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Nicolaporro.it e il giornalismo copiaincolla

Il sito di Nicola Porro,
vicedirettore de Il Giornale, ultimamente se l’è presa con i debunker, scrivendo che è un’“arte che indegnamente guardiamo da lontano con qualche dose di
disprezzo”

e tirandomi in ballo esplicitamente insieme ai colleghi e amici:
“Dove sono i Paolo Attivissimo, i Butac de noantri, i David Puente di
turno?”

(copia permanente) perché a quanto pare
non indaghiamo gratis sulle cose che interessano alla redazione. Redazione
che, ricordo, è composta da giornalisti che ricevono uno stipendio per fare
indagini giornalistiche.

Ma a quanto pare alla redazione di Nicolaporro.it non sembra avere problemi di
“disprezzo” quando si tratta di rubare intere frasi da un articolo di
un debunker.

Questo è un brano di
questo mio articolo
del 4 gennaio 2022:

E questo è un brano dell’articolo uscito ieri, 9 gennaio 2022, su
Nicolaporro.it e firmato da “Redazione” e da Paolo Becchi e Giovanni Zibordi
(copia permanente):

Versione in formato testuale per agevolare il confronto:

(il mio articolo) Dagli Stati Uniti arriva un esempio tragico di questa
regola: secondo quanto riferito da The Center Square, il direttore della
compagnia assicurativa OneAmerica, Scott Davidson, ha detto che i tassi di
mortalità attuali sono “i più alti mai visti nella storia di questo settore, e
non solo alla OneAmerica” e sono saliti del 40% rispetto ai livelli
pre-pandemia fra le persone in età lavorativa. Visto che OneAmerica gestisce
polizze vita, questo dato è cruciale per la sua attività. Davidson ha aggiunto
che non sono gli anziani a morire ma “principalmente le persone in età
lavorativa, fra i 18 e i 64 anni.” “Tanto per darvi un’idea di quanto questo
sia grave” ha dichiarato “una catastrofe da tre sigma, ossia una di quelle che
avvengono una volta ogni 200 anni, comporterebbe un aumento del 10% rispetto
al valore pre-pandemia, per cui il 40% è inaudito.” In altre parole, negli
Stati Uniti in questo periodo c’è una sovramortalità eccezionale: qualcosa la
sta causando.

(quello di Nicolaporro.it) Dagli Stati Uniti arriva infatti la notizia che il
Ceo compagnia assicurativa OneAmerica, Scott Davidson, ha detto che i tassi di
mortalità attuali sono “i più alti mai visti nella storia di questo settore, e
non solo alla OneAmerica”: sono saliti ora del 40% rispetto ai livelli
pre-pandemia fra le persone in età lavorativa. Visto che OneAmerica gestisce
polizze vita, questo dato è cruciale per la sua attività e gli attuari e gli
statistici impiegati dalle assicurazioni sono molto motivati a stimare in modo
corretto la mortalità perché è il loro business. Davidson ha aggiunto che non
sono gli anziani a morire ma “principalmente le persone in età lavorativa, fra
i 18 e i 64 anni.” “Tanto per darvi un’idea di quanto questo sia grave – ha
dichiarato – una catastrofe da tre sigma, ossia una di quelle che avvengono
una volta ogni 200 anni, comporterebbe un aumento del 10% rispetto al valore
pre-pandemia, per cui il 40% è un valore inaudito.” In altre parole, negli
Stati Uniti in questo periodo c’è una mortalità eccezionale: qualcosa la sta
causando e il Ceo Davidson non avanza ipotesi.

Persino il link della definizione di “tre sigma” è identico. Ma guarda
che strana coincidenza.

Per gli immancabili cretini assortiti che insinueranno che potrei aver copiato io retrodatando il mio articolo: copia del mio articolo salvata su Archive.org il 4 gennaio 2022.

Non ho altro da aggiungere.

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