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CICAP

Luglio 1969: dalla Terra alla Luna (quarta parte)

Il terzo giorno di navigazione celeste di Armstrong, Collins e Aldrin segna l’attracco al “porto lunare” per Apollo 11: dopo un viaggio di 384.000 km a bordo del loro fantastico mezzo cosmico, i tre si inseriscono in orbita lunare.

19 luglio, sabato

Ore 5:11 italiane. Apollo 11 supera la zona dell’equigravisfera, il punto oltre il quale l’attrazione gravitazionale lunare prevale su quella terrestre.

Il giorno dell’ingresso in orbita lunare di Apollo 11 su alcuni quotidiani italiani di sabato 19 luglio 1969 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

Ore 19:02 italiane. Dopo un periodo di riposo e dopo aver consumato il pranzo, da Houston arriva agli astronauti la comunicazione che autorizza l’Apollo 11 ad immettersi in orbita lunare.

Ore 19:13 italiane. Il “treno spaziale”, composto dal modulo di comando e di servizio e dal modulo lunare, scompare dietro la Luna, interrompendo così il collegamento radio con la Terra. Sul lato opposto del Satellite naturale della Terra viene effettuata la manovra per inserire il veicolo in orbita lunare: l’unico motore del modulo di servizio (SPS) viene acceso per contrastare l’attrazione lunare che, a circa 8.000 km di distanza, ha accelerato l’Apollo 11 fino a circa 9.000 km orari. L’accensione del motore, per sei minuti e 2 secondi, riduce a 3.200 km/h la velocità del veicolo, consentendogli di immettersi in un’orbita ellittica che ha un apocinzio di 314 km e un pericinzio di 112 km.

Nella raffigurazione artistica, l’entrata in orbita lunare del complesso spaziale Apollo 11.

Ore 19:22 italiane. Apollo 11 entra in orbita lunare.

Ore 19:46 italiane. Il complesso spaziale Apollo 11 riappare da dietro la Luna. Cessa così il silenzio radio, detto “LOS”, dalle iniziali di “Loss of Signal”, e il contatto con la Terra viene ristabilito. “Tutto perfetto”, annuncia con la solita calma il comandante Armstrong. Poi aggiunge: “Stiamo ora sorvolando il punto di atterraggio prescelto nel Mare della Tranquillità, ed è esattamente come nelle fotografie scattate da Apollo 10, ma vedere la nostra pista di atterraggio dal vero è un’altra cosa; c’è la stessa differenza fra assistere a una partita di football allo stadio e vederla in televisione”.

La superficie della Luna fotografata dai tre astronauti di Apollo 11 in orbita. Un paesaggio freddo, eppure affascinante. Senza vegetazione, senza luci di città che rivilano vita, uomini o animali. Ma ad ogni giro intorno alla Luna i tre astronauti hanno l’occasione di rivedere la propria casa, dove sono nati, cresciuti e dove ritorneranno dopo questa straordinaria impresa…la Terra!

Ore 21:56 italiane. Viene accesa per la quinta volta dall’inizio del volo la telecamera a colori per la prima trasmissione dall’orbita lunare. Durante i trenta minuti di collegamento, viene mostrata e descritta dai tre astronauti a distanza ravvicinata la superficie selenica sorvolata dall’astronave.

Ore 23:43 italiane. Il motore principale dell’Apollo viene riacceso per 17 secondi per rendere circolare l’orbita intorno alla Luna, con un apocinzio di 122 km e un pericinzio di 112 km. I tre uomini di Apollo 11 hanno come ancorato il loro straordinario “vascello cosmico” al porto della Luna, terzi nella ancor giovane storia dell’astronautica, dopo gli equipaggi di Apollo 8 e Apollo 10. Ora resta la parte più difficile della missione, quella più affascinante e finora unica nella storia dell’umanità: la discesa con la “scialuppa”, il Lem, denominato “Aquila”, in un punto prescelto nel Mare della Tranquillità.

La copertina del Radiocorriere TV con all’interno i programmi della settimana dal 20 al 26 luglio 1969 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

Luglio 1969: dalla Terra alla Luna (terza parte)

Per i tre astronauti di Apollo 11 il loro pianeta natale, la Terra, appare sempre più lontano. Superata la metà del percorso celeste, per la giornata di domani, 19 luglio, è prevista l’entrata in orbita lunare: la meta finale è sempre più vicina!

