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Apple: sì, alcuni iPhone 6s durano meno di altri, ma solo nei test

Apple: sì, alcuni iPhone 6s durano meno di altri, ma solo nei test

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/10/16 13:20.

Sapevate che non tutti gli iPhone 6s sono uguali? Possono essere esternamente identici ma contenere processori differenti. Secondo alcuni test, questa differenza nei componenti dei nuovi smartphone di Apple può aggiungere o togliere fino a due ore di autonomia alla batteria.

Apple, però, ha minimizzato questi risultati, affermando che i test creano condizioni non realistiche che non corrispondono all’uso reale, tenendo il processore continuamente al massimo di potenza e di consumo (in effetti è vero). Nell’uso normale, dice sempre Apple, la differenza ammonta al 2-3%.

Il fenomeno è insomma reale, ma secondo Apple non è significativo. Il problema è che non esiste un criterio standard per definire formalmente l’“uso normale”, per cui la questione resta aperta in attesa di test realistici.

Nel frattempo come si fa a sapere se si ha un iPhone 6s che consuma maggiormente la batteria? All’interno di questi smartphone può esserci un processore fabbricato da Samsung oppure uno fabbricato da TSMC: quello della TSMC consuma di meno.

Per scoprire il tipo di processore si può usare un’app gratuita come Lirum: se nella pagina principale il numero di modello è N66AP o N71AP, vuol dire che il telefonino ha un processore Samsung e quindi una durata inferiore della batteria; se il numero è invece N66MAP o N71MAP, l’iPhone 6s ha un processore TSMC meno avido di energia.

2015/10/16: I test realistici sono stati effettuati e i risultati sono descritti qui.

Fonti aggiuntive: Gizmodo, The Register.

Come prendere il controllo di uno smartphone via radio

Come prendere il controllo di uno smartphone via radio

La creatività degli esperti di sicurezza informatica non manca mai di sorprendere. Quelli dell’ANSSI, l’agenzia governativa francese per la sicurezza dei sistemi informatici, hanno trovato la maniera di prendere il controllo di uno smartphone senza toccarlo, usando le onde radio.

Il loro trucco, per ora puramente dimostrativo e presentato in dettaglio in un video, approfitta del fatto che molti utenti tengono sempre attivo l’assistente vocale (per esempio Siri nel caso dei dispositivi Apple, Google Now e simili su Android) e usano le cuffie con filo.

L’aggressore usa uno speciale trasmettitore per inviare un segnale radio, che viene captato dal filo delle cuffie (che agisce come un’antenna); questo segnale arriva così al microfono dello smartphone e viene interpretato come se fosse un comando vocale e viene eseguito dall’assistente vocale. Nella dimostrazione, gli specialisti hanno mostrato per esempio come trasformare lo smartphone del bersaglio in una microspia mandandogli via radio il comando vocale di fare una telefonata al loro telefono.

In realtà questo tipo di attacco è poco pratico, perché il trasmettitore deve stare a meno di due metri dalla vittima e non ci devono essere altri disturbi radio, ma è una dimostrazione notevole di pensiero creativo applicato all’informatica e soprattutto sottolinea che tenere Siri e soci attivi anche nella schermata di blocco del telefonino è senz’altro comodo ma mina alla base la sicurezza del dispositivo. Per esempio, in iOS 9 c’era un difetto che consentiva di accedere ai messaggi, alle foto e ai contatti di un telefonino bloccato: bastava usare Siri. Il difetto è stato corretto nella versione 9.0.2.

Fonti aggiuntive: Naked Security, The Inquirer.

Arriva iOS 9, meglio aggiornarsi presto, ma non troppo

Arriva iOS 9, meglio aggiornarsi presto, ma non troppo

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/09/24 3:05.

Apple ha rilasciato la versione 9 di iOS: è gratuita e risolve parecchie magagne di sicurezza della versione precedente.

