Vai al contenuto

John Titor, rivelazioni il 15 aprile in TV: fra poco mi posso togliere il bavaglio

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili
donazioni di
“e.molin****” e “luca.scot****”. L’articolo è stato aggiornato dopo la
pubblicazione iniziale.

Ho già
raccontato
in parte la storia di John Titor, il presunto viaggiatore nel tempo che sbarcò
su Internet nel 2000 suscitando scalpore e una curiosità sfrenata negli
internauti, che si divisero subito in accaniti credenti e scettici.

Come è possibile che una storia così strampalata abbia preso piede tanto da
diventare un mito di Internet? La gente è davvero così credulona, o nella storia
raccontata con dovizia di dettagli inquietanti da Titor nell’arco di vari mesi
c’è sotto qualcosa di più che la rende diversa dai deliri di tanti altri
personaggi stravaganti della Rete?

Grazie a Luca Jäggli della Televisione della Svizzera Italiana, ho svolto
un’indagine approfondita sul caso Titor, che andrà in onda nell’ambito del
programma
Storie domenica 15
aprile alle 20.40 su TSI1, in replica il giorno successivo alle 12 su TSI2 e in
streaming via Internet qualche giorno più tardi.

L’indagine ha rivelato dei risvolti molto interessanti, che per esigenze
contrattuali non ho potuto pubblicare nel mio
primo articolo sull’argomento
ma che vedrete nella trasmissione e vi racconterò in questo blog dopo la messa
in onda del programma: la storia ha un risvolto abbastanza inaspettato.

Aggiornamento

La puntata di Storie dedicata a John
Titor è
disponibile in streaming qui.

Domenica sono a Milano, complottisti unitevi; John Titor alla TV svizzera

Domenica sono a Milano, complottisti unitevi; John Titor alla TV svizzera

Domenica 15 aprile, dalle 11 alle 13, sarò a Milano alla fiera Falacosagiusta per presentare il libro 11 settembre: i miti da smontare, traduzione e adattamento italiano dell’inchiesta giornalistica della rivista statunitense Popular Mechanics sulle ipotesi di complotto riguardanti gli attentati dell’11 settembre 2001.

La traduzione è stata curata da me insieme ai tecnici del gruppo di ricerca Undicisettembre, e sono molto soddisfatto del risultato: spero invece che non lo saranno i complottisti, perché il libro polverizza le loro teorie più diffuse e chiarisce la psicologia del cospirazionismo nei suoi ricorsi storici.

Prevedo l’afflusso di molti complottisti, per cui lo spettacolo è assicurato, ma non c’è problema: la CIA mi ha fornito di un discreto ma efficiente servizio d’ordine che si mescolerà tra la folla.

Sempre domenica, alle 20.40 su TSI, parteciperò alla puntata di Storie dedicata al mito di John Titor, già discusso in parte in un articolo precedente. Sono curioso anch’io di vedere il documentario basato sulle indagini che ho svolto insieme alla redazione. Buona visione!

John Titor, viaggiatore nel tempo, stasera a Radio Zerosei; la bozza del mio libro

John Titor, viaggiatore nel tempo, stasera a Radio Zerosei; la bozza del mio libro

No, non c’è lui in persona, purtroppo: ma c’è il mito di John Titor, insieme
ai viaggi nel tempo di ogni genere, come tema della trasmissione radio
Spazio Zerosei, in onda questa sera a partire dalle 22 a
Radio Zerosei e
Nuova Spazio Radio e ricevibile anche in
streaming.

Della strana storia di Titor (una persona apparsa su Internet a fine 2000
dicendo di provenire dal 2036) mi sono già occupato in passato con due
articoli (uno
e
due) e con una collaborazione con la Televisione della Svizzera Italiana, che ad
aprile 2007 ha trasmesso un documentario di circa 45 minuti (guardabile in
streaming)* sull’argomento, realizzato da Luca Jäggli recandosi anche nei luoghi
descritti da Titor.

