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Anche la Rai inciampa nella fine di Flash

Anche la Rai inciampa nella fine di Flash

Per ascoltare le pronunzie è necessario attivare il player flash che può essere scaricato gratuitamente cliccando qui. Lo so, è una cosa piccola, ma è comunque ridicolo che dopo quattro anni di preavviso della fine del supporto a Flash la Rai non abbia ancora sistemato il proprio sito. Il suo dizionario dipende ancora da Flash per l’audio delle parole. Ringrazio @RRicardi69 per la segnalazione.

 

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Nonostante quattro anni di preavviso, siti istituzionali bloccati dalla disattivazione di Adobe Flash: il Portale ECM della Regione Lombardia

Nonostante quattro anni di preavviso, siti istituzionali bloccati dalla disattivazione di Adobe Flash: il Portale ECM della Regione Lombardia

La disattivazione di Flash, annunciata quattro anni fa, ha comunque
colto impreparati molti siti. Un esempio:
www.ecm.regione.lombardia.it, che è il portale della Regione Lombardia che serve per accedere
all’educazione continua in medicina (ECM) e ai suoi accreditamenti, ora e da
vari giorni mostra questo:

 

@The_Beyond_One, che mi ha inviato la
segnalazione, dice che l’accesso è bloccato dal 12 gennaio. Siamo al 23 ed è ancora
così.

Complimenti vivissimi a tutti i responsabili del sito.

Fonte aggiuntiva:
Giornalettismo.

 

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Adobe Flash termina il supporto, blocca una rete ferroviaria cinese. Problema risolto in modo creativo

Adobe Flash termina il supporto, blocca una rete ferroviaria cinese. Problema risolto in modo creativo

Dimenticarsi di aggiornare il software e dipendere da software obsoleto, che sarà mai? Se funzionava ieri, funzionerà anche oggi, no?

Si sono accorti che non è così i tecnici e soprattutto gli utenti della rete ferroviaria della città di Dalian, nella Cina settentrionale, che conta quasi sette milioni di abitanti. Secondo quanto riferito da AppleDaily.com (nessuna relazione con la società di Cupertino) e altre fonti, martedì scorso (12 gennaio 2021) gran parte del sistema di treni si è bloccata per una ventina di ore perché il software di programmazione aveva smesso di funzionare.

Il software in questione era Adobe Flash, il cui ritiro è stato annunciato infinite volte fin dal 2017, avvisando che Flash non avrebbe continuato a funzionare ma che si sarebbe proprio fermato. Gli annunci, a quanto pare, non sono stati ascoltati dai tecnici e dai gestori della rete ferroviaria, e quando il supporto a Flash è terminato, il sistema di programmazione dei treni di Dalian si è fermato.

La soluzione trovata dai tecnici è stata piuttosto creativa: dopo aver tentato di ripristinare Flash da un backup, che poi si è puntualmente bloccato quando ha tentato di aggiornarsi, è stata installata una vecchia versione piratata. Qui i resoconti informali divergono da quelli ufficiali, che minimizzano i disagi. Ma in generale Flash è ancora molto diffuso nei computer in Cina, anche a livello governativo, per cui è prevedibile qualche altro malfunzionamento significativo nei prossimi giorni.

E voi come siete messi? La vostra azienda ha smesso di dipendere da Flash, o c’è ancora qualche vecchia applicazione gestionale che lo usa e ha improvvisamente cessato di funzionare?

 

SwissCovid disponibile anche per iPhone vecchi, dal 5S in su; l’andamento delle installazioni

SwissCovid disponibile anche per iPhone vecchi, dal 5S in su; l’andamento delle installazioni

Piccolo aggiornamento per chi lamentava che l’app di tracciamento di prossimità SwissCovid funziona soltanto sugli smartphone recenti: da fine dicembre, con la versione 1.3, l’app funziona anche sugli iPhone dal 5S in su, a patto che siano stati aggiornati ad iOS 12.5.

Sono quindi coperti anche gli iPhone usciti dal 2013 in poi: otto anni, per uno smartphone, sono un’eternità.

