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Tra un mese esatto forse si vola di nuovo intorno alla Luna

Il 6 febbraio 2026 è al momento il primo giorno di lancio possibile per Artemis II, la missione che prevede di riportare degli esseri umani intorno alla Luna dopo una pausa di quasi cinquantaquattro anni. Le ultime persone a trovarsi nelle vicinanze della Luna furono Gene Cernan, Harrison Schmitt e Ron Evans con la missione Apollo 17, che lasciò la superficie selenica il 14 dicembre 1972 dopo che Cernan e Schmitt vi avevano trascorso 75 ore.

Se tutto procederà secondo la tabella di marcia, quel giorno un razzo gigante SLS decollerà dalla storica rampa 39B del Kennedy Space Center, in Florida, trasportando la capsula di tipo Orion, denominata Integrity dal suo equipaggio di quattro persone: il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e i due specialisti di missione Christina Koch e Jeremy Hansen. Koch sarà la prima donna nella storia a volare fino alla Luna, Glover sarà la prima persona di colore a farlo, e Hansen sarà il primo non statunitense (è canadese).

In basso, Wiseman; a sinistra, Koch; in alto, Glover; a destra, Hansen.

La loro traiettoria è molto complessa e prevede una serie di orbite progressivamente più ellittiche che li porteranno a passare “dietro” la Luna (dal punto di vista di noi terrestri) a notevole distanza (alcune migliaia di chilometri) per poi tornare indietro verso la Terra, senza entrare in orbita lunare. Durante le prime orbite, nelle vicinanze della Terra, il pilota Glover comanderà il veicolo spaziale per effettuare delle prove di manovra di precisione, volando in formazione stretta con il secondo stadio del lanciatore SLS. Poi, se tutti i test avranno esito positivo, Orion accelererà verso la Luna.

Illustrazione schematica della traiettoria della missione (le distanze non sono in scala). Fonte: NASA, 2023.

Artemis II è considerato un test flight, ossia un volo di collaudo del veicolo Orion, del suo modulo di propulsione (costruito in Europa), e soprattutto dei suoi sistemi di sostentamento e supporto vitale degli astronauti. Una capsula Orion ha già volato fino alla Luna durante la missione Artemis I, ma senza equipaggio a bordo, nel 2022: ora si tratta di vedere se il veicolo è in grado di proteggere quattro persone dalle radiazioni, dalle temperature estreme e dal vuoto dello spazio. Tutti i test indicano che lo è, ma come al solito è la prova sul campo quella che conta.

Gestire un carico umano, con tutte le sue variabilità, non è facile: se per esempio gli astronauti si muovono intensamente, come avviene durante gli esercizi fisici necessari per mantenere il tono muscolare durante i dieci giorni che trascorreranno in assenza di peso, in cabina vengono generati molto calore e molta anidride carbonica in più, mentre quando dormono la loro generazione di calore e CO2 diminuisce fortemente, e i sistemi di bordo devono essere capaci di compensare prontamente tutte queste variazioni.

Va sottolineato che quella del 6 febbraio è la prima opportunità di lancio possibile. Considerata la delicatezza della missione e la complessità di un lancio spaziale, oltretutto lunare (quindi con ulteriori restrizioni dettate dalle posizioni relative della Luna, del punto di lancio e del punto desiderato di ammaraggio), è probabile che ci saranno rinvii.

Questa è la situazione fin qui: se volete sapere tutto su questa missione e sulla nuova gara per tornare sulla Luna, trovate online e in libreria il mio libro Ritorno sulla Luna e potete venire alla Sci-Fi Universe a Peschiera del Garda, dove parlerò in dettaglio di questo argomento domenica 18 gennaio alle 11.30. Qui sotto trovate gli ultimi aggiornamenti a completamento del libro.


Il lanciatore gigante SLS per Artemis II è stato assemblato e accoppiato alla navicella Orion nel corso del 2025 e gli astronauti si addestrano da mesi per tutti gli scenari possibili di questa missione.

Il 19 dicembre l’equipaggio ha svolto un’esercitazione sulle modalità di evacuazione in emergenza presso il Kennedy Space Center e il giorno successivo è stato effettuato un Countdown Demonstration Test: una prova generale di tutte le operazioni previste per il giorno della partenza, alla quale hanno partecipato gli astronauti. Durante questa prova il razzo, completamente assemblato, è rimasto nel gigantesco hangar denominato VAB (Vehicle Assembly Building), lo stesso nel quale furono assemblati i razzi lunari Saturn V oltre cinquant’anni fa.