* 2022/09. Lo streaming è visibile (almeno in Svizzera) su Playsuisse
qui.


Visto che l’interesse per questa storia non sembra diminuire, sto preparando
un libro digitale dedicato alla ricostruzione della vicenda, intitolato
John Titor – Mito senza tempo, che
raccoglierà tutto quello che ho scoperto a proposito di una storia che più che
un viaggio nel tempo è un viaggio nella mente. Stanotte, al termine della
trasmissione, ne potrete leggere la
prima bozza qui.

Aggiornamento

La bozza del libro, una quarantina di pagine, è online come
PDF liberamente scaricabile. Contiene un po’ di materiale credo inedito, come per esempio la trascrizione
(con relativa traduzione in italiano) dell’unica “intervista” radiofonica alla
presunta madre di John Titor, che però non fa mai sentire la propria voce: parla
tramite il suo avvocato, Larry Haber. E sembra proprio che ci sia lui dietro a
tutta questa faccenda: sua, per esempio, è l’intestazione della John Titor
Foundation, come risulta dai documenti di costituzione (che trovate nel
libro).

Se il progetto vi piace e/o volete collaborare (per esempio con una bella
grafica per la copertina), fatemelo sapere via mail o nei commenti e lo amplierò
man mano con il resto del materiale che ho già, e poi lo pubblicherò anche in
versione cartacea. Se non vi piace, non ditemelo. Per favore.

Antibufala: il caso John Titor

Antibufala: il caso John Titor


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili
donazioni di
“massimo.so****” e “cele81” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione
iniziale. Con il passare degli anni, molti dei link citati sono diventati obsoleti. Ultimo aggiornamento: 2022/09/05.

Come accennato in una puntata recente del Disinformatico radiofonico, mi
sto occupando del caso di John Titor, il presunto viaggiatore nel tempo comparso
su Internet nel 2000, per conto della televisione svizzera TSI e per rispondere
alle vostre numerose richieste in proposito.

Se avete (o sapete dove reperire, anche presso un museo) un computer IBM 5100,
annata 1975, come quello mostrato nella foto qui sopra, scrivetemi: la TSI lo
sta cercando come oggetto di scena per il programma che tratterà la storia di
Titor.

Aggiornamento: grazie anche al suggerimento di DYK RedWind, è
stato reperito a tempo di record.

L’IBM 5100
è infatti uno degli elementi chiave della vicenda: il viaggio nel tempo di John
Titor, infatti, sarebbe stato iniziato allo scopo di procurarsi uno di questi
computer per portarlo nel 2036, dove serviva per fare il debug ad alcuni
vecchi programmi.

Sia ben chiaro: la probabilità che Titor fosse realmente un crononauta è
praticamente nulla. L’indagine svolta fin qui punta invece ad un’operazione
commerciale concepita per creare un mistero a tavolino e venderne i diritti a
Hollywood o agli ingenui, secondo un modello di marketing di grande successo
(basti pensare a Charles Berlitz con il libro
Bermuda: il triangolo maledetto o al recente Codice da Vinci);
finora ha dato vita a un
business di magliette, un
libro
e un’opera teatrale. Qualche tempo fa si parlava anche di un
film.

Ma il modo in cui si dipana la vicenda, con la sua sofisticazione nel fornire
dettagli intriganti (fotografie comprese) e creare una premessa non
falsificabile grazie alla giustificazione delle linee temporali multiple, merita
attenzione comunque per il suo fascino. Di certo non è la fantasia di un
dilettante.

La storia

Il 2 novembre 2000, una persona che sceglie l’appellativo
Timetravel_0 inizia a scrivere messaggi in vari forum di Internet
dedicati ai viaggi nel tempo (fra cui
Timetravelinstitute.com) e
dichiara di essere un viaggiatore nel tempo proveniente dal 2036.
Successivamente cambia appellativo e si fa chiamare John Titor, anche se
a quanto pare si tratta di uno pseudonimo.

