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Viaggio nel mondo degli easter egg: le sorprese nascoste nel software, nell’hardware e nei DVD dei film

Viaggio nel mondo degli easter egg: le sorprese nascoste nel software, nell’hardware e nei DVD dei film

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “MrFloyd” e “cicowin” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

È appena passata la Pasqua, e cade quindi a fagiolo (o a uovo?) l’argomento degli easter egg, letteralmente “uova di Pasqua”: i messaggi o le funzioni nascoste all’interno di programmi, videogame, sistemi operativi, DVD e persino nell’hardware di computer e altri dispositivi.

In informatica

Gli easter egg sono un’antica tradizione in informatica: come racconta la Wikipedia, in alcune implementazioni di Unix degli anni Settanta, se si digitava dopo il comando make la parola love, si otteneva la risposta “not war?” che alludeva al famoso slogan “fate l’amore, non fate la guerra”.

Sempre secondo Wikipedia, l’easter egg più grande in assoluto è nella versione Atari 400/800 del gioco Pitfall II, che contiene un intero gioco descritto come “più complesso e difficile del gioco originale”.

Chi usa Word ed Excel da tempo ricorderà che le versioni ’97 contenevano rispettivamente un flipper e un simulatore di volo, mentre la versione ’95 di Excel racchiudeva un gioco a labirinto, in fondo al quale si potevano vedere i nomi e le immagini degli sviluppatori, la “sala delle anime tormentate”. Microsoft ha smesso di includere easter egg nell’ambito delle proprie iniziative di sicurezza. Anche StarOffice 5.2, il nonno dell’attuale OpenOffice.org, conteneva un vero e proprio videogioco in stile Space Invaders.

Aggiornamento: grazie ai lettori che hanno indicato nei commenti i link all’elenco di easter egg tuttora presenti in Openoffice.org!

La mucca che vedete all’inizio dell’articolo proviene dallo strumento apt-get della distribuzione Debian di GNU/Linux: basta digitare apt-get moo.

Se usate Divx Converter, provate a digitare Ctrl-Shift-6: dovreste ottenere un gioco di sudoku.

Se giocate a Halo 1, uccidete uno dei vostri amici (del gioco, intendo) e usate un’arma dotata di zoom per guardare gli stivali del defunto: leggerete le lettere MRL, che sono le iniziali del grafico Marcus R. Lehto, principale autore della grafica di Halo.

In Firefox, digitando about:mozilla troverete una frase misteriosa, scritta per ripicca ad un analogo easter egg presente in Internet Explorer che prendeva per i fondelli il browser rivale.

In Final Cut Pro, invece, trovate Bruce, lo Yak Meraviglioso: con un’opportuna sequenza di digitazioni e cliccate comparirà un praticello che verrà brucato da Bruce. Lo yak vi intratterrà anche con fumetti che esprimono i suoi profondi pensieri.

Se volete sapere tutti i dettagli di queste e altre chicche, consultate siti come Software Tips and Tricks o Eggheaven, oppure andando su Google e digitando easter egg seguito dal nome del programma che vi interessa.

Nella musica

Gli easter egg vengono usati anche in campo da musicale, non solo nei supporti digitali moderni (CD), ma anche in quelli analogici (il disco di vinile), per i quali le tecniche erano sostanzialmente due. Il solco sul disco, invece di essere un’unica spirale continua, era diviso in due parti, per cui la puntina leggeva soltanto i brani della prima parte e poi si fermava. Per ascoltare il brano nascosto occorreva posizionare manualmente la puntina all’inizio della seconda parte del solco. L’altro metodo era lasciare una lunga pausa di silenzio fra i brani “normali” e quello segreto, così l’ascoltatore credeva che il disco fosse finito.

Questa seconda tecnica è utilizzata anche per i CD (l’album Nevermind dei Nirvana ne è un esempio), che però come supporto digitale consentono altri trucchetti. Per esempio, si può definire una “traccia zero”, accessibile soltanto suonando la traccia 1 e poi premendo il pulsante di selezione della traccia precedente. In alternativa si possono definire tante tracce vuote fra i brani “ufficiali” e quelli nascosti, per cui l’ascoltatore ha la sensazione che il disco sia finito e deve usare ripetutamente il pulsante di selezione del brano successivo per arrivare alle canzoni nascoste. Un altro metodo ancora è includere una traccia in formato riproducibile soltanto tramite computer (vedere ad esempio su Wikipedia).

Nei DVD di film e telefilm

Siti come DVDessential (in italiano), DVDeastereggs, MovieMistakes e Movieweb offrono collezioni sterminate di easter egg nascosti nei DVD di film e di serie televisive. Per i fan di Star Wars, nel DVD de La Minaccia fantasma si sceglie il menu Opzioni, la sezione THX e poi si digita 11+03+08 sul telecomando: compaiono le papere del film. Chicche analoghe sono nascoste negli altri DVD della saga (in La Vendetta dei Sith c’è Yoda che balla la breakdance). Se non riuscite a far funzionare questi easter egg, a volte potete usare un programma di ripping che estrae tutte le tracce del DVD, comprese quelle nascoste, e scovare così almeno i filmati non documentati.

