Da tempo gli esperti avvisavano che prima o poi qualcuno avrebbe creato
disinformazione intorno a un tema di importanza mondiale usando la tecnica del
deepfake, quella in cui un video viene alterato applicando al corpo di
una controfigura il volto di una persona famosa e poi animando quel volto in
modo che sembri realistico e tridimensionale. Spesso questa tecnica viene
sfruttata per far fare e dire a qualcuno qualcosa che non ha in realtà né
fatto né detto.
Il momento di cui avvisavano gli esperti è arrivato: l’aggressione della
Russia ai danni dell’Ucraina viene combattuta anche a colpi di propaganda, e i
deepfake sono diventati parte integrante di questa propaganda.
È infatti in circolazione un video nel quale il presidente ucraino Zelensky
sembra chiedere ai civili di deporre le armi e arrendersi ai militari russi.
Il video ha ottenuto una certa
visibilità sui social network, ma è stato
segnalato
dai media ucraini e rimosso dai social abbastanza prontamente; inoltre
Zelensky stesso è
apparso
in un altro video per smentire il deepfake.
In questo caso è abbastanza facile capire che il video del presunto invito
alla resa è un falso: il volto sovrapposto di Zelensky ha una nitidezza e una
colorazione nettamente differenti da quelli del resto del corpo. Ma è
importante non fermarsi alla semplice analisi tecnica del video: bisogna
sempre controllarne la fonte.
Zelensky, nota
Snopes, ha registrato numerosi video usando lo stesso sfondo, ma li ha sempre
pubblicati sui suoi profili social e sulle pagine social ufficiali del governo
ucraino. Il video falso, invece, non è mai apparso su queste fonti.
Sta circolando anche un altro deepfake legato all’invasione russa
dell’Ucraina: è un
video
nel quale una persona che sembra essere il presidente russo Putin annuncia
apparentemente la fine della guerra e dice che è stata raggiunta la pace con
l’Ucraina e che verrà ripristinata l’indipendenza della Crimea.
Президент РФ обьявил о капитуляции россии. Русский солдат, бросай оружие и
иди домой, пока жив!
pic.twitter.com/5wWC3UlpYr— Serhii Sternenko (@sternenko)
March 16, 2022
La qualità tecnica di questo secondo deepfake è decisamente superiore a
quella del video precedente: la risoluzione del volto e la sua ombreggiatura
sono coerenti con il resto del corpo, e gli unici indizi tecnici di
manipolazione sono il fatto che la bocca del finto Putin non è ben
sincronizzata con il parlato e che la voce non è quella di Putin. Ma sono
sottigliezze che possono passare inosservate per via dell’emotività della
situazione, della scarsa familiarità di molti con la vera voce del presidente
russo e della bassa qualità delle immagini se viste sugli schermi molto
piccoli degli smartphone.
Gli
esperti
sono riusciti a scoprire che il falso video di Putin è stato realizzato
partendo da un
video reale
pubblicato dal Cremlino il 21 febbraio.
Anche in questo caso, quindi, vale la regola della fonte e del contesto. Non
basta che un video sia tecnicamente realistico: bisogna anche vedere se viene
pubblicato e confermato dalla fonte ufficiale che dovrebbe averlo prodotto.