Titor dichiara di essere un soldato e di lavorare per un progetto governativo: è
stato inviato dapprima nel 1975 per recuperare dal nonno, ingegnere dell’IBM a
Rochester, un computer trasportabile IBM 5100, che a suo dire contiene funzioni
non documentate che gli permettono di svolgere un’operazione vitale per il mondo
del 2036: effettuare conversioni fra i vecchi sistemi IBM e UNIX e (secondo
alcuni suoi interpreti) permettere così all’epoca di Titor di sopravvivere al
collasso dei sistemi UNIX
previsto per il 2038. Dopo aver recuperato il computer, Titor sta facendo sosta nell’anno 2000 per
far visita alla propria famiglia e a se stesso da bambino e per vedere di
persona gli effetti (secondo lui disastrosi) del Millennium Bug del 2000.

Nei suoi molti messaggi, Titor dichiara di non voler convincere nessuno
dell’autenticità della propria storia, ma di voler semplicemente saggiare la
reazione delle persone alla possibilità di incontrare un crononauta. Risponde
estesamente alle domande dei partecipanti ai forum e fornisce dettagli tecnici e
anche
immagini della sua
“macchina del tempo”: un modello C204, fabbricato dalla General Electrics nel
2034, pesante circa 250 chili e trasportato in una Chevrolet Corvette cabriolet
del 1966 (successivamente scambiata con un furgone a quattro ruote motrici del
1987).

Il 24 marzo 2001, John Titor annuncia il proprio ritorno a casa, al 2036. Da
allora non si è più fatto sentire.

L’indagine

L’analisi dei messaggi di Titor (ottimi punti di partenza sono
Time Travel Portal
e
Above Top Secret) produce risultati ambigui. Le immagini della sua “macchina del tempo” sono
pessime e il “manuale” sembra veramente dilettantesco (specialmente se si
considera che è stampato nel 2030 e passa), eppure Titor ha dimostrato una
notevole padronanza della terminologia della fisica avanzata e
dell’informatica.

Titor ha previsto erroneamente che vi sarebbe stata una guerra civile in USA dal
2004 al 2015 e che l’edizione finale delle Olimpiadi sarebbe stata nel 2004
(mentre le Olimpiadi Invernali del 2006 si sono tenute); ma si è coperto le
spalle “spiegando” che esistono molti mondi paralleli al nostro e che in
ciascuno di questi mondi gli eventi sono leggermente differenti; lui proverrebbe
in realtà da uno di questi mondi e avrebbe raccontato la cronologia di quel
mondo, che può essere divergente rispetto alla nostra. Le previsioni di Titor
sono piuttosto catastrofiche, come si conviene al buon profeta: la Terza Guerra
Mondiale fa 3 miliardi di morti nel 2015, la Russia bombarda le città americane,
europee e cinesi, e la Microsoft non esiste più (non tutto il male vien per
nuocere, insomma).

Un aspetto interessante della sua storia è appunto la questione dell’IBM 5100:
infatti le funzioni non documentate descritte da John Titor esistono realmente
ed erano effettivamente segrete all’epoca della commercializzazione di questo
modello di computer. Ne parla un articolo del
Rochester Magazine
di agosto 2004, che intervista Bob Dubke, uno dei tecnici che progettò l’IBM
5100 e ne realizzò specificamente l’interfaccia fra il suo codice assembly e
l’emulatore 360 inglobato nel sistema. IBM tenne segreta quest’emulazione perché
temeva che la concorrenza ne approfittasse, dato che permetteva ai programmatori
di accedere alle funzioni dei mastodontici computer IBM degli anni Sessanta.

