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Sono a un simposio internazionale di sicurezza informatica. Vi racconto cosa si dice

Sono a un simposio internazionale di sicurezza informatica. Vi racconto cosa si dice

Questo articolo vi arriva gratuitamente grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una per incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/09/21 15:50.

Sono stato cortesemente invitato ad assistere al simposio Cybersecurity and Managerial Challenges “A continuing challenge for a modern society” che si tiene oggi e domani al Franklin College di Lugano (www.cmcsymposium.org). I relatori sono di tutto rispetto e promettono di toccare argomenti estremamente interessanti per la sicurezza informatica aziendale, nazionale e internazionale. Proverò a raccontarvi più o meno in tempo reale gli eventi salienti della giornata. Intanto date un’occhiata al programma e all’elenco dei relatori.

Jacob Keidar, ambasciatore d’Israele a Berna, parla dell’approccio israeliano alla sicurezza informatica. Quasi il 5% del PIL israeliano viene investito in ricerca e sviluppo, e le forze armate fanno sinergia massiccia con le università per formare le nuove leve della sicurezza informatica nazionale, che spesso vanno poi a occupare posti chiave nelle aziende private o le fondano. Il 25% degli informatici israeliani ha così una formazione di origine militare (per cui non c’è da stupirsi, aggiungo io, se quando si parla di aziende informatiche israeliane salta quasi sempre fuori un legame militare).

Morris Mottale, professore della Franklin University, parla dell’evoluzione della teoria cibernetica con una bella citazione dell’informatica di Star Trek (riferita alla Serie Classica che compie cinquant’anni). Prevede un inesorabile aumento della sorveglianza informatica governativa e considera che uno dei pericoli principali sia l’insider ai livelli intermedi di un’organizzazione di sicurezza nazionale.

Siim Alatalu, Head of International Relations che collabora con il CCD COE (Cooperative Cyber Defence Centre of Excellence) della NATO in Estonia, parla della cooperazione internazionale per la sicurezza informatica nazionale. Sottolinea che da luglio di quest’anno oltre la metà della popolazione mondiale è online; Internet non è più territorio esclusivo dei paesi occidentali, e questo cambia tutti gli equilibri. Dice che ci sono 17 paesi con “capacità offensive dichiarate” in campo informatico (cita Russia, Cina e Corea del Nord “e altri paesi”). Cita gli attacchi a livello nazionale in Estonia (2007), Georgia (2008) e Ucraina (2014) e il Manuale di Tallinn (il libro di testo principale sulle leggi internazionali applicabili alla guerra informatica), di cui uscirà prossimamente un’edizione aggiornata. Anche per lui la minaccia chiave è il fattore umano: l’utente innocente che non si rende conto di fare qualcosa di pericoloso (97% degli incidenti informatici). In Estonia è stato reso obbligatorio un corso preliminare di addestramento alla sicurezza informatica per tutti i dipendenti, dall’utente di base fino al manager e allo specialista, e altri paesi europei stanno imitando questo approccio.

Daniele Mensi, vicepresidente di Ubiquity, parla di crimine informatico finanziario su piattaforme mobili. Conferma attraverso due casi vissuti personalmente una teoria molto interessante: gli errori vistosi e le palesi sgrammaticature nelle mail di phishing sono intenzionali, perché permettono di valutare la vulnerabilità e l’ingenuità della vittima potenziale. In altre parole, gli errori selezionano i bersagli migliori. Ci sono oggi tre miliardi di persone connesse a servizi mobili e altre due si aggiungeranno entro il 2020: quasi un raddoppio in quattro anni. Nell’UE, nel 2013 (ultimo anno per il quale sono disponibili dati), l’ammontare delle transazioni fraudolente tramite carte di credito e debito è stato di 1,44 miliardi di euro (lo 0,039% del valore totale delle transazioni). Le frodi con carta non presente sono passate dal 46% al 66%. Uno dei problemi principali nel migliorare la sicurezza, nota Mensi, è che non c’è armonizzazione nelle forme di sicurezza fornite dalle banche.