Intanto le installazioni attive giornalmente sono arrivate stabilmente appena sotto i due milioni, secondo i dati pubblicati su Admin.ch. C’è uno strano picco di installazioni attive rilevate il 14 gennaio: ben 400.000 in più della media. Se qualcuno ha spiegazioni o ipotesi su cosa sia successo di così particolare quel giorno da giustificare un picco del genere, i commenti sono a sua disposizione.

Perché Samsung toglie la radio FM dai propri telefonini? C’entra una legge italiana

Perché Samsung toglie la radio FM dai propri telefonini? C’entra una legge italiana

Ultimo aggiornamento: 2021/01/04 12:30.

Numerosi lettori mi stanno segnalando che l’aggiornamento software dei loro telefonini Samsung parla di “nuove funzioni” ma in realtà ne toglie una intanto che aggiunge quelle nuove. Disabilita la radio FM.

La schermata dice “Ti informiamo che scegliendo di installare il presente aggiornamento, rimuoverai la funzione Radio FM dal tuo smartphone. Il presente aggiornamento viene rilasciato in ragione dell’entrata in vigore della legge n. 205/2017.”

Le ulteriori informazioni fornite rimandano a questa pagina del sito Samsung (copia permanente), che si riferisce al Samsung Galaxy A50, parla della Build A505FNXXU5BTL3 di Android 10 rilasciata il 9 dicembre 2020 e dice “Please be informed that if you decide to install this software update, you will remove the Radio FM feature from your smartphone. This software update is released in consideration of the Italian Law n. 205/2017.”

Il fenomeno, insomma, è legato a un provvedimento italiano. Questa legge 205/2017, a quanto risulta dai forum Samsung, obbliga i fabbricanti (di qualunque marca) a disabilitare il ricevitore FM integrato nei suoi dispositivi venduti in Italia. Le ragioni piuttosto bizzarre sono spiegate (per così dire) qui su Qds.it: si tratterebbe dell’articolo 1, comma 1044 di questa legge, che recità così:

Al fine di favorire l’innovazione tecnologica, a decorrere dal 1º giugno 2019 gli apparecchi atti alla ricezione della radiodiffusione sonora venduti dalle aziende produttrici ai distributori di apparecchiature elettroniche al dettaglio sul territorio nazionale integrano almeno un’interfaccia che consenta all’utente di ricevere i servizi della radio digitale. Per le medesime finalità, a decorrere dal 1º gennaio 2020 gli apparecchi atti alla ricezione della radiodiffusione sonora venduti ai consumatori nel territorio nazionale integrano almeno un’interfaccia che consenta all’utente di ricevere i servizi della radio digitale.

Se vi state chiedendo perché un comma che aggiunge la funzione di radio digitale finisca in pratica per disabilitare la funzione di radio FM, non siete i soli. Se qualcuno sa spiegare bene questa cosa, i commenti sono a sua disposizione. 

La spiegazione prevalente, per ora, è che la legge italiana obblighi chiunque produca un ricevitore radio (o un dispositivo che includa un ricevitore radio) a dotarlo della possibilità di ricevere le radio digitali (DAB). Siccome questa dotazione costerebbe troppo, i produttori preferiscono modificare gli smartphone in modo che non includano più la funzione di ricevitore radio e apportano questa modifica tramite un aggiornamento del software.

Il 18 dicembre Wired.it ha pubblicato un articolo sulla questione: 

“Dal prossimo 1° gennaio 2021, tutti gli smartphone dotati di radio Fm che sono stati venduti finora in Italia dovranno spegnere il servizio per rispettare l’entrata ufficiale in vigore della legge n. 205/2017 e la successiva integrazione del decreto Sblocca Cantieri […] Tutti gli altri smartphone con radio fm integrata non rispetteranno le richieste e dovranno dunque spegnere il servizio rispettando la scadenza del 1 gennaio 2021.” 