18 Luglio 1969, venerdì  

Ore 01:31 italiane. Nuova trasmissione televisiva da bordo dell’Apollo della durata di trentacinque minuti. Durante il collegamento viene mostrato sullo sfondo nero dello spazio il nostro pianeta azzurro, sempre più piccolo dagli oblò della navicella; i tre astronauti, passandosi tra loro la telecamera e inquadrandosi a vicenda, mostrano anche l’interno del modulo di comando e le carte stellari con cui seguono la rotta celeste, non solo grazie al computer di bordo e a quelli di terra a Houston ma anche, come gli antichi navigatori, con il…sestante!

Il comandante di Apollo 11, Neil Armstrong, ripreso durante la trasmissione televisiva in collegamento con il Centro di controllo a terra a Houston.
Circondato dal nero buio dello spazio, il nostro pianeta azzurro, ripreso da uno dei finestrini dell’Apollo (foto AS11-36-5381).
Lo straordinario viaggio di Armstrong, Aldrin e Collins continua a riempire le prime pagine, e non solo, dei quotidiani di tutto il mondo. Anche i settimanali usciti nelle edicole, colpiti dalla “febbre lunare”, dispensano inserti e gadget nelle loro pubblicazioni (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

Ore 22:40 italiane. Nuova trasmissione televisiva di novantasei minuti: Aldrin, ripreso con la telecamera a colori da Armstrong, ispeziona il modulo lunare e illustra ai numerosi telespettatori i vari dispositivi di bordo; vengono anche mostrati i caschi, i guanti e lo zaino per la sopravvivenza (PLSS), che i due dovranno indossare durante l’escursione sul suolo lunare. I tre astronauti vengono anche informati da terra che da Mosca con un telegramma si assicura che la sonda automatica Luna 15, lanciata dal Cosmodromo di Baikonur, tre giorni prima dell’Apollo e già in orbita lunare, non interferirà con la missione americana.

Aldrin fotografato da Armstrong all’interno del modulo lunare durante l’ispezione (foto AS11-36-5390).
L’interno del Lem, ribattezzato “Eagle”, “Aquila”. Si nota a destra la piccola cinepresa che riprenderà su pellicola la discesa del modulo lunare e successivamente quella di Armstrong e Aldrin (foto AS11-36-5389).

Nonostante l’ottimismo che regna tra gli scienziati e i tecnici della NASA per la felice realizzazione del viaggio di Apollo 11, al di là dei proclami ufficiali, il governo americano si è preparato anche al peggio: nel caso che Neil Armstrong e “Buzz” Aldrin non riuscissero ad allunare regolarmente, schiantandosi sulla Luna, o a ripartire una volta conclusa l’attività sul suolo, è pronto un discorso che il presidente Nixon, dopo aver fatto le personali condoglianza alle vedove, leggerà in diretta televisiva al mondo intero. Ma questo è top secret.

(continua)

Per saperne di più: 1969/07/18: TOP SECRET. Viene scritto il messaggio presidenziale in caso di disastro dell’Apollo 11.

Luglio 1969: dalla Terra alla Luna (seconda parte)

Dopo le emozioni del “liftoff” dalla rampa di lancio di Cape Kennedy e le ore che sono seguite, prosegue regolare il terzo viaggio umano della storia verso la Luna, dopo quelli di Apollo 8 e Apollo 10, che hanno preparato questa straordinaria impresa, che prevede il primo sbarco umano sulla superficie selenica di due degli uomini di Apollo 11.

17 Luglio 1969, giovedì

Ore 02:16 italiane. Viene accesa la telecamera a bordo dell’Apollo per una trasmissione televisiva non prevista dal piano di volo. Per 16 minuti e mezzo le riprese a colori della Terra sono captate dalle stazioni terrestri insieme ai commenti dei tre astronauti. In quel momento il “treno spaziale” formato dal modulo di comando e di servizio e dal modulo lunare si trova a circa 94 mila km dalla Terra.

Armstrong, Collins e Aldrin da circa due ore si sono liberati della combinazione di volo indossata per la partenza, compreso il pannolone e il collettore dell’urina. Hanno indossato una tuta di volo più leggera sopra una calzamaglia più intima, muovendosi molto più liberamente all’interno della navicella. Per i “bisogni” fisiologici dovranno urinare in un tubo collegato a un sacchetto, il cui contenuto verrà poi scaricato periodicamente nello spazio. Per le feci c’è un apposito sacchetto che si applica nella zona perianale e non è sempre detto che ciò che si evacua dal proprio corpo vada a finire tutto nel sacchetto!