Le chicche segrete non sono certo appannaggio dei film di fantascienza. Per esempio, i DVD dei Pirati dei Caraibi ne sono pieni; mentre nell’edizione deluxe del DVD di Basic Instinct, nel menu principale si può cliccare sulla voce Special Features (funzioni speciali) e poi muovere la freccia verso il basso e a destra per poter cliccare sul punteruolo da ghiaccio: vedrete i provini di Sharon Stone per tre scene del film. Buone visioni.

Simulatore di volo “nascosto” in Google Earth

Con Google Earth si vola

A quanto pare, spetta a uno smanettone sudafricano di nome Marco il merito della scoperta del simulatore di volo annidato nell’ultima versione di Google Earth.

Si tratta di un simulatore molto semplice, con due soli aerei da scegliere, ma è un’opzione di divertimento in più per un programma che già fornisce ore di fascino nell’esplorare il mondo grazie al suo collage di foto aeree e satellitari dell’intero pianeta.

Per attivare questo simulatore, digitate Ctrl-Alt-A (Comando-Opzione-A sul Mac). Funzionano anche i joystick. Ecco tutti i comandi disponibili, pubblicati proprio da Google (che quindi non sembra aver avuto grandi speranze di tenerlo nascosto).

Easter Egg, le uova di Pasqua nel computer

Easter Egg, le uova di Pasqua nel computer

Sorprese annidate nei programmi

Come ogni anno, non può mancare l’appuntamento di stagione con le chicche nascoste nei programmi: gli Easter egg, o “uova di Pasqua”, come si chiamano in gergo. Parzialmente ispirata da Lifehacker, ecco qualche esempio delle cose che i programmatori annidano nel software.

Volete un motivo in più per passare a OpenOffice.org o NeoOffice? Eccolo: i giochini integrati. Se digitate =GAME(A2:C4;”TicTacToe”) in uno spreadsheet vuoto di questi programmi gratuiti e liberi, potrete giocare a tris. Se invece digitate =GAME(“StarWars”) avrete un vero e proprio videogame (immagine qui accanto). Potete giocare una sola volta: per giocare ancora dovete uscire dal programma (non dal gioco) e riavviarlo. Se invece digitate =STARCALCTEAM() in uno spreadsheet o scrivete la parola StarWriterTeam in un documento di testo e premete il tasto F3, otterrete una foto dei primi sviluppatori di StarOffice, il programma dal quale è nato OpenOffice.org. Lascio a voi indovinare cosa succede se digitate =ANTWORT(“Das Leben, das Universum und der ganze Rest”). Anche Microsoft faceva queste cose, ma poi sono arrivati gli ordini dall’alto di rigare dritto e la prassi è praticamente scomparsa.

Per chi usa Firefox, digitare about:mozilla nella casella degli indirizzi produce una citazione dal Libro di Mozilla:

“And so at last the beast fell and the unbelievers rejoiced. But all was not lost, for from the ash rose a great bird. The bird gazed down upon the unbelievers and cast fire and thunder upon them. For the beast had been reborn with its strength renewed, and the followers of Mammon cowered in horror.
from The Book of Mozilla, 7:15″


Se usate Internet Explorer 7 (non le versioni precedenti o successive), digitando

javascript:window.name=”TheWCEE”;location.href=”res://shdoclc.dll/wcee.htm”

nella casella degli indirizzi troverete una pagina nascosta con i nomi degli sviluppatori.

Per finire, un easter egg che è una citazione dotta. Se usate Mac OS X, in particolare la sua ultima versione chiamata Leopard, avete una funzione di CoverFlow che permette di sfogliare le immagini. Se la usate per sfogliare le immagini delle icone, soffermatevi su quella di TextEdit.

Il testo che si legge nell’icona non è casuale: è quello di una celebre campagna pubblicitaria di Apple, Think Different (1997). Ecco la traduzione italiana adattata usata nello spot:

“Questo film lo dedichiamo ai folli. Agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane, a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, specie i regolamenti, e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro; potete glorificarli o denigrarli, ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli, perché riescono a cambiare le cose, perchè fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio; perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero.”

Il video dell’edizione italiana, letta da Dario Fo, e dell’originale sono su Macitynet.it. Altre chicche e allusioni nascoste sono descritte qui (solo per cultori del Mac; e se siete cultori, non perdetevi il libro di Antonio Dini, Emozione Apple, che sto finendo di leggere: una chicca dopo l’altra).

Ecco fatto: anche quest’anno il dovere e piacere pasquale (informatico) è compiuto. Adesso vado a giocare con il simulatore di volo nascosto in Google Earth. No, non vi dico come lo si attiva. Altrimenti che sorpresa sarebbe?