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9,9 gigapixel al servizio dell’arte

9,9 gigapixel al servizio dell’arte

Quanti megapixel? Parliamo di gigapixel…

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “pot” e “luigi”.

Una foto da 9,9 gigapixel? Un po’ troppo per la vostra fotocamera nuova di pacca? Eccovi le nuove frontiere dell’immagine digitale. Sul sito Haltadefinizione (sponsorizzato da DeAgostini) trovate un bell’esempio di utilizzo della tecnologia per consentire di visitare un’opera d’arte in un modo altrimenti impossibile.

Date un’occhiata all’affresco della Gloria di Sant’Ignazio, di Andrea Pozzo, visitabile nella chiesa di Sant’Ignazio di Loyola a Roma: lo potete zoomare fino a un livello di dettaglio incredibile, degno di Blade Runner, e potete anche confrontare l’opera finita con il bozzetto (che è già di per sé un’opera d’arte).


L’immagine è costituita da un collage di quasi 1200 foto, che tappezzano un’area di 149.307 pixel di larghezza per 65.984 pixel d’altezza.

Nel medesimo sito trovate anche molte altre opere d’arte visitabili virtualmente in questo modo straordinario. Quando vi dicono che l’informatica è per gli smanettoni e gli asociali, rispondete con quest’esempio.

Aggiornamento (2007/06/20): Come hanno notato alcuni lettori, la megafoto (o forse dovrei chiamarla gigafoto) contiene una sorpresa: un’immagine di Spongebob. Non è un fotomontaggio e non sembra essere uno scherzo degli autori della fotografia: è un palloncino vero e proprio, un po’ sgonfio. Stranamente, però, il palloncino è appeso e non fluttua sotto l’affresco. Buona caccia 🙂

Chi ha bisogno delle fantasie di Voyager quando la realtà è questa?

Chi ha bisogno delle fantasie di Voyager quando la realtà è questa?

22.48: passa la Stazione Spaziale Internazionale

Pochi minuti fa è passata sopra il Maniero Digitale la Stazione Spaziale Internazionale. Ecco una foto scattata con una normale fotocamera digitale, un tempo di posa di 8 secondi e un minimo di ripulitura digitale.

E questa è un’immagine degli astronauti al lavoro all’esterno di quella stessa stazione spaziale, catturata da NASA TV nel momento in cui stava passando:

Con realtà magiche come queste, a che servono le fantasie trite dei vari Giacobbo, Ruggeri e Decollanz e di quelli che da cinquant’anni continuano a farsi rapire dagli alieni ma non portano mai a casa uno straccio di Polaroid o un bullone extraterrestre?

Photowalk, tutti a fare foto insieme domani

Photowalk, tutti a fare foto insieme domani

Photowalk, fotografia “sociale” coordinata via Internet

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Domani si terrà in tutto il mondo il Worldwide Photowalk: un evento informale e gratuito per far conoscere meglio la fotografia agli appassionati e a chi usa il flash anche allo stadio e riscoprire la propria città attraverso l’occhio di una guida costituita da un fotografo esperto.

Partecipare non costa nulla: si tratta semplicemente di passeggiare per la propria città per un paio d’ore, in gruppi di una cinquantina di persone e fare le foto che più ispirano.

L’elenco delle città partecipanti è qui (Lugano è una delle sei in Svizzera); le risposte alle domande più frequenti sono qui. Ci sarà un premio per le foto migliori, condivise via Internet, e c’è una mezza idea di entrare nel Guinness dei Primati per il maggior numero di foto scattate in uno stesso giorno: l’anno scorso ne furono fatte oltre un milione.

Questo evento a costo zero non sarebbe stato possibile nell’era pre-Internet e pre-fotografia digitale. Una volta tanto, una forma di social networking che invece di inchiodarci davanti al computer ci propone di uscire e incontrarsi faccia a faccia e scambiarsi idee, trucchi e consigli.

