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Podcast RSI – Palloni-spia e open source intelligence. Come verificare le versioni governative

logo del Disinformatico

Pubblicazione iniziale: 2023/02/16 10:16. Ultimo aggiornamento: 2023/03/05
10:20.

È disponibile subito il podcast di oggi de Il Disinformatico della
Radiotelevisione Svizzera, scritto, montato e condotto dal sottoscritto: lo
trovate presso
www.rsi.ch/ildisinformatico
(link diretto) e qui sotto.

Le puntate del Disinformatico sono ascoltabili anche tramite
feed RSS,
iTunes,
Google Podcasts
e
Spotify.

Buon ascolto, e se vi interessano il testo di accompagnamento e i link alle
fonti di questa puntata, sono qui sotto.

Foto di fonte civile del pallone cinese, probabilmente elaborata con tecniche
di intelligenza artificiale per aumentarne la risoluzione. Credit: Tyler
Schlitt Photography/LiveStormChasers.com.

[CLIP:
Arrival]

La complicata vicenda del presunto pallone-spia cinese avvistato sopra gli
Stati Uniti e poi abbattuto, e dei vari oggetti aerei rilevati
successivamente, sembra il classico caso di versioni governative contrastanti
e impossibili da verificare oggettivamente, di cui ci viene chiesto di
fidarci, visto che tutti i dati e i
rottami
sono in mano ai rispettivi governi e gli oggetti viaggiano in una regione
della nostra atmosfera praticamente inaccessibile ai velivoli civili.

Ma c’è una tecnologia informatica che può perlomeno aiutarci a diradare la
nebbia delle opposte versioni: si chiama open source intelligence, ed è
l’argomento della puntata del 17 febbraio 2023 del Disinformatico, il
podcast della Radiotelevisione Svizzera dedicato alle notizie e alle storie
strane dell’informatica. Io sono Paolo Attivissimo, e in questa puntata
arriveremo, con un pezzo di pallone-spia, fino alla Luna.

[SIGLA di apertura]

Il primo febbraio 2023 dei passeggeri di un volo di linea negli Stati Uniti
avvistano
un grande oggetto sferico ad altissima quota. Lo stesso giorno Larry Mayer e
Chase Doak, rispettivamente un ex redattore e un fotoreporter del giornale
Billings Gazette, nello stato del Montana, incuriositi dalla notizia di
un’improvvisa chiusura dello spazio aereo intorno alla città di
Billings
dalla quale prende il nome il quotidiano, scrutano il cielo e avvistano
quell’oggetto, lo fotografano con dei potenti teleobiettivi e pubblicano
online le loro riprese. Sono le prime immagini pubbliche di quello che verrà
poi identificato come un pallone d’alta quota partito dalla Cina.

Una delle prime immagini di fonte non militare del pallone cinese. Credit:
Chase Doak/Billings Gazette.

Il giorno successivo, il Dipartimento della Difesa statunitense annuncia che
era al corrente da diversi giorni della presenza, nei cieli degli Stati Uniti,
di quello che definisce un pallone-spia da ricognizione di probabile origine
cinese, che si trova a circa 18 chilometri di quota, ben al di sopra delle
normali quote di volo degli aerei commerciali, in una fascia dell’atmosfera
raggiungibile soltanto da alcuni velivoli militari. Il 3 febbraio la Cina
dichiara
che l’oggetto è invece un suo aeromobile civile, usato principalmente per la
ricerca meteorologica, che le correnti hanno deviato dalla rotta prevista.

Il 4 febbraio il pallone viene abbattuto da un missile lanciato da un caccia
F-22 Raptor dell’aeronautica militare statunitense….

[CLIP: audio dell’abbattimento]

Foto dell’abbattimento del pallone cinese. Credit:
Randall Hill/Reuters.
Video dell’abbattimento ripreso da Myrtle Beach, South Carolina. Credit:
Nathan Jones.

… e i suoi rottami vengono recuperati dalla marina militare nell’Oceano
Atlantico.

