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Mi è arrivato il certificato Covid digitale, ossia il “green pass” svizzero: come funziona

Ultimo aggiornamento: 2021/06/25 15:25.

La fissa dei giornalisti per i termini inglesi ha creato l’errore del
“green pass”, che è il nome
sbagliato
di quello che in realtà si chiama certificato Covid digitale europeo,
il documento concepito per consentire di varcare le frontiere interne europee
in modo agevolato. Il green pass, invece, è il permesso
israeliano di accesso ad attività commerciali e uffici per i vaccinati; la
possibilità di attraversare frontiere nazionali non c’entra nulla.

Questo certificato europeo consentirà di attestare l’avvenuta vaccinazione, la
guarigione o il risultato negativo di un test a partire dall’1 luglio
a livello europeo. Il certificato equivalente svizzero, compatibile con quello
europeo, è già pronto e in Canton Ticino è stato
distribuito
in forma elettronica a tutti i vaccinati con un SMS ieri (circa un migliaio di
persone hanno ricevuto l’SMS il giorno precedente come prova generale).
Stamattina circa la metà dei certificati era già stata scaricata, secondo il
sito ufficiale del Canton Ticino.

Chi volesse richiedere questo certificato trova tutte le informazioni del caso
presso www.ti.ch/certificato.

A me l’SMS è arrivato alle 19.29. Il messaggio conteneva un link
personalizzato: l’ho seguito e sono arrivato a questa pagina di registrazione.

Qui ho immesso il mio indirizzo di mail, ho spuntato la casella
Desidero ottenere un certificato COVID e letto l’informativa sulla privacy
linkata nella pagina.

Pochi secondi dopo ho ricevuto questa risposta, che è una
pagina standard pubblica:

Qualche altro secondo più tardi mi è arrivata una mail contenente un link
personalizzato per scaricare il certificato:

Cliccando sul link mi è stato chiesto di immettere il mio numero di cellulare
e poi di immettere il codice a sei cifre che ho ricevuto via SMS sul
telefonino. A quel punto è comparso un pulsante Scarica.

Il certificato è arrivato sotto forma di PDF in formato A4 con questo aspetto:

Contiene i dati essenziali in italiano e in inglese: la malattia per la quale
sono stato vaccinato; il numero di dosi; il tipo, prodotto e fabbricante del
vaccino (Comirnaty
è il marchio registrato del vaccino Pfizer/BioNTech); la data e il paese di
vaccinazione; il mio nome, cognome e data di nascita; e un URN (Uniform Resource Name) abbinato a un codice QR. Le specifiche tecniche dell’URN sono
pubblicate qui.

Questo certificato, autenticato dall’Ufficio federale della sanità pubblica
(grazie alla firma digitale generata usando i miei dati) mi darà accesso a
grandi eventi e manifestazioni in Svizzera (nei
casi previsti) e dovrebbe facilitare l’attraversamento delle frontiere, perché basterà una
scansione del codice QR e un controllo di un documento d’identità per
documentare che sono vaccinato.

Il foglio A4 non è molto pratico da portare in giro, per cui ho provato subito
l’app apposita che fa da “portadocumenti”, ossia Covid Certificate (Android;
iOS). Ne avevo parlato in anteprima
qualche giorno fa

Ho lanciato l’app, ho letto le brevi informazioni di presentazione e poi ho
cliccato su Aggiungere. L’app mi ha chiesto (ovviamente) il permesso di
accedere alla fotocamera, che ho accettato solo per questa volta, e ho fatto
la scansione del codice QR dal PDF stampato (si può fare anche partendo dal
PDF visualizzato su uno schermo).

Qualche foto (l’app saggiamente non consente screenshot, per cui
accontentatevi di queste immagini fatte di corsa):

L’app Covid Certificate all’avvio, dopo le schermate di introduzione.
Scansione in corso (ho sfuocato io il codice QR).
Scansione acquisita.
La versione digitale pronta per essere esibita ai controlli (ho sfuocato io il
codice QR). Notate che espone solo nome, cognome e data di nascita: non indica
se sono vaccinato o guarito o negativo a un test e non dice il nome del
vaccino o le date di vaccinazione, per cui queste informazioni non sono disponibili ai verificatori.

