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Ieri Apple ha presentato un’ampia serie di novità hardware e software. Per chi ha fretta, ecco i punti principali.
Mac Mini. Formato invariato, ma maggiore potenza di calcolo e in opzione dischi rigidi ibridi Fusion (rotanti più stato solido) o interamente a stato solido. Prezzo base: 499 dollari, ribassato di 100 rispetto al prezzo base precedente. Disponibile subito.
iMac. La nuova versione con monitor da 27″ ha una risoluzione impressionante di 5120×2880 pixel, una scheda grafica più potente e una CPU Intel i5 da 3.5 GHz (in opzione anche da 4 GHz). Disco Fusion da 1 TB, 8 GB di RAM. Prezzo base: 2.449 dollari. Disponibile subito. L’iMac da 21″ resta a 1920×1080.
iPad. Nuovi Air e Mini (rispettivamente versioni 2 e 3), leggermente più sottili delle versioni precedenti (l’Air nuovo è spesso la metà del primo iPad) e meno riflettenti. Entrambi hanno sensori d’impronta (TouchID). Niente NFC per gli acquisti senza contatto. Air 2 costerà da 499 dollari in su (versione Wi-Fi con 16 GB) e 629 dollari (versione cellulare LTE con 16 GB). Saranno prenotabili dal 17 ottobre. Restano disponibili i “vecchi” iPad Air e Mini 2, a prezzi ribassati di 100 dollari. L’iPad Mini originale scende a 249 dollari (versione base Wi-Fi con 16 GB).
iOS. Arriva la versione 8.1, che include Apple Pay (pagamenti senza contatto). I dati delle carte di credito dell’utente vengono custoditi in un’area sicura dell’iPhone 6/6 Plus e permettono di fare acquisti semplicemente avvicinando il telefonino al sensore della cassa del negozio e toccando il sensore d’impronta. I dati delle carte non vengono trasmessi al rivenditore o ad Apple: viene usato invece un codice usa e getta. Si possono includere pulsanti Apple Pay nelle app. Apple Pay entrerà in servizio a novembre e sarà solo per iPhone 6 o 6 Plus; chi ha la versione 5 dovrà appoggiarsi a un Apple Watch (che sarà disponibile solo nei primi mesi del 2015). Con il sistema Continuity, sarà possibile rispondere agli SMS e alle telefonate cellulari dai Mac associati. iOS 8.1 sarà scaricabile a partire da lunedì.
OS X. La nuova versione, denominata Yosemite (10.10), è disponibile subito gratuitamente e gira su tutti questi Mac (in pratica, se ci gira Mountain Lion o Mavericks, ci gira anche Yosemite). Ars Technica ne ha una recensione immensa (in inglese). Visivamente imita molto iOS e si stacca molto dalle versioni precedenti. Il look traslucido impera (è disattivabile) e c’è una particolarità che non mancherà di suscitare discussioni: Safari nasconde completamente gli URL e mostra solo il nome del dominio (utile come misura anti-phishing e comunque disattivabile). Il sistema Continuity offre maggiore integrazione con gli altri dispositivi Apple nelle vicinanze, via Bluetooth: per esempio, si può iniziare a comporre una mail su un iPhone o iPad e proseguirne la scrittura su un Mac senza dover salvare la bozza, chiuderla sul telefono, sincronizzare la casella di posta sul Mac e riaprire la bozza (perlomeno nelle applicazioni che supportano il servizio).
Come al solito, è consigliabile aspettare qualche giorno per installare gli aggiornamenti di iOS e OS X, per evitare i rallentamenti tipici dello scaricamento effettuato contemporaneamente da milioni di utenti e lasciare che siano gli altri a sperimentare pregi e soprattutto eventuali difetti (per esempio, GPGmail non è compatibile con Yosemite e una versione compatibile non arriverà prima di fine novembre). Visto il recente flop dell’aggiornamento 8.0.1 di iOS, addirittura ritirato da Apple, il consiglio non è puramente teorico. E naturalmente prima di aggiornare è fondamentale fare una copia di backup dei propri dati.
