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Cyberlocker, mini-censimento

Morto un Megaupload se ne fa un altro

Se siete a caccia di cyberlocker, ossia di siti presso i quali collocare o scaricare file di grandi dimensioni, eccovi un elenco di micro-recensioni che aggiornerò periodicamente. I dati che cito si riferiscono all’uso per il download gratuito.

Non ho pretese di completezza: questi sono solo appunti sui siti che ho trovato e provato durante le mie peregrinazioni. Se avete suggerimenti, aggiunte o correzioni, indicatele nei commenti.

Bitshare.com – Pop-up irritanti, 60 secondi di attesa seguiti da un captcha, da un altro pop-up e poi un terzo pop-up quando si clicca sul pulsante di download.

Cramit.in – Indicazioni chiare anche per il download gratuito.

Depositfiles.com – Chiede sempre di attendere 60 secondi per il download. Propone un captcha.

Extabit.com – Nessun limite di dimensione dei file scaricabili, ma i link per lo scaricamento sono ben nascosti: il primo è scritto in piccolo verso il fondo della pagina e dice “I have no money, I want download for free”; il secondo, che compare dopo 30 secondi di attesa (che trascorrono solo se si tiene il focus sulla finestra del browser) e un captcha, è in cima alla schermata successiva e dice “Download file”.

Filefactory.com – Pop-up pubblicitari e limite “temporaneo” (dicono) di 500 MB sul singolo file da scaricare. Chiede un captcha e poi un’attesa di 60 secondi.

Fileforth.com – Limite di 150 MB per singolo file scaricabile.

Fileserve.com – Pop-up irritanti, captcha, attesa, ma nessun limite di dimensione ai download.

Hotfile.com – 30 secondi di attesa e un captcha. Limite di scaricamento di un file ogni 30 minuti.

Letitbit.net – Finestra intermedia in cirillico.

Megashares.com – Spesso dice di essere “sovraccarico” e accessibile solo a pagamento.

Netload.in – 30 secondi di attesa, seguiti da un captcha e da altri 20 secondi di attesa. Scaricabili file singoli almeno fino a 1,4 GB.

Rapidgator.net – I file grandi (per esempio 1 GB) sono scaricabili solo a pagamento.

Rapidshare.com – Nessun limite di dimensione, istruzioni chiare, niente captcha, niente pubblicità o pop-up, download molto veloce.

Shareflare.net – Visualizza alcune pubblicità che potrebbero non essere adatte ai minori o a certi luoghi di lavoro. Dice di attendere il proprio turno con un conto alla rovescia di qualche decina di secondi, ma il conto riparte e il proprio turno non arriva mai.

Shragle.com – Visualizza pubblicità decisamente non adatte agli animi sensibili (webcam erotiche e simili). A parte questo, chiede un captcha ma non ha tempi di attesa. La velocità è limitata.

Turbobit.net – Chiede un captcha e poi un’attesa di 60 secondi. Nessun limite apparente di dimensioni (non ha rifiutato lo scaricamento di file da 2,26 gigabyte) ma la velocità è molto bassa e il download tende a piantarsi.

Ul.to / Uploaded.to – Circa 15 secondi di attesa, poi viene chiesto un captcha. È permesso scaricare un solo file ogni 60 minuti e la velocità è limitata.C’è un limite di 1 GB per singolo file, ma questo viene detto dopo l’attesa e il captcha.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “umbebovo”.

Pirateria e gestori dei media, adattarsi o perire

Pirateria e gestori dei media, adattarsi o perire

Copyright, è ora di rendersi conto che i buoi sono scappati. E hanno vinto

J.K. Rowling, l’autrice della fantastilionaria saga di Harry Potter, ha avuto l’illuminazione: rifiutarsi di produrre una versione digitale legale dei suoi libri non ha impedito che i lettori se ne creassero una propria. Che scoperta.

Ieri sera sulla BBC è andata in onda una nuova, magnifica puntata di Doctor Who (Vincent and the Doctor). Neanche due ore più tardi, era già su Rapidshare, in qualità perfetta, da dove l’ho scaricata ad altissima velocità: ci ho messo meno della durata della puntata stessa. E me la sono vista insieme alla mia famiglia.