Questo conferma la tesi che la legge italiana vieta gli smartphone che abbiano soltanto la radio FM e non includano anche la radio DAB+. Un classico esempio di legge che vorrebbe promuovere l’innovazione ma finisce per menomare gli apparecchi esistenti togliendo loro una funzione.

Per ascoltare le radio tramite lo smartphone occorrerà quindi usare app apposite che si collegano a Internet, consumando traffico dati, invece di captare il segnale radio FM gratuitamente.

La situazione svizzera prevede il passaggio dalla trasmissione analogica (FM) a quella digitale (DAB+) nel 2022-23, secondo l’Ufficio Federale delle Comunicazioni (UFCOM) citato da Tio.ch.

Falla spettacolare negli iPhone. Niente panico, già risolta con un aggiornamento

Falla spettacolare negli iPhone. Niente panico, già risolta con un aggiornamento

Che gioia. Era possibile prendere il controllo di qualunque iPhone a distanza, accedendo anche a telecamere e microfono e rubando mail, foto e messaggi. Ma niente panico: la falla è già stata risolta tempo fa, con l’aggiornamento alla versione 13.5 di iOS (ora siamo alla 14.2). Se non l’avete già installato, fatelo.

La scoperta della falla è merito di un singolo ricercatore, Ian Beer di Project Zero, che ha passato (parole sue) “sei mesi del 2020 bloccato in un angolo della mia camera da letto, circondato da miei adorabili bambini urlanti… non [per trovare] un incantesimo per convincerli a dormire […] ma un exploit wormable di radioprossimità che mi consentisse di prendere il controllo completo di qualunque iPhone nelle mie vicinanze.” Ognuno ha le proprie priorità.

Se non avete idea di cosa sia un “exploit wormable di radioprossimità”, traduco: una falla di sicurezza sfruttabile, capace di propagarsi da un dispositivo all’altro, che richiede solo che il dispositivo attaccato sia abbastanza vicino da essere raggiunto da un segnale radio e non richiede che la vittima faccia qualcosa.

Ian Beer racconta la sua avventura in un post dettagliatissimo, al limite dell’Odissea interiore, ma in sintesi: i dispositivi Apple possono scambiarsi file (per esempio foto) e condividere schermate tramite Wi-Fi (Apple chiama questa funziona Wireless Direct Link). Beer ha scoperto un difetto nel funzionamento di questo sistema e lo ha sfruttato, usando il proprio ingegno e dei componenti elettronici facilmente reperibili a basso costo (Raspberry Pi e degli adattatori Wi-Fi).

In questo modo ha avuto anche il potere straordinario di bloccare, spegnere e riavviare qualunque iPhone a distanza, usando solo apparecchi portatili, come mostra in questo video:

Per fortuna Beer è uno dei buoni: ha segnalato il problema ad Apple, che l’ha corretto prima che lo scoprissero i malintenzionati.

 

Fonti: BBC, Sophos.

iOS 14 da aggiornare per rimediare a problemi di messaggi fantasma e lentezza

iOS 14 da aggiornare per rimediare a problemi di messaggi fantasma e lentezza

Se avete comprato un iPhone 12 e avete problemi di lentezza o di messaggi che svaniscono nel nulla, Apple ha pubblicato un aggiornamento che dovrebbe risolverli. 

L’aggiornamento alla versione 14.2.1, dice Apple, serve per rimediare agli MMS che non vengono ricevuti, agli accessori audio che hanno problemi e alle schermate di blocco che non rispondono ai comandi sull’iPhone mini. Questo aggiornamento è riservato agli iPhone 12 (anche le versioni mini, Pro e Pro Max), spiega BGR.

Ci sono problemi anche con la qualità e stabilità degli schermi, che risultano avere tinte verdi e sfarfallii, come notato da MacRumors. Altri link alle segnalazioni di problemi sono su Gizmodo.

Aggiornate il vostro iOS per turare falle già usate per attacchi

Aggiornate il vostro iOS per turare falle già usate per attacchi

Se avete dispositivi iOS, è di nuovo ora di aggiornarli, e senza perdere tempo, perché Google ha scoperto tre falle di sicurezza che vengono già utilizzate attivamente per compiere attacchi informatici. 

