È disponibile temporaneamente sul sito della Rete Tre della RSI il
podcast
della scorsa puntata del Disinformatico radiofonico. Ecco i temi e i
rispettivi articoli di supporto: la
nuova categoria degli ultrabook, la
TV 3D senza occhiali e gli occhiali 3D senza TV, il
furto di certificati digitali per Google che consente intercettazioni
facili, la
truffa per truffati alla nigeriana
e l’allarme su Facebook per la presunta comparsa di video pornografici a
insaputa dell’utente.
Questi articoli erano stati pubblicati inizialmente sul sito della Rete Tre
della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non sono più disponibili.
Vengono ripubblicati qui per mantenerli a disposizione per la
consultazione.
In arrivo TV 3D senza occhiali e occhiali 3D senza TV
Il titolo non è una battuta: il 3D finalmente farà a meno degli scomodi
occhialini che smorzano così tanto i colori, il contrasto e la luminosità.
Debutterà infatti a dicembre in Europa un
televisore 3D da 55 pollici
che funziona senza occhiali, sfruttando un display LCD da ben 3840 x 2160
pixel. Quest’innovazione toglierà il peso degli occhialini, ma alleggerirà
anche il portafogli, dato che il prezzo annunciato è di ben 7999 euro.
Se il vostro budget è più limitato e volete comunque l’esperienza del 3D,
potete comperare il
televisore 3D personale
che si indossa come se fosse un paio di occhiali: ha due schermi OLED ad alta
risoluzione e cuffie surround. Costa solo 800 dollari, ma naturalmente occorre
comperarne uno per persona (sconsigliabile quindi per le famiglie numerose) e
rende molto difficile allungare correttamente la mano per prendere il popcorn
e portarlo alla bocca, perché la visuale è completamente bloccata. Chi l’ha
provato, però, garantisce che l’effetto avvolgente è totale anche in termini
di audio.
Sei stato truffato? Dacci dei soldi e ti risarciremo!
Ci sono occasioni nelle quali la sfacciataggine dei truffatori della Rete
raggiunge livelli incredibili e viene da pensare
“Ma chi vuoi che ci caschi?”. Purtroppo i malviventi digitali sanno
benissimo che il tipo di persona che abbocca a una trappola tende ad abboccare
anche alle altre.
Si basa proprio su quest’amara constatazione psicologica la nuova frontiera
della “truffa alla nigeriana”, quella che nella sua versione classica promette
una vincita o un’eredità milionaria se si invia un piccolo anticipo. Oggi c’è
anche la truffa sulla truffa: quella che propone a chi è già stato imbrogliato
di farsi risarcire inviando dati personali e un po’ di soldi.
La segnalazione proviene da
F-Secure:
alle vittime arriva una mail dal "Ministero degli affari esteri
nigeriano", che invita chi ha subito una truffa via mail da parte di un
imbroglione nigeriano a contattare il "Ministero" per avviare le
pratiche di un fantomatico risarcimento di 50.000 dollari messo a disposizione
di ciascuna vittima grazie al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca
Mondiale.
In realtà la mail, dall’aria molto formale e professionale, è soltanto una
scusa per prendere contatto e farsi dare inizialmente alcuni dati personali,
utili per compiere furti d’identità: la richiesta di denaro per inesistenti
formalità burocratiche arriverà dopo, quando l’utente, pur essendo già stato
scottato una volta, penserà di avere speranze di rivedere il denaro che gli
era stato sottratto con l’inganno.
La regola di fondo contro queste truffe è semplice: mai dare dati personali a
sconosciuti e mai credere alle vincite o alle eredità improvvise comunicate
via mail. Un approccio cinico ma prudente, che purtroppo molti non seguono,
con conseguenze spesso brucianti.
Ecco il messaggio in tutto il suo truffaldino splendore originale:
From: "Ministry of Foreign Affairs Nigeria" (hr@wdzy.net)
Subject: Swindled by Nigerian? Apply for compensation now!