Le differenze più vistose sono il cambio di font (un San Francisco, come sull’Apple Watch, invece del solito Helvetica) e l’introduzione del minuscolo sulla tastiera: ora le lettere disegnate sui tasti virtuali diventano minuscole quando si scrive in minuscolo e maiuscole quando si scrive in maiuscolo, mentre prima erano sempre maiuscole, creando una certa confusione (la novità è disabilitabile andando in Impostazioni – Generali – Accessibilità – Tastiera – Mostra tasti in minuscolo).

Un po’ più dietro le quinte, migliorano Siri, il multitasking, le Note e arriva una modalità a basso consumo di batteria che consente ancora un paio d’ore di attività (sia pure ridotta) quando l’indicatore della batteria segna rosso.

Sul versante sicurezza, arrivano i PIN a sei cifre (facoltativi), che portano da 10.000 a un milione le combinazioni possibili, e una migliore autenticazione a due fattori, ma soprattutto viene corretto un numero notevole di falle di sicurezza piuttosto pesanti. Interessante ma controversa l’opzione di blocco delle pubblicità (adblocker) in Safari, che ostacola gli attacchi veicolati a volte dagli spot delle principali reti pubblicitarie ma lascia indisturbate le pubblicità sulle quali Apple guadagna. E naturalmente c’è chi ha già craccato iOS 9 per fare jailbreak.

Se avete un dispositivo iOS compatibile, aggiornatelo presto; non per le nuove funzioni, ma per le correzioni di sicurezza. Lasciate passare un paio di giorni per vedere se per caso ci sono problemi diffusi di aggiornamento. E già che ci siete, cogliete l’occasione per controllare che le vostre impostazioni principali non siano state modificate dall’aggiornamento, con attenzione particolare per la geolocalizzazione e il salvataggio automatico dei dati e delle foto in iCloud.

2015/09/24

È uscita oggi la versione 9.0.1 di iOS, che risolve alcun problemi della versione precedente. Nulla di grave, ma vale la pena installarla subito.

Basta un Wi-Fi ostile per mandare in tilt un iPhone o iPad

Basta un Wi-Fi ostile per mandare in tilt un iPhone o iPad

Parrebbe impossibile che un semplice segnale Wi-Fi possa mandare in crash uno smartphone, ma è così: i ricercatori della società di sicurezza Skycure hanno presentato pochi giorni fa la dimostrazione di come si può rendere inservibile qualunque dispositivo iOS recente (tipicamente iPhone e iPad) che usi iOS 8, semplicemente facendolo finire nel raggio d’azione di un’antenna Wi-Fi. Il telefonino o tablet entra in un ciclo di avvio e spegnimento continuo dal quale non c’è modo di uscire (a parte allontanarsi dall’antenna del Wi-Fi).

La trappola consiste in un certificato SSL alterato, inviato via Wi-Fi ai dispositivi iOS, che induce le app e iOS stesso ad andare in crisi. La difesa, a prima vista, sembra ovvia: basta non collegarsi ai Wi-Fi sconosciuti. Ma c’è un problema: i dispositivi iOS sono programmati in modo da connettersi automaticamente alle reti Wi-Fi che hanno certi nomi (per esempio attwifi per chi compra un abbonamento della società telefonica statunitense ATT).

Basta usare uno di questi nomi per la rete Wi-Fi ostile e i dispositivi vi si connetteranno automaticamente, andando in crash e riavviandosi talmente in fretta che non ci sarà modo di accedervi e spegnere il Wi-Fi. Immaginate cosa potrebbe fare un attacco del genere per esempio a Wall Street o in un centro commerciale o un ristorante: zittirebbe tutti gli iPhone, ma probabilmente farebbe imprecare rumorosamente i loro proprietari.

L’attacco è selettivo per i dispositivi iOS; gli Android e Windows Phone ne sono immuni. Skycure sta già collaborando con Apple per risolvere il difetto, ma nel frattempo è prudente tenere spento il Wi-Fi del proprio telefonino quando non si è vicini alla propria rete Wi-Fi fidata.