Anche la fotografia in time-lapse sbufala gli sciachimisti

Anche la fotografia in time-lapse sbufala gli sciachimisti

Video HD accelerati a basso costo: basta una fotocamera

Il time-lapse (ripresa a un fotogramma ogni tot secondi) è un ottimo strumento per esplorare le dinamiche di eventi troppo lenti per essere studiati dal vivo, come per esempio l’evoluzione delle nuvole. Ho già proposto un metodo per usare una webcam per generare video di questo genere a basso costo, ma è una soluzione limitata dalla risoluzione della webcam e impegna il laptop.

Così oggi ho provato a usare la funzione di scatto periodico della mia fotocamera digitale, e ne è venuto fuori un video in time-lapse in alta risoluzione (avrei potuto arrivare a 3000 pixel di larghezza, ma mi sono accontentato di 1280×960) che documenta in 14 secondi mezz’ora di bel tempo sopra il Maniero digitale oggi pomeriggio.

Che c’entrano le scie chimiche? Semplice: gli sciachimisti dicono che quando non si vedono scie in cielo, è perché quel giorno gli aerei non volano. Certo, perché il traffico aereo civile si prende interi giorni di pausa.

Molto più banalmente, gli aerei volano lo stesso, ma se non rilasciano scie di condensa non sono molto visibili; anzi, passano quasi inosservati, come posso confermare per esperienza. Avrei giurato che nella mezz’ora non era passato neanche un aereo, ma sfogliando i fotogrammi ne ho invece pescati parecchi.

Se la cosa v’interessa, le istruzioni per realizzare questo tipo di ripresa, il video in questione e i fotogrammi con gli aerei nascosti sono qui sul blog La Bufala delle Scie Chimiche, dove sto radunando tutto il materiale per non appestare il Disinformatico con quest’argomento.

Infezioni anche per cornici digitali

Infezioni anche per cornici digitali

Aiuto, c’è un virus nel mio portafoto

Belli, i portafoto digitali: costano sempre meno e sono un regalo ideale per chi non ha dimestichezza con la tecnologia ma ne apprezza le potenzialità. Il problema è che anche questi oggetti sono a rischio virus.

Samsung ha infatti distribuito alcune versioni del modello SPF-85H da 8 pollici fornendo nella confezione un CD d’installazione infetto, che contiene il worm Sality. Il CD serve per usare la cornice come monitor USB su computer Windows XP: chi ne installa il contenuto su XP si trova con un virus che, fra le altre piacevolezze, registra tutto quello che viene digitato, secondo Sophos. Gli utenti di Vista non sono affetti.

Amazon ha già pubblicato un avviso che spiega come ripulire i computer infetti.

E con questo episodio la lista di dispositivi infettabili si arricchisce di una nuova voce, come nota Trend Micro: abbiamo già visto navigatori e lettori MP3, compresi gli iPod, afflitti da virus alla consegna. Adesso bisogna fare attenzione anche ai portafoto. L’importante, al di là della portata del singolo incidente, è sapere che occorre prendere delle precauzioni e scandire quindi con un antivirus aggiornato anche i CD d’installazione forniti insieme ai vari apparecchi digitali.

Altre fonti: Internet Storm Center, The Register.

Foto digitali rovinate? Arrivano i soccorsi

Foto digitali rovinate? Arrivano i soccorsi

Come recuperare foto perdute

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “chiara.gr****” e “paolo_****”.

Bello, il digitale. La fotocamera ti permette subito di controllare se le foto sono venute bene: le vedi sullo schermino e te ne vai tranquillo. Poi arrivi a casa, attacchi la fotocamera al computer, e scopri che le foto sono rovinate: interi blocchi mancanti. Oppure nella foga cancelli la foto sbagliata, o scopri che, quando la vedi a tutto schermo, la foto è tragicamente mossa o sfocata.