La Terra ripresa durante la prima trasmissione televisiva, non prevista dal piano di volo, a circa 94 mila km di distanza dall’Apollo 11.

Ore 03:00 italiane. I tre astronauti, al termine della loro prima giornata spaziale, vanno a dormire con un paio di ore di anticipo, essendo stata annullata la correzione di rotta prevista per le 03:16. Armstrong e i suoi due compagni hanno cenato con salmone, pollo al riso, patate dolci, cacao e succhi di frutta.

I quotidiani di quasi tutto il mondo, esclusi i molti paesi che appartengono alla “cortina di ferro”, arrivati ed esposti nelle edicole, presentano a caratteri cubitali l’inizio della grande avventura dei tre uomini di Apollo 11.

Le prime pagine di alcuni quotidiani e settimanali italiani che a grandi titoli danno la notizia dell’inizio dell’avventura lunare di Apollo 11 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

Ore 14:01 italiane. Armstrong, Aldrin e Collins vengono svegliati dal Centro di Controllo di Houston dopo la loro prima notte trascorsa nello spazio.

Ore 15:32 italiane. A ventiquattro ore dall’inizio del viaggio, Apollo 11 si trova a 187.378 km dalla Terra. La sua velocità è di 5.839 km orari.

Ore 16:32 italiane. I tre astronauti si trovano praticamente a metà strada, la distanza ora dalla Terra è di 193.048 km. La sua velocità è scesa, per effetto dell’attrazione gravitazionale terrestre, a 5.600 km orari.

Ore 18:17 italiane. Avviene una lieve correzione di rotta mediante l’accensione, per tre secondi, del razzo principale del modulo di servizio (SPS). Ora la distanza dalla Terra è di 201 mila km. 

Ore 22:00 italiane. Si riaccende la telecamera a colori a bordo dell’Apollo 11 per una nuova trasmissione televisiva della durata di cinquanta minuti.

(continua)

Luglio 1969: dalla Terra alla Luna (prima parte)

Cinquantasei anni fa veniva intrapresa la più grande avventura umana di tutti i tempi. Tre uomini all’interno di una navicella sistemata alla sommità di un gigantesco razzo venivano lanciati in direzione della Luna, dove due di loro, a quattro giorni dalla partenza, vi avrebbero messo piede, primi nella storia, realizzando il più antico sogno dell’uomo.

Si tratta della missione denominata Apollo 11, e questa è la cronologia di quei nove giorni che tennero con il fiato sospeso l’intera umanità.

La patch ufficiale della missione Apollo 11.
L’equipaggio di Apollo 11: a sinistra il comandante Neil Armstrong, scelto per essere il primo umano a camminare sulla Luna; al centro Michael Collins, pilota del modulo di comando; e a destra Edwin “Buzz” Aldrin, pilota del modulo lunare.

16 luglio 1969, mercoledì

Ore 10:15 italiane. Sono le quattro e quindici antimeridiane sulla costa orientale degli Stati Uniti e specificamente in Florida. Gli astronauti di Apollo 11, Neil Armstrong, Michael Collins e Edwin “Buzz” Aldrin, vengono svegliati. Dopo essersi lavati e rasati scendono nella mensa della NASA situata all’interno del Manned Spacecraft Operation Building per la colazione: uova, bistecche, pane e marmellata, succo di frutta e l’immancabile caffè. D’ora in poi, sino al ritorno sulla Terra i tre dovranno nutrirsi con i cibi contenuti in sacchetti di plastica confezionati nel vuoto secondo la dieta prevista. Molti di questi alimenti sono disidratati e perciò devono essere ricostituiti aggiungendovi acqua, altri invece hanno le dimensioni di un boccone e possono essere ingoiati facilmente.

L’ultima colazione terrestre prima dell’inizio della grande avventura per l’equipaggio di Apollo 11 (foto KSC-69PC-368).

Terminata la colazione, gli astronauti vengono sottoposti ad un rapido esame medico inteso ad accertare la loro completa idoneità fisica prima che inizino le ultime operazioni per il lancio verso la Luna.