Perché HackingTeam discuteva di malware dentro l’App Store di Apple?

È importante non saltare a conclusioni affrettate, ma questa mail di HackingTeam del 20 marzo scorso sembra parlare dell’esistenza recente di malware dentro l’App Store, capace di catturare “audio e screenshot a distanza”, senza richiedere jailbreak. Il malware sarebbe realizzato da un’azienda italiana. Se quest’apparenza venisse confermata, sarebbe uno smacco notevole per il modello di sicurezza di Apple.

L’app citata nella mail, YouEat, è tuttora presente nell’App Store (link intenzionalmente alterato da me), ma non è chiaro neanche ai membri di HackingTeam se sia quella l’app infettante spiona.

Ho contattato Apple segnalando la questione e sono in attesa di risposta.

Questi sono i punti salienti della mail di HackingTeam: ho sostituito con asterischi alcuni nomi e riferimenti.

2015-03-20 10:27:55 UTC
From ******@hackingteam.com
To *****@hackingteam.com, *****@hackingteam.com

Check this out (DON’T INSTALL): https://itunes.apple.com/tr/app/youeat-2.0/id877619161?mt=8
YouEat 2.0 ****** More by This Developer

YouEat is a companion application for the web site http://youeat.org. It’s free and opensource.
http://www.youeat.org
Magari non c’entra nulla, ma puzza …

[…]

Food for thoughts:

Ragazzi abbiamo ricevuto un messaggio da ********** riguardo la soluzione per iOS proposta al momento da RCS.
In pratica si tratta di una soluzione che su ogni iphone NO-JB riescono a prendere audio e screenshot. La società si chiama ****** e pare funzioni da 7.1.2 ma sulla 8 non hanno screenshot.

Guardando il loro sito e la loro expertise su gestione sicurezza mobile mi sembra plausibile che abbiano creato una app con specifiche funzionalità come siamo partiti noi. Il tutto just for your info,

[…]

aggiornamenti: per quanto riguarda ios l’azienda che ha fatto il software x iphone (solo audio e screenshot a distanza) si chiama ******* lui ha un socio che lavora all estero, san francisco. in azienda cè solo una persona che occupa di ios. è stato testato su iphone 4s con ios 7.1.2. dalla 8 in poi non funzionano più gli screenshot e comunque non è stato testato. io ho visto il prodotto circa 20 gg fà, ma da qualche giorno hanno fatto un accordo con *******. già **** publicizza il tutto dando il prodotto come funzionale e senza jailbreak. cercherò di aver altre info.( se ti fa piacere)

“Effective power”, un messaggino manda in tilt iPhone e Apple Watch: come rimediare

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Un difetto in CoreText di iOS consente a una specifica sequenza di caratteri di mandare in crash un iPhone o un Apple Watch e ovviamente molti ne stanno approfittando per sabotare almeno temporaneamente i dispositivi iOS altrui per burla.

Basta mandare questa sequenza (battezzata “effective power”) via iMessage o come normale SMS a un iPhone o a un Apple Watch e, se la funzione di notifiche per i messaggi è attiva (come lo è di solito), il dispositivo che lo riceve si bloccherà per poi riavviarsi e diventare inutilizzabile, secondo le segnalazioni dei media. Nessun dato viene perso o rubato, ma è pur sempre un fastidio.

Per prevenire il problema bisogna andare nelle Impostazioni, scegliere Notifiche e poi Messaggi e disattivare l’opzione di visualizzazione dei messaggi nella schermata di blocco. I messaggi verranno ricevuti ma non verranno visualizzati automaticamente.