I quattro membri dell’equipaggio hanno indossato le tute spaziali di sopravvivenza, quelle che useranno per il lancio e il rientro, e sono saliti a bordo della capsula in cima al vettore gigante, simulando l’intero conto alla rovescia, in modo da permettere a loro, al personale di lancio e agli addetti alla preparazione e chiusura della capsula di impratichirsi ulteriormente con tutte le fasi dei preparativi che avverranno il giorno del decollo. Non è stata la loro prima esercitazione in assoluto, ma è stata la prima per la quale è stato usato il veicolo effettivo invece di un simulatore. L’equipaggio è poi tornato a Houston, in Texas, per proseguire l’addestramento sui simulatori.

Da sinistra: Hansen, Koch, Glover e Wiseman indossano le tute di sopravvivenza davanti al Neil A. Armstrong Operations and Checkout Building, presso il Kennedy Space Center in Florida, durante la prova generale del 20 dicembre 2025. Credit: NASA/Glenn Benson.

Se tutto procede secondo i piani, il razzo dovrebbe effettuare il roll-out, la lenta e cauta marcia di trasporto dal VAB fino alla rampa di lancio 39B, entro pochi giorni: la portavoce della NASA, Bethany Stevens, ha detto il 2 gennaio che il roll-out è previsto fra “meno di due settimane” e ha confermato che la finestra di lancio inizia il 6 febbraio. Deve ancora essere installato e collaudato il flight termination system, ossia il sistema di autodistruzione d’emergenza del lanciatore, che si spera di non dover usare ma che è necessario approntare per evitare il peggio se al momento del decollo ci dovesse essere un problema grave con il veicolo, che sarà pieno di quasi tre milioni di litri di idrogeno e ossigeno liquidi ed è dotato di due enormi booster a propellente solido che una volta accesi non si possono spegnere e vanno quindi distrutti con cariche esplosive.

Quando il razzo sarà arrivato alla rampa, verranno effettuate altre prove generali: una insieme all’equipaggio, senza però riempire i serbatoi di propellente, e poi una senza equipaggio, nella quale il razzo verrà rifornito di propellente esattamente come se dovesse partire.


Questa missione volerà intorno alla Luna, senza scendervi. Ma se tutto fila liscio, Artemis III atterrerà al polo sud lunare. La data prevista continua a slittare: l’executive order di Trump del 19 dicembre 2025 parla del 2028, mentre finora la NASA aveva parlato di effettuarla entro il 2027. Considerato che l’addestramento per una missione lunare richiede circa 18 mesi e che l’equipaggio di Artemis III non è nemmeno stato scelto (perlomeno per quel che si sa pubblicamente), e considerato soprattutto che la NASA in questo momento non dispone di un veicolo capace di portare astronauti sulla Luna e non ha nemmeno pronte le tute per l’esplorazione lunare (non sto scherzando, è proprio così), la scadenza del 2028 è puramente ipotetica e dettata probabilmente da motivazioni politiche. La seconda presidenza Trump terminerebbe appunto nel 2028.

Fonti: Space.com; Ars Technica; NASA.

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Thomas

So che è orribile da dire, ma: spero che la notizia passi sotto traccia.

Altrimenti garantito che i MAGA faranno fuoco e fiamme per l’equipaggio “woke” (orrore, non sono tutti-tutti maschi bianchi statunitensi!!) e finisce che ci giochiamo la missione.

PGC New Edition

@Thomas: l’unico motivo per cui difficilmente lo potranno fare è che anche il backup crew include una donna ed un afroamericano. Ma sono sicuro che questa scelta, decisa molti anni fa (intorno al 2013) sia molto sgradita a Trump e al suo nugolo di leccapiedi sessisti e razzisti incluso il Direttore da lui nominato, Isaacman, il solito sicofante ricco sfondato.

Tra l’altro Christina Koch, che è stata winter-over a South Pole un’anno dopo di me e che credo di avere incontrato da quelle parti anni prima, lavorava al NOAA, una delle agenzie liquidate da Trump, prima di diventare astronauta.

Hansen invece è un canadese che lavora per l’Agenzia Spaziale del Canada (CSA). Figuriamoci quanto può essere ben visto dalla corrente amministrazione, ma almeno ha dalla sua il mascellone volitivo da vero amerikano :-).

Anche Glover immagino non sia… molto ben visto, anche se militare. Chiaro che se la selezione venisse fatta oggi sarebbero tutti bianchi e uomini. Col mascellone naturalmente.