Matthias Bossardt, Head of Cyber Security and Data Protection di
KPMG, affronta i dati sugli attacchi informatici in Svizzera: il 54%
delle aziende ha subito attacchi informatici negli ultimi 12 mesi. Dal 14 aprile in UE ci saranno multe fino a 20 milioni di euro o il 4% del fatturato annuale per chi non rispetta le norme sulla protezione dei dati; qualcosa di analogo ci sarà prossimamente anche in Svizzera. Meno della metà delle aziende svizzere ha un piano di risposta agli incidenti di sicurezza informatica e svolge esercitazioni di sicurezza (dati 2016). Sottolinea che in questo momento uno dei canali preferiti per gli attacchi informatici è costituito dai fornitori dell’azienda bersaglio.

Francesco Arruzzoli di STE Spa fa sul palco una dimostrazione in tempo reale (con parecchi intoppi, ma il messaggio è abbastanza chiaro) di penetrazione in un sistema informatico di un’azienda immaginaria: attaccano una periferica di un amministratore di sistema (un vivavoce USB). La periferica originale viene sostituita fisicamente (grazie a una persona che finge di essere un addetto alle pulizie che ha un tesserino falso, ottenuto fotografando da lontano quello originale) con una copia il cui microcontroller viene simulato con un Arduino e quindi ha molte funzioni aggiuntive utili agli aggressori: in particolare ha la capacità di iniettare malware nel PC al quale è collegato, emulando una tastiera. Usando una sequenza di digitazioni preregistrate, viene aperta una sessione di terminale senza conoscere la password dell’amministratore, viene creato un nuovo account amministratore e viene fatto reboot. Il malware si nasconde all’occhio dell’utente usando l’omografia Unicode per assumere un nome apparentemente legittimo (svchost.exe). Non viene spiegato come sfugge all’antivirus. Fatto questo, viene usato Metasploit per trovare una vulnerabilità nel PC. Una volta trovata, viene sfruttata per prendere il controllo dell’intero datacenter aziendale. Morale della storia: qualunque cosa possa andare storta in una demo lo farà. Perla finale: viene presentato come reale un video di hacking di segnali stradali che in realtà era un falso realizzato per marketing virale, come descrivevo nel 2008.

Neil Hindocha della danese Fortconsult parla di Internet delle Cose: usando Shodan.io e Massscan trovano oltre 60.000 dispositivi (sensori di domotica, antifurto, serrature, sensori sismici, porte di carceri, 15.000 Bancomat, automobili, robot industriali, sensori di monitoraggio della pressione di oleodotti, impianti nucleari e molto altro) che comunicavano in chiaro. E i dati sono anche scrivibili. Quando ha presentato questo problema a DEF CON, venti minuti dopo qualcuno ha iniettato nei sensori sismici in Giappone un terremoto di grado Richter 9.1. Questa falla è ancora aperta. Bello l’accenno a Stuxnet (guardate il documentario Zero Days per i dettagli); magnifici gli scenari di attacco informatico, basati su questa falla, in grado di paralizzare una città o una nazione. Maggiori informazioni sono qui. La mia domanda a Hindocha è stata come mai non c’è crittografia o autenticazione su queste comunicazioni: la risposta è che il protocollo MQTT era stato concepito per le comunicazioni satellitari con sensori in ambienti remoti e impossibili da aggiornare, e poi è stato usato per altri scopi e ci si è dimenticati della sicurezza. Un classico.