Reply-To: cn.verification@07168.cn
Ministry of Foreign Affairs Federal Republic of Nigeria
Maputo Street
off Abidjan Street
Wuse Zone 3,
P.M.B. 130, Garki
Abuja.
Our Ref: FGN/WB/MFA/CitiBank/2011 (1/1)
Dear Sir/Madam
This is to announce to you that the Federal Government of Nigeria supported
by the World Bank Group and International Monetary Fund (IMF) have allocated
$50.000 each for every scam victims for monetary loss and damages.
The compensation funds were deposited at Citibank Nigeria (CN) and the
funds will be transferred free of charge by Citibank Nigeria (CN) as
instructed by the Federal Government of Nigeria so you do not need to pay
any transfer fee or tax of any kind and the transfer will also be monitored
by the Ministry of Foreign Affairs for confirmation reasons. The funds have
been insured to avoid unnecessary deductions until they get to their various
destinations.
Take note that we have never held any scam victims compensation program in
Nigeria.
This is the First-Of-Its-Kind. Do not be deceived by anybody, any
organization or any Ministry!If you have been scammed send your NAME and ADDRESS for verification to any
of the two (2) email addresses listed below, the email addresses are set up
by Citibank Nigeria (CN) for this compensation purpose only:
Email1: cn-verification@07168.cn
Email2: cn.verification@07168.cn
The means of verification is via Western Union and MoneyGram, if truly you
have sent money to Nigeria your name will be in their databasePlease do not respond to any email which asks you to send your username and
password for any reason, if you have already done that kindly change your
password immediately.
Yours sincerely,
Mrs. Irewolede Janet Michael
(Public Relations Officer)
Oversea Communication Department
Ministry of Foreign Affairs (MFA), Nigeria.
Allarme Facebook: appaiono video pornografici nella bacheche!
Al Disinformatico sono arrivate moltissime segnalazioni di questo
allarme che sta circolando su Facebook:
OCCHIOOOO…..STANNO METTENDO FILMATI PORNOGRAFICI A NOSTRO NOME NELLE
BACHECHE DEI NOSTRI PROFILI SENZA CHE NOI CE NE POSSIAMO ACCORGERE, NOI NON
LI VEDIAMO, MA LE ALTRE PERSONE SI, COME SE FOSSE UNA NOSTRA PUBBLICAZIONE,
A VOLTE APPARE PERSINO UN NOSTRO COMMENTO. SE VEDETE UNA COSA SIMILE NELLA
MIA BACHECA AVVISATEMI E NON APRITELO PERCHE’ E’ UN VIRUS…COPIATE E
PASSATE
L’allarme ha un piccolo fondamento di verità: in effetti sarebbe possibile far
comparire filmati o link a video di qualunque genere nella bacheca di un
profilo e far sembrare che siano stati inseriti dal titolare del profilo. È un
espediente usatissimo dagli spammer. Ma non è plausibile che questo possa
succedere senza che l’utente se ne possa accorgere: infatti ogni utente di
Facebook può, in qualunque momento, vedere la propria Bacheca “da fuori”,
ossia come la vedono gli altri.
Ecco come procedere: cliccate su Account (in alto a destra); dal menu
che compare, scegliete Impostazioni sulla privacy; nella schermata che
compare, cliccate su Personalizza impostazioni (in basso al centro);
cliccate su Anteprima del mio profilo e infine su Bacheca. Se
volete sapere come vi vedono i vostri amici di Facebook, immettete il loro
nome nella casella
"Guarda l’anteprima di come il tuo profilo viene visualizzato da una
persona specifica".
Prossimamente, inoltre, nel profilo personale ci sarà un nuovo pulsante, in
alto a destra, che vi permetterà di vedere direttamente come gli altri
iscritti al social network vedono il vostro profilo, senza seguire la
complessa procedura descritta qui sopra.
In generale, conviene anche seguire il
Gruppo Antibufale di Facebook
(in italiano) per tenersi aggiornati sugli allarmi reali o fasulli che
circolano nel social network.
