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Disperati che fanno “centinaia di migliaia di chilometri” nel retro dei camion. Il giornalismo del copiaincolla a neuroni spenti

La notizia è triste, ma il modo in cui viene gestita dal giornalismo è quasi
altrettanto triste. O meglio, patetico.

Carlotta Rocci, su
Repubblica, scrive (copia permanente):

Il più piccolo ha 12 anni, il più grande 17, alcuni di loro sono fratelli.
Hanno viaggiato centinaia di migliaia di chilometri nascosti nel retro
dei camion. La polizia stradale di Torino li ha trovati martedì, nell’area
servizio di Stura Nord. Erano in 7, tutti afghani. 

Floriana Rullo, sul
Corriere, scrive (copia permanente):

Il più piccolo di loro ha 12 anni, il più grande 17. Sono due coppie di
fratelli, così come anche gli altri tre. Hanno viaggiato
centinaia di migliaia di chilometri nascosti nel retro dei camion che
doveva scaricare merce alla Pirelli di Torino. 

Notate delle somiglianze? Eppure sono due articoli firmati, su due
testate differenti, che contengono lo stesso ridicolo errore delle
“centinaia di migliaia di chilometri”. Evidentemente chi ha scritto
l’articolo non ha ben chiare le dimensioni del pianeta sul quale vive. La
circonferenza terrestre è 40.000 chilometri. Andare dall’Afghanistan a Torino
facendo centinaia di migliaia di chilometri, oltretutto in sei mesi, come
spiega uno degli articoli, richiederebbe un percorso leggermente tortuoso.

Ma la cosa più importante è che questo errore rivela che due articoli firmati
da due giornaliste differenti hanno chiaramente copiato dalla stessa fonte e
l’hanno fatto a neuroni spenti.

Allego gli screenshot per i comprensibilmente increduli:

La cosa curiosa è che cercando quello stesso errore in Google compaiono molte
altre fonti che lo commettono:

Come se tutti avessero attinto alla stessa fonte, senza citarla e soprattutto
senza nemmeno rileggerla. Un altro esempio di giornalismo copiaincolla, dove
tutti prendono lo stesso testo standard da qualche parte e lo ripubblicano
senza pensare a cosa stanno pubblicando, come
qui,
qui
e
qui.

Non so se è questo che si intendeva con il pluralismo dell’informazione.

Ho chiesto spiegazioni alle dirette interessate. Finora nessuna risposta.

 

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