William Long, della Sidley Austin LPP londinese, parla delle novità normative dell’UE in materia di responsabilità e protezione dei dati. In particolare ha presentato la NIS Directive, una direttiva europea sulla sicurezza informatica che cerca di mettere ordine nel caos legislativo dei vari paesi ed entrerà in vigore nel 2018, dando nuovi diritti ai cittadini (cancellabilità, rifiuto di profilazione, portabilità dei dati) e obblighi di annuncio alle autorità europee delle violazioni di sicurezza entro 72 ore. Divertentissime le acrobazie linguistiche alle quali Long (essendo britannico) è costretto a causa della Brexit. Interessante la portata di questa normativa, che varrà anche per le grandi aziende extra-UE che detengono dati sui cittadini UE (Facebook, Google, Apple e Microsoft, per esempio). Viene citato anche il caso dirompente di Max Schrems contro Facebook davanti alla Corte di Giustizia Europea, che ha avuto impatto su oltre 5000 aziende che adottavano le norme sul safe harbor per la gestione dei dati personali.

Carolina Reggiani, criminologa, esplora brevemente la psicologia dell’hacker (nell’accezione popolare del termine, ossia “criminale informatico”), smontando miti e luoghi comuni. Citati, in particolare, Mitnick e McKinnon.

Federico Luperi, di ADNKronos, parla del danno alla reputazione dopo un attacco informatico, visto oggi come uno dei rischi più importanti per un’azienda. Cita i casi di Ashley Madison, Mossack Fonseca, e spiega alcune delle tecniche di gestione di questo danno.

Con questo si conclude la giornata. Il simposio prosegue domani, ma non ci potrò essere per via di una conferenza che devo tenere a Milano. Spero che  questo resoconto sia stato interessante e utile quanto lo è stato per me partecipare.

La Luna sarà a Lugano il 9 giugno

La Luna sarà a Lugano il 9 giugno

Ultimo aggiornamento: 2016/06/06 20:50.

Il tour di conferenze-spettacolo Ti porto la Luna arriverà a Lugano giovedì 9 giugno, portando una roccia lunare antichissima (quasi 4 miliardi di anni) prelevata nel 1971 dagli astronauti della missione Apollo 14, allo Studio 2 della Radiotelevisione Svizzera di via Besso. La roccia sarà visibile e fotografabile da vicino.

La conferenza inizierà alle 20 e sarà condotta da Luigi Pizzimenti e dal sottoscritto e moderata da Nicola Colotti, giornalista della Radiotelevisione Svizzera. Ci sarà anche un intervento di Angelo Consoli, membro della Commissione Federale svizzera per le questioni spaziali; al termine ci sarà inoltre una “pasticceria lunare” (non chiedetemi i dettagli: è una sorpresa anche per me).

Per l’occasione, la Rete Uno (radio) della Radiotelevisione Svizzera dedicherà l’intera giornata alla Luna. In particolare, la puntata di Millevoci in onda alle 11.05 sarà incentrata sull’avventura dell’esplorazione lunare: io sarò fra gli ospiti in studio per parlare delle tesi di complotto. La trasmissione sarà ascoltabile anche in streaming in diretta. C’è anche un concorso fotografico a tema lunare.

Per prenotare un posto per la conferenza allo Studio 2 della RSI di Lugano-Besso bisogna chiamare il numero svizzero 091 803 91 23 oppure 091 803 90 96. L’ingresso è libero; è indispensabile arrivare alla sede RSI per le 19.30.

Maggiori informazioni sono qui sul sito della RSI.

“Ti Porto La Luna” arriva in Abruzzo domani e sabato

“Ti Porto La Luna” arriva in Abruzzo domani e sabato

Sono in viaggio verso l’Abruzzo, dove sarò insieme a Luigi Pizzimenti per una tappa di Ti Porto La Luna edizione 2016: il tour che porta in giro per l’Italia un campione di roccia lunare raccolto dagli astronauti della missione Apollo 14 nell’ormai lontano 1971 (le tappe sono su Tiportolaluna.it). Non per la solita esposizione in museo, ma per essere visto da vicino e per far raccontare la propria storia da Luigi e dai suoi colleghi e compagni d’avventura Paolo Miniussi e Paolo D’Angelo, reduci da un viaggio a Houston proprio per ritirare in prestito questa roccia dalla NASA. In Abruzzo sarò io il co-conduttore, insieme a Luigi, degli appuntamenti di Ti Porto La Luna:

– venerdì 29 aprile alle 21 a Sant’Omero (Teramo), alla Sala Marchesale in piazza Dauri

– sabato 30 aprile alle 10 ad Ancarano, all’Auditorium Comunale (incontro pubblico con gli alunni delle scuole)

– sabato 30 aprile alle 21 a Torano Nuovo (Teramo), alla Sala Polifunzionale A. Bizzarri.