Thomas

>l’unico motivo per cui difficilmente lo potranno fare è che anche il backup crew include una donna ed un afroamericano.

Dai per scontato che Trump non possa decidere di cambiare gli equipaggi così, perché può, e la NASA s’arrangi.

È una follia ovviamente. Ma stiamo parlando del tizio che si vanta di essere uno “stable genius” perché ha superato un “tough test” del tipo: riconoscere una papera, disegnare un orologio alle 11 e 10, ricordare tre parole a distanza di pochi minuti.

PGC New Edition

@Thomas,

non a caso ho scritto “difficilmente” 🙂 … Il problema è che il training per una missione del genere richiede anni, infatti questo crew è stato selezionato 12 anni fa.

Ma se ‘sto pazzo criminale vuole decide pure il colore delle mutande dei cittadini dell’Oklahoma. Con tutte le conseguenze del caso (non in caso di colore delle mutande ma di scelta dell’equipaggio).

PGC New Edition

Sorry, sorry, sorry: mi sono espresso male.

Intendevo dire che “She [Christina Koch, come anche Glover] was selected in 2013 as one of eight members of the 21st NASA astronaut class”, cioè 12 anni fa circa

Il Lupo della Luna

“a cognitive test, I outsmarted, u know, because I know more than every one in cognitive tests” (semi cit.)

Thomas

Per la serie “dettagli inutili che ti restano impressi”: ricordo che un astronauta statunitense era noto come “Ox”, ossia “il bue”.

Wikipedia mi dice che si chiama James van Hoften, e all’epoca delle missioni era circa un metro e novantatré. Se ci stava lui… 🙂

Piergiggi

a proposito di Hansen, sembra bello alto, forse supera il metro e novanta ? che tu sappia non ci sono problemi di “spazio” (scusate) nella navetta quando uno è così alto ?

Armando

Secondo paragrafo: “Glover sarà la prima persona a farlo”. Cosa significa?

Terzultimo paragrafo: “sarà pieno di quasi tremila litri di idrogeno e ossigeno liquidi”. Litri?

Vittorio

Oh, finalmente la cosa inizia a farsi interessante e posso tornare con la memoria a più di 50 anni fa.
P.S. Probabilmente te lo hanno già segnalato, ma c’è un punto nell’articolo non chiaro:
“Koch sarà la prima donna nella storia a volare fino alla Luna, Glover sarà la prima persona a farlo, e Hansen sarà il primo non statunitense (è canadese).”
Presumo intendessi scrivere “Glover sarà la prima persona DI COLORE a farlo”

Egidio Pignatelli

Altra domanda. 🙂
Cosa impedisce, alla Nasa, di usare la stessa tipologia di tute lunari usate nel 1970?
Certo, da allora la tecnologia ha fatto passi da gigante, ma l’uomo non è cambiato più di tanto, e anche le condizioni sulla Luna sono le stesse.
E, dato che il compito della tuta è di far sopravvivere gli astronauti sulla Luna, anche se la tecnologia è vecchia, immagino possa svolgere lo stesso egregiamente il suo lavoro.
O c’è qualcosa che mi sfugge?

Dario

Credo manchi qualcosa in questa frase ” Glover sarà la prima persona a farlo,”

PGC New Edition

Altra perfetta occasione per montare a neve ferma l’ego smisurato di quel pazzo assassino.

Mi chiedo tra l’altro se sotto pressione politica le misure di sicurezza e la prudenza necessaria in casi come questo non vegano allentate pur di farlo contento. Scenario simile per certi versi a quello che avvenne ai tempi del Challenger (vedi libro di Mike Mullane, per esempio).

Triste che non mi riesca più a entusiasmare per queste cose, ma proprio non ce la faccio.

Il Lupo della Luna

Osservazione interessante, ma sei certo che Trump sia davvero interessato a queste cose? Voglio dire, non c’è un introito economico diretto e tangibile.
Per tutte le altre caz… ehm cose che ha fatto finora, il fine era abbastanza palese: farci soldi.

Mi sembra un po’ una contraddizione: andare sulla Luna ma non spendere abbastanza soldi per farlo.

Il Lupo della Luna

Giusto, non avevo pensato alla Cina. Quindi insomma ci sono buone speranze che si torni sulla Luna. Almeno quello.

Certo è una soddisfazione amara sapere che ci si è tornati ANCHE per compiacere uno come Trump.

