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Google Earth aggiunge storia, oceani e Marte

Google Earth aggiunge storia, oceani e Marte

A spasso nei mari, nel tempo e su Marte con Google Earth

Google Earth 5.0 (per Windows, Mac e Linux) offre una raffica di novità. Oltre ad avere un’interfaccia aggiornata, Google Earth è ora in grado di mostrare viste aeree cronologiche e permette quindi di vedere com’era e come si è evoluto un luogo nel corso del tempo. Le possibilità di navigazione si estendono anche ai fondali dei mari e degli oceani, permettendo di scoprire l’affascinante geografia sommersa del nostro pianeta.

L’immagine qui accanto mostra per esempio Milano con la cronologia delle viste storiche disponibili. La copertura storica del pianeta è per ora un po’ a macchia di leopardo, ma offre comunque numerosissimi spunti per ore di esplorazione virtuale.

Se volete godervi anche le funzioni 3D di Google Earth, provate a dare un’occhiata a New York attivando la modellazione degli edifici. Non perdetevi anche le altre funzioni nuove, compresa la creazione di visite guidate.

E se non vi basta la Terra, potete dilettarvi a esplorare Marte, con una chicca: provate a visitare il pianeta rosso con Google Earth e digitare Meliza. Se sapete l’inglese, potrete conversare con un marziano.

Il Grande Fratello nel taschino; spione o soccorritore?

Il Grande Fratello nel taschino; spione o soccorritore?

Test di tracciamento via cellulare / Concerto dei Police

Oggi sono in giro con un cellulare dotato di GPS e di un software che trasmette periodicamente la posizione e la pubblica su Internet nel blog. Si tratta di un test informale per un software gratuito che verrà pubblicato a breve. Vediamo se mi segue fino a Torino al Delle Alpi…

Aggiornamento (2007/10/03 4:20)

Rientrati adesso al Maniero Digitale. Concerto strepitoso. Tracciamento interrotto causa batterie. Impossibile fotobloggare dallo stadio, congestione dati, mi sa che non ero il solo ad aver avuto l’idea. A dopo!

Aggiornamento (2007/10/03 8:15)

Ho sostituito l’IFRAME del tracciamento con una sua schermata catturata, visto che gli utenti Safari segnalavano problemi. Ci saranno prossimamente altri test più approfonditi. Intanto un paio di foto ricordo dal concerto: fatte col telefonino, abbiate pietà, non ho portato di meglio per restare leggero.

Un po’ di gente in attesa.

Attesa premiata 🙂

Non c’è che dire: assistere a un evento del genere, e alla partecipazione in massa del pubblico, non fa che confermare che l’era del disco come elemento chiave del meccanismo commerciale è finita o perlomeno è bene che finisca. La pirateria musicale ha il pregio di far capire, nel modo più efficace (all’altezza del portafogli) che gli artisti (o presunti tali) non possono più starsene comodi in studio a registrare con roba ipertecnologica che corregge i loro errori e fa sembrare un virtuoso qualunque personaggio di cartone confezionato dai discografici. Devono andar fuori a suonare, dal vivo, e mettersi in gioco, dimostrando il proprio talento (se ne hanno). Perché l’atmosfera di un concerto, l’ebbrezza di esserci, non si può duplicare e non si può piratare. E per queste emozioni la gente è disposta a pagare.

Easter Egg, le uova di Pasqua nel computer

Easter Egg, le uova di Pasqua nel computer

Sorprese annidate nei programmi

Come ogni anno, non può mancare l’appuntamento di stagione con le chicche nascoste nei programmi: gli Easter egg, o “uova di Pasqua”, come si chiamano in gergo. Parzialmente ispirata da Lifehacker, ecco qualche esempio delle cose che i programmatori annidano nel software.