Ore 11:30 italiane. Trovati in ottime condizioni, Armstrong e i suoi due compagni passano alla vestizione. In primo luogo viene applicata sulla loro epidermide, specialmente in corrispondenza del torace, una serie di piccoli sensori che serviranno a misurare i battiti del cuore e il ritmo della respirazione durante tutto il volo e a trasmettere, attraverso un dispositivo radiometrico automatico, i dati raccolti ai medici del Centro di Controllo di Houston, i quali saranno così in grado di valutare in ogni momento le condizioni fisiche dei tre uomini di Apollo 11.

E’ poi la volta della combinazione di volo permanente, simile nella foggia alle tute indossate dagli sportivi durante l’allenamento; poi viene la tuta pressurizzata, contenente una vera atmosfera artificiale, gli attacchi per gli apparecchi di comunicazione e il sistema di evacuazione dei rifiuti corporali. Servirà a proteggere gli astronauti da un eventuale incendio all’interno della capsula o dall’eccessivo calore al momento del rientro nell’atmosfera terrestre.  

Foto KSC-69PC-377HR.
Vestizione di Edwin “Buzz” Aldrin.
Michael Collins indossa il cosiddetto Snoopy cap, che è una calottina di tessuto che racchiude la cuffia e i microfoni usati per comunicare quando la tuta è sigillata. Si chiama così perché la sua colorazione bianca con porzioni laterali nere richiama la testa del personaggio dei fumetti Snoopy di Charles Schulz.
Gli astronauti, sigillati nelle loro tute, salgono a bordo del furgone che li porterà alla rampa di lancio.

Ore 12:52 italiane. Armstrong, Collins e Aldrin, preso l’ascensore che corre entro la torre di lancio affiancata al gigantesco razzo vettore Saturn V e raggiunta la passerella che porta alla navicella Apollo, a circa cento metri dal suolo, entrano a turno nella cabina del modulo di comando, aiutati dai tecnici presenti nella cosiddetta “white room”. Dopo che hanno preso posto nelle cuccette, vengono assicurati con le cinghie e iniziano gli ultimi controllo delle apparecchiature. A terra aumenta sempre più la tensione, mentre il conto alla rovescia si avvia verso la conclusione.

Decine di migliaia di persone sono arrivate a Cape Kennedy da ogni parte degli Stati Uniti e da molti altri paesi. Si calcola che per assistere al lancio di Apollo 11 siano stipate sulle spiagge adiacenti al Centro Spaziale Kennedy più di un milione di persone. Sulle tribune erette in vista del complesso di lancio siedono i settemila invitati di riguardo della NASA, tra scienziati, parlamentari, ambasciatori stranieri, uomini d’affari e personalità minori; ad essi si aggiungono i cinquemila giornalisti inviati dai giornali di tutto il mondo, i radiotelecronisti e i cineoperatori. Secondo calcoli fatti alla vigilia del lancio, almeno seicento milioni di persone seguiranno il decollo del Saturn V verso la Luna sui teleschermi di quaranta paesi.

Le prime pagine di alcuni quotidiani italiani il giorno del lancio di Apollo 11 (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

Ore 15:32 italiane. Sono le nove e trentadue, ora della Florida. Al termine di un perfetto conto alla rovescia, dal complesso di lancio 39-A avviene la partenza del più potente razzo mai costruito dall’uomo fino a quel momento, il Saturn V. Lingue di fuoco arancione e bianco visibili a 100 chilometri di distanza si sprigionano dai cinque motori F-1 del primo stadio del gigantesco vettore. Il rombo assordante è avvertito fino a 50 chilometri di distanza. Il complesso spaziale, dapprima lentamente poi con una accelerazione sempre più crescente, sale verso il cielo.

Ore 09:32 ora della Florida lo spettacolare lancio del Saturn V.

I tre astronauti sono tutti veterani dello spazio, avendo volato in orbita nel 1966 in tre missioni separate: Neil Armstrong, comandante della missione, 38 anni, con la Gemini 8; Michael Collins, 38 anni, pilota del modulo di comando, con la Gemini 10; e Edwin “Buzz” Aldrin, 39 anni, pilota del modulo lunare, con la Gemini 12.