Sono impazzito e mi sto autodenunciando pubblicamente per pirateria? No. Qui al Maniero Digitale ricevo legalmente la BBC. Pago un canone a una società di telecomunicazioni (Cablecom) per poterlo fare, e il canone include anche i diritti d’autore: sto quindi scaricando un’opera che ho comunque il diritto di vedere. E la legge svizzera (articolo 19 della Legge federale sul diritto d’autore e sui diritti di protezione affini) permette il download puro delle opere vincolate da copyright (ma non la loro condivisione indiscriminata). Quindi scaricare Doctor Who da Rapidshare è legale, perché è un semplice scaricamento senza condivisione. A differenza di eMule e affini, dove chi scarica condivide.

Perché lo faccio? Perché per ragioni inconoscibili, da mesi il segnale della BBC via cavo fa schifo ed è spesso inguardabile. Quando è guardabile, è spesso compresso a livelli indecenti che riportano la televisione ai tempi delle gemelle Kessler. E comunque anche quando il segnale è pulito, registro la puntata e la digitalizzo per conservarla in un formato standard e senza DRM, così potrò riguardarmela quando voglio e sul dispositivo che voglio, e le mie figlie potranno fare altrettanto (e le loro figlie pure). Scaricandola da Rapidshare è già perfetta, pulita e in formato digitale, pronta per la visione e l’archiviazione.

In altre parole, il download “pirata” è più efficiente del servizio ufficiale. Non è questione di costi, perché tanto i diritti li pago lo stesso. Non sono uno scroccone. Sono un cliente disposto a pagare una cifra ragionevole per avere un prodotto che apprezza e che vuole sostenere economicamente. E come me ce ne sono molti.

Titolari dei diritti, rassegnatevi. Avete perso e noi abbiamo vinto. Se non offrite il download immediato, efficiente e senza inutili e costosi lucchetti digitali dei vostri prodotti, non farete altro che perdere un’occasione di fare soldi. Perché se vendete un download legale, liberamente fruibile senza acrobazie e senza vincoli a uno specifico dispositivo di lettura, ci saranno tante persone che lo compreranno perché hanno capito che produrre un fumetto, un libro, un film o un telefilm costa tempo e denaro e che gli autori non vivono d’aria. Persone che capiscono che se vogliono nuove puntate del programma che amano, devono mettere una piccola mano al portafogli. Certo, ci saranno anche gli scrocconi: ma ci sono già adesso. Fatevene una ragione.

Se non vendete un’edizione digitale scaricabile, non illudetevi che questo metta freno alla pirateria e che possiate abolire la distribuzione alternativa a colpi di leggine: non fa altro che inimicarvi i potenziali clienti e non è altro che un’occasione di vendita perduta.

Lasciamo perdere i massimi sistemi e la filosofia del diritto d’autore e guardiamo in faccia la realtà: la tecnologia ha ormai messo in mano a chiunque i dispositivi che permettono la duplicazione di qualunque vostra opera, e indietro non si torna, salvo che vogliate mettere una guardia a sorvegliare ogni fotocopiatrice e introdurre il permesso di stato per i masterizzatori. Parliamo di una cosa che capite. Soldi. Che state perdendo. Volete continuare a farlo? Continuate così.

Estensioni per Firefox: come usarle, quali usare

Potenziate il vostro Firefox con le estensioni

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “giampiero.rei****” e “ziobusy.pn”.

Firefox è un gran bel browser, ma ha molte potenzialità poco sfruttate. Una di queste potenzialità è data dall’uso delle estensioni: veri e propri moduli aggiuntivi che si scaricano e si installano all’interno di Firefox e permettono di fare varie magie.

Per esempio, volete visualizzare sotto forma di icone tutte le pagine Web che avete aperto nelle varie schede di Firefox, come fa Internet Explorer 7? Nessun problema: scaricate e installate Firefox Showcase. Cliccando sul menu Visualizza e poi su Showcase otterrete l’effetto desiderato.

Installare un’estensione è molto semplice: la scaricate cliccando sul suo link presso siti come Addons.mozilla.org o (se preferite l’italiano) Extenzilla.org. Se compare un avviso che dice che Firefox ha impedito al sito di richiedere l’installazione (cosa giusta, perché è una protezione di sicurezza), cliccate su Modifica opzioni e poi su Permetti. Fatto questo, la richiesta non comparirà più per quel sito.