Volete un motivo in più per passare a OpenOffice.org o NeoOffice? Eccolo: i giochini integrati. Se digitate =GAME(A2:C4;”TicTacToe”) in uno spreadsheet vuoto di questi programmi gratuiti e liberi, potrete giocare a tris. Se invece digitate =GAME(“StarWars”) avrete un vero e proprio videogame (immagine qui accanto). Potete giocare una sola volta: per giocare ancora dovete uscire dal programma (non dal gioco) e riavviarlo. Se invece digitate =STARCALCTEAM() in uno spreadsheet o scrivete la parola StarWriterTeam in un documento di testo e premete il tasto F3, otterrete una foto dei primi sviluppatori di StarOffice, il programma dal quale è nato OpenOffice.org. Lascio a voi indovinare cosa succede se digitate =ANTWORT(“Das Leben, das Universum und der ganze Rest”). Anche Microsoft faceva queste cose, ma poi sono arrivati gli ordini dall’alto di rigare dritto e la prassi è praticamente scomparsa.

Per chi usa Firefox, digitare about:mozilla nella casella degli indirizzi produce una citazione dal Libro di Mozilla:

“And so at last the beast fell and the unbelievers rejoiced. But all was not lost, for from the ash rose a great bird. The bird gazed down upon the unbelievers and cast fire and thunder upon them. For the beast had been reborn with its strength renewed, and the followers of Mammon cowered in horror.
from The Book of Mozilla, 7:15″


Se usate Internet Explorer 7 (non le versioni precedenti o successive), digitando

javascript:window.name=”TheWCEE”;location.href=”res://shdoclc.dll/wcee.htm”

nella casella degli indirizzi troverete una pagina nascosta con i nomi degli sviluppatori.

Per finire, un easter egg che è una citazione dotta. Se usate Mac OS X, in particolare la sua ultima versione chiamata Leopard, avete una funzione di CoverFlow che permette di sfogliare le immagini. Se la usate per sfogliare le immagini delle icone, soffermatevi su quella di TextEdit.

Il testo che si legge nell’icona non è casuale: è quello di una celebre campagna pubblicitaria di Apple, Think Different (1997). Ecco la traduzione italiana adattata usata nello spot:

“Questo film lo dedichiamo ai folli. Agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane, a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, specie i regolamenti, e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro; potete glorificarli o denigrarli, ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli, perché riescono a cambiare le cose, perchè fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio; perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero.”

Il video dell’edizione italiana, letta da Dario Fo, e dell’originale sono su Macitynet.it. Altre chicche e allusioni nascoste sono descritte qui (solo per cultori del Mac; e se siete cultori, non perdetevi il libro di Antonio Dini, Emozione Apple, che sto finendo di leggere: una chicca dopo l’altra).

Ecco fatto: anche quest’anno il dovere e piacere pasquale (informatico) è compiuto. Adesso vado a giocare con il simulatore di volo nascosto in Google Earth. No, non vi dico come lo si attiva. Altrimenti che sorpresa sarebbe?

Google Earth e le chicche di privacy

Google Earth e le chicche di privacy

Chicche di Google Street View: privacy? Quale privacy?

C’è chi si preoccupa per l’invasione della privacy delle telecamere di Google Earth che stanno mappando anche le strade europee e chi invece ne approfitta.

Per esempio, uno degli effetti di potenziale imbarazzo è mostrato in questa foto.

C’è chi invece coglie l’occasione per mettere alla berlina la preoccupazione talvolta ossessiva per la privacy e lo fa con due argomenti sicuramente accattivanti qui:

Avvistamenti misteriosi 2

Avvistamenti misteriosi 2

Google Earth: che ci fa un insetto gigante in Germania?

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “clafir” e “tobol”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

insettone in Google Earth.jpgStando a quest’immagine di Google Earth, la località tedesca di Arlesberg è minacciata dall’avanzare di un colossale insetto.

Le coordinate dell’avvistamento sono disponibili come file KMZ grazie a The Register. La creatura, lunga circa 47 metri, si trova a nord-est di Arlesberg.