Nei primi due minuti e mezzo di volo il Saturn V, a una velocità di 9.650 km orari, raggiunge un’altitudine di 61 km, dove avviene il distacco del primo stadio, che ricade in mare. Si accendono quindi i cinque motori J-2 del secondo stadio, che rimangono in azione per circa sei minuti, spingendo il veicolo fino a un’altitudine di circa 185 km e una velocità di oltre 22.500 km orari. Esaurita la sua funzione, anche il secondo stadio si distacca dal vettore, dopo aver consumato 450 tonnellate di propellente.

Il veicolo si trova ormai oltre gli strati densi dell’atmosfera; ciò che rimane del gigantesco vettore che ha lasciato da pochi minuti la rampa di lancio funziona perfettamente e la torre di lancio o sistema di fuga in fase di lancio, ormai inutile, viene sganciata. A questo punto si accende l’unico motore J-2 del terzo ed ultimo stadio, che accelera il veicolo a circa 28.000 km orari, a una velocità cioè bastante ad equilibrarlo in orbita terrestre. Per le statistiche, il lancio del Saturn V-Apollo 11 è il 4.039° oggetto lanciato nello spazio dall’uomo.

Ore 15:44 italiane. Il complesso formato dalla navicella Apollo e dal terzo stadio del Saturn V si inserisce con regolarità in un’orbita di parcheggio intorno alla Terra con un perigeo (punto più vicino al nostro pianeta) di 183 km e un apogeo (punto più lontano) di 190 km. Spento il motore del terzo stadio, i tre astronauti controllano le apparecchiature di bordo per accertare che non vi siano danni dopo il tremendo sforzo del lancio. Intanto nella base di Houston alla quale è passato il controllo del volo dopo il distacco dalla rampa di lancio, i tecnici a terra, insieme agli elaboratori elettronici, eseguono i calcoli per stabilire il momento esatto in cui il veicolo dovrà essere inserito nella cosiddetta “traiettoria translunare”, la via che dovrà essere seguita per intercettare la Luna alla data stabilita.

Ore 18:16 italiane. Subito dopo l’inizio della seconda rivoluzione in orbita terrestre, il motore del terzo stadio viene riacceso per cinque minuti e 23 secondi in modo da passare dalla prima velocità cosmica (28,000 km orari circa), alla seconda velocità cosmica, o velocità di fuga dalla Terra (39.000 km orari circa), necessaria per sottrarre il veicolo alla forza di attrazione terrestre inserendolo nella “traiettoria translunare”. Ha inizio il fantastico viaggio di 73 ore dalla Terra alla Luna.

Il quotidiano “Il Giornale D’Italia”, con uscita pomeridiana, è tra i primi a riportare il felice inizio del volo di Armstrong, Collins e Aldrin (dalla collezione personale di Gianluca Atti).

Ore 18:43 italiane. Il complesso CSM, formato dal modulo di comando (CM) e dal modulo di servizio (SM), si stacca dal terzo stadio del Saturn V al quale rimane agganciato internamente il modulo lunare (LM o “Lem”). I bulloni che tengono uniti i quattro pannelli dell’adattatore entro il quale è avvolto il Lem vengono fatti saltare con un radiocomando inviato dalla navicella. I pannelli dell’adattatore si aprono come petali per consentire al CSM, che sta compiendo una piroetta di 180 gradi, di accostarsi con la prua al modulo lunare.

Ore 18:53 italiane. Il CSM perfeziona la manovra di accostamento effettuando l’aggancio con il modulo lunare.

Ore 19:42 italiane. Il CSM, agganciato prua contro prua al Lem, si stacca dal terzo stadio che si allontana definitivamente, evitando possibili collisioni, per finire in un’orbita solare. L’astronave si trova ora a 29.437 km dalla Terra, viaggia alla fantastica velocità di 4.517 metri al secondo e pesa ora “solo” (rispetto al momento della partenza da Cape Kennedy) 48.365 kg.

(continua)

Per saperne di più: Siamo davvero andati sulla Luna? Le risposte a tutti i dubbi in questo sito:

LUNA? Sì, ci siamo andati! (disponibile anche in edizione cartacea con il titolo Siamo mai andati sulla Luna?https://www.cicap.org/new/prodotto.php?id=7858).

Recensione: “L’ombra del sudario”, thriller sulla Sindone

Premessa: conosco l’autore da una vita per il suo lavoro per il CICAP e per amicizia personale, per cui questa recensione è inevitabilmente influenzata da questo legame, ma ho cercato di essere obiettivo e imparziale.