Istintivamente si tende a voler diffondere questi allarmi pensando che sia
comunque meglio avvisare anche se probabilmente si tratta di un falso allarme,
ma in realtà sarebbe meglio evitare di inoltrarli senza aver verificati,
perché si creano allarmi inutili che annacquano quelli autentici.
Rubati certificati digitali per Gmail e tutti i servizi Google: aggiornatevi
Se siete fra quelli che
"io il browser non lo aggiorno perché va bene quello che ho e non ho
tempo", forse è il caso di ripensarci. Il 10 luglio scorso la società olandese
DigiNotar ha emesso dei certificati digitali fraudolenti per Google.com e
tutti i sottodomini di Google. Traduzione: un aggressore che usa questi
certificati falsi può spacciarsi per Google e quindi intercettare tutto il
traffico degli utenti di Google, anche se si proteggono usando sessioni
cifrate SSL (quelle con il lucchettino chiuso).
Lo scopo dell’attacco, stando alle prime indagini, è l’intercettazione della
mail degli utenti iraniani che adoperano Gmail, il servizio di posta di
Google. La DigiNotar ha revocato i certificati in questione e Google e Mozilla
hanno aggiornato Chrome, Firefox e Thunderbird per respingere i certificati
fraudolenti emessi a nome di DigiNotar. Internet Explorer dovrebbe già
rifiutarli se gira su Windows Vista, Windows 7, Windows Server 2008 e 2008 R2;
per chi usa ancora Windows XP e Windows Server 2003 verrà distribuita una
patch di aggiornamento.
Per gli utenti di Safari mettersi in sicurezza è un po’ più complicato: in
attesa che Apple distribuisca un aggiornamento bisogna seguire delle
istruzioni manuali
per disabilitare i certificati della Diginotar o, meglio ancora, cancellarli
completamente dal Portachiavi e poi riavviare Safari.
Fonti aggiuntive:
Ars Technica,
Microsoft.
Notebook, netbook… e adesso ultrabook?
Se state cercando un computer nuovo, magari per inaugurare l’anno scolastico,
c’è un nuovo termine da imparare: dopo il notebook e il netbook arriva
l’Ultrabook.
Sembra un nome da supereroe, ma è il marchio registrato adottato recentemente
da Intel per definire una nuova categoria di computer portatili molto leggeri
e compatti, che nelle intenzioni del colosso dei processori dovrebbero
costituire il 40% del mercato dei portatili per uso personale entro la fine
del 2012.
Come si fa a riconoscere un ultrabook? Il metodo più semplice è guardarlo di
profilo: deve infatti avere uno spessore massimo di 20 millimetri. Poi lo si
può sollevare per verificare che pesi meno di 1400 grammi. Ma non basta:
l’autonomia delle batterie deve essere di almeno cinque ore e il disco rigido
non può essere di tipo tradizionale (quello con un disco magnetico vero e
proprio e delle testine che lo leggono e scrivono), ma deve essere del tipo a
stato solido (SSD). L’avvio, inoltre, deve essere rapidissimo: una manciata di
secondi. Il tutto, infine, deve costare intorno a mille dollari.
Queste prestazioni a questi prezzi comportano delle rinunce. Sparisce infatti
il lettore o masterizzatore di CD o DVD, ma va detto che l’uso di questo
genere di supporto è sempre più raro, soprattutto sui computer portatili, per
cui molti utenti potrebbero non sentirne la mancanza.
L’idea dell’Ultrabook sembra ispirata dal successo commerciale del Macbook Air
di Apple e dal fatto che i reparti di marketing hanno capito che lo spessore
ridotto e la leggerezza sono qualità che possono essere apprezzate anche da
chi non si districa tra gigahertz e megabyte. Per dimostrare di essere
tecnologicamente al passo con Apple, si sono già buttate nel mercato degli
ultrabook Acer, Asus, Lenovo e Toshiba.