Sto portando con me vari oggetti spaziali (alcuni firmati dagli astronauti Apollo), un po’ di copie del mio libro Luna? Sì, ci siamo andati!, del documentario Moonscape che ricostruisce con immagini originali restaurate il primo allunaggio (Apollo 11) e dei DVD con tutte le foto scattate dagli astronauti di Apollo 14. Ma soprattutto sto portando, insieme a Luigi, il racconto di un’avventura eccezionale testimoniata da un reperto eccezionale.

“Ti Porto la Luna” oggi è a Genova

“Ti Porto la Luna” oggi è a Genova

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Oggi Ti Porto la Luna fa tappa a Genova: sarò insieme a Luigi Pizzimenti, organizzatore dell’evento, per la giornata di esposizione, che inizierà alle 10, e per la conferenza, che avrà inizio alle 18. Tutto si svolgerà presso la sede centrale dell’Università di Genova, in Via Balbi 5. L’ingresso è gratuito.

L’evento è reso possibile grazie a Swhard, con la collaborazione dell’Osservatorio Astronomico del Righi e del Comitato Antikithera, e ha il patrocinio dell’Università di Genova.

“Ti Porto la Luna” sarà a Genova lunedì 9 maggio

“Ti Porto la Luna” sarà a Genova lunedì 9 maggio

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Ricevo e ripubblico il comunicato stampa che annuncia gli orari definitivi degli appuntamenti di Ti Porto la Luna edizione 2016 a Genova, dove ci sarò anch’io come co-relatore accanto a Luigi Pizzimenti (che sta proseguendo il tour una tappa dopo l’altra con questi appuntamenti).

Anche quest’anno Swhard, con la collaborazione dell’Osservatorio Astronomico del Righi, il Comitato Antikithera e il patrocinio dell’Università di Genova, porta nella nostra città un pezzo di Luna.

Il pubblico avrà la possibilità di ammirare da vicino questo reperto davvero eccezionale, osservarne la struttura e fotografarlo per portare con sè il ricordo di un’esperienza davvero unica.

Alle 18 Luigi Pizzimenti e Paolo Attivissimo terranno una conferenza che ripercorre la storia di questo campione di suolo lunare e della missione che più di 40 anni fa andò sul nostro satellite a raccoglierlo.

L’esposizione della roccia lunare inizierà lunedì 9 maggio, alle ore 10, presso la sede centrale dell’Università di Genova, in Via Balbi 5, e si concluderà alle 18 con la conferenza di Paolo Attivissimo e Luigi Pizzimenti, con gli interventi d’apertura del Prof. Lauro Magnani e del Preside della facoltà di Scienze Sandro Squarcia.

L’ingresso è gratuito.

“MedBunker” ieri a Lugano: concentrato contro le diluizioni

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/02/16.

Conferenza "Medicine alternative: miti e realtà"
Credit: Ines Bee

È terminata qualche ora fa la conferenza luganese di Salvo di Grazia, alias WeWee, il medico che indaga sulle presunte terapie alternative, autore del blog Medbunker. Tanti fatti, tanta sostanza e una spolverata di humour per una carrellata nel mondo bizzarro dell’omeopatia, dei fiori di Bach, del Reiki e di tanti altri metodi di cura, con la spiegazione delle loro origini (spesso imbarazzanti a livelli esilaranti) e i dati del loro fallimento, ma anche con tante riflessioni sulle ragioni sociali del loro successo e sul costo umano delle tragedie e dei casi disperati che vengono risucchiati da queste pseudomedicine: che non sono “pseudo” per partito preso, ma perché, prove alla mano, non funzionano. Il dibattito con e fra il pubblico, nella sessione di domande e risposte, è stato un complemento davvero notevole e ricco di spunti ulteriori.