Il giorno precedente i militari statunitensi e quelli colombiani avevano
annunciato la presenza di un altro pallone da ricognizione sopra l’America
Latina, di cui la Cina
riconosce poi la
paternità. Inizia così una serie di
avvistamenti
(e
abbattimenti) di oggetti volanti ad altissima quota in varie parti del mondo,
accompagnati da vivaci scambi di accuse di sorvoli fra i vari paesi coinvolti.

Molti dei dettagli di questa serie di vicende vengono forniti a scatola chiusa
da fonti militari dei rispettivi paesi coinvolti. Sembra impossibile, per i
cittadini comuni, verificare quei dettagli di oggetti irraggiungibili. Ma è
qui che entra in campo la cosiddetta OSINT, abbreviazione di
open source intelligence.

L’open source informatico, quello per intenderci del software libero,
di Linux e di tante applicazioni a codice sorgente aperto, non c’entra
nulla. Open source intelligence significa, grosso modo, acquisizione di
informazioni da fonti aperte, ossia pubblicamente disponibili, in
contrapposizione alle fonti segrete o riservate. E l’avvento di Internet ha
fatto crescere enormemente la quantità e la qualità di queste fonti aperte,
come per esempio Google Earth, gli archivi digitali dei giornali e delle
pubblicazioni specialistiche, gli avvisi aeronautici e marittimi, le
informazioni in tempo reale su meteo e traffico aereo e marittimo, e anche le
foto e i video pubblicati online dai social network.

Se si applicano le tecniche di
open source intelligence
al caso del presunto pallone-spia cinese emergono risultati interessanti e
soprattutto indipendenti, che danno un’idea chiara del potere investigativo di
questi metodi aperti a tutti.

OSINT e palloni

Prima di tutto, ci sono varie immagini e riprese video nitide del pallone
effettuate direttamente da civili in vari momenti e luoghi. Uno dei primi
avvistatori non militari, il già citato Chase Doak del
Billings Gazette, descrive dettagliatamente le condizioni di ripresa
del suo video, indicando l’ora e il teleobiettivo usato e avendo cura di
includere nella ripresa anche la Luna per consentire un confronto delle
dimensioni apparenti dell’oggetto.

[CLIP:
Doak che descrive
mentre riprende il pallone]

Queste informazioni, insieme all’angolazione e alla quota, consentono di
stimare indipendentemente le dimensioni effettive dell’oggetto, che coincidono
con quelle dichiarate dal Dipartimento della Difesa statunitense: un pallone
con un diametro di una settantina di metri, sotto il quale è appesa una
struttura allungata con otto pannelli e vari altri apparati, documentata con
qualità eccezionale da fonti civili come
Tyler Schlitt di
LiveStormChasers.com. 

Sempre partendo da dati pubblici, come le proprietà fisiche dei gas più
leggeri dell’aria (elio o idrogeno), e partendo dal diametro del pallone, si
può dedurre la sua capacità di carico e quindi il peso degli apparati che
trasporta: all’incirca 900 chilogrammi, ossia molto di più del normale carico
di qualunque pallone meteorologico.

Dalle dimensioni degli otto pannelli visibili nelle foto pubbliche, se si
ipotizza che siano pannelli fotovoltaici, si può stimare la quantità di
energia generata e quindi disponibile per gli apparati di bordo. Alcune
valutazioni prudenti
indicano almeno circa 1 kW di potenza: un valore decisamente superiore a
quello normalmente disponibile per i palloni meteo.

Un pizzico di trigonometria permette poi di verificare la quota di volo:
esaminando il ritardo del suono nei video pubblici dell’abbattimento diventa
possibile calcolare la distanza, che si usa come ipotenusa di un triangolo i
cui altri lati sono la verticale dal pallone al suolo e la retta tracciata
lungo il terreno fino a incrociare quella verticale, e stimando l’angolo di
ripresa si ottiene la quota.