Cliccate sul link di nuovo, se necessario. Compare una finestra che chiede se volete accettare l’installazione: leggete bene le avvertenze e, se è tutto a posto, cliccate su Installa adesso (mi raccomando, fatelo soltanto con i siti fidati!) e riavviate Firefox. Tutto qui. Queste istruzioni valgono per Firefox 2.0 a prescindere dal sistema operativo. Ed è questo il bello delle estensioni: con pochissime eccezioni sono universali e funzionano sia sotto Windows, sia sotto Mac, sia sotto Linux.

Ho raccolto qui alcune delle estensioni più interessanti che ho trovato in Rete, giusto per stuzzicarvi l’appetito:

  • Se usate Firefox su più di un computer, vi sarete accorti che vi trovate spesso senza i vostri link preferiti: sono sistematicamente nell’altro computer quando vi servono. Provate allora Google Browser Sync, che sincronizza i bookmark (i “preferiti”), le sessioni, i cookie persistenti, le password e la cronologia in modo configurabile: l’unico requisito è avere un account su Google.
  • Se siete navigatori incalliti e volete comandare completamente Firefox usando i gesti del mouse, c’è All-in-One Gestures: una volta installata, quest’estensione permette per esempio di tornare a una pagina precedente tenendo premuto il tasto destro e spostando il mouse lievemente a sinistra.
  • Per le pagine pestifere che funzionano soltanto con Internet Explorer, usate IE Tab, che colloca nella riga di stato un’iconcina che attiva il motore di rendering di Internet Explorer al posto di quello di Firefox. Questa è una delle poche estensioni che funziona soltanto sotto Windows, per l’ovvia ragione che Internet Explorer è disponibile ormai soltanto per questo sistema operativo.
  • Vi infastidisce la finestra che Firefox apre tutte le volte che scaricate qualche file? Installate l’estensione Download Statusbar, che elimina la finestra e la sostituisce con una riga di stato discreta e informativa sul bordo inferiore della finestra di Firefox.
  • Se poi volete bloccare le pubblicità, che ultimamente sono diventate multimediali e quindi più pesanti da scaricare, non posso che consigliarvi il mitico Adblock Plus, e se avete la “Sindrome da Safari” (il browser Mac che visualizza direttamente i documenti PDF), installate PDF Download, in italiano: Acrobat Reader deve però essere già installato.

Marillion: nuovo album scaricabile gratis e legalmente

Nuove formule commerciali per campare vendendo musica online

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I Marillion, quelli che molti di noi matusa ricordano per la canzone Kayleigh, hanno annunciato che il loro nuovo album Happiness is the Road sarà scaricabile gratuitamente, ma non dal loro sito, bensì tramite i circuiti peer-to-peer, quelli che tante campagne (dis)informative hanno cercato di dipingere come il Male Assoluto per l’industria del disco.

Durante la prima esecuzione dei brani comparirà sullo schermo del computer un pop-up, dice la BBC, che inviterà i fan a fornire alla band il proprio indirizzo di e-mail in modo da poterli contattare offrendo biglietti per i concerti e altri oggetti riguardanti la band. Una sorta di spam autorizzato in cambio di musica.

Le formule alternative per vendere musica si sprecano: ricorderete i Radiohead con l’album a offerta libera o Prince con il CD regalato insieme a un giornale. Sembrano funzionare, perché generano pubblicità per la band e non inimicano i fan come fanno i vari lucchetti digitali finora tentati dalle case discografiche.

Ma soprattutto funzionano perché nonostante molti scrocchino, alle band arrivano più soldi di quelli che arriverebbero dalla tradizionale vendita di CD. Mark Kelly, il tastierista dei Marillion, ha notato che molti hanno descritto come un fallimento l’esperimento dei Radiohead, perché hanno ricavato in media due sterline (2,5 euro, 4 franchi circa) da ogni download, ma dimenticano che se il disco fosse stato venduto tramite i canali abituali, ai Radiohead non sarebbero arrivate quelle due sterline al pezzo.