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Cosa guardano in TV gli informatici? Mr. Robot

Cosa guardano in TV gli informatici? Mr. Robot

Una delle serie TV più popolari fra gli informatici in questo periodo è Mr. Robot, non solo per la sua trama interamente basata sulle vicende di un gruppo di hacker coinvolti in un dramma informatico che cambia letteralmente l’economia del mondo intero ma anche (e soprattutto) per il realismo e la cura dei dettagli.

Quest’attenzione quasi ossessiva per l’autenticità e la frequente inclusione di chicche nascoste (easter egg) hanno scatenato la passione di molti appassionati ed esperti, che analizzano ogni fotogramma e ogni riga delle schermate di codice mostrate in ogni puntata, scoprendo messaggi nascosti (come questo) e siti Web realmente esistenti che estendono e arricchiscono gli eventi della serie. 

Il blog Naked Security di Sophos, per esempio, pubblica recensioni tecniche di ciascuna puntata, confermando la plausibilità dei metodi di attacco e mostrati e degli strumenti utilizzati.

Una delle chicche più notevoli è nella quinta puntata della seconda stagione: non è sullo schermo, ma è annidata nell’audio della puntata. A un certo punto si ode un breve fruscio incoerente, al quale è facile non fare caso: ma in realtà si tratta di un’immagine trasmessa in forma codificata: questa.

Ci sono anche apparizioni di informatici illustri, come per esempio Gregg Housh, ex membro di Anonymous nella realtà, che fa la comparsa nella seconda puntata della seconda stagione. Non perdetevi l’apposito sito ufficiale che contiene (quasi) tutte le chicche nascoste di ciascuna puntata.

Informatichicche: l’immagine predefinita in Outlook 2010 è la foto segnaletica di Bill Gates

Informatichicche: l’immagine predefinita in Outlook 2010 è la foto segnaletica di Bill Gates

C’era un tempo quando nascondere chicche all’interno dei prodotti informatici (software e anche hardware) era una sana e robusta tradizione: si chiamavano easter egg, “uova di Pasqua”, ed erano un po’ ovunque, come testimonia questo elenco enorme ma parziale. C’era, per esempio, il gioco nascosto nell’iPod del 2001.

Poi molte società che producono software hanno messo il veto: ogni chicca era un potenziale appiglio per difetti e vulnerabilità. E così la venerabile usanza – insieme con il marketing virale generato dalla caccia alle chicche nei nuovi prodotti – si è sostanzialmente persa.

Ma ce n’è una relativamente recente e molto particolare in Microsoft Outlook 2010: l’icona predefinita dei contatti. Avete presente quella sagoma generica che compare nella rubrica dei contatti se non associate una foto a una voce della rubrica? Quella.

Non è una sagoma a caso. Come ha segnalato Ken Fisher di Ars Technica, quella silhouette è tratta da una foto di Bill Gates, ex boss supremo di Microsoft.

E non è una foto qualunque: è la foto segnaletica fatta a Gates dalla polizia del New Mexico, ad Albuquerque, nel lontano 1977, quando il ricchissimo filantropo di oggi, all’epoca ventiduenne, fu arrestato per una violazione del codice della strada.

La chicca è sfuggita ai controllori di Microsoft o è intenzionale? Difficile da dirsi, anche perché Gates stesso ha usato una versione ritagliata della propria foto segnaletica in uno spot televisivo di Microsoft del 2008.

Nuove frontiere dell’Internet delle Cose: il termometro rettale “social”

Nuove frontiere dell’Internet delle Cose: il termometro rettale “social”

So che adesso va di moda condividere tutto e connettere tutto a Internet, e magari sono io che sono troppo all’antica, ma forse c’è un limite che non andrebbe superato: Ditemi voi: è proprio necessario un termometro da collegare al telefonino per condividere la propria temperatura orale, ascellare o rettale?

Secondo la casa produttrice del termometro “smart” Kinsa, sì, è necessario e socialmente utile. Questo dispositivo è una sonda sottile che si collega allo smartphone, che viene usato per visualizzare la temperatura e memorizzarla. I dati raccolti possono essere poi condivisi online tramite un’app gratuita.

Se vi state chiedendo quale sia l’utilità sociale di condividere la propria temperatura personale, Kinsa risponde dicendo che il prodotto offre la possibilità di “vedere cosa circola nel vicinato o nella scuola del tuo bambino”. Francamente faccio fatica a immaginarmi una collettività di genitori che ogni mattina ficca lo smartermometro in bocca al pargoletto e posta online la febbriciattola del giorno, ma con certi genitori esibizionisti e iperprotettivi non si può mai dire.

Un aspetto che ha creato una certa divertita perplessità a proposito del termometro social è il fatto che la sua app chiede accesso alle informazioni di posizione, alle fotografie e soprattutto al microfono dello smartphone. I maliziosi hanno messo in relazione la richiesta del microfono con una delle modalità di utilizzo del termometro, ma in realtà l’accesso al microfono è necessario perché il termometro trasmette i propri dati tramite la presa per cuffie e microfono del telefonino. Benvenuti nell’Internet delle Cose.

Oggi è la Giornata del Sysadmin

Oggi è la Giornata del Sysadmin

Fonte: Wikipedia.