Altri
calcoli, inoltre, permettono di determinare che alla quota di volo di 18 chilometri
un pallone dotato di antenne riceventi per la raccolta di segnali radio
avrebbe avuto una portata di circa 250 chilometri in ogni direzione; quindi
anche una rotta approssimativa, dettata principalmente dalle correnti aeree,
avrebbe permesso di sorvolare e sorvegliare un’ampia fascia di territorio.

Si può poi attingere alle fonti aperte anche per scoprire che i palloni in
realtà possono scegliere in che direzione farsi portare, perché possono
cambiare quota e quindi sfruttare le correnti diversamente orientate che sono
presenti alle varie altitudini. E i dati meteo globali sulle correnti, che
sono pubblici, permettono di
ricostruire
all’indietro la rotta del pallone con buona approssimazione e determinare che
effettivamente è partito dalla Cina.

Ricostruzione del percorso del pallone cinese e della sua portata osservativa.
Le stelline indicano gli avvistamenti da parte di civili. Fonti:
TheIntelFrog
/
Statista. Un altro grafico di TheIntelFrog è
qui.

2023/02/19 19:00. La rotta del pallone è stata ricostruita anche usando
un altro tipo di informazione pubblicamente disponibile: le immagini
satellitari commerciali, alcune delle quali hanno fotografato del tutto
fortuitamente il pallone, come è successo ai satelliti di
Planet Labs. Il pallone è stato trovato nelle foto usando tecniche di riconoscimento degli oggetti basate sull’intelligenza artificiale (Scott Manley
a 13:40 circa;
SpaceNews).

Il pallone cinese sorvola il Missouri in una fotografia satellitare
pubblicamente disponibile (Credit:
Synthetaic/Planet Labs).

2023/03/05 10:20. La plausibilità di una rotta di un pallone stratosferico può essere anche verificata indirettamente usando un simulatore come Spy Balloon Simulator, che si basa sui dati meteorologici mondiali per calcolare quale sarebbe il percorso spontaneo di un pallone lanciato da un dato luogo e tenuto a una data quota.

Infine, le fonti storiche pubblicamente disponibili permettono di consultare e
confrontare i documenti tecnici di un altro genere di pallone ad alta
tecnologia concepito per raccogliere segnali radio e ritrasmetterli: non per
spionaggio, ma per motivi commerciali. Nel 2013, infatti, Google aveva avviato
il progetto Loon per
portare Internet nelle zone rurali e remote del mondo tramite trasmettitori
appesi a palloni riempiti di elio con un diametro di circa 15 metri che
avrebbero volato a quote fra 18 e 25.000 metri, le stesse del pallone cinese,
reggendo circa 10 chilogrammi di apparecchiature e pannelli solari da 100
watt. Il progetto Loon ha dimostrato che era possibile mantenere un pallone
fisso sopra una zona specifica semplicemente variando la sua quota in modo da
sfruttare le correnti, ma è stato
chiuso
nel 2021.

Un pallone del progetto Loon di Google (Fonte:
Techcrunch/Loon).

Le affermazioni del Dipartimento della Difesa statunitense, insomma, sono
perlomeno coerenti con le fonti aperte pubblicamente disponibili. E l’open source intelligence
non si limita certo a questi risultati: offre anche strumenti come
Osintessentials.com, che è un
sito che riunisce numerosissime risorse per la ricerca nei social network,
nelle mappe digitali, nelle webcam e consente per esempio di calcolare la
posizione del sole, e quindi l’orientamento delle ombre, in qualunque momento
e in qualunque luogo del mondo: questo consente, per esempio, di verificare se
una foto è stata realmente scattata nel posto e nel momento dichiarati.

Ma con la ricerca negli archivi aperti delle pubblicazioni scientifiche si può
fare ancora di più: si può ricostruire la lunga storia dei palloni-spia, che
ha uno stranissimo legame con l’esplorazione della Luna.

