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Addio a Stephen Wilhite, papà dei GIF

Stephen Wilhite, il creatore del popolarissimo formato grafico GIF,
è morto a 74 anni il 14 marzo scorso. Ne ha dato
annuncio
la moglie Kathaleen.

La sua invenzione di questo formato grafico risale al 1987, quando Wilhite
lavorava alla Compuserve, uno dei grandi operatori online statunitensi
dell’era pre-Internet. Fu una rivoluzione per la grafica digitale, che
all’epoca era quasi inesistente a causa delle limitazioni tecniche dei
computer, dei modem e delle linee telefoniche di quel tempo. 

Oggi che guardiamo disinvoltamente video in 4K in streaming può sembrare
incredibile, ma negli anni Ottanta era normale aspettare
diversi secondi mentre la singola immagine fissa si componeva, riga dopo
riga, sullo schermo del computer. E persino questo misero risultato era
ottenibile soltanto grazie a una serie di scorciatoie tecniche molto eleganti
adottate da Wilhite.

La scorciatoia principale era la riduzione della quantità di dati da
trasmettere, grazie alla compressione digitale (LZW) e alla riduzione
del numero di colori realmente presenti nell’immagine: ne venivano infatti usati al
massimo 256, e tutte le sfumature intermedie venivano simulate usando pixel di
colori approssimativamente simili (come potrete notare ingrandendo l’immagine
di Wilhite qui sopra, che è ovviamente in formato GIF).

Il formato non era ideale per le fotografie, ma era ottimo per i grafici e
aveva due grandi vantaggi: consentiva di creare piccole animazioni cicliche —
ve li ricordate i classici omini stilizzati che lavorano negli avvisi “sito in
costruzione”
? — e inoltre era compatibile con tutti i tipi di computer. Anche per
questo è ancora diffusissimo anche adesso, per esempio per creare
mini-immagini di commento o decorazione per i post sui social network.

Una GIF animata. Credit:
Wikipedia.

Nel 2012 la sigla GIF, che sta per
Graphics Interchange Format, ossia
“formato per l’interscambio di grafica”, è stata scelta come parola
dell’anno dai prestigiosi
Oxford Dictionaries, e nel 2013 Stephen Wilhite ha vinto un prestigioso
premio Webby
per la sua invenzione e per il suo contributo alla cultura di Internet.

Sull’importanza del formato creato da Wilhite non ci sono dubbi: ma su come si
pronunci il nome di quel formato, invece, c’è un battibecco che spopola fra
gli informatici da decenni. Si dice GIF (gif) con la G di giraffa o GIF
(ghif) con la G di ghianda

Secondo la documentazione tecnica ufficiale, rilasciata nel 1987, la pronuncia
corretta sarebbe gif (con la G di giraffa):
“The GIF (Graphics Interchange Format), pronounced “JIF”, was designed by
CompuServe and the official specification released in June of 1987”
(GIF Pronunciation Page).

Wilhite stesso, nel ritirare il premio Webby nel 2013, ha ribadito che la
pronuncia corretta è gif, e lo ha fatto a modo suo, usando appunto una
GIF animata con la dicitura
“It’s pronounced “JIF” / not “GIF””:

In teoria, essendo il creatore dello standard, è lui a decidere qual è la
pronuncia corretta del nome della sua creatura. Ma molti linguisti sono
dell’avviso che in realtà è l’uso comune, non la regola astratta e imposta, a decidere
la pronuncia dei vocaboli e degli acronimi, per cui il papà delle GIF
(ghif) o GIF (gif) che dir si voglia non avrebbe l’ultima parola
sul nome della propria creatura.

Di fatto, a livello mondiale sembra che si stia imponendo la pronuncia
ghif, secondo alcuni
sondaggi, e i dizionari più
autorevoli sono divisi sulla questione. La controversia è stata
citata
anche in Big Bang Theory (nella puntata
The Fortification Implementation).

Howard Wolowitz : Settle this. Those little animated pictures on the Internet,
are they called “gifs” or “jifs”?

Leonard Hofstadter : Well, the G
stands for “graphics.” That’s a hard G, so I’d say “gif.”

Raj
Koothrappali : What? The guy who invented it says it’s “jif.”

Howard
Wolowitz : I’m sorry, do you mean the guy or the juy?

Qui sotto trovate lo spiegone, illuminante come sempre, di Tom Scott.

Una cosa è certa: tormentare i vostri amici informatici sottoponendo loro la
domanda “Ma si pronuncia “gif” o “ghif”?” è sempre stato un metodo
garantito per creare pandemonio. Ora è utile anche per tenere viva la memoria
di Stephen Wilhite.
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