Siamo abituati a pensare che lo spazio sia un ambiente totalmente silenzioso,
perché nel vuoto i suoni non si propagano. Il film Alien (un classico del 1979) divenne
famoso per il suo slogan “nello spazio nessuno può sentirti urlare”. Le
immagini delle sonde spaziali o degli astronauti sulla Luna sono sempre
silenziose o al massimo sono accompagnate dalle loro comunicazioni via radio. Ma
non è sempre così.
Il suono non si propaga nello spazio, ma su Marte, per esempio, sì. Il
pianeta, infatti, è dotato di un’atmosfera. È molto tenue, rispetto a quella
terrestre, ma c’è, e quindi i suoni si possono sentire. A patto, però, che ci sia
qualcuno o qualcosa a produrli e ad ascoltarli.
Su YouTube è stato pubblicato un video che presenta suoni di Marte, e non si tratta di
uno scherzo: sono realmente suoni captati sul pianeta rosso.
Il video è opera del Jet Propulsion Laboratory della NASA e presenta i suoni
captati su Marte dai due microfoni montati per questo scopo sul veicolo robotico
Perseverance, che sta esplorando il pianeta da più di un anno (è
arrivata su Marte a febbraio del 2021).
Nel video si sentono degli sbuffi,
prodotti dal getto gassoso usato per soffiare via la polvere prodotta dagli
strumenti che analizzano le rocce marziane: i crepitii del laser usato per
vaporizzare le rocce allo scopo di conoscerne la composizione chimica; il
fruscìo del vento marziano; e anche il rumore del piccolo drone
Ingenuity, il primo veicolo a elica usato su un altro mondo.
L’idea di montare dei microfoni su una sonda spaziale può sembrare frivola, e inizialmente fu bocciata dalla NASA, diventando realtà soltanto grazie a una colletta di 100.000 dollari realizzata via Internet dall’associazione di divulgazione scientifica Planetary Society. In realtà ascoltare i suoni di un altro pianeta ha permesso ai ricercatori di scoprire alcune
strane caratteristiche dell’atmosfera di Marte.
Per esempio, su Marte il suono si propaga più
lentamente che sulla Terra e a velocità differenti a seconda della frequenza.
I suoni di bassa frequenza viaggiano sul pianeta rosso a circa 240 metri al secondo, mentre quelli più acuti si propagano
più rapidamente, a circa 250 metri al secondo. Un concerto su Marte
produrrebbe insomma effetti molto strani: le note alte arriverebbero agli ascoltatori
prima di quelle basse.
I suoni marziani in generale sono inoltre più lenti che sulla Terra, dove viaggiano normalmente a circa 343 metri al secondo.
Questi sono effetti della composizione chimica dell’atmosfera marziana, che oltre a essere molto sottile e
molto fredda è composta principalmente da anidride carbonica. Gli scienziati avevano previsto questi fenomeni, ma sentirli confermare direttamente da una registrazione
audio è una bella soddisfazione.
Un altro effetto insolito dell‘atmosfera marziana è che i suoni non vanno
molto lontano, e quelli acuti si propagano meno di quelli bassi. Sulla Terra
un suono normalmente si smorza fortemente dopo una sessantina di metri, mentre
su Marte i suoni acuti si perdono completamente già a otto metri di distanza,
scrive
il JPL. Lo si nota nel rumore del drone Ingenuity nel video, i cui piccoli rotori girano velocissimi,
a 2500 giri al minuto, ma nell’atmosfera marziana producono un suono molto cupo. Il risultato è che se
una persona potesse stare senza protezioni su Marte, sentirebbe quasi sempre
un silenzio totale, punteggiato solo occasionalmente da rumori sordi.
Marte è davvero un mondo alieno, insomma, nel quale per farsi sentire non conviene strillare ma è invece necessario usare toni molto bassi e stare vicini. Ed è affascinante che si possano udire questi suoni alieni che arrivano da decine di milioni di chilometri di distanza, e ci si possa fare un’idea di cosa sentiremmo se fossimo lì di persona, su Marte, grazie a una colletta fatta su Internet.
