna è disattivabile.

Inoltre trovo irritante la scelta di nascondere la cartella Library dell’utente, che in passato era visibile all’utente. Per esempio, per copiare la mia sterminata raccolta di bookmark di Firefox e di signature di Mail ho sempre usato una semplice copia dei file dalla Library del vecchio computer a quello nuovo (il Sync di Firefox non mi funziona per niente). Con Lion quest’operazione viene ostacolata. Il messaggio è chiaro: l’utente è un utonto al quale è meglio non far toccare gli ingranaggi (ma allora perché non nascondere Library e System nella root del sistema operativo?).

Si può rendere visibile la Library in modo permanente (con il comando da Terminale chflags nohidden ~/Library) o accedervi comunque in vari modi (il più elegante mi pare quello di premere il tasto Opzione mentre si clicca sul menu Go del Finder).

L’assenza di Flash preinstallato è un’altra scocciatura che alimenta la guerra di Apple contro Adobe senza dare nessun vantaggio agli utenti Apple. Si risolve scaricando e installando Flash dal sito di Adobe, ma questa è una cosa che gli utenti non dovrebbero aver bisogno di fare. Idem dicasi per Java, anche se oggi la necessità di supportare Java è rara (NeoOffice ce l’ha).

Altrettanto irritante, sempre a mio parere, è il raggruppamento per conversazioni applicato da Mail. Anche questo è disattivabile, ma va disattivato per ogni singola cartella è una di quelle opzioni che mi sembra generare più confusione che chiarezza (se cancello, cancello l’intera conversazione o la singola mail?). Se avete provato anche voi Lion e/o l’Air e volete condividere le vostre impressioni, i commenti sono a vostra disposizione.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “rcervi”. Tutto l’hardware e software citato nella recensione è stato acquistato da me senza alcuno sconto o beneficio fornitomi dal produttore o da terzi.

Antivirus gratuito per Mac, istruzioni

Antivirus gratuito per Mac, istruzioni

Come installare l’antivirus gratuito per Mac di Sophos

Visto che sto usando l’antivirus per Mac OS X di Sophos da un paio di settimane senza rallentamenti del computer e mi sto accorgendo di quanto malware ricevo soprattutto via mail, presumo che la stessa cosa possa accadere anche a voi e quindi penso possano essere utili delle istruzioni su come si installa questo antivirus, il cui difetto principale sembra essere la mancanza di un nome conciso: Sophos Antivirus for Mac Home Edition non scorre granché bene sulla lingua, per cui d’ora in poi lo chiamerò Sam.

Per prima cosa, controllate di essere connessi a Internet con il vostro Mac e di soddisfare due requisiti:

  1. Siete utenti Mac non commerciali
  2. Avete un Mac (Intel o PowerPC) con Mac OS X 10.4 (Tiger) o superiore

Fatto questo, andate a questo link del sito in inglese di Sophos e cliccare sul pulsante azzurro Free Download. Salvate il file savosx_72_he.dmg (60 MB) che vi viene proposto e poi apritelo.

Compare sullo schermo una finestra: ignorate pure l’icona Before You Install e fate doppio clic sull’icona della scatola (etichettata Sophos Anti-Virus Home Edition.mpkg).

Mac OS X vi chiede se siete sicuri di voler continuare. Cliccate su Continua. Nella schermata di benvenuto (in italiano, se il vostro Mac è configurato in questa lingua), cliccate su Continua. Nella schermata Informazioni importanti (in inglese nonostante il titolo), cliccate ancora su Continua; idem quando compare la licenza d’uso. Quando compare la richiesta di accettare la licenza, cliccate su Agree.

Scegliete il disco sul quale volete installare Sam e cliccate su Continua e poi ancora su Continua e Installa. Mac OS X vi chiederà la password d’utente o di amministratore: dategliela. Inizia la scrittura dei file sul disco. Al termine, cliccate su Continua e poi su Chiudi.

Chiudete pure le finestre d’installazione. Nella barra superiore della schermata del Mac compare uno scudo nero, sul quale potete cliccare per gestire l’antivirus (per esempio scaricando subito gli aggiornamenti con Update Now). Non occorre riavviare il Mac. Se siete curiosi di sapere se siete portatori sani di qualche virus per Windows (di solito Sam rileva principalmente questo tipo di malware), cliccate sullo scudo e poi scegliete Scan Local Drives. Buon divertimento, e non abbandonate la consueta prudenza solo per il fatto di avere un Mac e anche un antivirus.