Se il guaio è già successo, ci sono alcuni rimedi possibili. Potete chiedere al burlone di mandarvi un altro messaggio innocuo, per esempio. In alternativa, potete mandare un messaggio al mittente o mandare un messaggio al vostro stesso dispositivo (usandone un altro, ovviamente). Normalmente a questo punto l’app Messaggi è bloccata a causa del difetto, per cui bisogna ricorrere a un altro modo per inviare messaggi: per esempio tramite Siri oppure tramite le opzioni di condivisione presenti in molte altre app.

Paradossalmente, in attesa che Apple risolva il difetto, gli iCosi craccati hanno la possibilità di installare una correzione temporanea.

2015/05/29: Apple ha pubblicato una soluzione temporanea (in inglese); intanto emergono indicazioni secondo le quali la stessa vulnerabilità può essere trasmessa tramite Twitter e Snapchat e colpisce anche iPad e computer Apple.

Microsoft Office è ora disponibile su iPhone, iPad e dispositivi Android. Gratis

Microsoft Office è ora disponibile su iPhone, iPad e dispositivi Android. Gratis

Microsoft ha annunciato ieri che la versione base di Office è disponibile in 29 lingue anche sull’iPhone (Word, Excel, PowerPoint), a complemento della versione per iPad già in circolazione (che viene aggiornata) ed è ora gratuita.

Inoltre ci si può prenotare per l’anteprima della versione Android per tablet, che verrà offerta al pubblico all’inizio del 2015. Gli utenti Android devono usare un tablet di dimensioni comprese fra 7 e 10,1 pollici e devono usare la versione 4.4 (Kitkat) di Android.

La versione gratuita fa da traino per la versione a pagamento per dispositivi iOS, che è offerta in abbonamento e contiene un numero maggiore di funzioni, compreso un terabyte di spazio online per i documenti su OneDrive, e per la versione per computer tradizionali, che continua ad essere a pagamento. Le differenze fra Office per iOS gratuito e a pagamento sono elencate qui in italiano: in estrema sintesi, la versione gratuita di Office è sufficiente per la creazione e modifica di buona parte dei documenti abituali. La vera sfida è comporre un documento di qualunque genere su uno schermo piccolo e con un’interfaccia tattile: in emergenza è meglio di niente, ma una tastiera vera e un mouse vero fanno una differenza enorme, specialmente se lavorate molto di copia e incolla (una funzione facilissima con mouse e tastiera ma atroce nelle interfacce touch di qualunque produttore).

L’offerta gratuita di una suite Office è un cambiamento notevole per Microsoft rispetto al passato, ma non è una politica suicida come può sembrare a prima vista: bisogna fare infatti attenzione al vendor lock-in, ossia al fatto che se si comincia a usare uno specifico formato proprietario di scrittura per generare tanti documenti è poi molto difficile abbandonarlo e quindi ci si trova a dover sottoscrivere abbonamenti per continuare ad avere accesso ai propri dati.

Nuovi smartphone “inviolabili”, governi e polizie indignate: ma è una pantomima

Nuovi smartphone “inviolabili”, governi e polizie indignate: ma è una pantomima

Apple ha annunciato pochi giorni fa di aver introdotto una tutela migliore dei dati degli utenti su iPhone, iPad e iPod touch, usando in iOS 8 la cifratura per proteggere messaggi (allegati compresi), foto, contatti, cronologia delle chiamate, contenuto di iTunes, note e promemoria. “A differenza dei nostri concorrenti”, e a differenza di Apple stessa finora, ma questo non viene detto, “Apple non può scavalcare il vostro codice di sicurezza (passcode) e quindi non può accedere a questi dati.” Quindi, prosegue Apple, “non è tecnicamente fattibile per noi rispondere agli ordini governativi di estrazione di questi dati dai dispositivi… che usano iOS 8.” Google ha fatto la stessa cosa per i propri dispositivi Android a partire dalla versione Android L.