Credit: Lisa Attivissimo

L’unico rammarico, come capita spesso in questi casi, è che nessuno dei sostenitori delle terapie alternative si è offerto per un contraddittorio. O meglio, un sostenitore è venuto ma non ha proferito parola. Eppure non abbiamo certo avuto toni intimidatori: come Scettici Allegri del Cicap Ticino abbiamo anzi proposto solo un invito a informarsi e riflettere, e ci siamo concessi un paio di momenti di frivolezza, compreso il mio “suicidio omeopatico”. Doppio, visto che dal pubblico mi hanno scherzosamente contestato un errore metodologico. Ho ingerito due interi flaconi di sonnifero omeopatico della Boiron, uno a 9CH e uno ancora più “potente” a 30CH, e come potete notare sono ancora qui bello sveglio [la versione iniziale di questo articolo è stata scritta all’una e mezza di notte dopo la conferenza]. Anche le mie figlie e l’amico e socio CICAP Ticino Rodri (foto a inizio articolo) hanno preso una bella overdose di sonnifero omeopatico, ma dopo la conferenza abbiamo tirato l’una di notte senza problemi tutti insieme. Fa pensare, vero?

Conferenza "Medicine alternative: miti e realtà"
Credit: Ines Bee

Il dottor Salvo Di Grazia ha anche fatto una dimostrazione pratica dei principi dell’omeopatia per far vedere che cosa c’è nei prodotti omeopatici (o meglio, cosa non c’è) e chiarire che assumere un prodotto omeopatico significa usare diluizioni talmente estreme da non contenere neanche un atomo del principio attivo originale.

Ha disposto una lunga serie di bicchieri: nel primo ha versato del liquore. Poi ha preso una goccia del liquore e l’ha messa nel secondo bicchiere, che conteneva circa cento gocce d’acqua. Poi ha prelevato una goccia dal secondo e l’ha messa nel terzo, anch’esso contenente cento altre gocce d’acqua. E così via, per tutti e trenta i bicchieri delle tre file che vedete nella foto qui accanto.

Questo è il principio della diluizione centesimale sul quale si basa l’omeopatia. Ma la chimica ci insegna che dopo l’undicesima diluizione di questo tipo non c’è più neanche una molecola della sostanza iniziale: si sta diluendo acqua con altra acqua. I prodotti omeopatici più “potenti”, come il sonnifero che ho ingerito io, sono alla trentesima diluizione. In altre parole, ho mangiato soltanto zucchero impregnato di acqua diluita con altra acqua. Siete ancora sicuri di volervi fidare dell’omeopatia?

Credit: Lisa Attivissimo

La conferenza si è occupata anche di molte altre medicine alternative oltre all’omeopatia, toccando anche il settore dei gadget e dei talismani, come il Power Balance e i prodotti per la “disintossicazione” tramite pediluvio, che si basa su un banale trucchetto di chimica per fregare il prossimo.

Quello che non mi aspettavo (e con me, credo, molti del pubblico) è il livello di menzogna alla quale arrivano alcuni sostenitori delle terapie “alternative”: non si può più invocare la buona fede mal riposta o il semplice errore di metodo di queste persone quando arrivano a falsificare le radiografie che dovrebbero dimostrare che le loro terapie “non ufficiali” funzionano. E tutto questo viene fatto sulla pelle di chi soffre.

Il video integrale della serata è disponibile su Youtube: prima parte, seconda, terza, quarta, quinta, sesta, settima, ottava, nona, decima e undicesima. La playlist completa è questa. Un altro video integrale è a disposizione grazie a Bruno Moretti Turri. Altre foto, oltre a quelle che vedete qui, sono andate online subito grazie a Ines Bee (le trovate su Facebook e Flickr); poco dopo si sono aggiunte quelle di Andrea Tedeschi.