È uscito pochi giorni fa L’ombra del sudario, descritto come “un thriller tra le pieghe della Sindone”, e ho finito di leggerlo stanotte, intrigato e incuriosito da questa creazione letteraria di Luigi Garlaschelli, chimico, socio emerito del CICAP, noto per i suoi saggi e i suoi esperimenti di replicazione riguardanti fenomeni legati al paranormale religioso, come le stimmate di Padre Pio, il presunto sangue di San Gennaro e, appunto, la Sindone.

Ho sempre letto con piacere i saggi di Luigi su questi temi; scopro con altrettanto piacere che sa anche costruire una storia di fiction intrigante, agile e realistica intorno a questi argomenti, con personaggi ben delineati, uno stile asciutto e preciso e una costruzione ben orchestrata della struttura narrativa.

L’ombra del sudario è anche un libro divulgativo: la storia è un’occasione, ma non un pretesto, per presentare idee, temi e fatti tecnici e storici assolutamente reali calandoli in un contesto avventuroso e dinamico. Molti, leggendo questo libro, finalmente scopriranno cosa ne pensava realmente la Chiesa di questo reperto quando comparve inizialmente oltre settecento anni fa.

L’ho letto tutto d’un fiato (215 pagine) e mi sono divertito, scoprendo dettagli della storia della Sindone che non conoscevo e godendomi le citazioni e le allusioni che chi conosce il CICAP coglierà con particolare gusto aggiuntivo. Molti degli eventi e dei personaggi raccontati sono infatti ispirati da accadimenti e persone reali, ma con ampie licenze letterarie.

Ovviamente non faccio spoiler: vi dico solo dove trovarlo. È disponibile online subito qui presso Cartabianca Publishing (la casa editrice che ha reso possibili le traduzioni italiane delle autobiografie degli astronauti lunari alle quali ho collaborato) a 14 euro su carta e a 6,99 euro in formato digitale (EPUB, Kindle, Apple). La presentazione del libro è invece qui.

Buona lettura!

Domani sarò al Salone del Libro di Torino per presentare la nuova edizione cartacea del mio libro sui complotti lunari

Domani (16 maggio) alle 13.45 sarò alla Sala Madrid del Salone del Libro di Torino per presentare la nuova collana di libri del CICAP intitolata Think Deep, che esplora fatti, fenomeni e misteri con gli strumenti della scienza e del pensiero critico.

La collana è un’evoluzione dei “Quaderni del CICAP” e mira a rendere il pensiero critico e il metodo scientifico accessibili e coinvolgenti, offrendo libri che uniscono rigore e narrazione per esplorare con profondità temi complessi. Think Deep rappresenta un passo importante nella missione del CICAP di diffondere il metodo scientifico e la curiosità intellettuale a un pubblico sempre più ampio.

La collana debutta con tre volumi:

  • “Misteri sotto la mole – Storie piemontesi tra cronaca e leggenda”, di Sofia Lincos e Giuseppe Stilo, è una raccolta di storie misteriose, curiose vicende di cronaca e leggende metropolitane torinesi e piemontesi, analizzate attraverso dati e verifiche sul campo. A raccontarle, due autori esperti di misteri, curatori della rubrica “Il Giandujotto scettico” per la rivista Query.
  • “Siamo andati sulla Luna? Domande e risposte alla riscoperta di un’avventura straordinaria” è una versione aggiornata e a colori (e finalmente di nuovo su carta!) del mio libro dedicato alle risposte alle tesi di complotto riguardanti le missioni umane sulla Luna.
  • “Storia del Gran Cofto – Cagliostro e la massoneria occultista nel secolo dei lumi”, di Roberto Paura, affronta la figura ambigua e affascinante di Giuseppe Balsamo, noto come Conte di Cagliostro, e la sua incredibile ascesa dalle umili origini siciliane alle corti europee. Paura, giornalista e divulgatore, esplora in queste pagine anche il fenomeno delle logge massoniche segrete nell’epoca dell’Illuminismo.

I libri saranno presentati al Salone del Libro di Torino in un evento che vedrà presenti gli autori, insieme al Presidente del CICAP Lorenzo Montali, con la moderazione di Elisa Palazzi, climatologa all’Università degli Studi di Torino e componente del consiglio direttivo del CICAP.

