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Il Corriere fa disinformazione pericolosa: invita a guardare il Sole col binocolo. Di nuovo

Il Corriere fa disinformazione pericolosa: invita a guardare il Sole col binocolo. Di nuovo

Niente da fare: il Corriere proprio non impara dagli sbagli. Anche
stavolta ha pubblicato un
articolo
(dietro paywall) sull’eclissi solare parziale del prossimo 25 ottobre,
invitando a usare un binocolo per guardare il Sole. Non fatelo:
guardare il Sole con qualunque lente (telescopio o binocolo) può causare
danni permanenti alla vista.

“Pronti a puntare binocoli e smartphone al cielo?” scrive Chiara
Barison sul Corriere (copia permanente).

Lo
stesso consiglio irresponsabile
era già comparso sul Corriere nel 2019 a proposito del transito di
Mercurio davanti al Sole.

Queste sono le conseguenze sull’occhio di un’osservazione del Sole attraverso
delle lenti. NON FATELO.

Ringrazio Claudio M. per la segnalazione.

2022/10/22 17:45. Il Corriere ha modificato la frase togliendo il riferimento al binocolo.

Carlo Lucarelli e Alessandro Baricco “firmano” due recensioni identiche. Dello stesso libro. Su due giornali differenti. Allora, chi ha copiato? Nessuno

Carlo Lucarelli e Alessandro Baricco “firmano” due recensioni identiche. Dello stesso libro. Su due giornali differenti. Allora, chi ha copiato? Nessuno

Ultimo aggiornamento: 2021/02/07 13:30.

Quando un lettore paga il Corriere della sera per leggere un articolo
firmato da Carlo Lucarelli, si aspetta che l’articolo sia scritto da Carlo
Lucarelli. Immagino che anche i lettori di Repubblica si aspettino che
se un articolo porta la firma di Alessandro Baricco sia scritto appunto da
Alessandro Baricco. Ma sembra che anche queste ormai siano pretese eccessive:
il giornalismo italiano sa raggiungere vette sempre nuove di cialtroneria e di
presa in giro dei suoi lettori.

Questo è Carlo Lucarelli sul Corriere della sera di sabato 6 febbraio
2021. O almeno così sarebbe portato a credere il lettore, vista la firma:

E questo è, sempre stando a quello che si legge, Alessandro Baricco su
Repubblica il 26 gennaio 2021 (link alla fonte, successivamente modificata;
copia permanente su Archive.org):

Screenshot della versione originale, tratto da Archive.org:

La straordinaria coincidenza è stata scoperta da @magellano83 e
segnalata in questo suo tweet:

Come spiega
Giornalettismo, le due recensioni sono identiche, ma non si tratta di plagio da parte di
Lucarelli o Baricco
: Repubblica ha pubblicato, al posto della sintesi
dell’intervento video di Baricco, un testo di Lucarelli inviato da Einaudi.

Lucarelli ha spiegato pubblicamente la situazione: “Ragazzi, non so che dirvi. Ho scritto la mia recensione molto tempo fa,
non conoscevo quella di Baricco e sono sicuro che lui non aveva letto la
mia. Che ribadisco sincera e sinceramente mia”
.

Repubblica si è scusata e si è difesa parlando di
“errore redazionale”.

In altre parole, l’ennesimo esempio di metodo redazionale colabrodo. Però le
fake news, signora mia, son colpa di Internet.

Come al solito arriveranno quelli che diranno
“Eh, dai, non è morto nessuno, gli errori possono capitare, te la prendi
troppo”
. Ma a furia di commettere un errore oggi, un errore domani, un errore tutti i giorni, la fiducia del lettore crolla. E non si rialza più.

 

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Disperati che fanno “centinaia di migliaia di chilometri” nel retro dei camion. Il giornalismo del copiaincolla a neuroni spenti

Disperati che fanno “centinaia di migliaia di chilometri” nel retro dei camion. Il giornalismo del copiaincolla a neuroni spenti

La notizia è triste, ma il modo in cui viene gestita dal giornalismo è quasi
altrettanto triste. O meglio, patetico.

Carlotta Rocci, su
Repubblica, scrive (copia permanente):

Il più piccolo ha 12 anni, il più grande 17, alcuni di loro sono fratelli.
Hanno viaggiato centinaia di migliaia di chilometri nascosti nel retro
dei camion. La polizia stradale di Torino li ha trovati martedì, nell’area
servizio di Stura Nord. Erano in 7, tutti afghani. 

Floriana Rullo, sul
Corriere, scrive (copia permanente):

Il più piccolo di loro ha 12 anni, il più grande 17. Sono due coppie di
fratelli, così come anche gli altri tre. Hanno viaggiato
centinaia di migliaia di chilometri nascosti nel retro dei camion che
doveva scaricare merce alla Pirelli di Torino. 

Notate delle somiglianze? Eppure sono due articoli firmati, su due
testate differenti, che contengono lo stesso ridicolo errore delle
“centinaia di migliaia di chilometri”. Evidentemente chi ha scritto
l’articolo non ha ben chiare le dimensioni del pianeta sul quale vive. La
circonferenza terrestre è 40.000 chilometri. Andare dall’Afghanistan a Torino
facendo centinaia di migliaia di chilometri, oltretutto in sei mesi, come
spiega uno degli articoli, richiederebbe un percorso leggermente tortuoso.

Ma la cosa più importante è che questo errore rivela che due articoli firmati
da due giornaliste differenti hanno chiaramente copiato dalla stessa fonte e
l’hanno fatto a neuroni spenti.

Allego gli screenshot per i comprensibilmente increduli:

La cosa curiosa è che cercando quello stesso errore in Google compaiono molte
altre fonti che lo commettono:

Come se tutti avessero attinto alla stessa fonte, senza citarla e soprattutto
senza nemmeno rileggerla. Un altro esempio di giornalismo copiaincolla, dove
tutti prendono lo stesso testo standard da qualche parte e lo ripubblicano
senza pensare a cosa stanno pubblicando, come
qui,
qui
e
qui.

Non so se è questo che si intendeva con il pluralismo dell’informazione.

Ho chiesto spiegazioni alle dirette interessate. Finora nessuna risposta.

 

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