Photobuster sarà a Lugano il 4 marzo alle 16

Photobuster sarà a Lugano il 4 marzo alle 16

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2012/03/09.

Il CICAP Ticino, di cui sono presidente pro tempore, ha il piacere di proporre a Lugano un incontro con il fotografo e fototecnico Paolo “Photobuster” Bertotti, che avrà per tema gli inganni della fotografia digitale e illustrerà con esempi pratici spesso spettacolari i fenomeni ottici poco noti che portano a ritenere in buona fede di vedere UFO, angeli o fantasmi nelle fotografie e a volte, purtroppo, a fabbricare immagini sensazionali che vengono riprese acriticamente dai giornali.

Paolo Bertotti sarà a Lugano domenica 4 marzo alle ore 16, presso la Sala Parrocchiale di Pambio. È ben conosciuto su Internet per le sue analisi e perizie sui materiali fotografici e video che vengono segnalati o inoltrati al Centro Italiano Studi Ufologici, con il quale collabora da tempo gratuitamente.

Lo scopo di quest’incontro, come di tutti quelli già organizzati dal CICAP Ticino, è offrire al pubblico gli strumenti e le risorse utili per evitare inganni e autoinganni, in questo caso nelle foto e nei video, purtroppo frequenti in questo campo irto di sensazionalismi. Io sarò presente come fan e come moderatore.

L’ingresso è gratuito, con la possibilità di sostenere l’associazione tramite un contributo volontario. Al termine ci sarà un aperitivo durante il quale scambiare due chiacchiere in più.

Post eventum

Ecco un paio di foto veloci della conferenza e del post-conferenza:

DSC_0051 - Version 2
Credit: PA.
IMG_1767 - Version 2
Credit: Camilla B.

Altre foto, un po’ più formali di queste, sono qui su Andreatedeschi.ch.

Ecco i video dell’intera conferenza, raggruppati in una playlist:

Buzz Aldrin e Alexei Leonov insieme domani a Losanna

Buzz Aldrin e Alexei Leonov insieme domani a Losanna

Domani (13 novembre) a Losanna (più precisamente a Ecublens) ci saranno Buzz Aldrin, uno dei primi due esseri umani a camminare sulla Luna, e Alexei Leonov, primo uomo ad avventurarsi nello spazio all’esterno del proprio veicolo, protetto soltanto dalla propria tuta in quella che impropriamente viene chiamata “passeggiata spaziale” ma fu tutt’altro che una passeggiata. Insieme all’astronauta svizzero Claude Nicollier e a Johannes Geiss (scienziato coordinatore del primo esperimento svolto sulla Luna da Aldrin) saranno gli ospiti eccezionali di una conferenza-spettacolo unica, organizzata da SwissApollo. Questo è il video promozionale dell’evento:

L’evento comincia presso lo SwissTech Convention Center (Route Louis Favre, 2, 1024 Ecublens) alle 18 con l’apertura dell’esposizione, mentre la conferenza vera e propria prenderà il via alle 20 e sarà tenuta in francese. Se verrà seguita la prassi degli altri eventi organizzati da SwissApollo, Aldrin e probabilmente anche Leonov si esprimeranno in inglese e ci sarà una traduzione consecutiva in francese. Tutti i dettagli sono su Themoonrace.ch, dove i biglietti sembrano al momento indisponibili. Io ci sarò: ci vediamo?

Fra l’altro, Aldrin è anche protagonista di questo spot notevole che promuove le bellezze montane della Svizzera per MySwitzerland.com.

Ci vediamo a Invorio oggi?

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Oggi sarò a Invorio (Novara) per due incontri informatici: uno alle 11, riservato agli studenti, e uno alle 20:45, riservato agli adulti (per via dei temi trattati). Entrambi si svolgono alla Sala Curioni, in via Curioni 10.