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/07/31 23:35.

Oggi è il Sysadmin Day o più formalmente il System Administrator Appreciation Day: la giornata dedicata al riconoscimento del duro lavoro degli amministratori di sistema (o sysadmin) e di tutte le persone che fanno funzionare i sistemi informatici e consentono agli altri, i comuni mortali denominati utenti, di usarli per lavorare, comunicare e giocare.

La giornata è stata indetta per la prima volta nel 2000 da Ted Kekatos (non a caso un sysadmin), ispirato da una pubblicità nella quale gli utenti coprivano di fiori e cestini di doni il tecnico che aveva installato per loro le stampanti di una nota marca, ed è diventata nel corso degli anni un appuntamento rituale, con tanto di magliette a tema e altre trovate commerciali.

Siate sempre riconoscenti al vostro sysadmin: qualunque cosa facciate con il vostro computer, la potete fare perché lui o lei sistema tutte le magagne, configura i servizi di rete, fa la manutenzione: compiti ingrati e spesso ignorati dagli utenti, che si accorgono dell’esistenza del sysadmin soltanto quando qualcosa non funziona o quando commettono qualche errore.

Siate riconoscenti anche perché il sysadmin è onnipotente: spetta a lui o lei decidere quando e come far funzionare i sistemi informatici che usate.

C’è un sito ufficiale, Sysadminday.com, che invita a portare al sysadmin torte, gelati, pizza, cartoline di ringraziamento, regali vari, palloncini, T-shirt a tema o anche semplicemente qualche parola di gratitudine.

Per avvicinare in modo corretto e non ostile un sysadmin, creatura nota per il suo comportamento scontroso e per il suo modo di comunicare tramite acronimi e vocaboli inglesi anche quando si esprime apparentemente in italiano, tenete presente queste semplici regole semiserie:

– Ai sysadmin piace lavorare 90 ore a settimana; adora risolvere gli inceppamenti della vostra stampante.

– Il sysadmin non ha bisogno di ferie: si alza dalla scrivania per pranzo ed è già contento.

– I sysadmin non sono asociali; sono semplicemente selettivi nella scelta degli amici.

– La scrivania del sysadmin non è in disordine: è organizzata in modo creativo. Il sysadmin trascende la linearità e vede l’ordine nel caos.

– Il sysadmin non vuole essere ringraziato. La sua evidente gioia interiore scaturisce spontanea dalla soddisfazione di fare il proprio lavoro.

– Il sysadmin non va alle feste. Festeggia da solo guardando The IT Crowd, cantando la System Administrator Song e rileggendo BOFH.

– Quando il sysadmin vi chiede se avete provato a spegnere e riaccendere, non vi sta prendendo in giro: la stragrande maggioranza dei problemi informatici si risolve davvero con un bel riavvio che fa piazza pulita.

Perché un secondo in più manda in tilt i computer?

Perché un secondo in più manda in tilt i computer?

Il 30 giugno scorso è stato inserito un secondo in più al tempo coordinato universale (UTC), l’ora ufficiale di riferimento per moltissime attività, per cui alle 23:59:59 UTC non si è passati alle 00:00:00 del giorno dopo (1 luglio) ma gli orologi ufficiali hanno segnato 23:59:60.

Il secondo (in gergo secondo intercalare) è stato aggiunto per sincronizzare l’ora ufficiale con le leggere variazioni della rotazione terrestre, come avviene ogni tanto: era già capitato a giugno 2012, per esempio, seguendo una prassi introdotta nel 1972.

Ma che differenza può mai fare un secondo? Può sembrare strano, ma ci sono moltissimi processi nei quali un secondo fra una differenza enorme e trovarsi fuori sincronismo è un dramma. Per esempio, un lancio di un razzo di rifornimento che deve incontrare la Stazione Spaziale Internazionale deve essere preciso al secondo, altrimenti mancherà il proprio bersaglio, che in un secondo si sposta di quasi otto chilometri.

Anche sulla Terra un secondo può causare guai grossi: il giorno dell’inserimento del secondo intercalare precedente, a giugno 2012, sono andati in tilt siti come Reddit, Gawker, molti server Linux e la compagnia aerea Quantas ha avuto problemi informatici che hanno causato ritardi in una cinquantina di voli. Anche il settore finanziario, con le operazioni di borsa automatizzate che lavorano sulle frazioni di secondo, ha seri problemi se il software non è capace di gestire il caso di un minuto che ha sessantuno secondi (da 00 a 60) invece dei normali sessanta. Infatti per l’occasione le borse statunitensi hanno risolto drasticamente il problema chiudendo le contrattazioni poco prima dell’istante del secondo intercalare.

Il problema tecnico è che si tratta di una situazione che si verifica molto raramente (prima del 2012 c’era stato un secondo intercalare nel 2008) e quindi il software che la gestisce non viene quasi mai messo alla prova; inoltre le simulazioni delle interazioni fra sistemi situati su reti molto vaste diventano impraticabili.

Noi utenti comuni non dobbiamo fare nulla: computer, tablet e telefonini di norma si sincronizzano quando si collegano a Internet.



Fonti: Ars Technica (1, 2).