Questo annuncio ha scatenato l’indignazione del governo statunitense e dell’FBI oltre che di varie forze di polizia, che si lamentano che ora i criminali, i pedofili e i terroristi avranno vita facile. In realtà queste nuove misure sono state introdotte non per proteggere i criminali, ma per rafforzare la sicurezza di tutti gli utenti, perché è noto da sempre agli addetti ai lavori che se si crea un accesso facilitato alle forze dell’ordine su qualunque dispositivo, prima o poi quell’accesso sfugge di mano e viene sfruttato dai criminali per danneggiare gli utenti onesti. Avere una “backdoor” della polizia sul proprio cellulare è come essere obbligati a dare alla polizia una copia delle proprie chiavi di casa. Che succede se quella copia viene rubata o abusata?

In realtà tutta quest’indignazione è, dal punto di vista tecnico, una pantomima. La cifratura forte sul dispositivo è efficace soltanto per contrastare chi ha accesso fisico al dispositivo (tipicamente un ladro). Non impedisce alle autorità di intercettare le telefonate e gli SMS e tutti i loro metadati (numero del chiamante e del chiamato, durata della chiamata) e di localizzare il cellulare in ogni momento.

Inoltre, nel caso degli iPhone, iPad e iPod touch, è vero che Apple non ha accesso ai dati sul dispositivo, ma la copia di quei dati che viene salvata su iCloud è invece cifrata con una chiave generata da Apple. Apple può quindi decifrare i dati e consegnarli alle autorità su richiesta, esattamente come prima.

Per chiudere questa falla, l’utente dovrebbe rinunciare ad iCloud e fare un proprio backup personale dei dati (oppure correre il rischio di perderli in caso di furto, smarrimento o danneggiamento del dispositivo).

Anche così, un PIN di quattro cifre non è eccessivamente difficile da scavalcare per un aggressore sufficientemente deciso: di solito basta tentare i PIN più diffusi, e se questo non basta c’è sempre la possibilità di tentare tutti i PIN (bruteforcing).

Meglio allora ricorrere a un dispositivo che usa un lettore d’impronte digitali? Al contrario: ottenere un’impronta usabile è molto più facile (specialmente per le forze di polizia) e richiede meno coercizione che farsi dare un PIN. Basta usare un po’ forza fisica per premere il dito del proprietario sul sensore oppure aspettare che il proprietario si addormenti e prendergli delicatamente la mano.

In altre parole, non è cambiato granché: le proteste delle autorità, come scrive Vice, in realtà pretendono che la sicurezza di tutti venga sacrificata per rendere marginalmente più facile il lavoro degli inquirenti. Quando c’è di mezzo la sicurezza, è importante riconoscere la propaganda per quella che è, sia che la faccia un ente commerciale, sia che la faccia un ente governativo.

Fonti aggiuntive: The Intercept.

iOS 8, qualche impostazione di privacy da valutare

iOS 8, qualche impostazione di privacy da valutare

Se decidete di passare ad iOS 8, ci sono alcune novità sul fronte della privacy che è meglio affrontare: per esempio, la geolocalizzazione ora può essere impostata in modo da dare accesso alla propria posizione alle singole app sempre (anche quando l’app è in background), mai oppure solo quando l’app è in uso (prima era soltanto sempre o mai). Se non volete farvi tracciare da Facebook, Instagram, Google, Twitter e altre app, andate in Impostazioni – Privacy e controllate che la localizzazione per le singole app sia impostata a Mai. Potete anche disattivare tutta la localizzazione selezionando appunto Localizzazione, ma può essere una scelta troppo drastica se usate le mappe o la funzione Trova il mio iPhone/iPad.

Già che siete qui, se non volete condividere con altri la vostra posizione, andate in Localizzazione e disattivate Condividi la mia posizione. Andate anche in Localizzazione – Servizi di sistema e disattivate i servizi che non desiderate (tipicamente iAd da posizione e Condividi la mia posizione), attivate l’icona di avviso di uso della localizzazione (Icona barra di stato) e disattivate Posizioni frequenti.

Sempre in Impostazioni – Privacy, scegliete Contatti e disattivate le app alle quali non volete affidare l’elenco dei vostri contatti.