Il problema dei blocchi mancanti è un errore di scrittura dei dati: può essere dovuto per esempio a un difetto della schedina di memoria o alla bassa tensione delle batterie della fotocamera, ed è un difetto particolarmente subdolo, perché l’anteprima della foto, anche sul computer, è perfetta. Il tragico difetto emerge soltanto quando si apre l’immagine. In questo caso non c’è nulla da fare: i dati non sono stati scritti correttamente, quindi non c’è nulla di recuperabile (tranne il pezzetto di foto eventualmente memorizzato bene, o l’anteprima stessa). L’unica soluzione è la prevenzione: batterie sempre fresche e schede di memoria di qualità.

Se invece la foto c’è, ma l’avete cancellata per errore (per esempio perché pensavate di aver riversato le foto dalla schedina al PC ma non l’avete fatto), allora ho un programma che fa per voi: Photorescue, per Windows e Mac. Recupera le foto cancellate (se non sono già state sovrascritte) e in alcuni casi recupera le foto scritte erroneamente sulla schedina di memoria. E’ molto semplice da usare e devo dire che funziona egregiamente.

Se la foto è stata salvata correttamente ma è disturbata, sfocata o mossa, entro certi limiti è correggibile e recuperabile usando vari programmi, come i plug-in di denoise (rimozione del rumore elettronico, tipico delle foto digitali scattate in poca luce) o il programma autonomo PictureCooler (per Windows). La sfocatura e il mosso si possono ridurre usando PictureCooler (immagini demo qui) un altro ottimo programma, FocusMagic (per Windows e, come plug-in Photoshop, anche per Mac).

Qui sotto vedete un esempio di recupero di una foto mossa: un’immagine di un rottame d’aereo davanti al Pentagono (uno di quei rottami che secondo i complottisti non esistono). Questo è l’originale:


E questa è la versione sistemata togliendo il mosso con FocusMagic:


I risultati sono molto variabili, e non c’è alcuna garanzia di recupero totale, ma quando la foto è irripetibile o si vogliono rivelare dettagli apparentemente perduti, questi programmi sono un toccasana.

Decifrata la foto mascherata di un pedofilo

Decifrata la foto mascherata di un pedofilo

Untwirling: l’Interpol rivela il volto di un pedofilo, ma anche un segreto tecnico

L’Interpol ha diramato una serie di foto e altre informazioni riguardanti una persona denominata in codice Vico, le cui immagini terribili di abusi su minori circolano su Internet almeno da dicembre 2004. L’uomo (o chi ha diffuso le foto pedofile) riteneva di essere al riparo dall’identificazione perché il suo volto era mascherato tramite una tecnica digitale chiamata twirling: l’immagine viene deformata a spirale, come potete vedere nella foto qui sopra.

Ma l’Interpol ha rivelato di essere in grado di invertire la deformazione e recuperare il volto originale, e ha chiesto la collaborazione del pubblico per cercare di snidare quest’individuo. Il problema di questa scelta insolita è duplice: da un lato espone al rischio di vigilantismo anche persone la cui unica colpa è quella di somigliare al ricercato; dall’altro, rivela una tecnica d’indagine, che quindi è stata “bruciata”: nessuno la userà più. Mantenerla segreta avrebbe dato agli investigatori un vantaggio che adesso si è perduto.

Non solo: ora chiunque abbia mai usato questa tecnica per mascherarsi o difendere la propria privacy (in situazioni meno drammatiche, s’intende) si trova esposto al rischio di essere smascherato. E la tecnica è estremamente semplice: è un normale filtro di Photoshop, come descritto in queste istruzioni.

Fonti: Interpol, New York Times, BoingBoing

La fotocamera che scatta quando sorridi

Sony e Olympus presentano fotocamere con riconoscimento automatico del sorriso

Godetevi questo video della nuova fotocamera Sony Cybershot T200, che include un originale sistema di riconoscimento facciale che rileva il momento esatto in cui il soggetto sorride e scatta automaticamente la foto. Funzionerà anche al di fuori dell’ambiente controllato dello stand fieristico? Bella domanda. Di certo lo schermo grandissimo farà gola. Ma c’è anche la Olympus che offre un sistema analogo, con la FE-280.