Per chi non ci potrà essere, i libri della collana sono già preordinabili subito online.

Qui sotto trovate il video di promozione del mio libro.

Sono stato ospite del Gomitolo Atomico di Massimo Polidoro

Massimo Polidoro, amico e collega da una vita, mi ha invitato a partecipare al suo Gomitolo Atomico e ne è venuta fuori una bella chiacchierata sulla scienza, lo spazio, la vita (extraterrestre) e tutto quanto (cit.), parlando anche di Niente panico, per ora, la traduzione italiana dell’autobiografia dell’astronauta lunare Fred Haise di Apollo 13 (edita da Cartabianca Publishing). Il link diretto alla puntata su YouTube è questo.

Autocorrezioncella: il motto della missione Apollo 13 è Ex Luna, Scientia, non ex astris scientia come dico nel podcast.

Sci-Fi Universe, 18-19 gennaio 2025: scienza e fantascienza insieme per divertimento e conoscenza, con Luca Perri, Tony Amendola e tanti altri ospiti

Dopo il successo e il divertimento dell’edizione sperimentale di gennaio scorso, torna Sci-Fi Universe (per gli amici “la Sciallacon”), un weekend di conferenze di scienza e fantascienza, con ospiti come Luca Perri e Tony Amendola (Stargate), osservazioni astronomiche e solari (meteo permettendo) e workshop dedicati a fotografia, doppiaggio, podcasting, realtà virtuale e tanto altro ancora.

L’evento è organizzato dallo Stargate Fanclub Italia e io ho il piacere di esserne co-organizzatore, co-conduttore e docente di alcuni workshop e conferenze (per questa edizione, mi occuperò di podcasting e multiverso scientifico e fantascientifico).

Il raduno si tiene al Parc Hotel di Peschiera del Garda (con piscina, palestra, spa e spazi di gioco e intrattenimento per tutta la famiglia), il 18 e 19 gennaio 2025, con un prequel a sorpresa per chi arriva già di venerdì durante l’allestimento. Inoltre durante la convention ci sarà il compleanno della Dama del Maniero, per cui faremo anche un festeggiamento speciale per lei, con alcune cose mai viste e irripetibili.

L’ingresso standard costa 35 euro e vale per entrambi i giorni; ragazzi e ragazze dai 12 ai 17 anni e portatori di handicap entrano con 15 euro; chi ha meno di 11 anni o accompagna portatori di handicap entra gratis.

Se siete interessati a partecipare, la scheda d’iscrizione è qui e il programma completo è qui. Consiglio di non rinviare la prenotazione, perché i posti disponibili sono quasi esauriti. Le ultime notizie e le chicche della SFU vengono pubblicate non solo sul sito dell’evento (scifiuniverse.it) ma anche sui social network: Facebook, X/Twitter, YouTube, Instagram, TikTok e Mastodon.

Questi i club e le associazioni presenti: Stargate Fanclub Italia, Deep Space One, Moonbase ’99, S.T.E.I. Stazione Eco-Interstellare, Star Trek Torino, CICAP, ASIMOF, Doctor Who Italian Fan Club, Starfleet Section 31 Italy Department, Steampunk Nord-Est. Il media partner è FantascientifiCast.

Ospiti e relatori: l’attore Tony Amendola, l’astrofisico Luca Perri, il fisico e astrofisico Simone Jovenitti, l’esperto musicale Claudio Sonego, il traduttore e interprete specializzato in videogiochi Samuele Voltan, la docente di inglese Aurora Fumagalli (laureata in Lettere Moderne con tesi triennale su Star Trek), il giornalista e saggista Cesare Cioni, la consulente editoriale e traduttrice Chiara Codecà, l’ingegnere Dario Kubler (esperto di costruzione di componenti satellitari e di modelli spaziali ultrafedeli).

Workshop ed experience: Meet & Greet con Tony Amendola (che parla italiano), Stampa 3D a cura di GEALab.net, osservazione del Sole in sicurezza con gli esperti di Physical.pub, scrittura con Ida Daneri (docente di scrittura creativa), fotografia per smartphone con Andrea Tedeschi, podcasting con il sottoscritto, doppiaggio con Luca Gatta, scherma con spade laser a cura di GLSabers e Tortellino Laser ASD, prova della realtà virtuale, volo spaziale con Davide Formenti, ginnastica Klingon con Elena Albertini, e altro ancora.

