Ultimo aggiornamento: 2023/06/07 1:35.
Ieri (5 giugno) Apple ha presentato il
Vision Pro, il suo
dispositivo indossabile per realtà aumentata o mista (attenzione: non
virtuale, che è una cosa differente). Molti hanno avuto un sussulto per
il suo prezzo, che parte da 3500 dollari, ma va ricordato che i
concorrenti di questo prodotto non sono i visori per realtà virtuale di
Oculus o simili: sono Hololens e Magic Leap, che hanno prezzi paragonabili.
La distinzione fra realtà aumentata/mista e realtà virtuale è fondamentale:
nella realtà virtuale, tutto quello che si vede è generato dal software. Nella
realtà aumentata, invece, il dispositivo mostra una visuale del mondo reale,
sulla quale viene sovrapposta e integrata un’immagine di oggetti sintetici che
si muovono, interagiscono e cambiano prospettiva come se fossero fisicamente
reali. Un componente meccanico complesso o un paziente chirurgico possono
essere mostrati virtualmente, sovrapposti al banco di lavoro o al tavolo
operatorio, e se ci si sposta l’immagine ruota e trasla di conseguenza.
Normalmente questo effetto viene ottenuto inserendo nel dispositivo uno
schermo semitrasparente che copre una parte del campo visivo e il resto
dell’ambiente reale viene mostrato semplicemente per trasparenza. Questo ha il
difetto di generare oggetti virtuali che hanno un “effetto fantasma”, ossia
sono semitrasparenti e non danno una sensazione di solidità. Inoltre
l’illusione è limitata a una porzione ridotta del campo visivo, per cui gli
oggetti virtuali vengono brutalmente troncati se superano i margini dello
schermo.
Nel caso del Vision Pro, invece, da quel che s’è capito nella presentazione,
particolarmente povera di dati tecnici, il display mostra una rappresentazione
digitale del mondo esterno acquisita attraverso le telecamere e i sensori e vi
sovrappone gli oggetti virtuali. Questo ha il grande vantaggio di dare
solidità a questi oggetti, rendendo molto più naturale la loro integrazione.
Niente effetto fantasma e niente troncamento.
L’abbondanza di telecamere esterne serve anche per un’altra distinzione
importante di Vision Pro rispetto ai dispositivi analoghi: l’assenza di
controller (o perlomeno la loro mancanza nei kit di base). Qui l’utente
non è tenuto a impugnare qualcosa con dei bottoni che facciano da telecomando e
indicatore di posizione delle mani: le telecamere riconoscono direttamente le
mani e rispondono ai gesti. Questo, se funziona bene, è molto più naturale ed
estremamente utile per chi deve usare questi dispositivi per fare qualcosa con
le proprie mani (per esempio intervenire su un macchinario o un paziente
avendo davanti agli occhi tutte le informazioni essenziali).
Apple ha cercato in tutti i modi di mostrare il Vision Pro minimizzandone le
dimensioni e gli ingombri (la foto frontale qui sopra fa sembrare che sia poco
più di un occhiale da sci, ma non è così e c’è pure un pacco batterie esterno)
e offrendo le solite immagini cool di gente strafiga, straricca e
spensierata, ma questo è un prodotto orientato principalmente alle
applicazioni tecniche e industriali (e a qualche appassionato di tecnologie
con più soldi che buon senso), come appunto Hololens e Magic Leap.
Il problema è che dalla curatissima presentazione di Apple mancano (se non mi
sono perso qualcosa) due dati importanti: la risoluzione e l’angolo del campo
visivo (oltre al peso, ma lasciamo stare). Inizialmente ai giornalisti non è stato concesso
di indossare il Vision Pro: anzi, non ci si poteva neppure avvicinare più di
tanto. Poi alcuni hanno avuto modo di provarli brevemente e in condizioni molto controllate.
Apple ha parlato di risoluzione dicendo che è come avere un televisore
4K per ciascun occhio, ma queste sono parole di marketing: quello che serve
sapere è il numero di pixel per grado. Se non è elevatissimo, l’illusione di
realtà crolla rapidamente. E la stessa cosa succede se l’angolo del campo
visivo è ristretto, e Apple ha parlato di schermi
“grandi come francobolli”. Provate a mettervi un francobollo a pochi
centimetri dagli occhi e ditemi quanto del vostro campo visivo ne viene
coperto.
Finché non saranno disponibili questi dati, è difficile valutare il prodotto.
L’unica cosa che si può ragionevolmente dire è che il video di Apple che
mostra quello che in teoria si vede attraverso un Vision Pro è
probabilmente una versione molto patinata di una realtà tecnica un po’ meno
fantascientifica.

