Vai al contenuto

Confermato Jared Isaacman come nuovo direttore della NASA

Ho azzardato e ho avuto fortuna: nel mio libro Ritorno sulla Luna, che ho consegnato all’editore Apogeo ai primi di questo mese, ho presentato l’imprenditore miliardario e astronauta privato Jared Isaacman già come “nuovo direttore della NASA”, perché la sua nomina era nell’aria ma non confermata.

La conferma è arrivata ieri: il 17 dicembre il Senato degli Stati Uniti ha votato a favore della nomina di Isaacman come Administrator (direttore) dell’ente spaziale statunitense [Astronomy.com].

Jared Isaacman, imprenditore miliardario e astronauta privato, durante un'udienza ufficiale.
Jared Isaacman, 9 aprile 2025. Photo ID: NHQ202504090014. Credit: NASA/Bill Ingalls. Pubic Domain.

La sua nomina è stata caratterizzata da grandi incertezze. Inizialmente Isaacman era stato scelto dal presidente Trump a fine 2024, ma a maggio 2025 lo stesso Trump aveva ritirato la nomina in seguito a una discussione con Elon Musk in relazione all’affiliazione di Isaacman con alcuni politici democratici. Trump aveva poi nominato Isaacman una seconda volta il 4 novembre 2025 [Ars Technica].

Jared Isaacman ha 42 anni ed è già stato nello spazio due volte come astronauta privato a bordo di capsule Dragon di SpaceX: nel 2021 con la missione Inspiration4, la prima missione orbitale con equipaggio interamente costituito da astronauti non professionisti, e nel 2024 con Polaris Dawn, durante la quale è diventato il primo astronauta privato a effettuare una “passeggiata spaziale” (EVA), sia pure in forma limitata: per sette minuti si è affacciato dal portello della capsula all’esterno, nel vuoto, sporgendo fino alla cintola e compiendo alcuni brevi test di mobilità della tuta di SpaceX in versione modificata per consentire le EVA. L’intero abitacolo della capsula era stato depressurizzato e quindi formalmente anche gli altri occupanti della capsula Dragon erano stati esposti al vuoto dello spazio, protetti soltanto dalle proprie tute ermetiche.

Il nuovo direttore della NASA è il più giovane di sempre e ha delle sfide politiche molto impegnative da affrontare. A parte le incoerenze e gli umori tragicomicamente mutevoli del presidente USA, ha a che fare con un predecessore ad interim, Sean Duffy, che ha fatto di tutto per sabotarlo, arrivando a far trapelare una bozza del progetto di riforma della NASA redatto da Isaacman, il cosiddetto “Piano Athena”. Inoltre si trova contro un Congresso estremamente intento a proteggere i propri interessi elettorali (il programma Artemis è una fabbrica di voti, visto che spende soldi a pioggia in numerosi stati USA) contro le idee di efficienza sostenute da Isaacman e orientate all’ottenimento di risultati spaziali invece che di consensi elettorali.

Come se tutto questo non bastasse, i tagli scellerati di Trump e Musk alla NASA hanno portato alla fuga di circa il 20% dei 17.500 dipendenti dell’ente spaziale statunitense. Trump aveva anche tentato di tagliare del 24% il budget della NASA, ma aveva incontrato l’opposizione del Senato e della Camera [Ars Technica].

In queste condizioni, il volo di Artemis II con un equipaggio intorno alla Luna, il primo da oltre cinquant’anni, è perennemente a rischio di slittamenti e rinvii. Attualmente il lancio è previsto per i primi di febbraio del 2026, ma basta un nonnulla per costringere a rimandare tutto. Secondo la NASA, tutto è ancora pronto per “lanciare Artemis II non più tardi di aprile 2026 con delle possibilità di lancio potenzialmente anche a febbraio.”

Reid Wiseman, comandante della missione, ha detto su Instagram a fine novembre che il Countdown Demonstration Test (CDT), un’esercitazione che simula in tutto e per tutto i preparativi di lancio insieme all’equipaggio, è stato rinviato a dicembre (a quanto pare a causa di un problema con il portello della capsula) ma ha aggiunto che questo rinvio non dovrebbe causare ritardi sulla data di partenza.

Questo test verrà svolto tenendo il razzo SLS all’interno dell’hangar del Vehicle Assembly Building (VAB) e prevede le seguenti fasi:

  • Gli astronauti escono dal Neil Armstrong Operations and Checkout Building indossando le tute arancioni di sopravvivenza che indosseranno il giorno del lancio e vengono trasportati al VAB, dove li attende il razzo insieme alla loro navicella Orion.
  • Usando l’ascensore della torre di lancio, presente anch’essa nel VAB, raggiungono il livello della capsula, usano la passerella di accesso e salgono a bordo della capsula.
  • Nel Launch Control Center situato nelle vicinanze, il direttore di volo Charlie Blackwell-Thompson condurrà una simulazione in tempo reale delle ore finali del conto alla rovescia e fermerà il cronometro poco prima del decollo.
  • A quel punto gli astronauti effettueranno una simulazione di evacuazione d’emergenza della capsula.

Il rollout (trasporto del razzo alla rampa di lancio) di Artemis II non è previsto prima di metà gennaio. Una volta portato alla rampa, serviranno circa 18 giorni di controlli e preparativi che includeranno un Dry Dress Rehearsal (una prova generale senza propellenti a bordo e con l’equipaggio) seguito da una prova di conto alla rovescia senza equipaggio ma con caricamento dei propellenti o Wet Dress Rehearsal [NASASpaceflight, da 23:29; Spaceflight Now].