Ci vediamo lì!

I video del convegno “Viaggio nel mistero”

Sono stati pubblicati poco fa su YouTube i video del convegno “Viaggio nel mistero – Indagine su misteri e casi irrisolti” tenutosi il 16 novembre scorso allo Yacht Club di Como e organizzato dal Premio Città di Como in collaborazione con il CICAP. Eccoli in ordine cronologico.

Il mio intervento introduttivo: Il fascino del mistero (link a YouTube).

I delitti di Jack lo Squartatore: relazione di Marianna Cuccuru (link a YouTube).

Stefano Covino: Ettore Majorana, il genio svanito nel nulla (link a YouTube).

Pierluigi Panza: I misteri nell’arte (link a YouTube).

Marco Castiglioni: L’armata perduta di Cambise (link a YouTube).

 Fabrizio Bovi: Volo MH 370, enigma ad alta quota (link a YouTube).

Rodolfo Rolando: Il caso Dyatlov, morti misteriose sugli Urali (link a YouTube).

Ci vediamo a Como sabato 16 novembre per parlare di misteri e casi irrisolti?

Sabato 16 novembre allo Yacht Club di Como si terrà l’evento Viaggio nel mistero – Indagine su misteri e casi irrisolti, organizzato dal Premio Città di Como in collaborazione con il CICAP. Io introdurrò la sessione del mattino, che durerà dalle 10 alle 12.30, parlando del fascino del mistero in generale; poi esploreremo i misteri nel crimine, con l delitti di Jack lo Squartatore a cura di Marianna Cucurru, esperta in criminologia, e i misteri nella fisica, con l’astrofisico INAF Stefano Covino, che parlerà di Ettore Majorana, il genio svanito nel nulla. Pierluigi Panza, giornalista e critico d’arte, ci racconterà I misteri nell’arte.

Nel pomeriggio, dalle 14.30 alle 16.30, sarà la volta di Marco Castiglioni (giornalista, direttore del Museo Castiglioni) con L’armata perduta di Cambise; Fabrizio Bovi (giornalista scientifico) presenterà Volo MH 370, enigma ad alta quota; e Rodolfo Rolando, membro del direttivo CICAP, parlerà de Il caso Dyatlov, morti misteriose sugli Urali.

In entrambe le sessioni ci sarà ampio spazio per le domande del pubblico. Il PDF del programma è scaricabile qui.

L’apertura al pubblico sarà alle 9:45. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti; è consigliabile prenotare scrivendo a info@premiocittadicomo.it.

Ci vediamo al CicapFest il 12 e 13 ottobre?

Quest’anno il CICAPFest si tiene dall‘11 al 13 ottobre, come consueto a Padova: il programma completo è online ed è come sempre ricchissimo. Io sarò presente sia come spettatore sia come relatore:

  • sabato 12 ottobre alle 17.30 sarò con Pif nel cortile di Palazzo Moroni per una chiacchierata a ruota libera intitolata Un marziano sulla Luna, presentata così: “Immaginate di dover spiegare a un marziano cosa sia una bufala informatica o una teoria del complotto. Quale modo migliore se non quello di intervistare uno dei più celebri “cacciatori di bufale” del pianeta? Attraverso un viaggio tra le leggende più incredibili che popolano la Terra, dal falso sbarco sulla Luna alle teorie fantasiose sull’11 settembre, l’intervista offrirà al marziano – e a noi spettatori – gli strumenti per distinguere la verità dalla finzione. Perché in un mondo sempre più dominato dall’informazione digitale, imparare a riconoscere le menzogne diventa un’abilità essenziale, tanto per gli abitanti della Terra quanto per chi arriva da altri mondi.”
  • insieme al professor Vittorio Marchis sarò domenica 13 ottobre alle 10 nell’aula Nievo di Palazzo del Bo, con un intervento dedicato a come abbiamo misurato l’universo, visto che il tema del CICAPFest di quest’anno è “Misurare il mondo”.

Ovviamente sarò in giro per Padova insieme alla Dama del Maniero, a partire da sabato pomeriggio, per cui se siete da quelle parti e vi va di fare due chiacchiere o anche solo fermarvi un attimo per un saluto, fatevi vivi!