Il Lupo della Luna

EDIT: va bè che parliamo di uno che “coerenza” manco sa come si scrive ma…

Nadirik

La butto là: visto che abbiamo ampio margine, perché non organizziamo, come disinformatici, un viaggio negli USA in occasione del lancio di Artemis III? So che è rischioso perché potrebbe andare tutto a “carte e 48” ma potrebbe essere un’occasione per visitare altro.
Paolo potresti riciclare il programma che ha già usato per il tuo precedente viaggio? 😉

PGC New Edition

“Io non rimetto piede negli USA finché le cose stanno come stanno.”

Se penso che promisi (e lo feci) di non rimettere piede negli USA neanche durante la presidenza Bush, che in confronto a questo terrorista delinquente corrotto appare oggi come una viola mammola…. 🙁 Eppure era un periodo in cui collaboravo spesso con colleghi USA.

Se ci si ripensa… E’ incredibile come si sia abbassato il livello della politica, in generale nel mondo, in pochi decenni… Adesso, dopo averci vissuto, lavorato per diverse università USA, andato in visita non so più quante volte, non ci metterei più piede NEANCHE PAGATO, e nemmeno se mi invitassero a fare un giro gratis nella capsula Artemis!

Anche perché probabilmente verrei arrestato dalla TSA all’istante se mettono il naso nel mio laptop! Lo dico anche perché proprio ieri avevo ospiti dalle Hawaii che mi hanno invitato ad andarli a trovare, ma non credo sarà più possibile ormai in futuro. Non credo nemmeno che la transizione post-bush, anche ammesso che avvenga senza passare semplicemente a qualcuno pure peggio di lui, avverrà mai in maniera pacifica.

Peccato.

Maurice

“transizione post-bush”… Già fatta!
Probabilmente pensavi a post-Trump.

Bauci72

92 minuti di applausi!!

Maurice

“La civiltà è già arrivata sulla luna.
Speriamo che arrivi anche sulla terra!”
Paolo Poli

Vittorio

Adesso che ho 5 minuti di tempo libero sono riuscito a rileggere completamente l’articolo e mi sono accorto che, al contrario di quanto fecero Lovell, Borman e Anders nel 1968 non ci saranno orbite attorno alla Luna. A suo tempo Apollo 8 accese il motore per frenare ed entrare in orbita, mentre qui sarà in sostanza una rotta che sarà la copia di quella della missione Apollo 13 Unica differenza (per fortuna) è che la rotta di Apollo 13 fu seguita a causa del guasto del Modulo di Comando mentre qui (si spera) che tale rotta sia totalmente voluta e correttamente seguita.

zoomx

Però saltano anche il test del modulo di allunaggio, quello della decima missione

zoomx

Quindi c’è una missione Artemis II e mezzo?

Fabio Tamborini

grazie, non lo sapevo…..

Stefano Locatelli

Quando dici che la presenza nella capsula degli umani cambia le cose ad esempio per il calore e la CO2 extra quando fanno ginnastica intendi che non hanno provato a generare tale calore e CO2 artificialmente durante la missione senza equipaggio ?

Fabio Zizioli

Paolo, una curiosità… ci sarà almeno uno degli astronauti reduci delle missioni Apollo che assisterà al lancio?

Unochepassa

Quando ho letto “la prima persona a farlo” ho pensato alla gioia dei lunacomplottisti alla rivelazione 🙂

Albi

Bene, nonostante tutto quello che combinano ultimamente, questi eventi continuano ad appassionarmi.
Se tutto andrà bene temo, e dico temo, che il Kennedy Space Center potrebbe diventare il Trump Space Center. No dai, non arriverà a tanto…

Fabio Tamborini

Non vedo l’ora, una nuova Apollo 8…

atti gianluca

Guardando il calendario delle varie finestre di lancio dal mese di febbraio fino alla fine di Aprile la Luna che osserveremo dalla Terra e ancor meglio avranno occasione di vederla i “fantastici quattro” di Orion sarà in una fase di “Luna piena” o all’inizio dell’ultimo quarto.

attigianluca

Come appassionato di astronautica e collezionista di quotidiani e riviste che hanno raccontato la grande epopea lunare sono molto curioso di come sarà seguito soprattutto dalla carta stampata la missione che riporterà degli esseri umani finalmente di nuovo verso la Luna. P.S. non pretendo certo i titoli cubitali di Apollo 8 o Apollo 11 ma almeno un bel titolo in prima pagina e un ricco servizio all’interno sulla falsariga delle missioni Apollo 16 e 17.

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