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Volete sapere come scavalcare la protezione delle cartucce delle stampanti Canon? Ve lo spiega Canon

C’è una tendenza molto diffusa nel mondo delle stampanti: integrare nelle
cartucce d’inchiostro o di toner un piccolo circuito integrato che consente alla
stampante di identificare se la cartuccia inserita è originale o prodotta da
terzi.

Questo consente ai produttori di stampanti di scoraggiare l’uso di cartucce
alternative, dato che gli utenti si ritrovano con messaggi di allarme che li
confondono se provano a usare inchiostro o toner non originali, che spesso
costano molto meno di quelli del produttore e funzionano altrettanto bene.

Nel caso delle stampanti HP, questo circuito integrato viene usato per
bloccare del tutto l’uso di cartucce alternative e addirittura per
impedire l’uso di cartucce originali in una regione del mondo diversa
da quella iniziale. Se si compra una stampante HP in Europa, per esempio, non
si possono usare cartucce originali HP provenienti dagli Stati Uniti. 

Questo permette alle aziende di impedire che un utente approfitti delle
differenze di prezzo fra le varie regioni del pianeta e introduce barriere
commerciali artificiali che danneggiano i consumatori, ma crea anche
situazioni paradossali. Normalmente viene da pensare che sia improbabile che
una stampante vada a spasso per il mondo, ma… che succede alle stampanti
installate a bordo delle navi? 

Una nave da crociera, per esempio, è in sostanza un albergo viaggiante, con
tanto di uffici che devono stampare cose di tutti i generi. Se la nave fa la
spola anche solo fra l’Africa e l’Europa, è attrezzata con stampanti HP
europee e sta finendo la scorta di toner, non può semplicemente comprarlo nel
primo porto africano che raggiunge, perché Africa ed Europa hanno due codici
regionali differenti per HP. Deve farlo arrivare da un fornitore che gli
procuri cartucce che appartengono alla stessa regione alla quale sono
vincolate le sue stampanti. Potete immaginare i costi e i disagi per le navi
che girano per tutto il mondo. E vorrei sottolineare che qui stiamo parlando
di cartucce originali.

I produttori di stampanti che adottano questa politica di blocco regionale
sono tanti:
Wikiwand cita anche
Lexmark, Canon, Epson e Xerox. 

Gli utenti, ovviamente, non gradiscono molto queste complicazioni artificiali,
per cui hanno accolto con molta
ironia la notizia
che Canon, a causa della penuria mondiale di circuiti integrati, ha dovuto
spiegare ai propri clienti come scavalcare le restrizioni che Canon stessa ha
imposto sulle proprie cartucce per stampanti.

In una
pagina del sito di Canon, infatti, si legge (in italiano; ho trovato anche una
versione in inglese
e
una in tedesco) che la
“continua carenza globale di componenti per semiconduttori” ha
obbligato l’azienda a rendere disponibili
“toner senza chip fino al ripristino della normale fornitura”. Questo
vuol dire che la stampante
dà errore quando si inserisce una cartuccia originale perfettamente
funzionante

e dice che la cartuccia non è riconosciuta ed è forse difettosa oppure non è
originale.

Se l’utente si fida di quello che gli dice la stampante, butta via la
cartuccia “difettosa” e ne prova un’altra, per scoprire che dà esattamente lo
stesso problema. Se il malcapitato utente non scopre quella pagina di
istruzioni di Canon e non è fra i destinatari della mail che Canon sta
inviando per avvisare del problema, non riuscirà a stampare, pur avendo una
stampante che funziona e una cartuccia originale altrettanto funzionante.

Le istruzioni per risolvere la magagna artificiale sono per fortuna molto
semplici: basta ignorare il messaggio di errore e cliccare su OK o
Chiudi per proseguire. Ora avete un modo per fare bella figura con i
colleghi disperati che non riescono a stampare.

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