Sono insomma a posto: ho il certificato su PDF, su carta e nell’app (che, fra
l’altro, consente di archiviare più di un certificato, come ho verificato con
quello della Dama del Maniero). Mi resta solo da levarmi una curiosità: come
funziona la verifica?

La verifica usa l’apposita app Covid Check (Android;
iOS), che è liberamente installabile da chiunque. Ho provato a scansionare il
mio certificato Covid stampato, e l’app mi ha mostrato soltanto queste
informazioni: validità, nome, cognome e data di nascita. Idem quello della
Dama. Questo vuol dire che i verificatori non sanno se la persona che
verificano è vaccinata o ha fatto il Covid o ha fatto un tampone negativo.

Dai commenti qui sotto risulta che l’app verifica soltanto i codici QR
rilasciati dall’autorità sanitaria svizzera: quelli di altri paesi vengono
letti ma non verificati.

Un dettaglio interessante: l’app di verifica funziona anche senza connessione
a Internet. Sembra quindi che il controllo avvenga completamente in locale,
senza mandare dati ad alcun server centrale, tutelando quindi fortemente la
riservatezza (l’informativa sulla privacy dell’app di verifica è
qui). 

Mi restano solo due dubbi:

  • Il primo è che non ho capito come funziona la revocabilità: visto che per
    poter sapere se un certificato è stato revocato presumo che debba scaricare
    periodicamente (da dove? Quando?) dei dati per sapere quali certificati sono
    stati revocati. Secondo l’informativa di privacy
    di Covid Check,
    “Le applicazioni per la conservazione dei certificati COVID-19
    necessitano dell’elenco dei certificati di firma per verificare la
    validità dei certificati memorizzati nell’app. Le applicazioni per la
    verifica dei certificati COVID-19 necessitano dell’elenco dei certificati
    di firma per verificare la validità dei certificati scansionati. Il
    sistema d’informazione elabora solo i certificati di firma, quindi
    non tratta dati personali
    L’UFIT gestisce un sistema d’informazione che permette di comparare i
    certificati con quelli revocati e che a tal fine contiene l’identificativo
    univoco dei certificati revocati. L’elenco degli identificativi dei
    certificati revocati è messo a disposizione delle applicazioni per la
    verifica e la conservazione dei certificati COVID-19. Questo elenco
    consente alle applicazioni per la conservazione dei certificati COVID-19
    di verificare la validità e lo stato di revoca dei certificati COVID-19
    archiviati nell’app. L’elenco consente alle applicazioni per la verifica
    dei certificati COVID-19 di verificare la validità e lo stato di revoca
    dei certificati scansionati con l’app. Dall’identificativo del certificato
    non è possibile risalire alle persone, quindi
    nessun dato personale è trattato in questo sistema.”
  • Il secondo è
    questa segnalazione di Tio.ch
    secondo la quale l’“applicazione di verifica utilizzata da terzi può in teoria essere
    programmata non solo per controllare la validità o meno di un certificato,
    ma anche per leggere i dati relativi alla salute dell’utente”
    , tanto che l’Incaricato federale della protezione dei dati e della
    trasparenza (IFPDT) ha proposto una versione “light”del certificato che non
    conterrebbe dati sanitari ma sarebbe validata comunque dalla firma
    digitale.

In attesa di risolvere quest’ultimo dubbio, ora non mi resta che trovare un
grande evento al quale partecipare (ma pare che non ci saranno restrizioni ridotte per chi ha il certificato Covid) oppure tentare l’attraversamento della
frontiera (possibilmente dopo il primo luglio, quando in teoria le app di verifica dei certificati Covid saranno interoperabili).

—-

2021/06/25 15:25. AgendaDigitale ha pubblicato un interessante confronto tecnico e giuridico fra il certificato Covid svizzero e quello italiano/UE. In sintesi: quello italiano offre maggiori tutele.

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