Sulla Luna col pallone (o quasi)

Quasi settant’anni fa, nel 1956, erano gli Stati Uniti a spiare la Cina e
l’Unione Sovietica usando palloni-spia segreti: i satelliti-spia non
esistevano ancora. Le dimensioni di questi palloni-spia erano simili a quelle
dei palloni cinesi di oggi, e la giustificazione presentata quando i sovietici
protestarono per il sorvolo del loro territorio fu altrettanto simile: il
governo americano disse che si trattava di palloni meteorologici adoperati per
un progetto mondiale di raccolta di dati scientifici. La storia, insomma,
sembra ripetersi, ma a parti invertite.

A bordo dei palloni del cosiddetto
progetto Genetrix
(oggi desecretato) c’erano infatti strumenti per nulla scientifici: c’erano
grandi fotocamere molto sofisticate e sensibili che, trasportate dalle
correnti stratosferiche, scattarono circa 10.000 fotografie dettagliatissime
di vari milioni di chilometri quadrati di territorio russo e cinese, scoprendo
numerose installazioni militari e nucleari segrete. Le foto venivano
recuperate quando i palloni uscivano dal territorio russo-cinese e
sganciavano, appesi a paracadute, i contenitori delle pellicole sulle quali
erano state impresse le immagini.

Lancio di un pallone-spia del progetto Genetrix statunitense. Fonte:
DamnInteresting.

Nel giro di poche settimane gli Stati Uniti lanciarono oltre
500 di questi palloni-spia, ma il programma fu annullato dopo soli 27 giorni appunto a causa delle
proteste sovietiche e anche perché molti palloni furono abbattuti dai caccia o
caddero in territorio russo, dove le preziose fotocamere top secret e
le pellicole furono recuperate, rivelando chiaramente la natura militare dei
sorvoli statunitensi.

Una pagina di un
rapporto desecretato
dell’NRO (1982) che parla del progetto Genetrix.

I sovietici esaminarono in dettaglio gli apparati di ricognizione americani,
esattamente come gli Stati Uniti oggi esaminano i resti del pallone cinese che
hanno abbattuto. Settant’anni fa, gli esperti russi si resero conto che gli
americani avevano dovuto inventare una pellicola che resistesse al gelo e alle
radiazioni presenti alle quote di volo di quei palloni. In Unione Sovietica
non c’era nulla di paragonabile, ma i russi avevano bisogno di una pellicola
di questo tipo per un loro progetto di ricognizione decisamente ambizioso.

E così il 4 ottobre 1959, tre anni dopo quella campagna di spionaggio
stratosferico statunitense, i russi lanciarono nello spazio la sonda
Luna-3, destinata a girare intorno alla Luna, sorvolarne la faccia invisibile dalla
Terra e scattarne le primissime immagini. A bordo di quella sonda c’era una
speciale fotocamera, dentro la quale c’era una striscia di pellicola non
esposta recuperata dai palloni-spia americani abbattuti. Quella pellicola era
perfetta per scattare immagini nello spazio nonostante gli sbalzi termici e le
radiazioni di quell’ambiente.

La pellicola fu sviluppata a bordo della sonda con un sistema automatico, e le
immagini furono trasmesse verso la Terra via radio, con una sorta di
lentissimo fax. L’Unione Sovietica le presentò al mondo il 26 ottobre 1959 con
grande clamore: oltre a essere una dimostrazione della supremazia russa in
campo spaziale di quegli anni, le foto rivelarono inaspettatamente che la
faccia nascosta della Luna era diversissima da quella visibile dalla Terra.
Ovviamente né i russi né gli americani dissero che le foto erano state
scattate su pellicola rubata a palloni spia made in USA.

Mosaico di alcune delle immagini scattate dalla sonda sovietica Luna-3.

E questa è una storia che oggi si può raccontare grazie ai ricercatori di
open source intelligence che hanno scandagliato pazientemente i
documenti militari che all’epoca erano segreti e ora sono pubblicati online e
accessibili via Internet. Chissà cosa troveranno questi ricercatori, fra
qualche decennio, nei documenti che oggi sono top secret.

Fonti aggiuntive:

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