Facendo un conto spannometrico a ritroso, per lanciare il 5 febbraio come annunciato, il rollout dovrebbe avvenire intorno al 18 gennaio, e le due settimane di preparativi per il rollout dovrebbero iniziare il 4 gennaio. Ma alla NASA nessuno si sbilancia pubblicamente.

Intanto SpaceX procede a ritmi serratissimi la trasformazione della storica rampa 39A del Kennedy Space Center, dalla quale partirono quasi tutti i voli umani verso la Luna del programma Apollo. Questa rampa è ora dotata di una torre di lancio e cattura quasi completata per i vettori giganti Super Heavy/Starship. SpaceX ha inoltre ottenuto i permessi per una seconda rampa di lancio per Super Heavy/Starship sul terreno della quasi altrettanto storica rampa SLC-37.

La Cina, invece, procede con ritmo serrato e continuo la propria strategia per arrivare sulla Luna con un equipaggio “prima del 2030” [English.gov.cn]. Le prove di accensione del vettore pesante Lunga Marcia 10, qualificato per il trasporto di astronauti (human-rated), sono state effettuate con successo ad agosto 2025 [Globaltimes.cn] e il suo debutto è previsto per il 2026 insieme alla capsula Mengzhou [newsletter SpaceNews, 17 dicembre 2025]. Il veicolo di allunaggio Lanyue (“abbraccia la Luna” in cinese mandarino) ha già effettuato i test pratici di atterraggio e decollo vincolati su una superficie lunare simulata sulla Terra [Reuters, agosto 2025; video]

Test di atterraggio e decollo del veicolo di allunaggio cinese Lanyue. Fonte: China Manned Space Agency tramite Newsweek.
0 0 voti
Valutazione dell'articolo
Iscriviti
Notificami
guest

8 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
Guastulfo

Ormai ho smesso di pensare a Trump cone a una persona di umore mutevole.

I suoi umori appaiono mutevoli in modo tragicomico solo dal nostro punto di vista, così come un corpo vicino all’Orizzonte degli Eventi ci pare quasi immobile.

Il suo patrimonio, secondo Forbes Italia è aumentato di 3 miliardi in un anno.

Quindi, se si viaggia “alla sua velocità”, ci si trova “parallelo” al suo modo di agire un disegno coerente e costante c’è… e va tutto a nostro danno, americani compresi

Albi

Speriamo riesca a ridare lustro e smalto alla Nasa, e ovviamente a spronarli come si deve, vedremo.

PGC New Edition

Jared Isaacman, l’ennesimo sicofante ricco sfondato al posto di potere. Andrebbe ricordato.

Mi spiace Paolo, scrissi anche diversi articoli a tema spaziale per il tuo blog, ma personalmente proprio non riesco più ad entusiasmarmi alle imprese spaziali. Per tre motivi pratici.

Primo, SpaceX e seguaci stanno inquinando il cielo al punto che l’astronomia da terra è praticamente rovinata per sempre. Intere porzioni di cielo risultano inosservabili in certi orari a causa del fatto che una manciata di orribili figuri ricchi sfondati si sono impossessati di una cosa che appartiene invece all’intera umanità: lo spazio.

Secondo: sindrome di Kessler. Il rischio di un urto accidentale che porti ad una reazione a catena sta crescendo esponenzialmente a causa del sovraffollamento dell’orbita bassa. Il Crash Index (https://outerspaceinstitute.ca/crashclock/) si è ridotto a 2.8 giorni. E se dovesse accadere possiamo probabilmente dimenticare lo spazio in toto per qualche centinaio di anni. Tre giorni fa un satellite starlink è probabilmente esploso ed è fuori controllo, seguito da un certo numero di frammenti. E’ un evento che non avrà probabilmente gravi conseguenze, ma è chiaro che la probabilità che accada è aumentata considerevolmente.

Terzo,lo spazio è diventato di proprietà di una manciata di superricchi e/o di dittature. Lo spirito con cui lo spazio diventava un modo di connettere mondi, le imprese spaziali una “conquista” dell’intera “umanità”, anche e soprattutto durante la Guerra Fredda, è totalmente evaporato, per lasciare il posto solo ad una gelida competizione fra superricchi e potenti.

Non voglio convincere nessuno a seguire il mio atteggiamento, e non critico certo articoli come questo. Voglio solo dire che ho perso definitivamente l’entusiasmo per queste cose, e che un figuro come Isaacman è pericoloso quanto tutta la gang trumpiana.

martinobri

>E se dovesse accadere possiamo probabilmente dimenticare lo spazio in toto per qualche centinaio di anni.

Come mai? Forse perchè, ipotizzo, le orbite si riempirebbero di un tal numero di frammenti che solo attraversarle sarebbe pericoloso?

PGC New Edition

esatto. L’urto fra due satelliti, o l’esplosione di un singolo satellite, può innescare un processo a catena che porterebbe a creare un numero enorme di frammenti di piccole dimensioni che però, muovendosi a velocità di 9-10 km/s renderebbero rischiosissimo il transito di un equipaggio umano, se non orbite a bassa elevazione.

zio Van (quello Fanel)

…Finché un bel giorno non passeranno di qui per caso delle grosse rane aliene dai nomi shakespeariani per aiutarci a ripulire l’orbita e poter tornare finalmente nello spazio!

…. ogni rifierimento a “Homegoing” (in italiano “Il lungo ritorno”, con una delle copertine che odio di più, perché riesce a spoilerare troppo pur contenendo affermazioni sbagliate) di Frederik Pohl, 1989, è puramente casuale 😉

PGC New Edition

“Chissà come mai, ogni volta che vogliamo andare sulla Luna dobbiamo rivolgerci ai nazisti.”

Effettivamente… 😀 Solo che almeno in passato non lo confessavano apertamente.

8
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x