In Impostazioni – iCloud, scegliete Trova il mio iPhone/iPad  e attivatelo (se non lo è già), in modo da poter tentare di localizzare il dispositivo in caso di furto o smarrimento. In particolare, attivate l’opzione Invia ultima posizione, che manda automaticamente ad Apple la posizione del dispositivo quando la batteria è quasi completamente scarica.

Fate scadere i messaggi di iMessage, che ora contengono anche voce e video: per evitare che si accumulino sul dispositivo e ne riempiano la memoria, andate in Impostazioni – Messaggi e scegliete Conserva i messaggi, portando la durata di conservazione dei messaggi da Sempre a 30 giorni. I messaggi audio e video dovrebbero già scadere dopo due minuti, ma controllate anche quest’impostazione, che è sempre sotto Messaggi.

In Impostazioni – Safari, controllate che sia attivato Non rilevare, in modo da ridurre il tracciamento da parte delle agenzie pubblicitarie quando sfogliate il Web, e valutate se bloccare i cookie.

Per finire, evitate che vi compaiano sullo schermo messaggi privati o potenzialmente imbarazzanti quando lo schermo è bloccato: andate in Impostazioni – Notifiche e scegliete, per tutte le app elencate, di disattivare Vedi in Blocco schermo, di attivare Nessuno e di disattivare Mostra anteprime.

Arriva iOS 8, che fare?

Arriva iOS 8, che fare?

Due giorni fa Apple ha reso disponibile la versione 8 del sistema operativo iOS usato dai suoi telefonini, tablet e lettori musicali. Ecco una miniguida su cosa fare per evitare problemi nell’installare questo aggiornamento, che è gratuito, offre varie migliorie ed è importante anche sul versante della sicurezza.

Prima di tutto controllate che il vostro iDispositivo sia compatibile: iOS 8 funziona sui modelli di iPhone a partire dal 4S incluso, sugli iPad dalla versione 2, su tutti gli iPad Mini e sugli iPod Touch di quinta generazione. Tuttavia può essere un po’ lento e pesante sui modelli meno recenti fra quelli che ho elencato.

Dovreste ricevere automaticamente un avviso che l’aggiornamento è disponibile, ma se volete potete andare a Impostazioni – Generali – Aggiornamento software. Se il vostro dispositivo è compatibile con iOS 8, vedrete l’opzione per scaricarlo. In alternativa potete provare l’aggiornamento usando iTunes su un computer.

In ogni caso, fate una copia di sicurezza dei dati che avete sul vostro dispositivo (e nel cloud di Apple, se ne avete), collegatevi a una rete Wi-Fi fidata (non usate la connessione dati cellulare) e inoltre liberate parecchio spazio: l’aggiornamento è massiccio (quasi un gigabyte) e ha bisogno di almeno 5 gigabyte liberi per espandersi e installarsi. Tenete presente, inoltre, che se avete fatto il jailbreak, dopo l’installazione il jailbreak verrà eliminato (almeno fino a quando non ne viene scoperto uno nuovo).

Infine, se usate iCloud Drive per condividere file con un Mac o con altri iDispositivi che non sono aggiornabili a iOS 8, disattivate per ora quest’opzione all’inizio dell’installazione, altrimenti la condivisione non funzionerà sui Mac (almeno fino all’uscita della prossima versione di Mac OS, denominata Yosemite) e funzionerà soltanto sugli iDispositivi che usano iOS 8.

Fra l’altro, se avete trovato nella vostra collezione di musica il nuovo album degli U2 Songs of Innocence regalato da Apple a tutti gli utenti dei suoi dispositivi e del suo software iTunes e non desiderate averlo, visitate itunes.com/sol-remove da un computer per accedere a uno strumento di rimozione semplificata. Tenete presente che dopo il 13 di ottobre, se non scaricate nuovamente l’album, dovrete pagarlo.