Aggiornamento di Mac OS X installa Flash vulnerabile

Aggiornamento di Mac OS X installa Flash vulnerabile

Mac OS X 10.6.4 installa molti rattoppi ma lascia Flash fallato

Pochi giorni fa Apple ha distribuito l’aggiornamento gratuito 10.6.4 del proprio sistema operativo Mac OS X (versione standard e server), che chiude 28 falle di sicurezza e introduce varie correzioni e ottimizzazioni.

Prima di installarlo, sottolineo la raccomandazione di Apple sull’importanza di effettuare un backup completo del vostro Mac, perché sono state segnalate numerose magagne, che spaziano dal fallimento totale dell’installazione alla scomparsa di cartelle alla corruzione dei font. Sono problemi occasionali, che probabilmente non colpiranno il vostro computer, ma è comunque prudente non rischiare.

L’aggiornamento include anche una nuova versione, la 10.0.45.2, del player Flash di Adobe, ma attenzione: si tratta di una versione nella quale sono già stati trovati 32 difetti di sicurezza, come avvisa Adobe stessa, per cui dopo aver installato l’aggiornamento di Mac OS X occorre installare l’ulteriore aggiornamento di Flash, se non lo avete già fatto per altre ragioni. Confusi?

Niente panico. Visitate questa pagina del sito di Adobe con ciascuno dei vostri browser e prendete nota del numero indicato dopo le parole “You have version”. Se il numero è 10.1.53.64 siete a posto; se è inferiore, scaricate e installate l’aggiornamento dall’apposita pagina di Adobe.

Fra l’altro, per chi ha ancora un Mac con processore G3 (PowerPC), questo sarà, a detta di Adobe, l’ultimo aggiornamento di Flash.

Mac, girano salvaschermo e applicazioni infette

Mac, girano salvaschermo e applicazioni infette

No, il Mac non è invulnerabile: occhio a salvaschermo e applicazioni scaricate

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “alessio” e “ale.agost”.

Conviene prenderla come regola generale: i salvaschermo per Mac che trovate in giro su Internet sono esattamente come quelli per Windows. In altre parole, sono uno specchietto per allodole, una trappola infetta per la quale anche il Mac è vulnerabile. E non si può essere disinvolti neanche con le applicazioni Mac scaricate da Internet.

La società di sicurezza informatica Intego segnala un caso specifico, con tanto di nome e cognome dei siti che ospitano i salvaschermo e le altre applicazioni gratuite che iniettano nei Mac non protetti un virus (più propriamente trojan) denominato OSX/OpinionSpy: si tratta di 7art-screensavers(punto)com, MacUpdate, VersionTracker e Softpedia. Alcuni sono fra i nomi più popolari nel mondo Mac. Non è detto che siano gli unici portatori d’infezione, per cui è opportuno essere prudenti con qualunque fonte di software per Mac.

Il cavallo di Troia si maschera da software per indagini di mercato incluso nei salvaschermo o nelle applicazioni, ma stando a Intego in realtà apre una backdoor HTTP sulla porta 8254, inietta del codice in Safari, Firefox e iChat e copia i dati personali presenti in queste applicazioni. Esamina vari file dell’utente e poi passa gli indirizzi e-mail trovati e altri dati, in forma cifrata, a dei server su Internet, oltre a fare molte altre cose poco rispettose dell’utente, come descritto nell’avviso di Intego.

La cosa interessante di questo trojan è che non è contenuto nel salvaschermo o nell’applicazione scaricata, ma viene scaricato durante l’installazione di questi ultimi. In questo modo, una scansione del software scaricato dà esito negativo.

Intego dichiara che il suo antivirus (a pagamento) è in grado di identificare, bloccare ed eliminare questa minaccia. Attenzione ai metodi manuali: alcuni siti consigliano di andare nella cartella Applicazioni del proprio Mac, trovare la sottocartella PremierOpinion e lanciare il programma Uninstall, oppure trascinare il tutto nel Cestino e poi svuotare il Cestino (se non si svuota, selezionate Svuota il Cestino intanto che tenete premuto il tasto Opzione), ma non è detto che sia sufficiente. La cosa migliore è prevenire l’infezione scaricando soltanto il software strettamente indispensabile da fornitori affidabili. E magari dotarsi di un antivirus anche sul Mac.

Maggior dettagli sul comportamento di questa minaccia per Mac sono presso ZDNet, Intego, Macworld, The Guardian, Mac OS X Hints.