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Cimici digitali dell’FBI in OpenBSD?

Cimici digitali dell’FBI in OpenBSD?

Davvero l’FBI ha messo cimici nel software libero OpenBSD (e nel Mac)?

Un’accusa pesante: l’FBI avrebbe infilato delle vere e proprie “cimici digitali” nel sistema operativo OpenBSD e la cosa potrebbe avere ripercussioni anche su altri sistemi operativi, come per esempio Mac OS X di Apple. Lo afferma una mail del programmatore ed ex consulente dell’FBI Gregory Perry, inviata a Theo de Raadt, capo del progetto OpenBSD, un sistema operativo simile a Unix, aperto e liberamente scaricabile, celebre fra gli appassionati per la sua qualità e sicurezza, tanto da vantare il record invidiabile di due sole falle gravi in dieci anni.

OpenBSD è appunto open: tutto il suo contenuto, il codice sorgente, è pubblico e verificabile, e questo viene interpretato di solito come garanzia di sicurezza e trasparenza. Ma la mail di Perry dice che l’FBI pagò vari sviluppatori del software (e Perry ne fa i nomi) per inserire delle backdoor (accessi segreti) in OpenBSD, specificamente nel suo stack IPSEC, una parte fondamentale per la cifratura e protezione delle reti private virtuali (VPN).

Se fosse vero, sarebbe uno smacco fortissimo per OpenBSD, che ha sempre fatto della sicurezza il proprio vanto principale, ma in generale per uno dei principi fondamentali dell’open source, secondo il quale se il codice è pubblico non può contenere trappole.

Va chiarito subito che per ora si tratta soltanto di un’accusa di cui mancano conferme, anche se una fonte FBI ha Twitterato “esperimento sì, successo no”, vale a dire che l’FBI ci ha provato ma non c’è riuscita. O almeno così dice.

L’esame del codice è già in corso e finora non ha trovato tracce di manomissioni o backdoor. Va anche detto che la presunta infiltrazione dell’FBI risalirebbe a dieci anni fa, e in dieci anni lo stack IPSEC di OpenBSD ha subito grandi evoluzioni, quindi di quelle “cimici” oggi potrebbe non essere rimasto nulla.

La faccenda, però, non riguarda solo OpenBSD, che è comunque un prodotto abbastanza di nicchia (ma molto usato per i siti Web). Il codice incriminato è stato in parte riutilizzato in altri sistemi operativi, compreso Mac OS X, per cui secondo Intego “esiste la possibilità che se sono presenti queste backdoor, ne possa essere affetto Mac OS X” e che lo stesso valga per “altre suite e framework di sicurezza in vari sistemi operativi”. Sempre Intego sottolinea che al momento “non c’è motivo di non usare una VPN su Mac OS X; se esistono queste backdoor, sono probabilmente accessibili soltanto all’FBI (o ad altre agenzie di sicurezza) e a meno che temiate che queste agenzie acquisiscano le informazioni che trasmettete su una VPN, siete probabilmente al sicuro.”

Non so quanto siano davvero rassicuranti queste parole, ma c’è una cosa importante da sottolineare a chi pensa che questa possa essere una sconfitta per la filosofia open source: è solo grazie alla disponibilità pubblica del codice sorgente che si può verificare se quest’accusa è vera o no. Gli altri sistemi operativi, quelli che non divulgano il proprio codice, non consentono di sapere cosa c’è dentro.

[IxT] Attentati; Live 8 scaricabile; e altro

Sapete tutti cos’è successo a Londra; alcuni lettori hanno inaspettatamente temuto che il mio silenzio di questi giorni fosse dovuto a un mio coinvolgimento di qualche genere, visto che molti pensano che io abiti da quelle parti.

In realtà ho abitato in Inghilterra fino a poco tempo fa, ma a York, a qualche centinaio di chilometri da Londra, e il mio silenzio è dovuto a tutt’altre ragioni puramente personali (a proposito, grazie a tutti coloro che mi hanno scritto a proposito di Biru, siete stati gentilissimi). Volevo soltanto tranquillizzare e ringraziare chi si è preoccupato per me.

Per evitare che Londra sia associata nella vostra memoria soltanto ai recenti attentati, vorrei segnalarvi che America Online permette di scaricare legalmente l’intera serie di concerti.

Trovare i link diretti ai singoli brani richiede qualche acrobazia, per cui sto pubblicando il tutto a puntate su Zeus News. La prima parte è qui:
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=4234&;numero=999

Le prossime parti verranno pubblicate sempre su Zeus News nei prossimi giorni.

I video sono di ottima qualità, con audio stereo, e per questo piuttosto pesanti (dai 50 megabyte in su), quindi è opportuno dotarsi di una connessione veloce o di moltissima pazienza.

Se trovate errori nei link, segnalatemeli scrivendo come al solito a topone@pobox.com

Terrorismo, fa più danni la paura

Alcuni giorni prima degli attentati di Londra ho scritto un pezzo sui danni che la paura e l’incompetenza causano quando c’è di mezzo il terrorismo:
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=4223

Cinema digitale

Se non avete ancora visto un film proiettato in un cinema digitale, vi consiglio di provarci con Episodio III: il film in sè può piacere o meno, e forse delude molti fan della saga di Guerre Stellari, ma non c’è migliore dimostrazione del salto qualitativo offerto dalla proiezione digitale.

Se vi interessano dati tecnici e le mie impressioni su questa tecnologia, date un’occhiata qui:
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=4219

Mac e Intel, prime info sull’hardware

Cominciano a trapelare i primi dati sul tipo di hardware che costituirà i futuri Mac basati su processore Intel. Sarà davvero possibile far girare Mac OS X su un PC qualsiasi? Improbabile ma non impossibile:
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=4212

Telefonini sugli aerei: SMS OK, telefonate no, dicono i passeggeri

Sta per cadere il divieto d’uso dei cellulari, ma gli utenti non gradiscono l’idea di trovarsi inchiodati accanto al chiacchierone di turno:
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=4208

Falla Javascript mette a rischio quasi tutti i browser

Secunia ha trovato una falla che permette a un sito ostile di far comparire nella finestra di un sito sicuro una finestra-trappola. L’articolo contiene anche un rimando alla dimostrazione (innocua) di questa tecnica di aggressione informatica:
http://www.zeusnews.it/news.php?cod=4205

Falle multiple in Firefox, urgente aggiornarsi alla 1.0.5

Firefox, tempo di aggiornamenti

Secondo Secunia, ci sono varie falle di sicurezza in Firefox che permettono a un aggressore di penetrare nel computer della vittima. Le falle sono considerate “abbastanza critiche”. Per esempio, alcuni script vengono eseguiti anche quando Javascript è stato disattivato, e si può infettare il proprio computer scegliendo da un sito un’immagine e adottandolaa come sfondo (questa è bella).

La soluzione è aggiornare Firefox alla versione 1.0.5, che risolve questi difetti.