Questo articolo non c’entra niente con l’informatica: è una mini-indagine antibufala scaturita da un post che mi ha incuriosito [Global Museum su Mastodon, citato da Charlie Stross]. Oggi conosciamo Stonehenge come uno dei monumenti più importanti del Regno Unito, risalente a oltre 3500 anni fa, ma non è sempre stato così. Il 21 settembre 1915 un barrister (avvocato) britannico, Cecil Chubb, lo comprò all’asta per la cifra non trascurabile di 6600 sterline di allora, pari a circa 800.000 euro di oggi. Il proprietario precedente del terreno su cui sorge il complesso megalitico era morto in battaglia durante la Prima Guerra Mondiale. Fino a quel momento, Stonehenge era stato insomma una proprietà privata.
Una leggenda molto diffusa, tornata in auge in questi giorni [Global Museum su Mastodon], vuole che Chubb effettuò questo acquisto per errore oppure per fare un regalo alla moglie, che gli aveva chiesto di partecipare all’asta per acquistare delle sedie di pregio per la loro casa. La signora Chubb non fu particolarmente entusiasta di ricevere invece quello che all’epoca era un trascurato ammasso di grandi pietre, molte delle quali erano cadute (foto del 1885 circa). Secondo altre fonti, invece, il barrister comprò Stonehenge per impedire che finisse nelle mani di qualche miliardario americano, col rischio che venisse smantellato e trasferito negli Stati Uniti. Nel 1918, stufo dei rimproveri della moglie, Chubb donò il sito al Regno Unito e per questo fu insignito del titolo di primo baronetto di Stonehenge.
La leggenda è carina, ma mancano fonti primarie, le fonti secondarie si contraddicono tra loro, e tutta la vicenda è un po’ troppo bella per essere vera. Chubb era facoltoso e fece davvero quell’acquisto all’asta, ma spendere quella cifra imponente per errore pare davvero improbabile. C’è un altro scenario forse più cinico e plausibile: considerate le umili origini di Chubb, l’acquisto di Stonehenge con successiva donazione potrebbe essere stato un espediente per acquisire rapidamente un titolo e il conseguente status sociale.
Sia come sia, grazie anche a Cecil Chubb oggi il sito fa parte del Patrimonio Mondiale UNESCO ed è visitato ogni anno da circa un milione di persone.
Fonti
The man who bought Stonehenge – and then gave it away, BBC, settembre 2015
Gift of Stonehenge to the Nation – letter from Cecil Chubb, Wiltshire Museum
Cecil Chubb’s Deed of Gift of Stonehenge, Sarsen.org
Mi stupisce il fatto che tu non abbia menzionato quella che sembra essere la foto più vecchia di Stonehenge, datata 1861 probabilmente, che ha trovato Brian May (sì quel Brian May) nella sua collezione di immagini stereoscopiche d’epoca. Lo so che con la chicca non c’entra tantissimo, ma poteva essere la chicca nella chicca 🙂
Ciao Francesco,
So della passione di May per le foto d’epoca stereo, ho il suo OWL e uno dei suoi libri che mi ha autografato 🙂 Non sapevo di questo ritrovamento, grazie! Vedo che ne parla qui la BBC https://www.bbc.com/news/uk-england-wiltshire-58058188 Ho visto che è datata intorno al 1860, quindi una ventina d’anni prima di quella che ho citato.
Paolo avevi parlato della foto 3d di Stonehenge di Brian May qui
https://attivissimo.me/la-prima-foto-di-famiglia-di-stonehenge/
Grazie! Non me ne ricordavo!
Solo per segnalarti due errorini: effettò e per caso errore
Sistemati, grazie!
Segnalo un possibile refuso:
“hubb era facoltoso e fece davvero quell’acquisto all’asta, ma spendere quella cifra imponente per caso errore pare davvero improbabile”
Ops, sistemato, grazie!
titolo notevole, reminescenza del famoso saggio di Oliver Sacks? Avevo letto la storia. Da appassionato di “turismo archeologico” (se sono da qualche parte vado sempre a cercarmi siti archeologici nei dintorni) sono stato una volta a Stonehenge: è un luogo fantastico. Era un giorno qualsiasi di tanti anni fa e non c’era quasi nessuno. L’unica cosa è che lo stato attuale di conservazione ha un po’ falsato tutto quanto e questo non me lo rende il sito archeologio preferito.
Ti segnalo, sono certo dopo molti altri lettori e lettrici più rapid* di me, un paio di piccoli refusi:
Una leggenda molto diffusa, tornata in auge in questi giorni [Global Museum su Mastodon], vuole che Chubb effettò questo acquisto per errore oppure fare un regalo alla moglie
Chubb era facoltoso e fece davvero quell’acquisto all’asta, ma spendere quella cifra imponente per caso errore pare davvero improbabile.
p.s. fare due “errori” con la parola “errore” è notevole 🙂
Aaaaargh. Ho corretto, grazie! Sì, il titolo è una semi-citazione.
Visto che hai menzionato Stonehenge, ti volevo raccomandare un sito interessante che si trova in Piemonte: i menhir di Cavaglià. Una curiosità: si trovano in un’area chiamata “giardini Perotto”, che è dedicata all’ingegnere Piergiorgio Perotto, creatore della Programma 101. Se ti capita di passare da quelle parti, dacci un’occhiata.
Grazie!
Lo scrittore di fantascienza?
Lui.
Solo per prova, non vedo il mio commento…
A quale commento ti riferisci? Quelli che hai mandato sono stati tutti pubblicati.
Che figuraccia, ero nell’articolo sbagliato, chiedo scusa…
Nessun problema, cose che càpitano!!