I dispositivi Apple colpiti sono gli iPhone dal 6s in poi, gli iPod touch di settima generazione, gli iPad Air 2 e successivi e gli iPad mini 4 e successivi, scrive Ars Technica. I dettagli delle falle sono descritti da Apple qui.

Apple ha già corretto queste falle e altre vulnerabilità rilasciando iOS 14.2, e ci sono aggiornamenti correttivi anche per gli utenti di computer Apple, che portano macOS alla versione 10.15.7.

Installate questi aggiornamenti appena possibile. Fra l’altro, includono parecchi miglioramenti e nuove funzioni, oltre a 100 nuove emoji. Che purtroppo sono probabilmente quello che motiverà maggiormente tanti utenti.

Prepariamoci a dire addio ad Adobe Flash

Prepariamoci a dire addio ad Adobe Flash

Adobe Flash Player, uno dei più diffusi software per mostrare animazioni nei siti Web, ha cominciato a diffondere avvisi di congedo imminente, annunciando che il supporto terminerà il 31 dicembre di quest’anno e addirittura invitando gli utenti a disinstallarlo, come nella schermata qui accanto, comparsa su uno dei miei Mac durante un aggiornamento.

Non è un fulmine a ciel sereno: la pagina informativa di Adobe spiega che la decisione di fare l’EOL (end of life) di Adobe Flash Player fu annunciata a luglio 2017. Chi ha creato siti che dipendono da contenuti fatti in formato Flash (i celeberrimi skip intro che imperversavano alcuni anni fa) ha avuto tempo in abbondanza per aggiornarli a standard più recenti e universali.

Il problema principale è di tipo storico. Le versioni archiviate dei siti, custodite come memoria storica in siti come Archive.org, cesseranno di essere leggibili se il computer che le legge non ha installato Flash Player o un suo equivalente. Allo stesso tempo, tenere Flash Player installato è un rischio di sicurezza, come raccontato in tante occasioni in questo blog, e la cosa peggiorerà dopo il 31 dicembre, quando non ci saranno più aggiornamenti correttivi di eventuali nuove falle scoperte.

 

Si poteva rubare un account Instagram mandando semplicemente un’immagine

Si poteva rubare un account Instagram mandando semplicemente un’immagine

Se usate Instagram, aggiornate la vostra app, altrimenti può bastare una semplice immagine per rubarvi l’account.

Lo segnalano i ricercatori di sicurezza informatica di Check Point Research, che hanno scoperto una falla in un componente open source usato da Instagram (Mozjpeg) per visualizzare le immagini JPEG. La falla consentiva a un aggressore di prendere il controllo dell’account di una vittima semplicemente mandandole un’immagine appositamente confezionata, usando mail, WhatsApp o altri sistemi di messaggistica. 

Quando la vittima avviava Instagram sul proprio smartphone, l’immagine veniva caricata automaticamente, causando un integer overflow che portava a un heap buffer overflow che a sua volta consentiva di eseguire istruzioni sullo smartphone: leggere i messaggi privati, cancellare o pubblicare post, e persino trasformare lo smartphone in uno strumento di sorveglianza accedendo ai dati GPS e alla fotocamera.

Check Point ha aspettato sei mesi prima di pubblicare la propria scoperta: nel frattempo ha informato Facebook, proprietaria di Instagram, che ha corretto la falla. Facebook dichiara che il problema riguarda le versioni di Instagram vecchie: dalla 128.0.0.26.128 in poi non c’è più.

Per sapere quale versione di Instagram avete installato:

  • Su Android, andate in Impostazioni – Applicazioni, toccate Instagram e scorrete verso il basso: vedrete l’indicazione della versione.
  • Su iOS/iPadOS, andate in Impostazioni – Generali – Spazio, toccate Instagram e comparirà l’indicazione della versione.

 

Fonti aggiuntive: Forbes, Apple Insider, Android Central.