Come è possibile che un insetto compaia in una foto scattata dallo spazio? C’è un baco (non informatico) a bordo del satellite? Scatenate le vostre capacità di analisi: domani scriverò qui la mia spiegazione.

Aggiornamento (2006/10/02)

Procediamo per esclusione. Non può trattarsi di un vero insetto gigante, altrimenti ne avremmo sentito parlare nei telegiornali (a meno che l’insettone si sia divorato anche i telecronisti). Non può trattarsi di un insetto di passaggio davanti all’obiettivo, visto che a) dovrebbe essere mosso b) non ha ali. Non può neppure essere un insetto a bordo del satellite o dell’aereo usato per le riprese (come giustamente dedotto dai commenti qui sotto, non tutte le immagini di Google Earth sono di origine satellitare), altrimenti sarebbe sfocato.

Ci sono anche altri indizi interessanti: l’insetto è appunto perfettamente a fuoco, e dietro la coda ha una macchia che, secondo alcuni commenti nella Community di Google Earth, sarebbe parte delle interiora (o escrementi) del malcapitato insetto, sottoposto a schiacciamento.

L’unico meccanismo plausibile che spieghi tutti questi elementi è che si tratti di un insetto finito sulla lastra dello scanner durante l’acquisizione delle immagini. Questo rivelerebbe un particolare poco conosciuto e abbastanza curioso di Google Earth: lungi dall’acquisire soltanto foto digitali satellitari, il servizio utilizzerebbe anche foto da altre fonti, comprese immagini aeree prese da velivoli e poi stampate e scandite.

Nel caso specifico, come indicato dalle diciture di copyright di Google Earth, l’immagine contenente l’insettone è opera della tedesca GeoContent, che non dispone di satelliti ma effettua appunto rilevamenti tramite aerei. Ho contattato la Geocontent e spero di averne risposta.

Proprio come in informatica, insomma, un baco aiuta a capire il funzionamento del sistema.

Google Earth per le ricerche dei dispersi

Il miliardario Steve Fossett è disperso in Nevada, troviamolo con Google Earth

Da lunedì scorso il miliardario americano Steve Fossett, detentore di circa cento record mondiali nel campo dell’aeronautica e primo uomo a fare il giro del mondo in aereo senza scalo e senza rifornimento, è disperso da qualche parte nel Nevada, dove è caduto con il proprio aereo Bellanca Citabria Super Decathlon.

Poiché l’area dove potrebbe trovarsi è vastissima (circa 44000 chilometri quadrati), i normali metodi di perlustrazione sono in crisi, per cui è stata proposta una tecnica innovativa: Google ha acquisito immagini recentissime dell’area e le ha messe a disposizione come componente (.kmz) di Google Earth, per cui chiunque può partecipare alle ricerche. La partecipazione è gestita tramite il servizio Mechanical Turk di Amazon.

I primi risultati ci sono già stati: sono stati trovati sei relitti d’aereo dei quali s’ignorava l’esistenza.

Google Earth aggiunge il cielo stellato

Per vedere le stelle quando c’è nuvolo, usate Google Earth

La nuova versione 4.2 di Google Earth (Windows, Linux e Mac) ha aggiunto il cielo. Si può impostare qualsiasi luogo del pianeta Terra e sceglierlo come punto di vista per osservare stelle, costellazioni, galassie e pianeti. L’interfaccia è la stessa del Google Earth “terrestre”: il cielo è zoomabile, e cliccando sugli oggetti compaiono informazioni di supporto.

La differenza fondamentale rispetto ai molti altri programmi di planetario è che in Google Earth le immagini sono fotografie autentiche, scattate dai migliori telescopi del mondo. Abbiamo insomma un’altra scusa per incantarci davanti allo schermo del computer a scoprire le meraviglie dell’universo. Ricordiamoci però di andare ogni tanto fuori a vedere il mondo reale: una pioggia di meteore, o un’eclissi di Luna come quella di questi giorni, non è uno spettacolo replicabile sul PC.