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Teatro vietato alla Hack: idee contrarie alla dottrina della Chiesa. Che autogol [UPD 2012/03/03]

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

A Mezzolombardo, nel ventunesimo secolo, c’è gente che pensa che far parlare
Margherita Hack di bioetica e di testamento biologico sia
“offesa ai valori religiosi e alla dottrina della Chiesa Cattolica”,
tanto da arrivare a vietarle l’uso del Teatro San Pietro, dove era prevista una
sua conferenza il prossimo 6 aprile.

A quanto mi risulta, il Teatro era stato donato dalla Chiesa al Comune, che l’ha
ristrutturato usando esclusivamente fondi pubblici e l’ha dato in gestione al
comitato parrocchiale. Il Comune paga le spese di gestione.
Il Teatro, quindi, non è di proprietà della Chiesa.
Correzione: il Teatro è di proprietà della Chiesa, secondo quanto mi ha
comunicato l’assessore Guadagnini del Comune di Mezzolombardo.

Eppure è proprio una parte di questo comitato che si è opposta ad accogliere la
Hack al Teatro e quindi impedire a tutti i cittadini, anche ai non cattolici o
ai cattolici che vorrebbero essere liberi di sentire cos’ha da dire la Hack. Si
è opposta facendo appello alla clausola del contratto di comodato gratuito che
parla di
“non consentire lo svolgimento di spettacoli che possano recare offesa ai
valori religiosi e alla dottrina della Chiesa Cattolica”
. Clausola probabilmente pensata per evitare spogliarelliste vestite da suore o
proiezioni di Brian di Nazareth. Ma la Hack non si spoglierà e non
mostrerà filmini irriverenti di Monty Python, per quel che ne so: esporrà il suo
punto di vista sulla bioetica, sul quale ha scritto un libro,
“La stella più lontana”.

La vicenda è raccontata in dettaglio in
questo articolo. Se qualcuno è in grado di spiegarmi perché far parlare un’atea di bioetica è
offensivo per la Chiesa Cattolica, e come questo divieto si concilia con la
tolleranza delle idee e delle fedi altrui così spesso invocata dai credenti, lo
faccia nei commenti. Io cercherò di approfondire nei prossimi giorni.

Comunque sia, atteggiamenti di questo genere sono un autogol colossale. Non
voglio fare di tutt’erba un fascio: tanto per fare un esempio contrario, la
conferenza sul creazionismo
che ho coordinato a Lugano con gli amici del CICAP Ticino (video) è stata ospitata senza problemi dalla sala parrocchiale locale. Può anche
darsi che formalmente il comitato parrocchiale abbia il diritto di vietare la
presenza della Hack. Ma esercitare questo diritto è una scelta che dimostra una
preoccupante chiusura mentale e paura delle idee altrui. Farsi vedere bigotti e
intolleranti, attraverso scelte come questa, è il modo migliore per alienare i
giovani. Non basta mettere il Papa su Twitter (con @Pope2YouVatican,
nientemeno) per essere al passo con i tempi. Mah.

Aggiornamento (2012/03/01 17:00)

Ho sentito telefonicamente l’assessore alla cultura Guadagnini, che mi ha
chiarito alcuni punti (riassunti qui con il suo permesso):

– questa sera intorno alle 18 ci sarà la decisione finale;
– il divieto non si limita al giorno del venerdì santo, ma è generale;
– non ci sono altri teatri o locali paragonabili nel Comune;
– la proprietà del Teatro è della Parrocchia, non del Comune come avevo indicato
inizialmente;
– in passato il comitato ha rifiutato la rappresentazione di film ritenuti non
conformi alla dottrina. Uno di essi, sorprendentemente, è The Passion di
Mel Gibson. Bocciati anche il Codice Da Vinci e Irina Palm.

Maggiori dettagli a breve.

Aggiornamento (2012/03/03 13:10)

La votazione ha bocciato la conferenza di Margherita Hack per 4 a 2. Non
essendoci altre strutture adeguate a Mezzolombardo, la conferenza è quindi
sostanzialmente bloccata.

Riporto qui sotto la lettera scritta il 27 febbraio scorso dai componenti
parrocchiali del comitato di gestione al sindaco e a alla giunta comunale di
Mezzolombardo:

Avendo appreso soltanto dal quotidiano L’Adige dd. 26 febbraio che è in
programma l’anteprima di presentazione del libro “La stella più lontana”
dell’astrofisica Margherita Hack, presso il Teatro San Pietro, il giorno 6
aprile 2012 “Venerdì Santo”, i sottoscritti componenti parrocchiali del
comitato di gestione della struttura in questione, sentito il parroco,
esprimono un deciso no all’uso del Teatro per la manifestazione in
questione.

L’art. 3, infatti, del contratto di comodato gratuito, stipulato tra la
Parrocchia e il Comune di Mezzolombardo, ripreso dall’art. 3 del regolamento
d’uso (di cui si è chiesto a più riprese la revisione, senza alcun riscontro),
recita quanto segue: “il Comune si impegna a non consentire lo svolgimento di
spettacoli e/o manifestazioni che possano recare offesa ai valori religiosi e
alla dottrina della Chiesa cattolica, di suo sono garanti il Legale
rappresentante dell’ente parrocchia e l’Ordinario di Trento”.

Le tematiche affrontate nel libro in questione, come si evince dalle
recensioni sulla stampa e su internet, sono in evidente contrasto con la norma
soprariportata.

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