Secondo l’articolo, Dubke non aveva mai sentito della storia di Titor: quando
gli fu raccontata, la sua prima reazione fu chiedersi quale membro del suo
gruppo di sviluppo all’IBM poteva avere il senso dell’umorismo necessario per
architettare un putiferio mediatico del genere. Gli venne anche in mente un
possibile candidato, ma analizzando i messaggi di Titor osservò che erano
“troppo semplici” per essere il parto di un suo collega, che fra l’altro non
avrebbe mai usato l’espressione “legacy code” usata da Titor. La
congettura di Dubke è che la “conoscenza segreta” di John Titor derivi da
informazioni reperite frugando in Internet.

Tracce di speculazione

Un paio di indizi puntano a un piano di sfruttamento commerciale della vicenda
Titor. Certo questo di per sé non significa che la storia di Titor debba essere
falsa, ma quando ci si mette di mezzo il vil denaro, le bugie nascono e crescono
più rigogliose. Semmai, la storia è con tutta probabilità una bella bufala
perché sarebbe stato facilissimo per Titor autenticarla, per esempio lasciando
nel nostro tempo un oggetto fabbricato con la tecnologia del 2030. In questo
modo, anche se le sue previsioni fossero risultate sballate a causa delle linee
temporali divergenti, avremmo comunque avuto sempre un oggetto verificabile e
studiabile.

Il primo indizio è che il libro scritto nel 2003 dalla “mamma” di John Titor,
John Titor – A Time Traveler’s Tale, è pubblicato da
Instantpublisher.com, sito di una mini-casa editrice del Tennessee specializzata
in vanity edition: le edizioni che l’autore paga per farsi
pubblicare. Il sito è registrato a nome della
Fundcraft Publishing, Inc., specializzata in libri di cucina. Può darsi, come ipotizza un
commento
su Amazon.com, che si tratti di un tentativo dell’editore di diversificarsi e
risollevare le proprie fortune, visto che il mercato dei libri di cucina è
piuttosto inflazionato e c’è la concorrenza delle ricette scaricabili da
Internet. Quello che è certo è che il libro non è garantito da una casa editrice
di spicco, che avrebbe dovuto intrattenere rapporti con la “mamma” e decidere se
presentare la storia come fiction o come realtà, pena conseguenze legali
e d’immagine molto serie.

Il secondo indizio è l’assidua presenza di un avvocato, Larry Haber, in vari
aspetti della vicenda. Come spiegato su
ConspiracyCafe.net, Haber, intervistato nel programma radio
Coast to Coast del 14
febbraio 2006, è un avvocato “specializzato negli aspetti legali
dell’entertainment“. Non ha mai incontrato nessuna delle persone
coinvolte nella storia (ha soltanto parlato con “mamma Titor” per telefono), ma
ha dichiarato di aver curato le questioni di diritto d’autore per la
pubblicazione del libro citato prima.

Il nome di Haber salta fuori anche in relazione a un possibile film sulla
vicenda Titor (Haber ne ha inviato
alcune immagini a
Time Travel Portal) e a un documentario, Obsessed and Scientific, in
vendita su Johntitorweb.com, dove è
reclamizzato anche un fumetto. E’ anche un produzione un altro “documentario”
sul tema, intitolato
Timetravel_0.

Sembra insomma abbastanza chiaro che intorno a John Titor si cerchi in ogni modo
di far girare dei soldi. Vera o falsa, la storia è indubbiamente abbastanza
accattivante, con il suo misto di catastrofismo con possibilità di redenzione,
Terminator, L’esercito delle 12 scimmie e complottismo (c’è chi
riesce persino a
tirare in ballo l’11 settembre
“previsto” da Titor e dichiarare che gli USA sono già in regime di guerra civile
ma non se ne sono accorti), da attirare certamente la curiosità di Hollywood.
Staremo a vedere.

La trasmissione


La TSI ha completato e trasmesso la puntata di Storie dedicata a John
Titor: si intitola Il mio nome è John Titor e vengo dal 2036 di Luca Jäggli ed è stata trasmessa il 15 aprile 2007 ed è
disponibile in streaming qui

2022/09/02: La puntata è ora disponibile su PlaySuisse qui. Io compaio a 5:58 e a 38:45.